La Fertilità Umana: Una Guida Completa al Concepimento e Oltre

Introduzione: Comprendere la Fertilità e Dissipare i Miti

Il viaggio verso il concepimento di un figlio è un percorso tanto naturale quanto complesso, un fenomeno che si verifica dopo l’unione tra lo spermatozoo e l’ovulo, portando alla formazione dell’embrione. Intorno a questo tema così delicato e fondamentale per molte coppie, circolano spesso molte informazioni che possono generare confusione e alimentare false speranze o ansie inutili. È un tema su cui spesso fioccano dicerie e fantomatiche “raccomandazioni” senza alcuna base scientifica, rendendo difficile distinguere la realtà dai luoghi comuni.

Uno dei miti più diffusi, ad esempio, è che avere rapporti sessuali quotidianamente aumenti le possibilità di concepire. In realtà, questo può essere controproducente. La verità è che, per aumentare le probabilità di concepimento, è sufficiente avere rapporti sessuali durante i giorni fertili della donna, ossia quelli che precedono e seguono l'ovulazione. Non è la frequenza estrema, ma il tempismo strategico, a fare la differenza.

Un altro mito altrettanto comune è che alcune posizioni sessuali possano favorire il concepimento. La verità, tuttavia, è che non esistono posizioni che aumentino concretamente le probabilità di concepimento. La cosa importante è che il rapporto sessuale avvenga nei giorni fertili. La biomeccanica del coito, in questo senso, non influisce significativamente sul successo.

Spesso si pensa anche che i problemi di fertilità riguardino esclusivamente le donne, un pregiudizio che ignora una parte fondamentale dell'equazione riproduttiva. La verità è che la fertilità maschile è altrettanto importante di quella femminile. Entrambi i partner giocano un ruolo cruciale, e gli uomini dovrebbero prendersi cura della propria salute riproduttiva evitando il fumo, l'alcol e adottando uno stile di vita sano, proprio come si consiglia alle donne.

Infine, è comune sentire che lo stress non ha un impatto sulla fertilità e che sia solo un problema "mentale". Questo è un altro fraintendimento diffuso. La verità è che lo stress può influire sulla fertilità in modo significativo. È importante cercare di ridurre lo stress attraverso pratiche come la meditazione, il rilassamento, l'attività fisica e, se necessario, il supporto psicologico. Riconoscere e gestire lo stress è un passo cruciale per chi cerca di concepire.

Questo articolo si propone di esplorare il complesso mondo della fertilità umana, dall'ovulazione ai trattamenti di riproduzione assistita, fornendo informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche, con l'obiettivo di dissipare i dubbi e offrire una guida completa e comprensibile. Il percorso verso la maternità può essere una sfida, e comprendere a fondo i meccanismi e i fattori coinvolti è il primo passo per affrontarla con consapevolezza.

Miti e verità sulla fertilità

Il Percorso Naturale: Dal Ciclo Femminile all'Annidamento

Comprendere il ciclo riproduttivo femminile è fondamentale per chiunque cerchi di concepire. Ogni ciclo è unico, proprio come ogni donna, ma segue tappe ben definite. Affinché una cellula uovo possa maturare, essere fecondata e impiantarsi, è fondamentale che gli ormoni sessuali femminili lavorino in equilibrio.

Durante l’ovulazione il corpo femminile attraversa cambiamenti ormonali che possono tradursi in segnali fisici e comportamentali, come perdite trasparenti (spesso descritte come simili all'albume d'uovo), tensione al seno o dolore al basso ventre, noto anche come "mittelschmerz". Questi segnali sono preziosi indicatori della fase fertile.

Il periodo fertile dura fino a cinque giorni al mese, e indica la finestra temporale in cui può avvenire la fecondazione. In questa finestra, gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 5 giorni prima dell’ovulazione e fecondare. L'ovulo, una volta rilasciato, è fecondabile solo per un breve lasso di tempo, circa 12-24 ore. Questo significa che, sì, è possibile rimanere incinta dopo l’ovulazione, ma solo entro questo breve periodo. La probabilità di concepire varia in base a fattori come l’età, lo stato di salute della donna e la qualità dello sperma.

