Il rap, nella sua essenza più profonda, non è soltanto ritmo e rima; è spesso una voce, un eco che risuona dalle strade, dai cuori, e talvolta, un sogno sussurrato per un'esistenza più armonica. L'idea di una "ninna nanna rap forse in un mondo migliore" evoca un'immagine potente: la capacità dell'hip hop di cullare, di riflettere e di ispirare un futuro in cui la musica diventi un veicolo di comprensione e di pace. In questo contesto, progetti come "The Craft" di Centochili emergono come fari, dimostrando come un percorso artistico autentico, radicato nella cultura e proiettato verso connessioni globali, possa incarnare proprio questa visione. Non si tratta solo di creare beat coinvolgenti o testi incisivi, ma di tessere un tappeto sonoro che, attraverso la sua identità e le sue aspirazioni, possa in effetti suonare come una ninna nanna per l'anima, promettendo un orizzonte più luminoso. L'album di Centochili non è semplicemente una raccolta di brani; è la testimonianza di un viaggio, di una passione e di una filosofia che, partendo dalle fondamenta del boom bap, si eleva per abbracciare una rete internazionale di talenti e di idee.
Dalle Consolle alla Produzione: La Genesi di "The Craft"
Il percorso artistico di Centochili, culminato nella realizzazione di "The Craft", non è un disco che nasce per caso. Questo progetto rappresenta la maturazione di un'esperienza pluriennale, un'evoluzione organica che ha visto Centochili transitare dal dinamismo dei dj set alla minuzia e all'introspezione della produzione discografica. Anni di impegno dietro le console, di ricerca meticolosa di suoni, di creazione di connessioni umane e artistiche, e di un'immersione totale nella cultura vissuta sul campo, hanno plasmato la loro identità. Tuttavia, con "The Craft", il duo ha scelto consapevolmente di spostare il focus sulla produzione, riportando tutto all’essenziale. Questo cambiamento di prospettiva non è stato una rottura con il passato, ma piuttosto una sintesi, una distillazione della loro esperienza in una forma d'arte più concentrata e personale.
Per molto tempo, infatti, Centochili è stato attivo soprattutto come DJ, un ruolo che richiede una sensibilità specifica, la capacità di leggere la sala, di interpretare l'energia del pubblico e di guidarlo attraverso un viaggio sonoro. Questa esperienza ha fornito loro una comprensione profonda della struttura musicale, del ritmo e dell'impatto emotivo che un determinato sound può avere. Quando si è invitati a suonare in qualità di DJ, si è chiamati a portare qualcosa che piaccia in base al tipo di occasione, un po' come un ospite ad una cena. Si selezionano brani, si creano mix, si curano transizioni, il tutto con l'obiettivo di soddisfare e coinvolgere chi ascolta, mantenendo al contempo la propria cifra stilistica. È un equilibrio delicato tra l'espressione personale e l'adattamento al contesto.
La transizione alla produzione, invece, è descritta come un'esperienza radicalmente diversa, quasi antitetica al ruolo del DJ. Diventare produttori è come essere gli anfitrioni di quella stessa cena. Quando si ospita, infatti, si deve accogliere al meglio le persone che hanno accettato l'invito, curando ogni dettaglio, dall'atmosfera al menù. La differenza tra suonare e produrre penso sia proprio questa, come sottolineato dagli stessi artisti. Produrre significa non solo creare un ambiente sonoro, ma esserne l'architetto, il curatore, colui che definisce la direzione e la visione. Richiede una responsabilità maggiore, un controllo totale sul processo creativo e la capacità di costruire un'esperienza sonora completa e coerente, dal primo beat all'ultimo riverbero. "The Craft" è, dunque, il risultato di questo passaggio da "ospiti" a "padroni di casa" del proprio universo sonoro, un impegno che ha permesso loro di dare forma concreta a una visione artistica ben definita.

