L’importanza del legame padre-figlio: oltre il mito della "colpa della madre"

Da sempre il famigerato attaccamento è oggetto di contenzioso e critiche, perché in base allo stile mostrato è possibile sviluppare diversi tratti personologici che potrebbero portare a sviluppare diversi disagi psicologici. La psicologia moderna ha progressivamente superato la visione obsoleta che relegava il ruolo genitoriale esclusivamente alla figura materna. Comprendere la dinamica dell'attaccamento significa riconoscere che l'amore paterno è fondamentale per lo sviluppo di una persona, contribuendo a una visione più equilibrata della genitorialità che mira, tra l'altro, a una riduzione della "colpa della madre".

illustrazione simbolica di un padre che gioca con il proprio figlio per favorire l'attaccamento

L'evoluzione storica del ruolo paterno

Il ‘vecchio’ padre era una figura dominante, regolatrice, poco o per nulla dedita all’espressione dei propri sentimenti e bisogni, spesso assente nella vita affettiva e relazionale dei figli ed impegnata nell’esercizio della legge. Tra i latini veniva annoverato col termine di Pater familias, inteso come il capo indiscusso di tutto il clan; a lui erano sottomessi la moglie, i figli, gli schiavi, le nuore. Su tutti aveva la patria potestas, potere che conservava vita naturale durante e che comportava amplissime facoltà insieme ad un potere punitivo che si estendeva fino al diritto di vita o di morte.

A seguito di eventi importanti, come l’industrializzazione e l’emancipazione della donna, è andata man mano decadendo l’organizzazione familiare basata sulla rigida divisione dei ruoli. Scompare l’immagine della madre-casalinga che si occupa della casa e dei figli e del padre-lavoratore distante dalla vita familiare. Il fatto che entrambi i coniugi lavorino comporta la necessità di una collaborazione nelle incombenze domestiche e soprattutto nella cura dei figli. È così che il padre ha iniziato ad avvicinarsi ai figli, investendo sempre maggior tempo nel creare una relazione con loro e sperimentando così un sentimento paterno sconosciuto alle generazioni precedenti.

Il "nuovo padre": tra autorità e affetto

Oggi ha preso sempre più piede l’immagine di un “nuovo padre” partecipe alla vita familiare, ma soprattutto coinvolto emotivamente nella relazione con il figlio. I padri si trovano però davanti ad un conflitto: da un lato sono chiamati a rivestire una funzione di guida, appoggio, sostegno, sono invitati a favorire lo sviluppo dell’autonomia e della maturazione nei figli e ad esercitare l’autorità; dall’altro sono fortemente incoraggiati a prendere parte alla regolazione dei rapporti familiari, ad entrare in connessione coi figli, creando un legame affettivo fondato sull’intimità e l’espressione delle emozioni. Ci si aspetta da loro che sappiano praticare contemporaneamente giustizia e cura, regole e affetti.

Essere papà oggi: il ruolo del padre nella crescita dei figli

Il dolore del rifiuto e il peso del padre

Ronald Rohner, professore presso l’Università del Connecticut, ritiene si possa affermare che l’esperienza del rifiuto, soprattutto da parte dei genitori, durante l’età pediatrica ha un effetto molto forte sullo sviluppo della personalità. Analizzando 36 studi con più di 10.000 soggetti, Ronald Rohner e Abdul Khaleque hanno scoperto che i bambini, in risposta al rifiuto dei genitori, tendono a sentirsi più ansiosi, insicuri, ostili e aggressivi.

È emerso che il rifiuto da parte del padre risulta essere, in alcuni contesti, percepito come particolarmente doloroso. I bambini e i giovani adulti tendono a fare maggiore attenzione a qualsiasi genitore che percepiscono avere una maggiore potenza interpersonale o di prestigio; solitamente questo ruolo è relegato alla figura paterna. Le neuroscienze confermano che le parti del cervello che vengono attivate quando le persone si sentono respinte sono le stesse che si attivano durante l’esperienza del dolore fisico.

Fattori che influenzano il legame padre-figlio

Ci sono due fattori che contribuiscono in modo rilevante allo sviluppo di un legame significativo tra padre e figlio: il fatto che egli sia presente e partecipe nella vita quotidiana del piccolo ed il rapporto coniugale. Il padre funge da fonte di sicurezza per il bambino solo nel momento in cui egli assume un ruolo significativo nella sua vita quotidiana. Nelle famiglie tradizionali, cioè laddove il padre risulta poco presente, il piccolo tende a ricercare conforto principalmente dalla madre.

Inoltre, un ruolo importante è rivestito dalla madre, la quale ha per contatto più immediato con il piccolo. Se il suo atteggiamento è di chiusura nella diade, naturalmente il padre troverà forti difficoltà nel creare una relazione precoce. Per questo motivo è indispensabile che la madre favorisca le interazioni dirette tra i due sin dalla nascita, avendo la convinzione che il compagno sia in grado quanto lei di occuparsi del piccolo.

La base sicura e la funzione paterna

Il comportamento di attaccamento, evocato da eventi allarmanti, si esplicita attraverso la ricerca attiva del caregiver. L’allarme cessa quando hanno luogo la vicinanza o il ricongiungimento fisico, consentendo al bambino di passare da emozioni di paura ad uno stato di felicità. Il padre è il garante dell’esistenza di un ordine culturale costitutivo del discorso. Escluso dal registro della sensorialità, il padre ha un ruolo metaforico e rappresenta la legge del linguaggio che permette al bambino di acquisire la sua identità.

La peculiarità di base della funzione paterna è proprio quella di favorire e promuovere il processo di separazione dalla madre. Sia per il maschio che per la femmina, è necessario un continuo spostamento del legame identificatorio. Al padre è simbolicamente affidato il compito di traghettare gradualmente il figlio dal territorio materno a quello della società, favorendo l’emancipazione dall’infanzia e il suo ingresso nel mondo adulto.

diagramma che illustra la transizione del bambino dal legame duale materno alla triangolazione paterna

La pratica della genitorialità nel quotidiano

Il papà, nella seconda infanzia, insegna ad andare in bicicletta: con la sua mano ferma spinge il bambino in avanti, per fargli prendere velocità, poi lo segue, standogli accanto. Metaforicamente, è quello che un padre fa nella vita di tutti i giorni: apre al mondo e alla scoperta di sé il proprio figlio e, con la sua presenza, lo guida nella crescita. Essere genitori significa essere squadra e insieme affrontare le sfide di tutti i giorni. Il papà rappresenta la parte lucida e razionale che va a compensare la parte emotiva materna, costruendo quello che sarà il futuro legame con il nascituro già tramite la voce e le carezze sulla pancia durante la gravidanza.

La funzione paterna, in sostanza, potrebbe essere equiparata a quella di un semaforo: ordina, divide, stabilisce delle regole. Il compito difficile e delicato dei padri di oggi consiste nel riuscire a tradurre al figlio ciò che accade all’esterno del nucleo familiare. Questa capacità di mediazione è il regalo più prezioso che un padre possa fare: un modello di riferimento simbolico, equilibrato, poco incline alla prevaricazione, dal quale il figlio impara a regolare l’espressione delle proprie emozioni nel rispetto degli altri. L'attaccamento con il padre, dunque, non si origina da solo, ma va costruito, ampliato e migliorato ogni giorno, divenendo il pilastro su cui il figlio edificherà, a sua volta, la capacità di instaurare legami sicuri durante l'età adulta.

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