La durata media del ciclo mestruale è di 28 giorni, ma questo vale solo per il 10-15% delle donne. Una durata compresa tra 24 e 38 giorni è considerata normale. In un ciclo regolare di 28 giorni, l’ovulazione avviene intorno al 14°-15° giorno. Per un ciclo di 30 giorni, l’ovulazione probabilmente avverrà il 16° giorno (14 + 2).

Per le donne con cicli irregolari, il calcolo dei giorni fertili diventa più complesso. In questi casi, metodi come l’osservazione del muco cervicale, che diventa più filante e trasparente in prossimità dell'ovulazione, la misurazione della temperatura corporea basale (che aumenta da 0,4 a 1,0 °C dopo l'ovulazione) o l'utilizzo di test di ovulazione (che rilevano l'ormone luteinizzante, LH) possono aiutare a identificare i giorni fertili con maggiore precisione. Questi giorni fertili si collocano di solito a metà ciclo, circa 12-16 giorni prima dell’inizio della mestruazione successiva.

Una volta avvenuta la fecondazione, il concepimento porta alla formazione dell’embrione. La funzione principale del corpo luteo, una struttura che si forma nell'ovaio dopo l'ovulazione, è quella di continuare la preparazione dell’utero per un’eventuale gravidanza, producendo progesterone. Successivamente, l’annidamento dell’embrione nella cavità uterina può irritare questa zona e dare origine a spasmi della muscolatura, percepiti dalla donna a livello addominale. Questo è un segno precoce di impianto, spesso confuso con i dolori mestruali. Dopo la scoperta della gravidanza, lo specialista stabilisce la data presunta del parto a partire dal concepimento.

Grafico ciclo mestruale e ovulazione

L'Età e la Fertilità: Un Fattore Determinante

Con il progredire della società, la decisione di avere un figlio viene spesso rimandata per una serie di motivi, tra cui la carriera, la stabilità finanziaria o la ricerca del momento giusto. Questa preoccupazione porta molte donne a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile: fino a quale età è sicuro concepire, sia per la propria salute che per quella del bambino. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si pianifica di creare una famiglia.

Età e Fertilità Femminile

La fertilità cambia con l’avanzare dell’età. Una donna entra nella sua fase fertile dal momento della prima mestruazione fino all’inizio della menopausa. La finestra di fertilità femminile è quindi compresa tra i 14 e i 45 anni, per un periodo di circa 30 anni. Sebbene sia possibile concepire in qualsiasi momento di questo periodo, ci sono alcune fasi in cui le probabilità di gravidanza sono maggiori. Il periodo più fertile nella vita di una donna è di solito intorno ai 20 anni, con un progressivo declino della fertilità dai 30 anni in poi, che si accentua dopo i 35 anni.

L’età femminile è uno dei fattori principali nel determinare la fertilità. A partire dai 35 anni diminuisce il potenziale riproduttivo a causa della diminuzione della riserva ovarica, ovvero il patrimonio di ovociti della donna. A 30 anni, una donna fertile ha circa il 20% di possibilità di concepire ogni mese. Ciò significa che su 100 donne fertili di 30 anni che cercano una gravidanza, circa 20 riusciranno ad avere successo in ogni ciclo senza l’aiuto della riproduzione assistita. All’età di 40 anni, questa probabilità scende a meno del 5% per ciclo, il che significa che meno di 5 donne su 100 di questa età otterranno una gravidanza ogni mese.

