Lo svezzamento rappresenta una fase cruciale e molto delicata che ogni allevatore dovrebbe affrontare con la giusta conoscenza e con altrettanta consapevolezza. Si tratta del passaggio fisiologico da una dieta prevalentemente lattea a quella solida tipica dell’animale più adulto. Comprendere a fondo le variabili che possono influenzare il successo di questo processo si rivela una chiave di lettura fondamentale per le aziende zootecniche che puntano alla massimizzazione dei risultati, garantendo al contempo il benessere dell’animale.

Fisiologia dello sviluppo ruminale e nutrizione
Il periodo di svezzamento segna la transizione da un sistema digestivo monogastrico a uno ruminante. Il rumine inizia a funzionare grazie all’assunzione di alimenti solidi, anche in piccole quantità. Per quanto riguarda lo sviluppo anatomico, e quindi l’aumento del volume dei prestomaci e l’attivazione della normale motilità, è fondamentale l’impiego di fibra alimentare. La scelta ricade spesso su paglia di orzo e frumento depolverata, particolarmente indicata già dalle prime fasi, in quanto caratterizzata dalla forte appetibilità e buon effetto tampone sul rumine.
La lunghezza di taglio scelta deve essere piuttosto ridotta (circa 3,5-4,5 cm), ideale per le dimensioni della bocca del vitello, il quale piuttosto frequentemente limita l’ingestione di foraggi a fibra lunga poiché l’assunzione gli risulta “complicata”. La prima fase di svezzamento prevede l’utilizzo di mangimi starter specifici, come il Mix Calf Sprint 20, integrati con paglia in proporzioni ottimali (95% mangime e 5% paglia), affiancati dal latte, sia esso intero (purché sano) o sostitutivi di alta qualità.
L'importanza del colostro e delle prime fasi di vita
La modalità di assunzione del colostro può fare la differenza nella vita del vitello. La permeabilità del tratto intestinale del neonato diminuisce rapidamente dopo le prime ore di vita, rendendo così impossibile il trasferimento passivo dell’immunità dal colostro materno al torrente sanguigno. Si stima un cut off ematico del neonato di 10 g/l di IgG al termine delle prime 24 ore di vita. È un obbligo di legge, secondo il punto 15 dell’Allegato 1 della Direttiva CE 2008/119, che ogni vitello riceva colostro bovino quanto prima possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita.
Per ottenere una buona colostratura, va considerata la quantità ingerita, che oggigiorno si concorda essere di 4 litri nelle prime 12 ore di vita, di cui 2,5-3 litri nelle prime 6 ore. È una buona prassi aziendale creare una banca del colostro, stoccando quello di vacche di buona qualità per le situazioni di emergenza.

Pianificazione e tempistiche dello svezzamento
Definire il momento ideale per far passare il vitello da un’alimentazione lattea ad una solida è il primo passo per garantire un processo efficiente. In generale, lo svezzamento avviene tra le 6 (precoce) e le 10 (tardivo) settimane di vita, sebbene in alcuni contesti di allevamento tradizionale si possa estendere fino ai sei-otto mesi. Un vitello dovrebbe indicativamente raggiungere un peso equivalente al 50% del peso corporeo della madre, valore che può oscillare tra i 500 e i 700 kg a seconda della genetica.
Pianificare lo svezzamento in periodi climaticamente stabili riduce il rischio di stress termico e di insorgenza di patologie legate alle vie respiratorie. Inoltre, è necessario considerare l’organizzazione aziendale: periodi di minore carico di lavoro facilitano un monitoraggio più puntuale.
Preparazione pre-svezzamento e benessere
Una preparazione adeguata nel periodo pre-svezzamento rende il processo notevolmente più lineare. Introdurre il mangime solido quando i vitelli sono ancora in compagnia delle madri rappresenta una pratica di comprovata efficacia. La familiarizzazione con alimentatori e foraggi consente gradualmente lo sviluppo del rumine e un miglior adattamento alla transizione nutrizionale.
Per ridurre il carico di stress, è consigliabile evitare pratiche come castrazione o tosatura in concomitanza con lo svezzamento. Questo genere di manovre, se cumulate alla separazione dalla madre, può aumentare la vulnerabilità alle patologie e compromettere le performance di crescita.
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Metodi di separazione e gestione sociale
Esistono differenti strategie, ognuna con vantaggi e criticità:
- Svezzamento brusco: La separazione avviene in modo immediato. È pratico, ma comporta un forte stress per entrambi gli animali.
- Svezzamento a recinto (fenceline weaning): Vitello e madre vengono separati da una recinzione che impedisce la poppata, ma consente contatto visivo e uditivo.
- Svezzamento in due fasi: Si applicano alette nasali che impediscono l’allattamento per alcuni giorni, seguiti dalla separazione fisica. È ad oggi uno dei metodi più efficaci per il benessere animale.
È importante adottare pratiche di allevamento che minimizzino i cambiamenti nei gruppi, poiché ciò aiuta a mantenere legami sociali duraturi e stabilità. Per i vitelli allevati in gruppo, lo spazio disponibile deve essere di almeno 1,5 metri quadrati per vitelli sotto i 150 kg, 1,7 metri quadrati per quelli tra 150 e 220 kg e 1,8 metri quadrati per quelli oltre i 220 kg, come stabilito dal decreto legislativo vigente.
Aspetti sanitari e normativi
Oltre alle malattie enteriche, le patologie polmonari giocano un ruolo fondamentale nella salute dei primi mesi. La normativa in vigore, Direttiva CE 119 del 2008 (recepita in Italia dal DL 126 del 2011), stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. Fino alle otto settimane, è permessa la stabulazione singola, a patto che le gabbiette consentano al vitello di coricarsi, giacere, alzarsi e accudire se stesso senza difficoltà, garantendo inoltre un contatto visivo e tattile con i propri simili. Dopo l’ottava settimana, la stabulazione in gruppo è obbligatoria, salvo specifiche certificazioni veterinarie o condizioni aziendali particolari.
La gestione corretta di questa fase, unita a un monitoraggio sanitario costante, permette di trasformare un momento critico in un punto di forza per la crescita futura dell'animale, assicurando che lo sviluppo verso la vita adulta avvenga nel modo più naturale possibile.