Il Diario Alimentare nel Diabete Mellito Gestazionale: Una Guida Completa per la Mamma in Attesa

Il diabete mellito gestazionale (GDM) è una patologia complessa e significativa che si manifesta durante la gravidanza, caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio, ovvero zucchero, nel sangue (iperglicemia). Questa condizione viene diagnosticata per la prima volta nel secondo o terzo trimestre di gravidanza e richiede un'attenzione specifica per salvaguardare la salute sia della madre che del bambino. Comprendere appieno il GDM e adottare strategie di gestione mirate è fondamentale per affrontare questa fase con serenità e sicurezza.

Comprendere il Diabete Mellito Gestazionale: Una Panoramica

Il diabete mellito gestazionale è, come specificato, una patologia caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), che inizia o viene diagnosticata per la prima volta nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Nonostante sia spesso una condizione temporanea, le sue implicazioni possono essere notevoli se non gestite correttamente.

Una delle principali cause dell’insorgenza del diabete in gravidanza è la fisiologica produzione, da parte della placenta, dell’ormone lattogeno placentare (HPL). Questo ormone ha il compito di favorire l’assunzione di glucosio da parte del feto a scopo nutritivo. Tuttavia, l'HPL interferisce con l’azione dell’insulina materna, un altro ormone prodotto dalle beta cellule del pancreas che ha il compito di controllare gli zuccheri nel sangue. Di conseguenza, il pancreas materno risponde producendo una quantità maggiore di insulina al fine di contrastare l’azione dell’ormone lattogeno placentare. Quando il pancreas non riesce a produrre insulina sufficiente per superare questa resistenza, i livelli di glucosio nel sangue della madre aumentano, portando alla diagnosi di GDM.

Esistono fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Uno di questi è un Indice di Massa Corporea (o BMI) prima della gravidanza uguale o superiore a 25. Altri fattori includono la predisposizione genetica o valori glicemici precedentemente alterati. Lo screening del diabete gestazionale avviene generalmente tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza, tramite la curva glicemica da carico orale di glucosio. Se i livelli di glucosio risultano più alti del normale, viene diagnosticato il diabete gestazionale.

La gestione del GDM è cruciale, poiché se la glicemia della mamma rimane alta, lo zucchero in eccesso arriva al feto, con possibili rischi per il suo sviluppo e la sua salute a lungo termine. Inoltre, le donne che hanno avuto il diabete gestazionale presentano una maggiore probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 in futuro. Allo stesso modo, il bambino è più probabile che sviluppi obesità o diabete di tipo 2 nella sua vita. Per questo motivo, è fondamentale un approccio integrato che comprenda la dieta, l’attività fisica e un monitoraggio costante.

Infografica sulle cause del diabete gestazionale

Il Ruolo Cruciale dell'Alimentazione nella Gestione del Diabete Gestazionale

Una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo sono i principali strumenti per controllare la glicemia nel diabete gestazionale. Non si tratta di una semplice “restrizione calorica”, ma piuttosto di un regime alimentare corretto, sano ed equilibrato. La risposta a “cosa mangiare” è una dieta che controlla l’indice glicemico e il carico glicemico, poiché il diabete gestazionale è un problema del metabolismo dei carboidrati che si verifica durante la gravidanza.

È essenziale la consulenza con un dietista o un dietologo, o un nutrizionista specializzato, che è in grado di valutare il fabbisogno nutrizionale di ogni donna e di formulare un idoneo piano alimentare vario, proporzionato e moderato. Ogni gravidanza è unica e richiede un piano nutrizionale su misura. Un ginecologo e un nutrizionista aiutano a definire le esigenze caloriche e la distribuzione dei macronutrienti. Nella maggior parte dei casi, non serve un aumento dell’apporto calorico rispetto a una gravidanza normale. Tuttavia, se la donna è sovrappeso, obesa o sottopeso, potrebbe essere necessario.

