Il sostegno alla famiglia rappresenta un pilastro fondamentale del sistema di welfare italiano, con una serie di misure volte a garantire un'esistenza dignitosa e a supportare i nuclei familiari nelle diverse fasi della vita. Tra queste, il congedo parentale (un tempo noto come "maternità facoltativa") e l'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) giocano un ruolo cruciale nel fornire supporto economico e flessibilità lavorativa ai genitori. Questo articolo esplora in dettaglio queste importanti prestazioni, chiarendo i requisiti, le modalità di accesso e le recenti evoluzioni normative.
Il Congedo Parentale: Flessibilità per i Genitori
Il congedo parentale è una misura che consente ai genitori di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei propri figli. La sua evoluzione normativa ha portato a una maggiore inclusività, estendendo la possibilità di fruizione anche ai padri e modificando il nome da "maternità facoltativa" a "congedo parentale" per riflettere questa apertura.

Chi ne ha diritto e per quanto tempo?
Il congedo parentale spetta ai genitori che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 14 anni di vita del bambino. Il periodo complessivo, tra i due genitori, non può superare i dieci mesi. Questo limite può essere elevato a undici mesi se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi.
- Madre lavoratrice dipendente: può fruire di un periodo massimo di sei mesi, continuativo o frazionato.
- Padre lavoratore dipendente: può fruire di un periodo massimo di sei mesi, continuativo o frazionato, che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi. È importante sottolineare che il padre lavoratore dipendente può richiedere il congedo anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa madre non lavora.
- Genitore solo (padre o madre): ha diritto a un periodo continuativo o frazionato di massimo 11 mesi. L'articolo 32, comma 1, lettera c), del d.lgs. 151/2001 precisa che per genitore solo deve intendersi anche il genitore nei confronti del quale sia stato disposto, ai sensi dell’articolo 337-quater del Codice civile, l’affidamento esclusivo del figlio (come chiarito dalla circolare INPS 27 ottobre 2022, n. 122).
Indennità e Novità Legislative
La legge di bilancio 2024 ha introdotto una significativa novità: l’elevazione dell’indennità di congedo parentale, dal 30% al 60% della retribuzione, per un ulteriore mese. Questa misura è fruibile entro il sesto anno di vita del figlio o entro sei anni dall’ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o affidamento, e comunque non oltre il compimento della maggiore età.
Affinché questa maggiorazione dell’indennità sia applicabile, devono essere soddisfatti i seguenti requisiti:
- I periodi di congedo siano fruiti a partire dal 1° gennaio 2024.
- Il congedo sia fruito per figli di età inferiore a sei anni o entro sei anni dall’ingresso del minore in famiglia in caso di affidamento/adozione.
- Il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità sia terminato successivamente al 31 dicembre 2023.
Analoghe disposizioni, con decorrenze differenti, sono state introdotte dalla legge di bilancio 2025 (art. 1, commi 217 e 2018 della legge 30 dicembre 2024, n. XXX), applicabili ai congedi fruiti a partire dal 1° gennaio 2025, con scadenza del periodo di maternità/paternità successiva al 31 dicembre 2024.
Maternità Facoltativa e Diritti Matenuti
È importante sapere che, anche durante il congedo parentale (ex maternità facoltativa), maturano le ferie. Inoltre, la tredicesima mensilità viene percepita grazie a una novità legislativa del 2022, che non è stata abrogata.
Modalità di Accesso e Approfondimenti
Per richiedere il congedo parentale, oltre alle modalità telematiche, è possibile utilizzare canali più tradizionali come la telefonata, specialmente per chi ha poca familiarità con internet. Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alle circolari INPS: 27 ottobre 2022, n. 122; 16 maggio 2023, n. 45; 18 aprile 2024, n. 57; e 26 maggio 2025, n. XXX.
Riscatto dei Periodi di Congedo
I periodi di astensione dal lavoro nell’ambito del congedo parentale possono essere riscattati ai fini dei contributi previdenziali. Il costo del riscatto dipende dal periodo di astensione: prima del 1996, il calcolo avviene in base al sistema retributivo; dal 1996 in poi, si applica il sistema contributivo.
L'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF): Sostegno al Reddito
L'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall'INPS volta a sostenere i nuclei familiari con redditi complessivi entro determinate soglie stabilite annualmente. Questa misura affonda le sue radici storiche nel sostegno al reddito dei lavoratori, risalendo agli anni '30 con la Cassa per gli assegni familiari, e trova un solido fondamento nei principi costituzionali di tutela della famiglia (art. 31) e del diritto a una retribuzione dignitosa (art. 36).

