L'ambiente scolastico, in particolare la scuola dell'infanzia, riveste un ruolo di primaria importanza nello sviluppo di ogni bambino. Tuttavia, per i bambini e le bambine con disturbi dello spettro autistico, questo contesto può rivelarsi estremamente complesso e presentare diverse difficoltà. L'autismo, comparendo nei primi anni di vita, fa sì che gli insegnanti, specialmente quelli della scuola dell'infanzia, possano essere tra i primi a notare comportamenti che si discostano dallo sviluppo tipico. Parlare di autismo e scuola, quindi, significa descrivere una situazione delicata, principalmente nel periodo iniziale di frequentazione, dove un atteggiamento sbagliato o un piano didattico non idoneo possono rendere più complicato l'inserimento del bambino e i suoi progressi nello studio.
Il disturbo dello spettro autistico compromette il funzionamento personale, sociale e anche scolastico del bambino. Per tale ragione, è fondamentale fornire strumenti e strategie che possano aiutare gli insegnanti a gestire al meglio i bambini con autismo, supportandoli nel loro percorso di crescita e apprendimento. La necessità di una guida agile e pronta all'uso è sentita da molte maestre della scuola dell'infanzia, che cercano indicazioni pratiche per educare, sostenere, coinvolgere e integrare i bambini autistici all'interno della scuola. L'obiettivo principale è riuscire a entrare nell’ottica per aiutare il bambino o la bambina a ridurre i comportamenti problematici e, al tempo stesso, aumentare quelli funzionali, incentivando così un'integrazione efficace in classe.
Comprendere lo Spettro Autistico nel Contesto Scolastico
I disturbi dello spettro autistico (DSA) comprendono un insieme molto vario di disturbi del neurosviluppo, come segnalato anche dal Ministero della Salute. Questa variabilità implica che l'autismo si manifesta con un ampio spettro di sintomi e severità, comprendendo individui con un grave ritardo mentale fino a pazienti con un quoziente intellettivo più elevato del normale. Di conseguenza, la diagnosi può riguardare la Sindrome di Asperger, che coinvolge pazienti ad alto funzionamento, oppure pazienti a basso funzionamento con gravi disabilità intellettuali e verbali. Questa eterogeneità sottolinea l'importanza di un approccio individualizzato, poiché ogni bambino autistico è unico.
Il Ministero della Salute riporta che in Italia circa un bambino su settantasette, di età compresa tra i 7 e i 9 anni, presenta un disturbo dello spettro autistico. Le ricerche hanno confermato un costante aumento dell'incidenza dell'autismo, coinvolgendo ora oltre l'1% della popolazione scolastica. Questo dato evidenzia l'urgenza per le scuole di essere preparate ad accogliere e supportare adeguatamente questi alunni.

I primi segnali dell'autismo non sono sempre semplici da osservare. Gli insegnanti poco preparati possono fraintendere l'autismo e interpretarlo superficialmente come una voglia di solitudine e l'incapacità di comunicare adeguatamente per semplice timidezza. Invece, i bambini autistici a scuola di solito faticano a integrarsi, e il maestro dovrebbe essere pronto a trovare una chiave per affrontare la situazione, collaborando strettamente con i genitori. Un intervento tempestivo può prevenire il peggioramento dei sintomi e favorire l'integrazione del bambino con i suoi coetanei. La scuola, infatti, per un alunno autistico può essere molto stressante, a causa delle importanti difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale che caratterizzano l'autismo.
Le Sfide Specifice dei Bambini Autistici a Scuola
L’ambiente scolastico, con i suoi tanti stimoli difficili da controllare e i possibili imprevisti, rappresenta un contesto complesso per i bambini nello spettro. La presenza di molteplici stimoli e persone nuove può essere causa di stress e agitazione per i bambini autistici. A ciò si aggiungono le difficoltà comunicative che spesso presentano, le quali rendono loro difficile esprimere i propri bisogni e condividere momenti con gli altri all'interno della classe. Gli alunni nello spettro, a scuola, possono aver bisogno di assistenza in diverse aree:
- Comunicazione e Interazione Sociale: Alcuni bambini nello spettro hanno difficoltà a comunicare, rendendo necessario ricorrere a strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa. La frustrazione derivante dal non riuscire a farsi capire può scatenare crisi e comportamenti oppositivi. In altri casi, la problematica risiede nella capacità di ricezione e scambio con il mondo esterno, richiedendo un lavoro specifico sull'interazione sociale. Spesso, il bambino autistico sembra assorbito dall'interesse per un oggetto o parte di esso; per esempio, potrebbe utilizzare la penna per mettere in atto stereotipie motorie piuttosto che per scrivere e dare poca attenzione agli scambi sociali.