Il seguire una dieta appropriata per la gravidanza è fondamentale, e deve rispettare i fabbisogni in particolare di calcio, ferro e acido folico. Una dieta corretta ti aiuta a mantenere un livello di energia costante e supporta il bambino a crescere in modo sano. Gli ormoni della gravidanza fanno diventare i tessuti meno sensibili all’insulina; se il corpo non riesce a gestire il glucosio, questo rimane nel sangue. Per controllare il livello di zucchero, è importante mangiare cibi con l’indice glicemico basso. L’obiettivo è prevenire i picchi di zucchero e assicurare i nutrienti necessari. Le fibre aumentano la sensazione di sazietà e aiutano anche a migliorare il profilo lipidico. Una dieta equilibrata aiuta a mantenere il glucosio a un livello adeguato.

DIABETE GESTAZIONALE: CAUSE, DIETA e VALORI - COSA MANGIARE IN GRAVIDANZA col DIABETE GESTAZIONALE

Strategie Alimentari per un Controllo Glicemico Ottimale

La gestione del diabete gestazionale attraverso la dieta si concentra sulla scelta di alimenti che abbiano un impatto graduale sulla glicemia, sulla corretta distribuzione dei nutrienti e sulla prevenzione di picchi glicemici.

Carboidrati: Scelte Consapevoli per la Stabilità Glicemica

I carboidrati non vanno eliminati dalla dieta, poiché forniscono il “combustibile” da bruciare per produrre energia e sono essenziali per la mamma e per il bambino. Piuttosto, è cruciale scegliere quelli a basso indice glicemico e distribuirli opportunamente. Le ricerche indicano che dovresti mangiare 175-200 g di carboidrati al giorno. Tuttavia, è importante adattare l’apporto di carboidrati alla tua risposta glicemica individuale.

Tra gli alimenti consigliati rientrano i cereali integrali, come riso integrale, farro, orzo, avena e pane di segale o pane integrale, meglio se preparato con farine poco raffinate. Questi sono ricchi di fibre e hanno un basso indice glicemico, capaci di rilasciare lentamente il glucosio nel sangue e mantenere stabili i livelli glicemici. Tutti i cereali e i loro derivati, quando integrali, sono da preferire. Si consiglia di consumare cereali integrali come pasta, riso, ecc.

I legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, lenticchie, ecc.) sono un’altra fonte preziosa di carboidrati complessi, ma anche di proteine vegetali e molte fibre. Possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti. Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (1 o 2 volte alla settimana), componendo così dei piatti unici (es. pasta e fagioli, riso e lenticchie). In questo modo la glicemia post-prandiale potrebbe rimanere entro i range.

Al contrario, ci sono alcuni alimenti che è meglio limitare o consumare solo occasionalmente. Gli zuccheri semplici, come dolci e dolciumi (dessert, torte farcite con creme elaborate, pasticcini, snack al cioccolato, merendine, caramelle, gelatine, ecc.), bevande zuccherate e succhi di frutta confezionati, possono causare picchi glicemici rapidi e marcati. Anche le farine raffinate, come pane bianco o riso brillato, e i cereali raffinati vanno consumati con cautela, perché privati della parte più ricca di fibre e nutrienti. La pizza, il riso, le patate e i fiocchi di cereali hanno un indice glicemico più elevato e andrebbero limitati. Anche i cibi ad alto IG come pane bianco o patate, e la polenta, sono da ridurre. Le patate, che non sono verdure ma importanti fonti di amido, sono da considerare come sostituti di pane, pasta, riso e altri cereali.

La frutta contiene naturalmente zucchero (fruttosio), ma anche molte fibre, sali minerali e vitamine. È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini, ovvero i mandarini, l’uva, le banane, i fichi, i datteri, le castagne e i cachi. Le porzioni di frutta giornaliere dovrebbero essere 3, non di più. Evita inizialmente la frutta a fine pasto, non perché fermenta, ma perché prima vale la pena verificare come vanno le tue glicemie con un pasto senza frutta ricco di carboidrati complessi. Se inserendo una quantità equilibrata di carboidrati complessi (come pasta, riso etc.) la tua glicemia post-prandiale è borderline, è possibile che aggiungendo anche la frutta vada regolarmente oltre il range. Abbina sempre la frutta a una quota di proteine o grassi buoni, ad esempio yogurt greco o una manciata di mandorre.

