Un secolo di dedizione: La storia della Scuola Materna Don Cirillo Invernici

La storia di un’istituzione non è fatta soltanto di mattoni, regolamenti o programmi didattici; è fatta di persone, di visioni condivise e di quella trama invisibile ma fortissima che chiamiamo comunità. La scuola materna Don Cirillo Invernici di Corna rappresenta, in questo senso, un paradigma di resilienza e amore per il prossimo. Celebrare un secolo di attività significa ripercorrere un cammino che ha trasformato il bisogno individuale in un bene comune, garantendo per cento anni cura, educazione, accudimento e una costante attenzione rivolta non solo ai bambini, ma all’intero nucleo familiare. La scuola materna Don Cirillo Invernici di Corna compie 100 anni e a festeggiare questo traguardo è tutta la comunità di Corna riunita questo sabato nella chiesa parrocchiale.

Veduta storica della comunità di Corna e della parrocchia locale

Le radici profonde: Don Cirillo Invernici e la nascita di un progetto

Per parlare della Scuola dell’Infanzia Cirillo Invernici bisogna iniziare proprio dalla figura ecclesiastica di cui la struttura porta il nome. Nato l’8 settembre 1865 a Pisogne, Cirillo fu consacrato sacerdote nel 1891 e quattro anni più tardi divenne parroco a Corna di Darfo. La sua missione non si limitava al solo aspetto spirituale, ma si intrecciava profondamente con le necessità materiali e sociali di una popolazione segnata dalla precarietà. L’asilo fu fondato nel 1921 proprio dall’arciprete Don Cirillo Invernici per aiutare le famiglie del posto, duramente colpite dalla prima Guerra Mondiale, a dare un’educazione e un futuro ai loro figli.

L’uomo, descritto come "austero e battagliero", possedeva una visione lungimirante: capì che per ricostruire una società in ginocchio dopo il primo conflitto mondiale, era necessario partire dalle nuove generazioni. L’amore per l’infanzia e la famiglia lo portarono a stimolare i Capifamiglia della Vicinia di Corna a promuovere la nascita dell’asilo. Fu lui ad avviare i rapporti necessari con l’Amministrazione di allora, creando un ponte tra la parrocchia e le istituzioni civili, un metodo di collaborazione che sarebbe diventato la cifra stilistica dell'intera storia dell'istituto.

Ritratto ideale di Don Cirillo Invernici o iconografia religiosa del periodo

Il ruolo della comunità e la forza dei capifamiglia

Il successo di un asilo non risiede unicamente nei fondatori, ma nella risposta del tessuto sociale. Molte famiglie dell’epoca e capifamiglia si adoperarono per creare un’istituzione capace di garantire ai bambini dell’epoca l’inserimento sociale e il senso di appartenenza ad una famiglia più ampia di quella tra le mura di casa, ovvero ad una comunità. Questo concetto di "famiglia allargata" è ciò che ha permesso alla struttura di superare decenni di cambiamenti socio-economici radicali. Il senso di appartenenza è stato il collante che ha evitato la dispersione di energie, trasformando ogni sforzo in un mattone fondamentale per l'asilo.

La memoria storica di questo impegno corale è stata meticolosamente raccolta in un'opera editoriale. Come la storica presidente Vittorina Gaioni aveva sognato, il centenario è stato celebrato con un libro che ripercorre la storia dell’asilo. Il volume non è solo un resoconto cronologico, ma uno spaccato di storia, di racconti e ricordi affettivi, di intuizioni particolari e volti generosi. Un lavoro che Vittorina aveva deciso di non commissionare a una persona qualunque, affidando la narrazione a chi potesse sentire profondamente il legame con il territorio.

Il filo di continuità tra generazioni: benefattori e figure chiave

Nella storia dell’asilo, ripercorsa nel libro, figurano le figure chiave come il Commendatore Pietro Burlotti, i presidenti, i benefattori, le fotografie delle generazioni che si sono susseguite creando un filo di continuità tra passato e presente che non si è mai spezzato grazie all’impegno continuo delle persone che hanno lavorato negli anni per garantire un futuro alla scuola e ai bambini. La figura di Pietro Burlotti emerge come pilastro fondamentale: imprenditore abile e sensibile, dal 1965 al giorno della sua morte nel 2009, non risparmiò elargizioni in denaro e proposte concrete.

Tra le iniziative più significative guidate dallo spirito di Burlotti vi è quella che nel 1977 portò alla costruzione di un nuovo edificio, progettato per essere in linea con i tempi e con le mutate esigenze pedagogiche e di sicurezza. Questo intervento testimonia come l'asilo non sia mai stato un museo del passato, ma un organismo dinamico, capace di adattarsi e rinnovarsi.

Bruno Maida, "L'infanzia nelle guerre del Novecento".

L'eredità del centenario: il libro come memoria collettiva

Francesco Zeziola, autore del volume celebrativo, sottolinea l’importanza emotiva di questo percorso di ricerca. "Vedere quanti hanno contribuito a scrivere la storia di questa scuola mi fa sentire orgoglioso che i miei genitori abbiano fatto parte di questa comunità", commenta l’autore. La creazione di tale memoria scritta è stata un'impresa collettiva, resa possibile da sinergie precise: "Senza il supporto di Vittorina e del segretario della scuola, Matteo Pedersoli, questo lavoro non sarebbe stato possibile".

Il libro funge da specchio in cui la comunità di Corna può guardarsi, riconoscendo in ogni fotografia, in ogni nome citato e in ogni aneddoto riportato, il valore del proprio impegno quotidiano. Cento anni di Scuola Materna "Don Cirillo Invernici" rappresentano, per definizione, un secolo di cura, di educazione, di accudimento, di attenzione per le famiglie e i bambini. Questa continuità è l'esempio più alto di come una piccola realtà locale possa farsi testimone di una grande storia umana, dove l'attenzione alla persona resta, a dispetto del trascorrere del tempo, la missione primaria e immutabile. Il centenario non è dunque un punto di arrivo, ma un solido basamento su cui continuare a costruire il futuro dei bambini che varcheranno la soglia della scuola, portando con sé l'eredità morale di chi, un secolo fa, ebbe l'intuizione di dare vita a tutto questo.

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