A partire dai 35 anni, la fertilità della donna peggiora e questo implica la considerazione di diversi rischi, il primo dei quali è già stato menzionato: difficoltà di concepimento dovute alla diminuzione della quantità e della qualità degli ovuli. Tra gli altri rischi, si evidenziano:

  • Gravidanze multiple: un aumento della probabilità di avere gemelli a causa dei cambiamenti ormonali.
  • Diabete gestazionale: un aumento del rischio e la necessità di un rigoroso controllo del glucosio.
  • Ipertensione arteriosa: più comune durante la gravidanza in età avanzata.
  • Parto pretermine e basso peso alla nascita: una maggiore probabilità di avere bambini prematuri e complicazioni mediche associate.
  • Parto cesareo: un aumento del rischio di complicazioni che possono richiedere un parto cesareo.
  • Condizioni cromosomiche: un aumento del rischio di problemi cromosomici come la sindrome di Down.
  • Perdita della gravidanza: un aumento del rischio di aborto spontaneo e di nati morti, associato alla qualità degli ovuli e a condizioni croniche.

Con l’aumentare dell’età aumentano anche i rischi di problemi che possono influire sulla fertilità stessa. Questi includono fibromi uterini, malattie tubariche, endometriosi e cambiamenti genetici negli ovuli che ne riducono la vitalità o aumentano il rischio di condizioni come la sindrome di Down. Fattori ambientali e lo stile di vita possono anche influenzare negativamente la fertilità.

Le donne sono solitamente più fertili tra i 20 e i 30 anni. Durante questo periodo, la probabilità di rimanere incinta per ciclo è maggiore. A partire dai 35 anni, la fertilità della donna inizia a diminuire gradualmente e, dopo i 40, diminuisce in modo significativo. Questo è ciò che si conosce come riserva ovarica.

La maggior parte delle donne può diventare madre anche dopo i 40 anni, anche poco prima della menopausa, ma la qualità e il numero degli ovuli diminuiscono con il passare degli anni. Il momento in cui una donna smette di essere fertile dipende dalla sua riserva ovarica individuale e dal suo stato di salute generale. Gli anni fertili di una donna vanno solitamente dall’inizio delle mestruazioni (pubertà) fino alla metà o alla fine dei 40 anni. Con l’età, i cicli tendono ad allungarsi e l’ovulazione diventa più irregolare, rendendo difficile il concepimento.

Sì, è possibile rimanere incinta dopo i 40 anni, ma le possibilità sono minori e il rischio di anomalie genetiche aumenta. In molti casi, un trattamento di fecondazione in vitro con donazione di ovuli può aumentare le possibilità di successo. La fertilità di solito termina alcuni anni prima della menopausa, normalmente tra i 45 e i 50 anni. Dopo tale età, le gravidanze spontanee sono estremamente rare.

Curva della fertilità femminile per età

Età e Fertilità Maschile

La fertilità maschile, a differenza di quella femminile, non subisce un brusco arresto come la menopausa, ma diminuisce con l’età. Gli uomini sono in grado di concepire oltre i 40 o 50 anni, ma diversi fattori legati all’età possono influenzare la loro fertilità.

Con l'avanzare dell'età maschile, si può osservare una diminuzione della qualità e della quantità di sperma prodotto. Anche la motilità degli spermatozoi può essere compromessa, con un impatto sulla loro capacità di raggiungere e fecondare l’ovulo. Inoltre, aumenta il rischio di alterazioni genetiche nello sperma, che potrebbero influenzare la salute del futuro bambino. Pertanto, sebbene l’età avanzata negli uomini non impedisca del tutto il concepimento, può ridurre le probabilità di una gravidanza sana e di successo. Mantenere uno stile di vita sano è cruciale anche per la fertilità maschile, indipendentemente dall'età.

Fattori che Influenzano la Fertilità: Stile di Vita e Benessere

Oltre all'età, numerosi altri fattori possono influenzare la capacità di concepire, sia positivamente che negativamente. Questi includono aspetti legati allo stile di vita, al benessere psicofisico e a specifiche condizioni mediche.