Proteine Magre: Fondamentali per lo Sviluppo e la Sazietà

Le proteine svolgono un duplice ruolo durante la gravidanza: aiutano a stabilizzare la glicemia, evitando bruschi aumenti degli zuccheri nel sangue, e supportano lo sviluppo e la crescita del feto. Le proteine animali (carne, pollame, pesci, uova, latte, formaggi) e quelle vegetali (piselli, fagioli, lenticchie, soia, noci, ecc.) forniscono le proteine necessarie alla crescita del bambino. Tuttavia, non bisognerebbe limitarsi solo a quelle vegetali.

È quindi fondamentale privilegiare fonti di proteine magre. Tra queste, le carni bianche come pollo, tacchino, coniglio, manzo, vitello, vitellone, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. La carne va cucinata ben cotta (anche nella parte interna) alla griglia, arrosto, bollita, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti.

Il pesce (fresco o surgelato), consumato ben cotto, è da preferire a tutti gli altri alimenti ricchi di proteine. Particolarmente consigliati sono il pesce azzurro come sgombro e sardine, ricchi di acidi grassi omega-3 utili per la salute cardiovascolare della madre e lo sviluppo cerebrale del bambino.

Le uova, da consumare sempre bene cotte, sono un’importante fonte di proteine, ferro e di luteina, e possono essere consumate fino a 2-3 a settimana.

Il latte e i suoi derivati (pastorizzati o ben cotti) sono alimenti che apportano la maggior quantità di calcio altamente biodisponibile (assimilabile). Preferire i prodotti scremati o parzialmente scremati, poiché hanno meno calorie ma contengono ugualmente calcio. In particolare, tra i formaggi stagionati comunemente più consumati, Grana Padano DOP apporta il più alto contenuto di calcio, oltre ad altri minerali essenziali quali zinco e selenio, proteine ad alto valore biologico e vitamine fondamentali come B2, B12 e vitamina A. In caso d’intolleranza al lattosio, consumare latte delattosato (se ben tollerato) oppure Grana Padano DOP, che è naturalmente privo di lattosio. Latticini magri come lo yogurt greco e la ricotta a basso contenuto di grassi rappresentano una buona fonte proteica.

Al contrario, è consigliabile limitare il consumo di carni rosse e carni processate (come salumi e insaccati: salame, salsiccia, wurstel, cotechino, ecc.), carni grasse (es. anatra, agnello, guanciale), carni conservate, impanate e fritte, frattaglie. Questi sono più ricchi di grassi saturi e sodio. Anche i formaggi molto stagionati o piatti particolarmente grassi, fritti o impanati, aumentano l’apporto calorico e possono influire negativamente sulla gestione della glicemia. Particolare attenzione deve essere posta alla prevenzione di infezioni: evitare uova crude o poco cotte e formaggi teneri da latte crudo (es. feta), formaggi a crosta fiorita ed erborinati quali brie, gorgonzola, camembert, taleggio, formaggi con le venature blu e quelli messicani (queso Oaxaca) per il rischio di listeriosi e salmonellosi.

Grassi Buoni: Alleati del Metabolismo

I grassi non vanno esclusi, ma scelti con attenzione: quelli “buoni” aiutano il metabolismo e lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Tra i grassi consigliati, il primo posto spetta all’olio d’oliva extravergine, da usare preferibilmente a crudo e con moderazione. È ricco di acidi grassi monoinsaturi, che contribuiscono a proteggere il cuore e a mantenere il colesterolo entro livelli ottimali. Aggiungere grassi insaturi, come olio extravergine di oliva e frutta secca non salata, è una buona pratica. Altre ottime fonti di grassi sani sono la frutta secca a guscio (come noci, mandorre e nocciole) o i semi oleosi (come chia, lino, zucca): basta una piccola porzione al giorno per ottenere un buon apporto di grassi insaturi, fibre e minerali.

Invece, alcuni tipi di grassi andrebbero limitati o evitati del tutto. Tra questi ci sono le margarine, i grassi vegetali idrogenati, e gli oli vegetali raffinati (come quello di palma), spesso presenti in prodotti confezionati e da forno industriale. Riduci anche margarine idrogenate e prodotti con grassi trans.

