Expo Milano e Milano: Un Impegno Concreto per l'Allattamento e il Benessere Materno-Infantile

L'attenzione verso le famiglie e il supporto alla genitorialità ha assunto un ruolo centrale nelle politiche urbane e negli eventi di grande portata, riflettendo una crescente consapevolezza delle necessità dei nuclei familiari moderni. Expo, in particolare, ha accolto i bambini più piccoli, dedicando un’attenzione particolare alla famiglia, in quella che vuole essere la prima Esposizione Universale "family friendly". Questo impegno non si è limitato ai confini fisici dell'evento, ma si è esteso a un più ampio contesto cittadino, con Milano che si è affermata come pioniere in iniziative volte a sostenere le neo-mamme e a promuovere la salute materno-infantile. Dalla creazione di spazi dedicati all'allattamento fino all'implementazione di servizi innovativi per la raccolta del latte materno donato, la città e i suoi eventi dimostrano un'intensa collaborazione tra istituzioni, enti e privati per creare un ambiente sempre più accogliente e supportivo per le famiglie. L'obiettivo è chiaro: garantire che l'esperienza di essere genitore in un contesto urbano, o durante un evento di vasta portata, sia il più agevole e gratificante possibile.

Expo Milano: Un'Esposizione Universale a Misura di Famiglia

Per concretizzare l'impegno di Expo Milano nell'essere la prima Esposizione Universale "family friendly", è stata predisposta un'ampia gamma di servizi pensati specificamente per le esigenze delle famiglie con bambini piccoli. All’interno del sito espositivo, le famiglie troveranno una serie di servizi a loro dedicati, attentamente studiati per rendere la visita confortevole e senza preoccupazioni. Tra questi figurano una "Welcome area", un punto di accoglienza e informazione dove ricevere supporto all'arrivo e orientarsi tra le varie offerte. Un elemento di grande sollievo per i genitori è rappresentato dalla disponibilità di ben 1000 passeggini di cortesia, permettendo ai visitatori di muoversi liberamente, senza dover portare il passeggino da casa, alleggerendo così un significativo onere logistico per le famiglie che arrivano da lontano o semplicemente non desiderano affrontare il trasporto del proprio passeggino.

Inoltre, sono state allestite 14 aree Nursery, spazi riservati e attrezzati per le esigenze di cura dei neonati e dei bambini piccoli, garantendo privacy e comfort per le mamme che necessitano di allattare o cambiare i propri figli. L'offerta si completa con la messa a disposizione di 1000 prodotti per la pappa, un dettaglio che sottolinea la volontà di rispondere a tutte le necessità alimentari dei più piccini durante la giornata all'Expo. La visione strategica dietro a queste iniziative è stata illustrata il 2 aprile da figure chiave del mondo aziendale e istituzionale, tra cui l’Amministratore Delegato di Artsana S.p.A. Claudio De Conto, il Direttore Regionale Italia, Spagna e Portogallo di Chicco Marco Schiavon, il Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 e Amministratore Delegato di Expo 2015 S.p.A. Giuseppe Sala, e il Direttore Generale della Divisione Sales & Entertainment di Expo 2015 S.p.A. Hospitality.

L'attenzione alla famiglia si estende anche al di fuori del perimetro fieristico. Chicco, in linea con l'impegno verso la famiglia, è stato presente anche nel Fuori Expo, collaborando attivamente con importanti realtà cittadine come Eataly, STRAF hotel e Grand Hotel et de Milan. Questa sinergia ha avuto l'obiettivo di garantire ai visitatori un’esperienza a misura di famiglia anche all’esterno dal sito espositivo, creando una rete di supporto che va oltre l'evento specifico e si integra nel tessuto urbano.

Mappa delle aree famiglia e nursery a Expo Milano

L'Allattamento Materno nell'Ambiente Urbano: Iniziative a Milano

L'allattamento al seno è universalmente riconosciuto come la pratica più naturale e benefica per nutrire un neonato, offrendo vantaggi inestimabili sia per la salute del bambino che per quella della madre. Tuttavia, nonostante i suoi comprovati benefici, l'allattamento in pubblico è spesso malvisto in ambiente metropolitano, generando disagio e ostacoli per le neo-mamme. Questa percezione negativa e la mancanza di spazi adeguati hanno spinto le istituzioni milanesi a intervenire con soluzioni concrete.

Da un punto di vista istituzionale, a Milano le neo-mamme hanno iniziato ad avere vita più facile grazie a un importante sviluppo risalente al 26 maggio 2010. In quella data, è stato firmato un nuovo Protocollo di Intesa tra il Direttore generale del Comitato Italiano per l’UNICEF Roberto Salvan e il Direttore generale dell’Asl di Milano Walter Locatelli. Questo accordo ha segnato un passo fondamentale nel supporto alla genitorialità e alla salute materno-infantile nella città. Tra le novità più rilevanti introdotte dal Protocollo figurano i "baby pit-stop", spazi accoglienti e attrezzati dove le madri possono allattare o cambiare i propri bambini in tranquillità.