Uno dei fattori spesso sottovalutati è lo stress. Il desiderio di concepire può generare stress, trasformando l’intimità in una pressione anziché in un momento di piacere. Tuttavia, lo stress influisce negativamente sulla capacità del corpo di concepire. È importante cercare di ridurre lo stress attraverso pratiche come la meditazione, il rilassamento, l’attività fisica e, se necessario, il supporto psicologico. Raggiungere un equilibrio mentale e fisico è fondamentale.

Anche la qualità del sonno è un fattore cruciale per la fertilità. Gli studi dimostrano che la mancanza di sonno stressa il corpo, compromettendo il desiderio di avere figli. Un riposo adeguato supporta i processi ormonali e metabolici essenziali per la riproduzione.

Lo stile di vita generale gioca un ruolo significativo. Fattori come il fumo, l'alcol, il sovrappeso o il sottopeso possono influire negativamente sulla fertilità di entrambi i partner. Ad esempio, uno stile di vita sano può migliorare significativamente la qualità dello sperma, sottolineando l'importanza di scelte consapevoli.

L’ambiente in cui viviamo ha anch'esso un impatto. L’esposizione al particolato atmosferico nelle settimane precedenti alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) ha effetti negativi sulle probabilità di successo della gravidanza. Questo evidenzia come fattori esterni possano alterare la salute riproduttiva.

Le cause dell’infertilità possono essere molteplici. Non derivano da un’unica anomalia, ma da una combinazione di fattori genetici, ormonali e metabolici. Per le donne, queste possono includere disturbi ormonali (come i difetti o l’assenza completa di ovulazione), problemi alle tube di Falloppio, o condizioni come l'endometriosi. L'ovaio policistico (PCOS) è un esempio di condizione con cause multifattoriali, che non deriva da un’unica anomalia, ma da una combinazione di fattori genetici, ormonali e metabolici. Anche una qualità ridotta degli spermatozoi è una causa comune.

La prevenzione della fertilità nella donna inizia sin dalla sua infanzia e prosegue nell’adolescenza e nella giovinezza, per esempio non trascurando banali infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine. Questo sottolinea l'importanza di un approccio proattivo alla salute riproduttiva fin dalle prime fasi della vita.

Lo stress è nemico della tua fertilità!

Nutrizione e Supporto Olistico per la Fertilità

Per favorire lo sviluppo ottimale dell’embrione fin dal primo giorno, è fondamentale preparare il corpo fin da subito. Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura fresca, legumi di qualità, noci, prodotti integrali e fonti proteiche magre, rappresentano la base perfetta per un apporto ottimale di micronutrienti essenziali.

Le donne che cercano una gravidanza dovrebbero prestare particolare attenzione all’assunzione di nutrienti essenziali specifici:

  • Acido folico: essenziale per prevenire malformazioni come i difetti del tubo neurale. La sua integrazione è raccomandata già prima del concepimento.
  • Vitamina D: svolge un ruolo importante nella regolazione degli ormoni estrogeni e progesterone, cruciali per la fertilità e la gravidanza.
  • Vitamina B12: supporta numerose funzioni dell'organismo, tra cui il sistema immunitario, la salute dei nervi e la protezione contro l'anemia, in quanto è necessaria per la maturazione delle cellule del sangue.

Quando una donna è incinta, il suo corpo lavora al meglio per permettere alla nuova vita di crescere dentro di lei. Per garantire che madre e figlio siano ben nutriti fin dall'inizio della gravidanza, è consigliabile assumere integratori alimentari specifici, sempre sotto consiglio medico.

Anche per la fertilità maschile la nutrizione è cruciale. Uno stile di vita sano può migliorare significativamente la qualità dello sperma. Tra i micronutrienti, lo zinco è l’oligoelemento “maschile” per eccellenza. È fondamentale per mantenere livelli normali di testosterone, supporta la divisione cellulare e garantisce la corretta copiatura del codice genetico durante la produzione degli spermatozoi. È utile ricordare che i cambiamenti nello stile di vita non producono effetti immediati, quindi la costanza è chiave.