Il Cuore del Boom Bap: Identità e Autenticità Sonora
Al centro dell'universo sonoro di Centochili e di "The Craft" pulsa un'identità inequivocabile: il boom bap. Il vostro suono mantiene una forte identità boom bap, affermano gli artisti, non come una scelta strategica dettata dalle tendenze del mercato, ma come un'espressione intrinseca del loro essere. Siamo cresciuti con quello, è quello che ci rappresenta, spiegano, evidenziando una connessione profonda e quasi viscerale con questo genere. Il boom bap non è per loro una formula da applicare, ma la linfa vitale che nutre ogni loro creazione.
Il boom bap è un sottogenere dell'hip hop le cui radici affondano nella East Coast degli Stati Uniti, in particolare a New York, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Il suo nome onomatopeico deriva dal suono caratteristico della cassa ("boom") e del rullante ("bap") che costituiscono l'ossatura ritmica dei brani. È un sound grezzo, diretto, spesso basato su campionamenti di breakbeat tratti da dischi funk, soul e jazz. Le batterie sono potenti, sporche, con un groove incalzante e una sensazione di "head-nodding" irresistibile. A queste si aggiungono linee di basso profonde, loop di fiati, chitarre e vocalizzi, creando texture sonore complesse ma allo stesso tempo essenziali. Artisti come DJ Premier, Pete Rock, Large Professor e Q-Tip sono stati pionieri e maestri di questo stile, definendo un'estetica che ha influenzato generazioni di produttori e rapper.
La scelta, o meglio, l'ineluttabilità del boom bap per Centochili, è un atto di fedeltà alle proprie origini musicali. Crescere con il boom bap significa aver assorbito non solo le sue peculiarità sonore, ma anche la sua filosofia: l'importanza del beat come fondamento, la centralità del sample come strumento di rielaborazione e omaggio, e l'autenticità come valore supremo. In un panorama musicale sempre più frammentato e influenzato da mode passeggere, mantenere una forte identità boom bap significa resistere alla tentazione di conformarsi, scegliendo invece di affinare e celebrare un sound che, pur essendo "classico", possiede una vitalità e una rilevanza intramontabili. Questo attaccamento al boom bap non è una limitazione, ma piuttosto una solida base da cui esplorare nuove sonorità, pur rimanendo fedeli a se stessi. È la dimostrazione che la tradizione può essere un trampolino di lancio per l'innovazione, e che la riconoscibilità di uno stile può diventare un marchio distintivo in un mondo di continue trasformazioni. L'identità boom bap di Centochili è, in questo senso, una dichiarazione d'intenti: un impegno verso la qualità del suono, la profondità del groove e la veridicità dell'espressione artistica.
The Evolution of Boom Bap: From Old School to Now
La Dualità dell'Hip Hop: Tra Punchline e Consapevolezza
Un aspetto fondamentale che rende "The Craft" un progetto di notevole spessore è la sua capacità di abbracciare e rappresentare la dualità intrinseca dell'hip hop. Nel disco, infatti, convivono punchline hip hop e tracce più conscious, una coesistenza che non è frutto di calcolo, ma di un processo spontaneo e autentico. È importante ed automatico, dicono gli artisti, sottolineando come questa fusione rifletta il loro desiderio di mostrare entrambe le anime dell’hip hop. Questa integrazione tra momenti di puro virtuosismo lirico e passaggi di riflessione più profonda è ciò che conferisce all'album una ricchezza e una complessità uniche.
Le punchline, termine tecnico dell'hip hop, sono versi finali di una battuta o di una rima, concepiti per essere particolarmente incisivi, sorprendenti e memorabili. Spesso contengono giochi di parole, metafore complesse o riferimenti culturali che mirano a colpire l'ascoltatore con intelligenza e arguzia. Sono l'espressione della bravura tecnica del rapper, della sua abilità nel manipolare il linguaggio e nel creare immagini vivide in poche parole. Rappresentano l'anima più giocosa, competitiva e stilistica dell'hip hop, quella che celebra la maestria verbale e la capacità di stupire. In un certo senso, le punchline sono il lato energico e assertivo del rap, quello che può infiammare un pubblico e dimostrare la superiorità lirica.
