Il primo bagnetto del neonato è un momento speciale, carico di emozioni ma anche di dubbi: quando farlo, quali prodotti usare e come renderlo un rito sicuro e piacevole? Nei primi giorni di vita del neonato, il bagnetto è un momento cruciale, spesso fonte di dubbi per i neogenitori. Questa guida nasce per rispondere ai possibili dubbi dei neogenitori con attenzione, rispetto e competenza. Il bagnetto del neonato non è solo un momento dedicato all’igiene e alla cura dei più piccoli, è anche un’occasione importante per rilassarsi e rafforzare il vostro rapporto con il bebè coccolandolo e giocando con lui. È un’abitudine fondamentale per il benessere del neonato, perché favorisce lo sviluppo fisiologico, emotivo e cognitivo, stimola i sensi e contribuisce ad attivare la circolazione sanguigna e la traspirazione della pelle.

Quando effettuare il primo bagnetto
Da recenti raccomandazioni OMS, il primo bagnetto del bebè dovrebbe avvenire il giorno dopo la nascita (24 ore). Se per ragioni culturali questo non è possibile, andrebbe ritardato di almeno 6 ore dopo la nascita. Il bagnetto del neonato ad immersione può essere fatto solo dopo la caduta del moncone del cordone ombelicale, cioè quando la ferita è ben cicatrizzata. In generale è consigliabile aspettare che il cordone ombelicale sia caduto e la zona ben cicatrizzata, per evitare irritazioni e favorire una guarigione corretta.
In questo caso si parla di "bagnetto a spugna": una detersione delicata e localizzata, prestando attenzione alla pulizia del viso, delle pieghe e della zona pannolino con acqua tiepida e una spugna o panno morbido. Qualora il moncone ombelicale non fosse ancora caduto - evento che generalmente avviene entro le prime due-tre settimane di vita - il neonato non deve essere lavato con il bagnetto ad immersione, ma limitarsi a lavare solo alcune zone con il doccino o delle spugnature. Nel frattempo si può lavare il bambino sotto l'acqua corrente o con delle spugnature con acqua a temperatura adeguata.
Preparazione dell'ambiente e sicurezza
Avere in prossimità del neonato un’immediata disponibilità di tutto il materiale occorrente, per la sicurezza del piccolo ed evitare l’esposizione al freddo che potrebbe causare ipotermia. La stanza dove viene effettuato il bagno dovrà essere sufficientemente riscaldata, evitando però l’eccessivo surriscaldamento (tra i 22 e i 24 gradi) e la relativa umidità; è importante che non ci siano grossi sbalzi di temperatura tra un ambiente e l’altro, così da evitare eventuali raffreddamenti. L'ambiente per il bagnetto deve essere caldo e tranquillo.
La vaschetta deve essere sistemata su un piano molto stabile e grande, adeguato a contenere tutto quanto occorre, evitando così di doversi allontanare anche solo un istante dal bimbo: a parte il rischio di annegamento che può verificarsi anche in condizioni di ridotto volume di acqua, il piccolo può inalare acqua schizzata o riversata sul volto. Infine non deve essere posto in prossimità di erogatori di acqua (rubinetti, miscelatori, ecc.) per il rischio di ustioni di acqua ad alta temperatura. Non lasciare mai il piccolo da solo nella vasca, nemmeno per un attimo, anche se l’acqua in cui si trova sembra essere poca.
Occorrente per il bagnetto
Per vivere il bagnetto con serenità è fondamentale organizzarsi bene in anticipo. Tutto deve essere a portata di mano, per garantire continuità al gesto e soprattutto sicurezza. Ecco l’occorrente base:
- Vaschetta con cuscino o antiscivolo (o in alternativa catino/lavandino).
- Termometro per la misurazione della temperatura dell’acqua.
- Asciugamani in cotone morbido.
- Sapone o latte detergente neutro liquido (non schiumogeno).
- Biancheria personale del neonato e pannolino.
- Spazzolina per capelli personale.
- Crema in tubo oppure olio idratante.
- Fasciatoio.

Gestione della temperatura dell'acqua
La temperatura ideale dell’acqua oscilla tra i 32°C e i 35°C, oppure 36/37°C. Il controllo della temperatura può essere effettuato con termometro a infrarossi o più tradizionalmente dal contatto del gomito del genitore con l’acqua. Quando si riempie la vaschetta del bagnetto è sempre bene versare prima l’acqua fredda e poi quella calda al fine di evitare ustioni accidentali. È importante verificare la temperatura per evitare complicanze al piccino a causa dell’elevata o bassa temperatura dell’acqua.
