Guida completa all’allattamento artificiale e gestione dei suinetti: tecniche, strumenti e buone pratiche

L'allevamento suinicolo moderno, caratterizzato da un costante aumento della prolificità, ha superato in molti casi il numero di capezzoli funzionali per scrofa. Questo squilibrio naturale crea una sfida gestionale importante: il numero di suinetti in eccedenza al momento del parto richiede interventi mirati, come l'impiego di balie, l'integrazione con latte artificiale o una combinazione strategica di entrambi i sistemi. L'obiettivo è garantire la sopravvivenza e l'uniformità della figliata, ottimizzando il peso allo svezzamento.

schema del ciclo vitale del suinetto dalla nascita allo svezzamento

L’allattamento artificiale: strumenti e tecniche di somministrazione

Quando la madre non è in grado di sostenere l'intera cucciolata o quando si presentano casi critici di singoli suinetti in condizioni precarie, l'intervento umano diventa provvidenziale. Per questi casi, l'utilizzo di kit specifici, come il PetAg Nursing Kit, è fondamentale per il successo dell'operazione.

Il kit per l'allattamento artificiale è progettato per cuccioli di taglia media e grande, ma si adatta perfettamente ai suinetti neonati. Il set comprende un biberon (spesso da 120 ml o 60 ml) corredato da speciali tettarelle in lattice o silicone alimentare, capaci di simulare esattamente l'azione del capezzolo materno.

Preparazione del biberon e gestione del flusso

La modalità d'uso richiede attenzione:

  1. Perforazione della tettarella: È necessario praticare un foro utilizzando un ago caldo. È fondamentale far raffreddare l'ago prima di rimuoverlo per evitare che il lattice si sciolga in modo irregolare. Alternativamente, si può praticare un taglio ad X.
  2. Controllo del flusso: La grandezza dell'apertura è la variabile che regola il flusso del latte; un foro troppo largo potrebbe causare soffocamento o sovraccarico digestivo, mentre uno troppo piccolo risulterebbe frustrante per l'animale.
  3. Igiene: La sanificazione è il pilastro del successo. Dopo ogni utilizzo, è necessario lavare con cura sia il biberon che le tettarelle utilizzando lo spazzolino in dotazione per evitare proliferazioni batteriche.

Gestione nutrizionale: dal latte artificiale allo svezzamento

Affrontare l'allattamento di un suinetto orfano richiede competenza nutrizionale. È un errore comune somministrare mangimi destinati alle scrofe adulte ai suinetti in fase di allattamento. Il suinetto necessita di un pre-starter altamente digeribile.

  • Composizione ideale: I prodotti per suinetti di pochi giorni devono contenere ingredienti come orzo, mais e soia sottoposti a trattamenti termici per migliorarne la digeribilità, arricchiti con sieri di latte e integratori specifici.
  • Transizione alimentare: Si consiglia di iniziare con un preparato più liquido, per poi passare gradualmente a una consistenza più densa, fino a inserire lo sfarinato.

Come preparare il biberon con latte in polvere #HiPP

Gestione ambientale e prevenzione delle perdite

L'aumento dell'uniformità della figliata passa non solo dal nutrimento, ma anche da un ambiente controllato. Nel caso di svezzamento precoce, specialmente se gestito con sistemi automatici (spesso tra i 7 e i 9 giorni di età fino ai 5 kg di peso), il controllo della temperatura ambiente è cruciale.

  • Temperatura e comfort: È necessario mantenere i 30°C con fonti di calore ausiliarie.
  • Gestione dell'umidità: L'ambiente deve essere il più asciutto possibile. L'uso di carta stracciata o polveri asciuganti aiuta a mantenere il benessere dei piccoli.
  • Correnti d'aria: Rappresentano il nemico numero uno; vanno evitate con assoluta precisione.

Sistemi automatici e abbeverata nelle stalle di accrescimento

L'integrazione del latte può avvenire tramite sistemi automatici o manuali. La gestione del latte alle figliate in sala parto sta diventando una pratica diffusa per massimizzare il peso allo svezzamento. In impianti di questo tipo, la sanificazione del circuito è un requisito fondamentale per evitare enteriti e altre problematiche sanitarie.

Quando i suinetti crescono e passano alla fase di accrescimento (dagli 8 ai 30 kg), l'accesso all'acqua diventa una necessità primaria. L'utilizzo di abbeveratoi a succhiotto, montati ad altezze differenziate in base alla dimensione dell'animale (circa 30-40 cm per i piccoli, 80 cm per gli adulti), è lo standard consigliato.

diagramma di un sistema di abbeverata a succhiotto in sala parto

Analisi critica della gestione della scrofa

Non bisogna dimenticare che il potenziale di crescita del suinetto è strettamente legato alla capacità lattifera della genetica utilizzata. Prima di ricorrere a supplementi costosi, è bene porsi domande critiche:

  • La curva di alimentazione della scrofa è corretta?
  • Le scrofe sono in condizioni fisiche ottimali?
  • Il flusso d'acqua è adeguato durante l'allattamento?

Una corretta gestione della mandria evita la necessità di interventi manuali eccessivi, sebbene il "biberon" resti lo strumento salvavita insostituibile per i casi di emergenza. L'esperto è, come diceva Niels Bohr, una persona che ha fatto in un campo molto ristretto tutti i possibili errori: imparare dalla pratica e mantenere le strutture pulite ed efficienti trasforma la gestione della stalla da un'odissea in una solida attività professionale.

Considerazioni sulla fornitura di acqua

È un mito da sfatare che il pastone sia sufficiente durante i mesi estivi. I suini hanno un fiuto sviluppato e, se hanno sete, troveranno il succhiotto. Tuttavia, l'acqua deve essere sempre pulita e l'abbeveratoio manutenuto. L'utilizzo di tubi di diametro adeguato (si consiglia il 18 mm per evitare che vengano piegati o danneggiati dagli animali) e una corretta pressione sono gli accorgimenti tecnici che garantiscono l'autonomia degli animali e riducono il carico di lavoro dell'allevatore.

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