Dall'altro lato, le tracce più conscious (dall'inglese "conscious hip hop") si dedicano a temi di consapevolezza sociale, politica, spirituale o personale. Questo tipo di rap si allontana dalla glorificazione di sé o dalla narrazione di storie di strada fine a se stessa, per affrontare questioni più ampie e universali. Parla di ingiustizia, disuguaglianza, povertà, razzismo, ma anche di speranza, resilienza, crescita personale e spiritualità. Artisti come Common, Mos Def, Talib Kweli, e in passato Public Enemy o KRS-One, hanno elevato il rap conscious a una forma d'arte che stimola il pensiero critico e invita all'introspezione. Queste tracce agiscono quasi come una "ninna nanna rap" in un senso metaforico, offrendo non solo intrattenimento, ma anche conforto, comprensione e una guida verso una visione di un mondo migliore. Possono toccare corde emotive profonde, spingere alla riflessione e, in ultima analisi, ispirare un cambiamento sia a livello individuale che collettivo.
La capacità di Centochili di equilibrare queste due sfaccettature - l'energia della punchline e la profondità del conscious - è una testimonianza della loro comprensione olistica del genere. Non si tratta di scegliere tra divertimento e serietà, ma di riconoscere che entrambi sono componenti vitali dell'hip hop. Le punchline mantengono vivo l'aspetto del gioco e della performance, mentre le tracce conscious elevano il messaggio, conferendo alla musica una risonanza che va oltre il semplice ascolto. Questa fusione crea un'esperienza d'ascolto completa, in grado di soddisfare sia l'appassionato di tecnica lirica sia chi cerca nella musica un veicolo per la riflessione e l'ispirazione. È un approccio che arricchisce il dialogo tra artista e pubblico, mostrando che il rap, con la sua ricchezza espressiva, può essere al tempo stesso un inno energico e una melodia riflessiva per un mondo che aspira a essere migliore.
Connessioni Oltre Confini: Una Rete Internazionale Naturale
Una delle caratteristiche più evidenti e affascinanti di "The Craft" è la sua dimensione globale. Il disco nasce da un’idea di EP tra amici e si è trasformato in un album con numerosi featuring internazionali, un'evoluzione che testimonia la potenza delle connessioni umane e musicali. La direzione chiara del progetto ha permesso la creazione di una rete internazionale che si è creata in modo naturale, partendo dai beat e arrivando alle persone. Questo processo di collaborazione transnazionale non è stato forzato, ma è emerso spontaneamente dalla qualità della musica e dalla visione condivisa.
Il mondo dell'hip hop è da sempre caratterizzato da uno spirito di collaborazione, ma l'era digitale ha amplificato esponenzialmente la possibilità di connettere artisti da ogni angolo del pianeta. Centochili ha saputo sfruttare questa opportunità non attraverso strategie di marketing aggressive, ma lasciando che la musica parlasse da sé. La forza dei loro beat, la loro identità boom bap e la loro visione artistica hanno agito come un magnete, attirando talenti da diverse culture e contesti geografici. Questi scambi non sono meramente opportunistici; sono incontri autentici che arricchiscono il tessuto sonoro dell'album, portando prospettive, lingue e stili diversi che si fondono in un'unica armonia.
L'entusiasmo per queste collaborazioni è palpabile nei racconti degli artisti. Quando Afu-Ra, leggenda del rap newyorkese, ci ha mandato il suo numero di telefono, è stato un momento di svolta che ha confermato la portata internazionale che il progetto stava assumendo. Questo non è solo un aneddoto, ma la materializzazione di un sogno per molti artisti hip hop: collaborare con le proprie icone. Ancora più emblematico è l'episodio in cui, sempre Afu-Ra, chiamò Edo a notte fonda per chiedergli come si pronunciava “Centochili”!, un momento che non solo aggiunge un tocco di umanità e umorismo, ma sottolinea anche la spontaneità e la genuinità dei legami che si stavano creando. Questi non sono semplici featuring, ma veri e propri dialoghi artistici che hanno superato le barriere geografiche e linguistiche, dimostrando come la musica possa essere un linguaggio universale.