Verdure: Fibre e Micronutrienti Essenziali

Le verdure di stagione, eccetto barbabietole e carote lessate, sono consigliate in porzioni abbondanti e il loro consumo è libero, purché non si superi la quantità di condimento assegnata. Sono una fonte ricca di acqua, vitamine, minerali e fibra. Scegli verdure non amidacee come broccoli, spinaci, zucchine e finocchi. La verdura apporta vitamina C, vitamina A e fibre. La vitamina C è presente in: spinaci, asparagi, cavolini di Bruxelles, cavoli, verze, pomodori e rape. La vitamina A, invece, in meloni, albicocche, mango, pesche e cachi. Le fibre aumentano la sensazione di sazietà e contribuiscono a migliorare il profilo lipidico, oltre a rallentare l'assorbimento degli zuccheri, abbassando il carico glicemico del pasto. Mondare accuratamente frutta e verdura fresche, sciacquare sotto acqua corrente e lasciare in ammollo per 30 minuti con bicarbonato o un disinfettante alimentare, per prevenire infezioni.

Idratazione e Altri Consigli

È importante bere molta acqua al giorno, almeno 1,5-2 litri al giorno, liscia o moderatamente frizzante. Variare la qualità dell’acqua consente di recuperare sali minerali diversi in quantità variabile a seconda della fonte di provenienza. La disidratazione aumenta la concentrazione di zuccheri nel sangue, quindi una corretta idratazione è cruciale.

Limitare il consumo di caffè a non più di due tazzine al giorno. Si consiglia l'astensione da qualsiasi bevanda alcolica, inclusi vino e birra, per gli effetti che l'etanolo può avere sul nascituro, oltre che per gli apporti elevati di zuccheri dati da molte di queste bevande. È buona regola ridurre il sale aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura. Cucinare in modo semplice, cioè senza grassi aggiunti, come la cottura ai ferri, alla griglia, al vapore, lessatura, al forno, arrosto, ecc., utilizzando quelle attrezzature che consentono di ridurre l'impiego dei grassi.

Tavola di alimenti consigliati e da evitare nel diabete gestazionale

L'Importanza degli Spuntini e la Distribuzione dei Pasti

Una regolare ripartizione dei pasti in 3 pasti principali e 2 o 3 spuntini aiuta a evitare oscillazioni significative della glicemia e a fornire energia in modo costante. Questa strategia è fondamentale per mantenere la glicemia stabile. Evitare periodi di digiuno prolungato e non saltare mai i pasti, nemmeno per pratiche religiose (es. Ramadan).

Gli spuntini sono molto importanti, soprattutto quello pomeridiano, per evitare lunghi periodi di digiuno e proteggono dalla glicemia bassa. Consumare pasti completi (carboidrati + proteine di origine animale + verdura) a pranzo e a cena è una buona pratica. Ogni porzione di carboidrati deve essere accompagnata da proteine magre e olio extravergine di oliva. Seleziona snack con fibre e proteine, come frutta fresca, yogurt naturale con cracker integrali, noci o un po’ di formaggio spalmabile light. La questione spuntino è molto personale (come la colazione); c’è chi con un frutto, uno yogurt o qualche cracker integrale si sente sazio, chi invece potrebbe aver bisogno di una carica in più.

Combina i carboidrati con proteine e grassi sani. Ad esempio, cuoci la pasta al dente e preferisci cereali integrali. Il piatto è bilanciato cioè contiene una fonte di carboidrati, una proteica e una lipidica. Un errore comune è quello di ridurre fortemente i carboidrati, soprattutto provenienti da pasta e pane, credendo di rendere il pasto “leggero”. In realtà, un piatto di sola pasta al pomodoro è sbilanciato verso i carboidrati e con alto indice glicemico. Ma se è accompagnato da un secondo piatto di carne/pesce con verdure, conditi con olio extra vergine di oliva, si crea un pasto bilanciato e con un minor carico glicemico. I pasti devono essere accompagnati da una fonte di fibra, quindi un contorno di verdura, che abbassa il carico glicemico del pasto evitando picchi di glicemia e di insulina.