- Interessi Ristretti: Spesso i bambini autistici hanno interessi per cose molto specifiche e particolari. Talvolta questi interessi possono risultare totalizzanti, nel senso che se fosse per loro si occuperebbero solo di quelli. Questo può ostacolare l'interazione con i compagni di classe e il processo di apprendimento. Tuttavia, se si riescono a sfruttare positivamente, queste passioni possono diventare facilitatori per l'apprendimento e l'engagement.
- Dispercezioni Sensoriali: Queste sono difficoltà a tradurre in maniera corretta le informazioni sensoriali provenienti dall'esterno, come stimoli uditivi, visivi e vestibolari. Alcuni bambini possono essere ipersensibili alle stimolazioni esterne, mentre altri possono avere una iposensibilità e non sentire le stimolazioni. Tutte queste sollecitazioni possono essere stressanti per i bambini nello spettro e inibire la loro capacità di apprendimento.
Il Ruolo Cruciale degli Insegnanti dell'Infanzia
Le maestre della scuola dell'infanzia si trovano spesso di fronte a domande fondamentali: "Che attività preparo per il mio alunno? Che cosa lo diverte? Perché non riesco a coinvolgerlo nelle attività con gli altri? Che cosa lo ha infastidito oggi? Perché sembra non saper chiedere quello che desidera o di cui ha bisogno? Come posso farlo giocare con gli altri compagni? Che materiali posso proporgli? Come posso sostenere il suo cammino di crescita nel modo più adeguato?". Queste domande, frequenti, evidenziano la ricerca di una guida concreta per educare, sostenere, coinvolgere e integrare i bambini autistici all'interno della scuola.
L'autismo a scuola rappresenta un ostacolo per gli insegnanti che non sanno come comportarsi con il bambino. È opportuno conoscere le metodologie giuste e non trovarsi impreparati di fronte a un bambino autistico. In questo contesto, lo psicologo scolastico svolge un ruolo chiave nella formazione degli educatori. Anche se i casi di autismo sono abbastanza frequenti in età infantile e incontrano serie difficoltà all'ingresso della scuola dell'obbligo, se gli insegnanti di sostegno e di classe non sono preparati, il rischio è quello di escludere il bambino dalle attività. Servono, quindi, indicazioni pratiche per gestire i suoi comportamenti al meglio all'interno della scuola.

Autismo e scuola sono due realtà che devono coesistere in modo funzionale e, per farlo, devono necessariamente seguire delle linee guida, riservate al personale docente ordinario e di sostegno, in collaborazione con i genitori e i terapisti. La scelta delle tecniche da adottare per supportare un bambino autistico a scuola non è casuale, ma è il risultato di una stretta collaborazione tra diverse figure professionali.
Strategie Educative Efficaci per l'Inclusione
Per incentivare l'inserimento in classe e supportare al meglio i bambini autistici, è fondamentale adottare strategie educative specifiche. Il "trucco" - secondo esperti come Alessandro Delle Fratte, psicologo specializzato in psicoterapia con indirizzo Neuropsicologia dello sviluppo, e Giuliana de Siervo, psicologa dell'età evolutiva con master di II livello nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico - è quello di riuscire a entrare nell’ottica del bambino. Il motivo di ogni comportamento viene spiegato attraverso un'analisi funzionale dell'eventuale comportamento problema, al fine di evitare o anticipare situazioni che possano ricrearlo. A ciò seguono indicazioni semplici e chiare per l'insegnante sugli atteggiamenti da adottare e da evitare.
Se in classe è presente un bambino con autismo, è opportuno seguire queste strategie educative, che rappresentano un compendio di "Cosa fare" e "Cosa NON fare":
- Linguaggio chiaro e diretto: Il bambino con diagnosi di autismo ha bisogno di un tipo di comunicazione semplice e immediata. È essenziale evitare giri di parole e assicurarsi che il messaggio arrivi subito, senza malintesi. Una gestualità molto tranquilla aiuta a catturare la sua attenzione e a renderlo partecipe, facilitando la comprensione che spesso è molto più alta di quanto si creda, anche nei bambini non verbali o minimamente verbali. La difficoltà maggiore di solito non è nella fase di input delle informazioni, ma in quella di output, cioè di risposta. Pertanto, stimolare il linguaggio del tuo alunno autistico, parlando e raccontandogli quello che succede in classe, è cruciale. Se il bambino non si attiva a una richiesta fatta, non è utile continuare a ripetere la domanda, ma piuttosto lasciargli il tempo di elaborare la richiesta e reagire.