Ma i baby pit-stop non sono l'unica novità del Protocollo. L'intesa prevede anche lo sviluppo di progetti concordati tra le parti, la presenza comune in campagne istituzionali inerenti il sostegno alla genitorialità, la promozione e la tutela dei diritti e della salute materno-infantile, nonché la realizzazione di pubblicazioni congiunte e attività di divulgazione sul web. Questi sforzi congiunti mirano a creare una rete di supporto capillare e a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza dell'allattamento e del benessere familiare.

Roberto Salvan, Direttore dell'UNICEF Italia, ha chiarito la filosofia dietro a questa iniziativa, dichiarando: «Il modello che sta dietro a questo accordo è quello che l'UNICEF usa nei Paesi in via di sviluppo». Ha poi aggiunto: «Un modello che tende a fare rete e che serve ad esportare le buone pratiche, in questo caso l’allattamento materno, che a Milano in alcune zone raggiunge una percentuale del 50%». Salvan ha sottolineato la necessità di partner affidabili, affermando: «Abbiamo bisogno di partner affidabili che sostengano il diritto alla salute di madri e bambini. Noi vi consideriamo un poco come dei volontari dell’UNICEF». L'entusiasmo per il progetto "baby pit stop" è stato condiviso anche dal Direttore generale dell’Asl di Milano, Walter Locatelli, il quale ha commentato: «Se la Lombardia, come spesso si sente dire, è la Ferrari del Paese Italia, sembra quasi naturale prendere atto che a Milano si attiveranno questi spazi per l’allattamento dentro le farmacie, negli ospedali e nei negozi».

Questi spazi dedicati all'allattamento e alla cura dei bambini sono stati ulteriormente ufficializzati e ampliati con l'arrivo degli spazi "certificati" per "l'happy popping" a Milano. Il provvedimento è stato presentato un martedì 21 novembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, sottolineando l'importanza di questi servizi nel quadro dei diritti fondamentali dei più piccoli. Sono stati presentati i primi venti di questi spazi, appositamente attrezzati per rispondere a tutte le esigenze delle neo-mamme e dei loro bambini. Ogni spazio è dotato di fasciatoi per il cambio pannolino, comode poltroncine per l'allattamento, contenitori per pannolini usati per mantenere l'igiene, attaccapanni e un pratico "kit" composto da creme, coppette assorbilatte, salviette umidificate e una guida all'allattamento, offrendo così un ambiente completo e funzionale.

La distribuzione di questi spazi è pensata per garantire una copertura diffusa in aree strategiche della città. Cinque punti sono stati posizionati in biblioteche rionali o sedi municipali, favorendo l'accesso a servizi pubblici e culturali. Undici spazi sono stati allestiti presso altrettante farmacie Lloyds (ex Comunali), sfruttando la loro capillarità e l'affidabilità. Inoltre, spazi "happy popping" si trovano anche in luoghi di grande affluenza culturale come Palazzo Reale e al Museo di Storia Naturale, dove verranno realizzate due aree, strategicamente posizionate prima dell'entrata a mostre o esposizioni, permettendo alle famiglie di godere della cultura senza preoccupazioni logistiche.

Torna operativo il baby pit-stop all'interno del PPU

"Human Milk Link": Un Ponte di Solidarietà per i Neonati Prematuri

Milano ha dimostrato una notevole capacità innovativa anche nel campo del sostegno alla salute neonatale, lanciando un progetto di rilevanza nazionale: il primo servizio di raccolta a domicilio di latte materno. Questo progetto, denominato "Human Milk Link", è stato presentato all'Expo un giovedì 10 settembre e accompagnato da un flash-mob, per poi venire alla luce ufficialmente il primo ottobre. L'iniziativa rappresenta una svolta significativa, superando le barriere logistiche che spesso ostacolano la donazione di questo prezioso nutrimento.

Il cuore del progetto è l'introduzione dell'"Ape Milk", un veicolo specializzato dotato di cella frigorifera e guidata da ostetrici. Questo mezzo innovativo ritirerà latte materno direttamente dalle case delle mamme che ne hanno fatto richiesta, rendendo il processo di donazione estremamente comodo e accessibile. A fine giornata, l'Ape Milk trasporterà il latte raccolto alla banca del latte più vicina. Qui, il personale qualificato avrà il compito di trattarlo - garantendone qualità e sicurezza attraverso rigorosi controlli - e distribuirlo gratuitamente, attraverso gli ospedali, ai piccoli che ne hanno bisogno. Questo sistema centralizzato assicura che il latte donato raggiunga i neonati più vulnerabili, in particolare quelli prematuri, per i quali il latte materno è spesso la medicina migliore.

Il progetto "Human Milk Link" non si fermerà ai confini milanesi; è prevista la sua espansione ad altre grandi città italiane, tra cui Roma, Torino, Firenze, Bari e Palermo, estendendo così la rete di solidarietà a livello nazionale. Per le aree dell'hinterland, si provvederà invece attraverso una rete di farmacie di prossimità, a cui le madri potranno consegnare il latte donato, garantendo una copertura ancora più capillare e facilitando ulteriormente il processo.

