Il sangue del cordone ombelicale: una risorsa preziosa per la cura delle malattie ematologiche

Il sangue del cordone ombelicale racchiude al suo interno una ricchezza eccezionale. Negli ultimi decenni alcuni ricercatori hanno dimostrato che il sangue presente nella vena ombelicale del cordone, il funicolo che collega feto e placenta, rappresenta una fonte preziosa di cellule staminali emopoietiche. Queste sono in grado di autoriprodursi e dare vita ad altre linee cellulari dalle quali derivano tutte le cellule del sangue. La donazione del sangue del cordone ombelicale è una procedura completamente indolore, sicura e non invasiva sia per la mamma che per il bambino, non incidendo in nessun modo con il parto e venendo effettuata con un prelievo di pochi minuti subito dopo la nascita.

rappresentazione stilizzata del cordone ombelicale e delle cellule staminali

Che cos'è il cordone ombelicale e perché è importante

Prima di spiegare perché donarlo, è utile approfondire cosa sia il cordone ombelicale. Si tratta, semplificando, di un collegamento vitale tra la madre e il bambino durante la gravidanza: un tubicino flessibile, lungo circa 50-60 centimetri, che si estende dalla placenta fino all’ombelico del nascituro. Attraverso questo cordone, il feto riceve tutto ciò di cui ha bisogno per crescere e svilupparsi. Il cordone ombelicale è composto principalmente da tre vasi sanguigni: due arterie e una vena. Intorno a questi vasi c'è una sostanza gelatinosa chiamata "gelatina di Wharton", che protegge i vasi sanguigni e garantisce che il sangue possa fluire senza interruzioni. Dopo la nascita, il cordone ombelicale non è più necessario per il bambino, ma il sangue in esso contenuto è una risorsa preziosa che può essere raccolta per scopi terapeutici e di ricerca.

Le modalità di donazione in Italia

In Italia, la normativa vigente permette la donazione del sangue del cordone ombelicale basandosi su principi scientifici e di solidarietà civile. Esistono tre scenari principali riguardanti la gestione di questa risorsa:

  1. Donazione Allogenica (Solidaristica): Consiste nel donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. È un atto altruistico che mette a disposizione della collettività questa risorsa, senza alcun onere economico per la famiglia.
  2. Donazione Dedicata: È possibile donare il sangue del cordone ombelicale a scopo "dedicato" quando il nascituro o un suo consanguineo presenta una patologia per la quale il trapianto è clinicamente indicato, o quando vi è un alto rischio familiare di malattie genetiche. Tale procedura è prevista dall'ordinanza vigente, previa presentazione di documentazione clinica rilasciata da un medico specialista.
  3. Conservazione Autologa (Privata): La conservazione privata del sangue del cordone ombelicale non è consentita in Italia, poiché, al momento, non esistono evidenze scientifiche riguardo a un suo impiego a scopo personale al di fuori dei casi specifici previsti dalla legge. I costi inerenti alla conservazione autologa presso una banca estera, laddove intrapresi, sono a carico del richiedente.

infografica sulle tipologie di donazione di sangue cordonale

Applicazioni cliniche: il ruolo nei trapianti

La possibilità di eseguire un trapianto di cellule staminali emopoietiche è legata all’identificazione di un donatore geneticamente compatibile con il paziente. La donazione del sangue cordonale assume, in quest’ottica, un’importanza enorme. Ad oggi, la principale applicazione clinica delle cellule staminali emopoietiche del cordone è il trapianto, che rappresenta una terapia salvavita di grande successo per curare gravi malattie del sangue, come le leucemie, i linfomi e alcune patologie genetiche come la talassemia.

Il sangue del cordone ombelicale contiene cellule staminali con relativa immaturità immunologica. Questa caratteristica consente spesso di superare le tradizionali barriere di compatibilità tra donatore e ricevente, permettendo di effettuare il trapianto anche tra persone non perfettamente compatibili, una condizione invece necessaria quando si utilizzano cellule staminali emopoietiche da adulto.

Il protocollo di raccolta e i requisiti di sicurezza

La raccolta del sangue cordonale è una manovra semplice che viene effettuata dopo la nascita del bambino e del taglio del cordone; pertanto, non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato. Il sangue cordonale è prelevato solo se in sala parto possono essere assicurati i massimi livelli assistenziali.

La mamma che desidera donare dovrà sottoscrivere un consenso informato, sottoporsi a un colloquio anamnestico e ad esami del sangue gratuiti al momento del parto e dopo sei mesi, per escludere la presenza di malattie infettive. È possibile donare presso una struttura ospedaliera accreditata come punto di raccolta.

19.04.2021 - Benvenuti in sala parto!

Controindicazioni ed esclusioni

Non sempre è possibile procedere alla donazione. Esistono criteri stringenti di selezione per tutelare la salute del ricevente e garantire l'alta qualità del campione. Sono escluse, ad esempio, le madri affette da malattie infettive trasmissibili (come Epatite B, C, HIV, HTLV), malattie autoimmuni sistemiche, o neoplasie maligne.

Il prelievo non è consentito nei parti prematuri prima della 37ª settimana per tutelare la salute del neonato (34ª settimana nel caso di donazione dedicata). Inoltre, il D.M. 18 novembre 2009 e le successive integrazioni definiscono un elenco dettagliato di esclusioni basato sulla storia clinica dei genitori, che include condizioni come l'assunzione di sostanze farmacologiche specifiche, l'alcolismo cronico o l'esposizione a metalli pesanti.

La qualità del campione e la gestione burocratica

Dopo la raccolta, il sangue cordonale viene inviato a una banca del sangue cordonale, dove viene analizzato per verificarne la qualità e la quantità di cellule staminali presenti. Se il campione soddisfa i criteri, viene processato, congelato e conservato in azoto liquido.

Le coppie che intendono donare devono ottenere l'idoneità alla raccolta, rilasciata dalla Banca del Sangue Cordonale di riferimento, che dovrà essere consegnata al personale del blocco parto al momento del ricovero. Le banche italiane operano all'interno di strutture pubbliche in conformità con gli standard di qualità definiti a livello nazionale e internazionale, garantendo che ogni passaggio sia tracciabile e sicuro.

Considerazioni sulla compatibilità e il futuro della ricerca

La donazione pubblica del cordone ombelicale aumenta la diversità genetica nelle banche di sangue, rendendo più facile trovare una corrispondenza compatibile per i pazienti in attesa. Oltre alle patologie ematologiche classiche, la ricerca continua a esplorare l'uso delle cellule staminali cordonali in ambiti sperimentali. Sebbene la scienza proceda rapidamente, la protezione del cittadino rimane al centro delle politiche del Sistema Sanitario Nazionale, che incentiva la donazione solidaristica basandosi sulla cosiddetta "medicina dell’evidenza", assicurando che le risorse siano impiegate solo laddove vi sia un reale e comprovato beneficio terapeutico per il paziente.

mappa concettuale dei passaggi per la donazione del cordone ombelicale

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