- Gradualità negli apprendimenti: Pretendere di affrettare i tempi di apprendimento del bambino autistico è un atteggiamento sbagliato. È fondamentale rispettare le sue tempistiche e non confonderlo con cambiamenti continui o con troppe informazioni contemporaneamente. La gradualità permette al bambino di processare le informazioni in modo efficace e di consolidare le nuove competenze.
- Obiettivi semplici: Ogni meta deve essere strutturata in chiave molto semplice e, soprattutto, chiara per il bambino, in modo che sappia esattamente cosa l'insegnante si aspetta da lui. Questo contribuisce a creare un senso di prevedibilità e sicurezza, riducendo l'ansia legata all'incertezza.
- Pianificazione delle attività: Organizzare ogni attività secondo delle sequenze ben precise è importante per aiutare il bambino ad avere un ordine mentale sui tempi e sulle finalità del compito. L'uso di schemi visivi o agende può essere estremamente utile per questo scopo, fornendo un supporto concreto alla strutturazione della giornata.
- Promuovere l'imitazione: Incentivare il bambino ad imitare i comportamenti positivi dei compagni è utile per fargli apprendere le modalità di azione corrette e ripeterle fino a riprodurle in modo automatico. Questo è un mezzo potente per lo sviluppo delle competenze sociali e comportamentali.
- Utilizzare materiale idoneo: Nei casi di autismo a scuola, è opportuno che l'insegnante utilizzi sempre materiale specifico, con le relative schede didattiche e l'uso di immagini. Il canale visivo è fondamentale per attirare l'attenzione del bambino e facilitare l'apprendimento, dato che molti bambini autistici processano meglio le informazioni visive.
- Premiare l'impegno: Anche se i tempi per finire un compito sono molto lunghi e il risultato non è eccezionale, è importante premiare il bambino per l'impegno nel suo svolgimento. In questo modo si rinforza la qualità del suo lavoro e la sua autostima, incoraggiandolo a perseverare. L'impegno, non solo il risultato finale, batte la mera conoscenza.
Il bambino autistico non deve rimanere isolato durante le attività di gruppo, ma essere sempre coinvolto in ogni progetto scolastico, sia che si tratti di autismo lieve sia nei casi di maggiore gravità. In questo modo sarà per lui più facile integrarsi all'interno della classe e imparare a fare la sua parte con l'aiuto dei compagni. Aiutarlo nel suo percorso di apprendimento non significa fare le cose al posto suo o suggerirgli la risposta corretta. Bisogna invece stimolare il suo interesse e guidarlo verso la direzione giusta, creando un clima di fiducia reciproca e incentivando i progressi con rinforzi positivi.
Autismo: basi neurobiologiche e strategie di intervento
L'Importanza dell'Individualizzazione e dell'Ambiente
Molti insegnanti, che magari non hanno una formazione specifica sull'autismo, nel momento in cui si vedono assegnato un alunno autistico si trovano spesso impreparati. In questo senso è molto importante la formazione, ma tanto quanto essa è cruciale l'osservazione. Ciò significa che un insegnante non può incollare nozioni teoriche addosso a qualsiasi alunno autistico, ma deve osservare e conoscere le specificità dell'alunno nello spettro a lui assegnato. Esistono delle caratteristiche generali, ma ogni bambino è a sé. Questo può essere un vantaggio perché, anche se il docente non ha molta esperienza con alunni autistici, può conoscere i comportamenti e le caratteristiche del bambino a lui assegnato mentre impara alcune nozioni teoriche sull'autismo.
È fondamentale conoscere il profilo sensoriale del proprio alunno autistico, capire come percepisce il mondo esterno è cruciale per provare a creare a scuola un ambiente consono al suo apprendimento. Ciò non significa metterlo in una stanza da solo perché non tollera i rumori, ma per esempio riuscire a capire quando per lui la tensione diventa troppa e fargli fare 5 minuti di stacco in un ambiente silenzioso per farlo ricalibrare. Ovviamente, anche la socialità con gli altri compagni è importante per la sua crescita come persona. Bisogna, quindi, trovare un equilibrio che sia adatto a quello specifico alunno per integrarlo con il resto della classe e fargli vivere la scuola come luogo sereno.
Per creare un ambiente adatto all'apprendimento di un bambino nello spettro, si devono adottare accorgimenti specifici. Ad esempio, la posizione del banco. A seconda delle caratteristiche dell'alunno, può essere un'idea posizionare il suo banco in modo da lasciargli spazio per muoversi, oppure posizionarlo nella prima fila per subire meno le stimolazioni uditive dei compagni di classe. Per un bambino che ha un'ipersensibilità uditiva, può essere molto difficile isolarsi da un rumore di fondo che altri magari riescono a tollerare. Anche situazioni non didattiche, come la mensa, possono essere molto stressanti per gli alunni autistici. Si possono ideare soluzioni alternative, come ad esempio ricavare un ambiente specifico in una sala più piccola dove il bambino può consumare il pasto in compagnia di un piccolo gruppo di compagni scelti a rotazione.