Un esempio di giornata alimentare equilibrata e compatibile con il diabete gestazionale potrebbe essere:

  • Colazione: yogurt greco magro (non zuccherato) con avena integrale e semi di lino o chia. In alternativa, latte parzialmente scremato o di soia (non zuccherato) e fette biscottate integrali, oppure un panino integrale con ricotta. Le colazioni devono essere basate su proteine e carboidrati integrali.
  • Spuntini (a metà mattina e pomeriggio): frutta fresca e fette biscottate integrali, oppure yogurt naturale con cracker integrali, noci o un po’ di formaggio spalmabile light.
  • Pranzo e cena: un primo a scelta tra pasta o riso integrale, farro, cous cous, legumi o una porzione di pane. Aggiungere, inoltre, un secondo piatto alternando carne bianca, pesce, uova o formaggi magri. Sempre presenti verdure crude o cotte (escluse le patate).
  • Condimenti: fino a 3 cucchiai al giorno di olio extravergine d’oliva, preferibilmente a crudo.

Queste ricette e suggerimenti mostrano cosa mangiare con diabete gestazionale ogni giorno. Per una dieta efficace, distribuisci i carboidrati in 3 pasti e 2 spuntini, inserisci fibre in ogni momento della giornata, scegli carboidrati a basso indice e carico glicemico, limita zuccheri semplici e prodotti industriali.

Stile di Vita Attivo e Monitoraggio Costante

Oltre a seguire una dieta equilibrata, ci sono alcune abitudini quotidiane che aiutano a gestire meglio il diabete gestazionale.

L'Importanza dell'Attività Fisica

Una regolare attività fisica aiuta la mamma a tenersi in forma e la prepara per la nascita del bambino. L’attività fisica serve anche per far sì che l’insulina controlli il tasso di glucosio nel sangue in modo più efficace. Fare attività fisica moderata, aerobica o di resistenza, per 20-50 minuti al giorno, da 2 a 7 volte a settimana, è importante. Può migliorare la sensibilità all’insulina e contribuire a mantenere stabile la glicemia. Ricorda di chiedere il permesso al ginecologo prima di iniziare qualsiasi nuovo programma di esercizi. Se si ha avuto un pomeriggio molto più sedentario del solito, questo potrebbe influenzare le glicemie.

Il Ruolo Indispensabile del Monitoraggio della Glicemia

Un regolare monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue è indispensabile affinché il trattamento possa essere valutato e, se necessario, modificato. L’autocontrollo quotidiano della glicemia costituisce un’arma essenziale che permette di pianificare e verificare al meglio i risultati ottenuti. Per controllare il livello di zucchero, è importante monitorarlo con un glucometro.

Il Diario Alimentare: Uno Strumento Chiave per l'Autogestione

Il glucometro e il diario alimentare saranno gli strumenti che ti permetteranno di regolarti e diventare autonoma con l’alimentazione in questa particolare fase della tua vita. Il diario alimentare è uno strumento molto utile per monitorare e capire le abitudini e i comportamenti alimentari di una persona, sia per il professionista della salute sia per il paziente stesso che spesso non si rende conto delle proprie cattive abitudini a tavola. Viene usato in diversi ambiti collegati alla nutrizione, per esempio in caso di diabete e/od obesità.

Il diario alimentare è utile per:

  • Calcolare o verificare il proprio rapporto Insulina:Carboidrati (rapporto I:CHO).
  • Conoscere la propria reazione glicemica a ogni alimento.
  • Capire come le diverse variabili influenzano la glicemia (stress, sport, ciclo, ecc.) nei diversi momenti della giornata e della vita stessa.

Com’è fatto un diario alimentare per la persona con diabete? Il diario alimentare è un vero e proprio diario in cui il paziente annota ogni giorno a ogni pasto tutto ciò che mangia o beve e in quali condizioni (in cucina, in sala, con la tavola apparecchiata in modo frugale o meno, in solitudine o in compagnia, orario etc), senza dimenticare l’attività fisica svolta (che dovrebbe essere per tutti di moderata intensità ma regolare) e la sua durata.