Oltre alla nutrizione, esistono approcci complementari che possono supportare la fertilità. Fin dall'antichità, i nostri antenati hanno affrontato il tema della fertilità attraverso riti e l’utilizzo di piante selvatiche, nella speranza di migliorarla. Se si desidera sostenere la pianificazione familiare con rimedi a base di erbe, è sempre consigliabile consultare un medico fitoterapeuta esperto o la propria ostetrica per un approccio sicuro e informato.

L'agopuntura può aiutare a regolare l’equilibrio ormonale e migliorare l’afflusso di sangue all’utero, come suggerito da studi (Smith et al., 2015). Anche le tecniche di rilassamento, come yoga e meditazione, possono essere di grande aiuto nel gestire lo stress e promuovere un benessere generale che supporta la fertilità.

Affrontare l'Infertilità: Diagnosi e Trattamenti di Riproduzione Assistita

Una coppia che non riesce a ottenere una gravidanza dopo un anno di rapporti non protetti (o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni o altri fattori di rischio) si definisce infertile. È utile ricordare che circa un terzo delle coppie impiega più di un anno per realizzare il sogno di avere un figlio. In Italia, secondo un’indagine della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), le coppie infertili impiegano in media quattro o cinque anni prima di intraprendere un percorso terapeutico adeguato. Un ritardo che può ridurre in modo significativo le possibilità di successo. Se stai affrontando difficoltà nel concepimento o hai domande sulla tua fertilità, rivolgerti a un esperto può fare la differenza. Il Dott. Mignini Renzini, ad esempio, è a disposizione per fornirti supporto, consigli e visite specialistiche.

Metodologie Diagnostiche

Per identificare le cause dell'infertilità e pianificare il trattamento più adeguato, sono disponibili diverse metodologie diagnostiche:

  • Dosaggi ormonali: hanno lo scopo principale di valutare la riserva ovarica, vale a dire il patrimonio di ovociti della donna e quindi il suo potenziale di fertilità.
  • Ecografia pelvica transvaginale: permette di valutare l’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile (utero ed annessi) e la presenza di eventuali alterazioni a suo carico (malformazioni uterine, fibromi, neoformazioni annessiali ecc.).
  • Ecografia tridimensionale (eco 3D) dell’utero: una tecnologia che, attraverso una elaborazione rapida del volume del viscere, permette il riconoscimento di eventuali malformazioni congenite dell’utero.
  • Laparoscopia: una tecnica chirurgica che permette di vedere dentro l’addome attraverso uno strumento a fibre ottiche (il laparoscopio) collegato ad una telecamera. Dato il piccolo diametro del laparoscopio (da 2 a 10 mm), la procedura può essere eseguita “a cielo chiuso”, ossia senza praticare l’apertura dell’addome, ma ricorrendo ad incisioni di pochi millimetri.

Le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Il trattamento dell’infertilità dipende dalle cause dell’infertilità stessa. La procreazione assistita può avvenire in modo naturale, attraverso un rapporto sessuale, oppure essere “favorito” ricorrendo a tecniche di fecondazione assistita.Il 1° livello comprende tutte le metodiche che favoriscono il concepimento naturale, ossia la cosiddetta fecondazione “in vivo”. Il 2° e 3° livello comprendono tutte le tecniche di fecondazione in cui l’incontro tra ovocita e spermatozoo, prelevati alla coppia, avviene in laboratorio (ossia “in vitro”).

Per le donne oltre i 35 anni, i trattamenti di fertilità si concentrano spesso sulla risoluzione dei problemi legati all’età, come il calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. La dottoressa Spies illustra i trattamenti più comuni:

