Bagnetto d'oro: Guida all'anello e alle tecniche di nobilitazione superficiale

Quando ci si avvicina al mondo della gioielleria, i termini tecnici possono apparire talvolta oscuri. Spesso ci si chiede cosa sia esattamente un "bagnetto d'oro" e in che modo questo differisca da altre tecniche di finitura. Che si tratti di un anello in argento, in ottone o in oro bianco, la superficie del metallo non è quasi mai lasciata allo stato grezzo, ma viene trattata per migliorarne l'estetica, la resistenza e la lucentezza.

L'arte della doratura: Cos'è il "bagnetto d'oro"

Il "bagnetto d'oro", più tecnicamente definito come doratura o placcatura, è un processo che prevede l’applicazione di un sottile strato d’oro sulla superficie di un pezzo in argento o in ottone. Questa operazione viene effettuata alla fine del processo di fabbricazione, una volta completata la lucidatura. Ciò significa che il pezzo non può più essere riscaldato o regolato in un secondo momento.

La doratura offre un’alternativa più economica, pur garantendo un aspetto e una finitura simili a quelli della placcatura. L’unica differenza sta nello spessore dell’oro e nella presenza di un marchio e di un certificato rilasciati per rispettare la normativa sulla “placcatura in oro”.

processo di doratura elettrolitica di un anello

Il processo di doratura da G-Silver

La qualità di una doratura dipende interamente dalla precisione del procedimento. Nel caso di G-Silver, ogni pezzo viene accuratamente pulito e sgrassato prima di essere posto in un bagno di elettrolisi, collegato a un catodo da un filo di rame. Questo bagno contiene la soluzione metallica da depositare e la corrente elettrica viene fatta passare attraverso la soluzione dall’anodo per creare un deposito uniforme. Il deposito può variare sulla superficie del gioiello. Garantiamo una media certificata dal laboratorio di Francéclat.

Sui prodotti 1 micron depositiamo 5 grammi d’oro per chilo d’argento, mentre su quelli 3 micron depositiamo 15 grammi d’oro per chilo d’argento. L’opzione 1 micron offre uno strato d’oro relativamente sottile, che può rendere il pezzo più suscettibile all’usura e ai graffi. Al contrario, la doratura 3 micron offre uno strato d’oro più spesso e duraturo, che si traduce in una maggiore resistenza all’usura quotidiana e ai danni esterni.

Differenze tra trattamenti superficiali

Spesso si fa confusione tra pulitura, lucidatura e trattamenti galvanici come la rodiatura. È fondamentale distinguere queste fasi:

  • Pulitura: consiste nella rimozione di sporco, residui di grasso o ossidazione superficiale dal gioiello.
  • Lucidatura: si concentra sulla rimozione di graffi e imperfezioni superficiali attraverso l’uso di paste abrasive e strumenti rotativi.
  • Rodiatura: a differenza dei due trattamenti precedenti, la rodiatura prevede l’aggiunta del rodio sulla superficie del gioiello.

confronto visivo tra gioiello non trattato e rodiato

La rodiatura: Protezione e brillantezza per gioielli

La rodiatura è uno dei trattamenti più apprezzati nel mondo della gioielleria, utilizzato per migliorare l’estetica e aumentare la durata di gioielli in metalli preziosi come oro e argento. Questo processo consiste nell’applicazione di un sottile strato di rodio, un metallo nobile del gruppo del platino, che conferisce una finitura brillante e resistente, proteggendo al contempo i gioielli dall’usura e dall’ossidazione.

La rodiatura è un processo galvanico, cioè un trattamento che utilizza una corrente elettrica per depositare uno strato di rodio sulla superficie del gioiello. Il trattamento è particolarmente popolare per gioielli in oro bianco, oro giallo e argento. Grazie a questo trattamento superficiale, l’oro bianco, che altrimenti manterrebbe un riflesso giallastro, acquista una brillantezza intensa e un aspetto specchiato, molto simile alla purezza del platino, ma a un costo decisamente più accessibile.

Perché rodiare i gioielli?