Tecniche di immersione e detersione
Innanzitutto lavarsi accuratamente le mani. Dopodiché riempire la vaschetta mettendo sul fondo un cuscino o tappetino di gomma per ridurre il rischio di scivolamento e per dare supporto al piccolo. Immergere il neonato fino all’altezza delle spalle, in modo che si senta completamente al calduccio e possa riprovare la piacevole sensazione che ha vissuto per nove mesi nel liquido amniotico. Sostenere la testa nell’incavo dell’avambraccio e i glutei con la mano, esercitando una delicata presa con il pollice e indice alla coscia del bimbo per evitare lo scivolamento in acqua.
Iniziare a lavare il neonato dalle parti alte (pulite) terminando con la zona dei genitali, porre particolare attenzione alle pieghe cutanee, mani, piedi, e unghie, evitando la penetrazione dell’acqua negli occhi, naso e orecchie. Per le femminucce, è necessario prestare molta più attenzione a causa della vicinanza di uretra, ano e vagina: è necessario lavare la zona muovendosi sempre dal davanti verso il dietro per evitare di trasportare batteri fecali verso la vagina. Mentre viene lavato, il piccolo può gradire molto che il genitore lo stimoli parlandogli o cantando.
Frequenza e durata del bagnetto
La durata può variare a seconda del desiderio e dell'età del piccolo: va limitata a 2-3 minuti nel neonato, che è molto sensibile al raffreddamento e alla fatica di un bagno prolungato, e durerà sempre di più man mano che il bambino apprezzerà maggiormente il contatto con l'acqua. Non dovrebbe, in ogni caso, durare più di 10-15 minuti perché la permanenza in acqua oltre un certo tempo può provocare la macerazione della cute. Non vi sono vere e proprie controindicazioni nel lavare il piccolo quotidianamente, sebbene non sia necessario perché i bebè si sporcano solo nella zona pannolino o intorno a bocca e collo. Se si nota che il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, in tal caso è meglio diradarne la frequenza.
Il bagnetto a "immersione" al neonato
Considerazioni su alimentazione e salute
Il bagnetto al neonato può essere fatto indistintamente prima o dopo aver allattato al seno o dopo la pappa in genere, anzi è meglio evitarlo nel caso in cui il bebè sia affamato, perché la prima necessità del bambino è sempre quella di sentirsi sazio e nutrito. Sì, con la febbre si può fare il bagno al bambino e anche lavargli la testa. Oltre a non essere pericoloso, il contatto con l’acqua dà al piccolo una sensazione di sollievo e di benessere diffuso. Se la febbre è alta, il bagnetto può essere fatto con acqua tiepida, a 34 °C. Il bagnetto non è vietato dopo una vaccinazione, se il neonato sta bene. Se però il bambino è particolarmente irritabile, stanco o presenta febbre, può essere preferibile rimandare il bagno e lasciarlo riposare.
Cura post-bagnetto
Per uscire dall’acqua è importante appoggiarlo sul nostro avambraccio in posizione prona e avvolgerlo subito con una spugna calda e quindi girarlo. Avvolgere il neonato nell’asciugamano e asciugarlo mediante tamponamento delicato, ponendo attenzione alle pieghe cutanee che vanno asciugate bene per evitare irritazioni. Distribuire delicatamente sulla cute del neonato crema o olio idratante. Il rituale “bagnetto” potrà concludersi con un massaggio con olio specifico, ottimo anche in caso di coliche del neonato. Ad ogni modo è importante scegliere un momento in cui entrambi i genitori siano tranquilli e rilassati: è bello infatti che il rituale del primo bagnetto sia condiviso anche dal papà.
Igiene quotidiana e cure specifiche
Non è necessario aspettare la caduta del moncone, basta asciugarlo bene subito dopo il bagno, senza usare disinfettanti e avvolgerlo poi con una garzina asciutta e sterile facendo molta attenzione alla base del cordone, dove si possono raccogliere le secrezioni. Le orecchie vanno pulite anche più volte alla settimana, con un bastoncino ricoperto di cotone idrofilo, ma solo esternamente, a livello del padiglione auricolare e non all’interno del condotto uditivo. Le unghie dei piedi vanno tagliate un paio di volte al mese con una forbice a punta arrotondata, diritte per prevenirne l’incarnimento, mentre si devono arrotondare gli angoli di quelle delle mani in modo da prevenire eventuali graffi. Ogni giorno è opportuno spazzolare il cuoio capelluto con una spazzola a setole lunghe e morbide, in modo da liberare il lattante da eventuali tracce di forfora.