Evoluzione Storica e Normativa
Storicamente, il sostegno alla famiglia è stato un obiettivo costante degli interventi normativi. Dalla Cassa per gli assegni familiari del 1934, estesa a tutti i lavoratori subordinati con i Regi decreti del 1937, si è giunti al Testo Unico delle norme concernenti gli assegni familiari D.P.R. n.797/1955. Successivamente, nel 1988, il D.lgs. n. 69 ha introdotto l'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), che ha sostituito l'assegno familiare previsto dal D.P.R. n.797/1955.
L'ANF è concepito per essere erogato in maniera inversamente proporzionale al reddito del nucleo familiare, differenziato per scaglioni. L'importo spettante è strettamente collegato alla composizione del nucleo familiare e al reddito globalmente prodotto.
Requisiti per la Fruizione dell'ANF
Per avere diritto all'ANF, è necessario possedere determinati requisiti strettamente imperniati al nucleo familiare. Questi elementi vengono cristallizzati annualmente dall'INPS in apposite tabelle, valide dal 1° luglio di ogni anno fino al 30 giugno dell'anno successivo.
Composizione del Nucleo Familiare
La composizione del nucleo familiare ai fini ANF è disciplinata dal comma 6 dell’art.2 D.l. 69/88 e, per quanto non espressamente previsto, dal D.P.R. n.797/55 (art.4). Il nucleo può includere:
- Il richiedente.
- Il coniuge.
- I figli o soggetti equiparati (elencati dall’art.38 D.P.R. n. 600/1973).
- Altri familiari a carico, se inabili al lavoro proficuo.
L'inabilità al lavoro proficuo deve essere intesa come l'impossibilità di svolgere un'attività lavorativa che garantisca un notevole profitto.
Una deroga è stata introdotta dall’art. 1 comma 11 della L. n. 296 del 2006 per i nuclei numerosi, che devono contare almeno quattro figli di età inferiore ai 26 anni.
Il Reddito del Nucleo Familiare
Il reddito ha un ruolo fondamentale nella determinazione dell'importo dell'ANF e del diritto alla sua fruizione. I redditi considerati possono derivare sia dal lavoro dipendente che dal lavoro autonomo, ma l'assegno è legato principalmente al lavoro dipendente. Gli importi ANF vengono rivalutati annualmente sulla base delle variazioni ISTAT. Le tabelle con gli importi e le soglie reddituali sono consultabili sul sito dell'INPS.
Come compilare la domanda assegni familiari online dal 1° Aprile 2019
Nuove Forme Familiari e ANF
La legge Cirinnà (L. n.76 del 2016) ha ampliato la nozione di nucleo familiare, estendendo le tutele anche alle unioni civili e alle convivenze di fatto.
- Unioni Civili: Le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e ai coniugi si applicano anche alle parti dell'unione civile. Per i figli nati precedentemente all'unione civile, viene garantito il trattamento di famiglia su una delle due posizioni dei genitori, indipendentemente dall'unione civile successiva di uno di essi. Per i figli nati successivamente all'unione civile, rientrano nel nucleo ai fini ANF se riconosciuti e affidati al genitore.
- Convivenze di Fatto: Vengono considerate "conviventi di fatto" due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale.
ANF in Caso di Separazione o Divorzio
In caso di separazione o divorzio, la determinazione del nucleo familiare e del diritto all'ANF dipende dall'affidamento dei figli.
- Se il genitore affidatario è lavoratore, può richiedere l'ANF per il nucleo di cui fa parte con il figlio affidato.
- Se il genitore affidatario non è lavoratore, può comunque avere diritto all'ANF maturato sulla posizione dell'altro coniuge separato o divorziato (ex coniuge), come previsto dall'art. 211 della L. n. 151/1975.
Il reddito di riferimento per il calcolo dell'ANF è quello prodotto complessivamente dal nucleo così composto, come confermato dalla giurisprudenza.
Per evitare conflittualità nella corresponsione, l'assegno viene erogato direttamente al coniuge dell'avente diritto.
Modalità di Richiesta dell'ANF
La richiesta per l'Assegno per il Nucleo Familiare dei dipendenti va presentata annualmente all'INPS in modalità telematica, utilizzando la domanda "ANF-DIP". L'INPS esaminerà la richiesta, definendo il diritto alla prestazione e la sua misura in base alle tabelle relative alla tipologia del nucleo familiare e al livello di reddito dichiarato.
È fondamentale comunicare tempestivamente all'INPS eventuali variazioni nella composizione del nucleo familiare o nella situazione reddituale entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento.
Erogazione dell'ANF
L'assegno può essere anticipato dal datore di lavoro, erogato mensilmente in busta paga insieme alla retribuzione. In alternativa, l'ANF può essere corrisposto direttamente dall'INPS tramite bonifico.
I datori di lavoro che anticipano l'ANF recuperano gli importi dall'INPS a conguaglio, attraverso il sistema "Uniemens".
Arretrati ANF
È possibile richiedere gli arretrati ANF, anche in questo caso tramite procedura telematica direttamente all'INPS. La richiesta dovrà specificare il periodo di lavoro di riferimento e indicare il datore di lavoro alle dipendenze del quale si era in quel periodo. Il diritto agli assegni familiari si prescrive nel termine di cinque anni, decorrente dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è compreso il periodo di lavoro cui l'assegno si riferisce.
Esclusioni dalla Disciplina ANF
La disciplina dell'ANF (D.l. n.69/1988) è valida principalmente per i lavoratori dipendenti. Sono esclusi da questa normativa i lavoratori autonomi, i piccoli coltivatori diretti, i coltivatori diretti, i coloni e mezzadri, nonché i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi. Per queste categorie, continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari contenuta nel D.P.R. n.797/1955.
Protezione e Sicurezza Familiare: La Polizza RC Capofamiglia
Sebbene non direttamente collegata alle prestazioni di congedo parentale o ANF, è importante menzionare la polizza RC Capofamiglia come forma di protezione per i nuclei familiari. Questa assicurazione copre da eventuali responsabilità civili verso terzi per danni causati nella vita di tutti i giorni, proteggendo il capofamiglia da spiacevoli conseguenze finanziarie in caso di lesioni fisiche o danni materiali causati a terzi.

In sintesi, il quadro normativo italiano offre un sistema articolato di sostegno alla genitorialità e al nucleo familiare, con il congedo parentale a garantire flessibilità e l'ANF a fornire un supporto economico cruciale. La continua evoluzione legislativa mira a rendere queste misure sempre più adeguate alle mutevoli esigenze sociali e familiari.
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