La costruzione di questa rete internazionale è un esempio perfetto di come la passione e la dedizione possano aprire porte inattese. Ogni featuring è un pezzo di un puzzle più grande, un tassello che aggiunge colore e profondità al quadro complessivo di "The Craft". Artisti provenienti da background diversi apportano la propria unicità, sia in termini di flow che di contenuto lirico, mescolando così il sound distintivo di Centochili con influenze globali. Questa fusione non solo eleva la qualità del disco, ma rafforza anche il messaggio di un'hip hop senza confini, capace di unire persone attraverso il potere del ritmo e della rima. È un inno alla diversità e alla collaborazione, un'espressione tangibile di come la musica possa costruire ponti, superare divisioni e contribuire a quella visione di un mondo migliore, più interconnesso e armonioso.

L'Arte del Campionamento: Rinascita Sonora dal Passato
Al centro del processo creativo di Centochili, e più in generale della tradizione boom bap, vi è una pratica antica e allo stesso tempo infinitamente moderna: il campionamento. Quasi sempre partiamo dall’ascolto di vecchi brani, dall’estrapolazione di suoni ricreandone un sample ed in seguito realizzare tutto il resto, spiegano gli artisti, svelando un metodo che è sia un omaggio al passato sia un atto di innovazione. Questa metodologia non è una semplice tecnica, ma una filosofia che permette di dare nuova vita a frammenti sonori preesistenti, trasformandoli in elementi costitutivi di qualcosa di completamente nuovo.
Il campionamento, o "sampling", è la pratica di prendere una sezione, o "sample", di un brano musicale registrato in precedenza (o di qualsiasi altra sorgente sonora) e riutilizzarla in una nuova composizione. Nell'hip hop, questa tecnica è stata una pietra angolare fin dai suoi albori, quando i DJ del Bronx, come Kool Herc, iniziavano a isolare e loopare i "breakbeat" - le sezioni strumentali più ritmiche dei dischi funk e soul - per far ballare la folla più a lungo. Da allora, il campionamento si è evoluto, diventando un'arte complessa che richiede non solo un'orecchio attento per individuare il campione perfetto, ma anche la creatività e la perizia tecnica per manipolarlo, tagliarlo, pitcharlo, distorcerlo e intrecciarlo con altri elementi sonori.
Per Centochili, l'approccio inizia con un'immersione profonda nella musica del passato. L'ascolto di vecchi brani non è una ricerca casuale, ma una vera e propria esplorazione archeologica sonora. È la caccia a quella singola nota di pianoforte, a quel colpo di batteria isolato, a quella linea di basso funk o a quel riff di chitarra jazz che possiedono una scintilla particolare. Una volta individuato, il suono viene estrapolato, separato dal suo contesto originale e isolato. Questo processo di "ricreazione" del sample non si limita a un semplice copia-incolla; implica spesso una manipolazione profonda per adattarlo al nuovo contesto, per dargli una nuova identanza e per integrarlo armonicamente nel beat che si sta costruendo.
Una volta che il sample è stato plasmato, diventa la fondazione su cui realizzare tutto il resto. A partire da questo frammento sonoro, Centochili costruisce l'intero arrangiamento: la programmazione delle batterie, l'aggiunta di linee di basso originali, la stratificazione di synth, gli effetti e tutto ciò che contribuisce a creare l'atmosfera e il groove del brano. In questo modo, un suono di trenta, quaranta o anche cinquant'anni fa, viene rianimato e reinventato, diventando parte integrante di una nuova narrazione sonora. Questo non è solo un tributo al passato, ma un dialogo creativo tra generazioni musicali, un ponte che collega epoche diverse attraverso il linguaggio universale del suono. L'arte del campionamento, come praticata da Centochili, dimostra che la vera originalità non risiede sempre nella creazione dal nulla, ma spesso nella capacità di vedere e far emergere il potenziale inespresso in ciò che già esiste, trasformando frammenti storici in elementi vibranti di un futuro musicale.