L’oro bianco, una lega di oro giallo con altri metalli come palladio o argento, non è naturalmente bianco. Per ottenere il suo caratteristico colore brillante, è indispensabile la rodiatura. Anche l’oro giallo può beneficiare della rodiatura, sebbene meno frequentemente rispetto all’oro bianco. L’argento, pur essendo un metallo prezioso molto apprezzato, è noto per la sua tendenza a ossidarsi. La rodiatura rappresenta un’ottima soluzione per proteggere e valorizzare i gioielli in argento. Grazie al rivestimento in rodio, la superficie del gioiello rimane brillante e resistente nel tempo, eliminando il problema dell’annerimento tipico dell’argento non trattato.

Lezioni di laboratorio - Cromatografia

Manutenzione e durata dei trattamenti

Molti si chiedono quando e perché optare per la rodiatura gioielli. La durata di una rodiatura galvanica infine, dipende dall’uso quotidiano del gioiello, dallo spessore dello strato di rodio applicato e dalla cura che si riserva al pezzo. In media, una rodiatura ben eseguita dura da 6 mesi a 2 anni. Gioielli indossati frequentemente possono richiedere un ritocco più frequente, mentre quelli usati in occasioni speciali manterranno la loro brillantezza più a lungo.

Per prolungare la durata della rodiatura, si consiglia di evitare il contatto con detergenti aggressivi, prodotti chimici e superfici abrasive. Quando il gioiello appare opaco, presenta graffi evidenti o segni di ossidazione, è il momento di considerare una nuova rodiatura.

Considerazioni su pietre e materiali

La rodiatura, sebbene estremamente utile, può presentare alcune criticità quando si tratta di gioielli incastonati con pietre preziose, gemme o diamanti. Durante il processo, infatti, è necessario assicurarsi che le pietre non vengano danneggiate o “sporcate” dal bagno galvanico. Un bravo orafo saprà come proteggere le gemme prima di procedere alla rodiatura. È tuttavia preferibile prevenire frequenti interventi, mantenendo il gioiello pulito e protetto.

Inoltre, la rodiatura non è solo un trattamento funzionale, ma una vera opportunità di design. Può trasformare vecchi gioielli, donando loro un look moderno e luminoso. La rodiatura viene spesso utilizzata per rivitalizzare gioielli dallo stile superato o logorati dal tempo. Se hai un vecchio anello in oro giallo, puoi chiedere al tuo orafo di fiducia di rodiarlo per trasformarne l’aspetto.

Confronto con il Platino

Se cerchi un bianco puro e luminoso, probabilmente ti chiederai se vale la pena investire nel platino invece che nell’oro bianco rodiato. Il platino è un metallo nobile che esiste in natura con un colore bianco brillante. È resistente, ipoallergenico e non richiede rodiatura. Tuttavia, il platino è più raro e più difficile da lavorare, il che si traduce in costi molto più elevati. L’oro bianco rodiato, dunque, rappresenta una soluzione pratica ed economicamente vantaggiosa, offrendo un risultato estetico paragonabile a quello del platino, ma con una maggiore accessibilità.

Versatilità nel design orafo

La rodiatura non è solo un trattamento di manutenzione, ma anche un mezzo creativo. Può essere applicata a gioielli di ogni genere, dai classici anelli alle collane, dai bracciali agli orecchini, arricchendo anche modelli più semplici con un tocco di brillantezza inaspettato. Non solo: il rodio può essere utilizzato per creare interessanti contrasti cromatici su gioielli in oro giallo, rosé o su argento, sperimentando effetti stilistici originali. Questa versatilità rende la rodiatura un’opzione preziosa anche per coloro che desiderano personalizzare o rinnovare vecchi gioielli, donando loro una nuova identità.

esempi di contrasti cromatici ottenuti tramite rodiatura selettiva

La rodiatura dell’oro bianco non è solo un gesto tecnico: è l’espressione di un’arte antica, costantemente perfezionata, che unisce tradizione, chimica, fisica e creatività. È la prova tangibile di come l’uomo, nel corso dei secoli, abbia imparato a domare e modellare i metalli preziosi, rendendoli ancora più belli, resistenti e desiderabili.

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