Madrina di questa lodevole iniziativa è Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. In un incontro a #CasaCorriere, l'étoile ha condiviso la sua esperienza personale e il suo impegno: «Da quando sono diventata mamma sono molto attenta e sensibile al benessere dei miei figli. Per questo ho scelto di allattarli e nutrirli nel miglior modo possibile». Ha rivelato di non essere a conoscenza della possibilità di donare il proprio latte e di aver accolto con entusiasmo l'opportunità: «quando mi hanno proposto di essere la madrina di Human Milk Link mi è sembrata l’opportunità per testimoniare quanto a volte anche un piccolo gesto possa aiutare chi ci sta a fianco». Accompagnata dalle sue tre figlie, Julia, Lucrezia Ginevra (mentre il piccolo Gabriel, 8 mesi, il «principe di famiglia tanto atteso» è rimasto a casa, come annotato), la Abbagnato ha raccontato come, a causa del suo intenso lavoro, sia riuscita ad allattare l’ultimo arrivato solo i primi tre mesi, prima di riprendere le tournée a Parigi. Ha anche ricordato una tradizione familiare, aggiungendo: «Mia mamma mi ha raccontato che quando nacque mio fratello anche lei donò il latte», evidenziando come la donazione sia un gesto di solidarietà che si tramanda di generazione in generazione.

Eleonora Abbagnato ha approfittato della sua visita al sito espositivo dell'Expo per un giro tra i padiglioni, dove ha espresso la sua gioia nel vedere tanta gente, definendola «una bella sfida per il mio paese». Ha anche condiviso un aneddoto familiare legato all'alimentazione dei figli, spiegando: «I bambini ci tenevano molto a vedere Expo prima di tornare stasera a Roma. Io e mio marito (Federico Balzarotti, ex calciatore della Roma) siamo molto attenti al tema dell’alimentazione come sportivi: con i bambini è una continua lotta perché mangino bene». Ha poi aggiunto, con un sorriso, che i figli erano eccitati all'idea di visitare il Giappone e convinti che avrebbero avuto montagne di sushi, riflettendo la sua attenzione non solo per l'allattamento ma per la nutrizione complessiva dei bambini.

Infografica: I benefici del latte materno donato per i neonati prematuri

Il Ruolo Cruciale delle Banche del Latte Umano Donato (BLUD)

Il latte materno è universalmente riconosciuto come "la medicina migliore" per i neonati, in particolare per i nati prematuri. Le sue proprietà uniche, dal punto di vista nutrizionale, immunologico e metabolico, lo rendono insostituibile. Aiuta a prevenire molte patologie e infezioni, fornendo una protezione essenziale in un momento di estrema vulnerabilità. Nonostante la sua vitale importanza, in Italia si raccolgono ogni anno meno di 10mila litri di latte materno, una quantità insufficiente per soddisfare il bisogno. Il pediatra e neonatologo Guido Moro, presidente di Aiblud - Associazione italiana banche del latte umano donato - ha spiegato, intervenendo alla presentazione di "Human Milk Link", che «Ce ne vorrebbero quantità tre volte superiori per tutti i neonati prematuri, a cui questo latte può salvare la vita».

Le Banche del Latte Umano Donato (BLUD) svolgono un ruolo fondamentale in questo contesto. Attualmente, in Italia sono presenti 33 banche del latte, e Aiblud provvederà a trasportare il prezioso “oro bianco” dalle case delle donatrici a una di queste strutture. Queste banche sono il fulcro del sistema di raccolta, trattamento e distribuzione del latte materno donato, garantendo che ogni goccia sia sicura ed efficace per i riceventi.

Tuttavia, l'organizzazione della raccolta non è priva di sfide. Attualmente, gran parte della raccolta è portata avanti su iniziativa di singoli ospedali, il che può comportare non pochi problemi di tipo organizzativo, limitando la potenziale portata delle donazioni. Progetti come "Human Milk Link" cercano proprio di superare queste difficoltà, creando un sistema più integrato ed efficiente a livello urbano e poi nazionale.

La consapevolezza dell'importanza del latte materno e la volontà di non sprecarlo hanno portato a un aumento progressivo della donazione in Italia. La raccolta è partita nel 2007 con 739 donatrici. Nel 2012, gli ultimi dati disponibili mostrano un incremento significativo, con il numero di donatrici salito a 975. Nello stesso arco di tempo, il volume di latte raccolto è quasi raddoppiato, passando da 5.541 litri a 9.448 litri. Questi numeri, pur essendo incoraggianti, evidenziano la necessità di ulteriori sforzi e di una maggiore sensibilizzazione per raggiungere le quantità necessarie a garantire che ogni neonato prematuro e vulnerabile possa beneficiare di questo dono insostituibile. Il latte protegge il bambino, come chiarisce l'esperto, dal punto di vista nutrizionale, immunologico e metabolico. Questi sistemi di supporto, come le BLUD e i servizi di raccolta a domicilio, sono quindi pilastri essenziali per la salute pubblica e il benessere delle future generazioni.

Diagramma di flusso del processo di donazione e distribuzione del latte materno

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