"Waoh": La Scintilla Iniziale di un Progetto Grande
Ogni progetto ambizioso ha un punto di origine, un momento catalizzatore che ne segna l'inizio e ne definisce la traiettoria. Per Centochili e il loro album "The Craft", quel momento è stato incarnato dal primo singolo, “Waoh”. È la traccia che ha dato il via a tutto, una dichiarazione che sottolinea l'importanza cruciale di questo brano nella genesi dell'intero progetto. Senza quella probabilmente il disco non esisterebbe, affermano gli artisti, enfatizzando il ruolo indispensabile di "Waoh" non solo come primo assaggio musicale, ma come vera e propria pietra angolare su cui è stata costruita l'intera opera.
Spesso, un singolo brano può contenere in sé il DNA di un intero album. Può rappresentare la visione artistica, il sound, l'energia e il potenziale che il progetto intende esprimere. "Waoh" ha evidentemente svolto questa funzione per Centochili. La sua creazione, la sua ricezione e l'energia che ha generato hanno probabilmente fornito agli artisti la conferma e lo slancio necessari per trasformare un'idea embrionale in un progetto discografico completo e ambizioso. Un singolo non è solo un veicolo promozionale; può essere un test, una sperimentazione, una prima esplorazione di un territorio sonoro. Se quella esplorazione risuona, se "fa Waoh" per l'appunto, allora si apre la strada per un'intera avventura creativa.
La forza di "Waoh" potrebbe risiedere nella sua capacità di catturare immediatamente l'essenza del sound Centochili: l'identità boom bap inconfondibile, la precisione dei campionamenti, la fusione tra punchline e un'atmosfera complessiva che invita all'ascolto. Potrebbe aver rappresentato il perfetto biglietto da visita per il loro approccio, mostrando al mondo un assaggio della loro maestria e del loro gusto. La sua natura di "starter" per l'album suggerisce che in quel brano c'era una scintilla particolare, un'energia contagiosa che ha motivato gli artisti a continuare, a espandere quell'idea iniziale in un corpo di lavoro più ampio e articolato.
Il fatto che un singolo brano possa essere così determinante evidenzia anche l'importanza dell'ispirazione e del flusso creativo. A volte, un'idea particolarmente forte o un beat irresistibile può sbloccare un intero processo, portando alla luce un'intera collezione di tracce. "Waoh" non è stato solo il primo brano a essere pubblicato, ma con ogni probabilità è stato il primo a delineare chiaramente la direzione artistica, fungendo da bussola per tutte le composizioni successive. Ha stabilito il tono, il mood e le aspettative, sia per gli artisti stessi che per il pubblico. Questo dimostra come, anche nei progetti più complessi e con una rete di collaborazioni estesa, la nascita di tutto può dipendere da un singolo, potente, e inaspettato "Waoh", un urlo di sorpresa e ammirazione che ha aperto le porte a un mondo di possibilità sonore.
La Chiusura di un Cerchio e un Nuovo Inizio: Il Tempo di "The Craft"
"The Craft" non è solo un album; è la testimonianza di un ciclo completo e l'annuncio di un orizzonte nuovo per Centochili. È la chiusura di un cerchio iniziato anni fa ed allo stesso tempo un nuovo inizio, una dichiarazione che racchiude in sé il senso di compimento e la promessa di future esplorazioni. Questo progetto arriva dopo anni di lavoro e di pausa, un periodo di riflessione e di crescita che ha permesso agli artisti di affinare la loro visione e di tornare con una proposta matura e consapevole.
Il concetto di "chiusura di un cerchio" implica il raggiungimento di un obiettivo a lungo perseguito, la concretizzazione di un'idea che ha germogliato e si è sviluppata nel tempo. Per Centochili, questo cerchio può rappresentare la piena realizzazione della loro identità come produttori, il consolidamento del loro suono distintivo e la capacità di tradurre le loro esperienze da DJ in una forma discografica compiuta. Dopo un lungo percorso fatto di dj set, connessioni e cultura vissuta sul campo, "The Craft" sintetizza tutte queste tappe, trasformando anni di apprendimento e di interazione con la musica in un'opera tangibile. È il momento in cui tutte le tessere del puzzle trovano il loro posto, rivelando l'immagine completa di ciò che Centochili è diventato.