Per la persona con diabete, in particolare per chi ha una diagnosi recente di diabete e deve ancora elaborare la malattia e per chi fa la conta dei carboidrati (diabete tipo 1 e diabete tipo 2 in terapia insulinica) per migliorare la somministrazione delle giuste unità di insulina, usare uno strumento come il diario alimentare è un’ottima abitudine che aiuta ad impostare la conta dei carboidrati, ed è utile per la gestione quotidiana della malattia e della terapia più adeguata. Tutto ciò a patto di compilarne con precisione ogni sua parte. Il diario alimentare aiuta ad avere un quadro generale della situazione di ciascuna persona affetta da diabete.

Il diario alimentare per la persona con diabete va fatto per un arco di tempo di almeno una settimana (7 giorni), ovviamente meglio un periodo più lungo, in modo da includere anche i weekend, durante cui le abitudini alimentari possono essere diverse per orari, durata, qualità/quantità del cibo, luogo dove si consuma il pasto, compagnia ecc. Bisogna sempre registrare:

  • La data.
  • L’orario dei pasti, includendo anche gli spuntini.
  • Le quantità degli alimenti che si consumano per ogni pasto (in grammi, pesati a crudo).
  • I carboidrati contenuti (il punteggio totale o dei singoli alimenti calcolati con un’app o con libriccino fornito dalla propria Diabetologia di riferimento).
  • La glicemia prima del pasto (glicemia pre-prandiale) e la glicemia post-prandiale, a due ore dopo il pasto (chi ha il microinfusore è facilitato altrimenti occorre fare diverse misurazioni capillari durante la compilazione del diario).
  • Quante unità (U) di insulina si fanno ad ogni pasto.
  • Gli eventuali episodi di ipoglicemia e/o iperglicemia e come sono stati corretti (per esempio, alle 3 di notte ho avuto un’ipo (glicemia a 48) e ho mangiato un biscotto e bevuto un succo di frutta). Anche eventuali ipercorrezioni vanno riportate in modo da avere un quadro realistico.

Nel proprio diario alimentare, occorre prevedere anche uno spazio per le note ove inserire tutti i fattori che a vostro avviso hanno influito sulla glicemia, quindi:

  • Attività fisica (tipologia, orario, durata, intensità).
  • Eventi stressanti (litigio con il partner, problemi al lavoro, esame, incidente, ecc.) perché è ben noto come anche l’adrenalina che si libera con lo stress aumenti la glicemia.
  • Malattie e assunzione di farmaci (tipologia, durata, ecc.).
  • Periodo del ciclo mestruale (durante i giorni che lo precedono, le glicemie sono in genere più alte; durante le mestruazioni, le glicemie tendono a essere più basse). Anche per monitorare il ciclo, si può scaricare un’applicazione e poi riportare i dati nel diario oppure basta notare in che periodo ci si trova durante la sua compilazione.

Durante la visita, dall’analisi del diario alimentare - quando compilato in modo preciso - si decideranno le possibili strategie terapeutiche, insieme al proprio team diabetologico o al nutrizionista. Per questo è importante essere sinceri; il diario non serve per dare un giudizio ma per fornire delle raccomandazioni quante più mirate e precise possibili alle reali esigenze del singolo caso. Il diario alimentare è utile anche nella persona con diabete tipo 2, non in terapia con insulina che quindi non effettua la conta dei carboidrati, perché un diario fatto bene, compilato con precisione e sincerità, e portato o fatto vedere per via telematica al proprio diabetologo o nutrizionista, consente al professionista di dare consigli adeguati alla situazione reale, correggere eventuali errori difficili da individuare da soli (per esempio sostituzioni o associazioni sbagliate) e - cosa molto importante - identificare se alcuni alimenti che si consumano magari abitualmente tendono ad alzare troppo la glicemia. I professionisti consigliano sempre ai loro pazienti di portare alle visite il proprio diario alimentare.