Molti bambini nello spettro hanno problemi di regolazione e disregolazione del sistema nervoso autonomo. Ad esempio, perdono spesso la concentrazione oppure diventano agitati. Molto spesso questo dipende da un problema di regolazione del sistema nervoso simpatico, e il bambino può diventare agitato e poi calmarsi nuovamente molte volte nell'arco della giornata. Quindi, se il bambino è agitato, non vuol dire che lo sarà per tutto il giorno; a volte bastano 10 minuti e una piccola pausa per farlo rilassare. La pausa per essere efficace deve creare uno stacco con l'attività precedente. È importante fare attenzione alle pause con tablet o altri device, cioè occasioni che sottopongono il bambino a luci a LED e figure in movimento che non fanno altro che sovraccaricare il suo cervello, agitandolo invece di calmarlo. Le pause più efficaci per calmare il sistema nervoso autonomo sono quelle di moto, in cui il bambino si reca in un ambiente, che può essere la palestra, il giardino o l'aula sensoriale, e si prende 5-10 minuti per calmarsi e ricaricarsi.

Collaborazione: Genitori, Terapisti e Scuola
La gestione della situazione quando un bambino autistico frequenta la scuola può diventare complessa, specialmente nelle scuole elementari, ma le basi per un buon inserimento si pongono già all'infanzia. È fondamentale fornirgli gli strumenti adeguati per interagire con gli altri. È importante essere consapevoli del fatto che potrebbero verificarsi crisi o scoppi di collera, in cui il bambino potrebbe avere difficoltà a gestire le proprie emozioni e le rigidità comportamentali.
Un intervento tempestivo e un approccio coordinato sono essenziali. Uno strumento cruciale in questo processo è il Piano Educativo Individualizzato (PEI), un documento redatto dalla scuola in collaborazione con la famiglia e approvato da entrambi. Sebbene i Piani Educativi Individualizzati (PEI) per gli studenti con disabilità nei licei siano allineati agli obiettivi generali della classe, è cruciale che gli studenti autistici, fin dalla scuola dell'infanzia, ricevano il supporto necessario per affrontare le sfide specifiche che possono incontrare. Pertanto, è fondamentale coinvolgere tutti gli attori coinvolti nella presa in carico degli studenti autistici.
I genitori rivestono un ruolo insostituibile in questa alleanza. Come genitori, ci si rende conto che la scuola è uno dei mondi nei quali l'approccio con una persona autistica è più complicato che mai. Spesso i genitori sono i primi e migliori terapisti dei loro figli, avendo studiato, essendo cresciuti con l'autoformazione o con il supporto di specialisti incontrati nel corso della loro esperienza. Non sono sul piede di guerra, ma chiedono ascolto, poiché la miscela delle competenze degli insegnanti e delle loro può dare vita a un'alleanza dai frutti rigogliosi.
Le figure professionali che ruotano attorno al mondo del bambino autistico, a volte parte del servizio pubblico, a volte cercate privatamente, dovrebbero essere messe a disposizione della scuola. Questo non per giudicare l'operato degli insegnanti, ma perché osservino la routine giornaliera e suggeriscano strategie utili per far vivere giornate serene e fruttuose ai figli: stare bene e imparare, ognuno con il suo bagaglio di potenzialità, è un traguardo verso cui muoversi sempre. I bambini autistici hanno bisogno di strategie per imparare, e provare sempre a mettere a fuoco il potenziale è la via per un insegnamento efficace.

L'inclusione, parola che contiene un mondo, è la più difficile da concretizzare. Nella pratica, arriva al successo quando un progetto, un intervento educativo, un'esperienza all'interno della scuola è pensata per tutti prima ancora che per i bambini e i ragazzi con una disabilità. È la cartina di tornasole che mette subito a nudo le proposte e le attività discriminanti ed è la guida per il benessere scolastico di tutti.
Per un confronto su come aiutare al meglio un bambino autistico a scuola, è possibile fissare un colloquio gratuito con professionisti specializzati, come quelli del CMR a Mentana, un centro autorizzato per la riabilitazione fisica, psichica e sensoriale, accreditato e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, e presente negli elenchi dei soggetti idonei con competenze ed esperienza nell'ambito dei trattamenti per i disturbi dello spettro autistico.