Parallelamente a questa chiusura, l'album si presenta come un nuovo inizio. Ogni progetto artistico, una volta completato, apre inevitabilmente nuove strade e suggerisce nuove direzioni. Per Centochili, questo significa capitalizzare l'esperienza di "The Craft" per spingersi oltre, esplorare nuove sonorità, consolidare ulteriormente le loro connessioni internazionali e continuare a evolvere come creatori musicali. Un nuovo inizio può significare anche una maggiore consapevolezza delle proprie capacità, una rinnovata energia creativa e una visione più chiara per il futuro. Non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio per avventure sonore ancora da scoprire.
Il fatto che il progetto arrivi dopo anni di lavoro e di pausa è significativo. Le pause, nel percorso creativo, non sono tempi morti, ma spesso periodi di incubazione essenziali. Sono momenti di distacco che permettono di ricaricare le energie, di acquisire nuove prospettive e di lasciare che le idee maturino. Un periodo di pausa può servire a filtrare le esperienze, a riflettere sul proprio percorso e a rafforzare la propria identità artistica. Il ritorno con "The Craft" dopo un tale intervallo suggerisce che l'album è stato forgiato con intenzionalità e cura, riflettendo una maturità artistica che solo il tempo e l'esperienza possono conferire. È il frutto di una gestazione consapevole, non di una frettolosa produzione. Questo equilibrio tra il compimento di un ciclo e l'apertura a nuove possibilità rende "The Craft" non solo un album, ma una dichiarazione programmatica: un'opera che celebra il passato, vive intensamente il presente e guarda con fiducia a un futuro ricco di nuove sonorità e collaborazioni, alimentando la visione di una "ninna nanna rap" che continua a evolvere in un mondo che cerca costantemente una sua migliore versione.
La Filosofia dell'Ospitare: Dal DJ al Produttore
La distinzione tra il ruolo del DJ e quello del produttore, sebbene entrambi centrali nel panorama musicale, viene magnificamente illustrata da Centochili attraverso un'analogia vivida e immediatamente comprensibile. Credo sia come quando si organizza una cena, spiegano gli artisti, per evidenziare le diverse responsabilità e approcci richiesti da ciascun ruolo. Questa metafora non è solo descrittiva, ma profondamente illuminante sulla mentalità che sta alla base della creazione artistica.
Quando si è invitati a una cena, il ruolo dell'ospite è quello di contribuire positivamente all'atmosfera, portando qualcosa che piaccia in base al tipo di occasione. Un DJ, in questo senso, è un ospite d'onore. La sua missione è selezionare e proporre musica che si adatti all'ambiente, all'energia della folla e alle aspettative dell'evento. Deve dimostrare la propria sensibilità nel leggere la sala, nel miscelare brani in modo fluido e nel creare un viaggio sonoro che tenga alta l'energia e l'interesse del pubblico. L'ospite porta il proprio contributo, ma opera all'interno di un contesto già definito, seguendo un certo protocollo e adattandosi all'ambiente creato da altri. Il DJ porta la sua collezione, la sua tecnica, la sua cultura musicale, ma è sempre al servizio di un'esperienza che non ha interamente plasmato. La sua arte sta nell'interazione, nella reazione e nell'elevazione di un'atmosfera esistente.
D'altra parte, quando si ospita una cena, il ruolo cambia radicalmente. In questo caso, si deve accogliere al meglio le persone che hanno accettato l'invito, curando ogni minimo dettaglio, dall'allestimento della tavola alla scelta del menù, dalla musica di sottofondo all'illuminazione. Il padrone di casa è l'architetto dell'esperienza, colui che definisce l'ambiente, l'atmosfera e il tono. Il produttore musicale, nell'analogia di Centochili, è il padrone di casa. La sua responsabilità non è solo quella di scegliere i "piatti" (i suoni, i campionamenti, i testi), ma di "cucinarli" da zero, di creare un'intera esperienza sonora che sia coesa, significativa e che rifletta una visione personale e profonda.