Cosa cambia per la persona con obesità associata o meno al diabete? Per la persona che soffre anche di obesità (o solo di obesità che rappresenta un fattore di alto rischio di diabete tipo 2), il diario alimentare contiene anche una o più colonne in cui annotare pensieri ed emozioni correlati al pasto oppure al consumo di uno o più alimenti particolari, che possono andare dalla sensazione di avere esagerato al senso di colpa oppure, molto spesso, alla necessità di conforto che il soggetto cerca in quel cibo, un tentativo di riempire un vuoto affettivo con il cibo. Uno spazio va dedicato anche alla sensazione di fame - sazietà, cioè si chiede al paziente di registrare se ha fame prima del pasto e se e quando, dopo aver mangiato, percepisce una sensazione di sazietà, eccessiva o meno oppure fa fatica a percepirla.

In rete si possono trovare moltissimi esempi di diario alimentare. Per esempio, è possibile scaricare quello che viene consegnato al Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche diretto dal Prof. Andrea Giaccari, Team Diabete presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, UOC Endocrinologia e Diabetologia. Inoltre, l’app mySugr è specializzata nella gestione del diabete con l’obiettivo di alleviare il carico quotidiano che grava sulle persone che ne sono affette. Le sue app e i servizi combinano coaching, gestione della terapia, strisce reattive illimitate, tracciamento automatico dei dati e perfetta integrazione con un numero sempre crescente di dispositivi medici. È un’app con accesso gratuito, disponibile sia per IOS che per Android.

Esempio di diario alimentare per diabete gestazionale

Consigli Pratici per la Vita Quotidiana

Seguire una dieta per il diabete gestazionale è essenziale per mantenere sotto controllo la glicemia durante la gravidanza e tutelare la salute di mamma e bambino. Una donna incinta con diabete deve essere necessariamente seguita da un Centro di Diabetologia e da un professionista del settore che analizzi il singolo caso e la guidi durante tutta la gravidanza (e oltre). In caso di diagnosi di GDM, è consigliato farsi seguire da unə dietista o unǝ nutrizionista specializzatǝ.

Esistono delle basi da cui partire (porzioni di riferimento, alimenti consigliati e alimenti sconsigliati etc.), ma la cosa più importante è l’andamento delle tue glicemie. Non stancarti di provare alimenti diversi, anzi divertiti a inserire un pò di tutto partendo da quantità più o meno fisse (e bilanciate) e vedi che effetto fa sulle tue glicemie. Se noti che ogni volta che mangi la pasta classica, nonostante la quantità adeguata e nonostante le verdure, la tua glicemia si alza allora vale la pena sostituirla. Ma eliminare a prescindere degli alimenti non ha mai senso. In realtà anche in questo caso basta usare il buon senso. Se al contrario le glicemie daranno dei problemi, è possibile che tu debba stringere un pò i denti, fare qualche sacrificio e seguire con davvero molta attenzione le indicazioni alimentari che ti fornirà il personale medico che ti avrà in carico.

Leggere le etichette dei prodotti è importante, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri. Non fumare! Se ti chiedi cosa mangiare con diabete gestazionale, scegli piatti con pochi carboidrati e molte fibre. Usa olio extravergine d’oliva e cottura rapida. Controlla le porzioni di carboidrati, da 175-200 g al giorno. Adatta le quantità alle tue esigenze.

È molto importante mangiare tutti i cibi previsti nella dieta ad ore prefissate, mantenendo sempre la stessa distribuzione tra proteine, grassi e carboidrati. Un modo per scambiare gli alimenti mantenendo inalterato l’apporto calorico è quello di raggrupparli in base al loro contenuto in zuccheri. Questi equivalenti forniscono il calcio per la crescita delle ossa, oltre a proteine, vitamine e sali minerali. In caso di intolleranza al lattosio è molto importante consultare il medico.

Talvolta, la nausea può rendere difficile mangiare in modo regolare. In questi casi, è utile scegliere cibi semplici e ben tollerati, senza saltare i pasti. Risulta utile e stimolante anche scrivere le emozioni e gli stati d’animo che si percepiscono durante e dopo i pasti. Le raccomandazioni di società supportano l'uso dell'Indice Glicemico (IG) e del Carico Glicemico (CG) e un apporto elevato di fibre. Con questi consigli, si rende la dieta per diabete gestazionale più stabile e sicura. In alcuni casi, se lo stile di vita non basta, il medico può indicare l'insulina, l'unico farmaco indicato in gravidanza per trattare questo tipo di diabete.

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