La differenza tra suonare e produrre penso sia proprio questa, concludono gli artisti, sottolineando la transizione da un ruolo di interprete e selezionatore a quello di creatore e architetto. Produrre significa assumersi la piena responsabilità di ogni elemento sonoro, dal beat fondamentale alla sfumatura più sottile. Significa avere il controllo completo sul messaggio, sull'emozione e sull'estetica complessiva. Richiede un investimento di tempo, energia e visione molto più profondo, poiché ogni decisione, ogni scelta di campionamento, ogni arrangiamento contribuisce a definire l'identità del "mondo" che si sta creando. Questa filosofia del "padrone di casa" è ciò che ha permesso a Centochili di forgiare "The Craft" con una direzione così chiara e un'identità così forte, trasformando la loro vasta esperienza musicale in un'opera che accoglie l'ascoltatore in un universo sonoro curato in ogni dettaglio.

Proiettare il Suono nel Futuro: L'Impegno per la Musica Internazionale
Guardando al futuro, Centochili esprime una visione chiara e coerente con il percorso tracciato da "The Craft". Desideriamo continuare a produrre musica internazionale mantenendo lo stesso approccio e trattamento di questo album, connettendo artisti da tutto il mondo, affermano gli artisti. Questa dichiarazione non è solo un'aspirazione, ma un vero e proprio manifesto che riafferma i principi fondamentali del loro lavoro e il loro desiderio di espandere ulteriormente l'impatto della loro musica.
Il mantenimento dello "stesso approccio e trattamento" implica una fedeltà ai valori che hanno reso "The Craft" un progetto così significativo. Questo include la profonda identità boom bap che li contraddistingue, la cura meticolosa nella scelta e manipolazione dei campionamenti, l'equilibrio tra punchline e tracce conscious, e la predilezione per connessioni autentiche e organiche con altri artisti. Non si tratta di replicare la formula in modo sterile, ma di applicare una metodologia collaudata e una filosofia artistica ben definita a nuove creazioni. È l'impegno a non compromettere la qualità o l'integrità artistica per inseguire mode passeggere, ma a costruire sul successo di un modello che si è dimostrato efficace e apprezzato.
L'ambizione di continuare a produrre musica internazionale è un'estensione naturale della rete globale che si è già creata intorno a "The Craft". Il desiderio di connettere artisti da tutto il mondo riflette una comprensione profonda del potere unificante della musica. In un'era in cui le barriere geografiche e culturali possono sembrare ancora significative, l'hip hop, con il suo linguaggio universale di ritmo e rima, ha la capacità intrinseca di trascendere i confini. Centochili si posiziona come un facilitatore di questi scambi, un catalizzatore che permette a diverse voci e stili di convergere in un'unica piattaforma creativa. Queste connessioni non sono solo professionali, ma spesso personali, creando legami che arricchiscono non solo la musica, ma anche le vite degli artisti coinvolti.
Questa visione a lungo termine è intrinsecamente legata all'idea di una "ninna nanna rap forse in un mondo migliore". Produrre musica che connette culture diverse, che promuove la consapevolezza e che si basa su principi di autenticità e collaborazione, è di per sé un contributo alla costruzione di un mondo più armonioso. La musica può essere un ponte per l'empatia, un mezzo per comprendere prospettive diverse e per celebrare la ricchezza della diversità umana. Continuando su questa strada, Centochili non solo espande il proprio catalogo musicale, ma contribuisce attivamente a plasmare un futuro in cui l'hip hop possa continuare a essere una forza positiva, una voce che culla e ispira, un inno per un'umanità più connessa e consapevole. Il loro impegno per la musica internazionale è quindi molto più di una strategia di carriera; è una missione artistica che mira a lasciare un'impronta duratura nel panorama musicale globale e nel cuore degli ascoltatori.