  • Fecondazione in vitro (FIVET): questa procedura prevede il prelievo di ovuli dalla donna, la loro fecondazione con gli spermatozoi in laboratorio e il successivo impianto degli embrioni nell’utero. La FIVET è particolarmente utile per le donne in età più avanzata grazie al suo tasso di successo più elevato rispetto ad altre tecniche. Si tratta di un processo articolato in diverse fasi, ognuna cruciale per il successo.
  • Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI): una variante della FIVET in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo. È riservata ai casi in cui si teme che, con la semplice inseminazione dell’ovocita, ci possano essere problemi nell’ottenere la fecondazione, o se ci sono problemi di qualità dello sperma o se i precedenti tentativi di FIVET non hanno avuto successo. La probabilità che uno spermatozoo vinca questa competizione è estremamente bassa: meno di 1 su 500 milioni nel concepimento naturale, rendendo la ICSI una tecnica di grande precisione.
  • Donazione di ovuli o embrioni: nei casi in cui la qualità o la quantità degli ovuli è un problema, la donazione di ovuli da una donatrice più giovane può essere un’opzione. Anche la donazione di embrioni è un’alternativa, soprattutto se ci sono problemi sia con gli ovuli che con gli spermatozoi. È una tecnica di PMA che prevede l’utilizzo di ovociti e/o spermatozoi da donatori esterni alla coppia, indicata in caso di infertilità o rischio genetico.
  • Trasferimento di embrioni congelati: se una donna ha avuto embrioni congelati da un precedente ciclo di FIV (ad esempio prima dei 35 anni), questi possono essere impiantati in cicli successivi, offrendo flessibilità e nuove opportunità.
  • Diagnosi genetica preimpianto (DGP): utilizzata insieme alla FIVET, la DGP consente di esaminare gli embrioni per verificare la presenza di anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero, un aspetto fondamentale per le donne anziane, dato l'aumento del rischio di tali anomalie con l'età.
  • Stimolazione ovarica: questo trattamento prevede l’uso di farmaci per stimolare le ovaie a produrre più ovuli. È una componente della FIVET ed è particolarmente importante per le donne in età più avanzata, in cui la risposta ovarica può essere inferiore.
  • Terapie di supporto: comprendono integratori, agopuntura e cambiamenti nello stile di vita per migliorare la qualità degli ovuli e i tassi di successo della gravidanza.

È fondamentale che ogni donna riceva una valutazione personalizzata da parte di uno specialista della fertilità, poiché il trattamento ottimale può variare notevolmente in base alla situazione specifica della donna e al suo stato di salute generale.

Limiti di Età per la PMA

Le normative sui limiti di età per la procreazione assistita possono variare. Secondo la Legge 14/1006 sulla Riproduzione Umana Assistita in Spagna non esiste un limite di età specifico per effettuare un trattamento di fertilità. Tuttavia, in qualità di specialisti della riproduzione assistita, di solito fino a 50 anni, è importante sottolineare che, sebbene tecnicamente non esista un limite di età rigido per avere figli attraverso le tecniche di riproduzione assistita, esistono considerazioni pratiche ed etiche. Per le donne, l’età più comunemente accettata per trattamenti come la FIVET nelle cliniche private specializzate è di solito fino a 43 anni, anche se può variare a seconda delle normative nazionali e delle politiche delle singole cliniche. L’età è un fattore cruciale a causa dei rischi associati sia per la madre che per il bambino. Negli uomini, l’età non limita più di tanto la possibilità di paternità, anche se la qualità dello sperma diminuisce con l’età. Negli ospedali pubblici, il limite di età per accedere ai trattamenti di riproduzione assistita è solitamente più basso rispetto alle cliniche private, spesso intorno ai 40 anni. Ogni caso deve essere valutato individualmente, considerando lo stato di salute generale, la qualità degli ovuli o degli spermatozoi e altri fattori di rischio.

Tavola comparativa delle tecniche di PMA

Fertilità e Patologie Specifiche

Alcune patologie possono avere un impatto significativo sulla fertilità, rendendo il percorso verso il concepimento più complesso e, in alcuni casi, richiedendo interventi specifici. Comprendere queste condizioni è essenziale per una gestione efficace.

L’Endometriosi e il suo Impatto sulla Fertilità Femminile

L’endometriosi è una patologia complessa che può incidere in vari modi sulla fertilità femminile. Caratterizzata dalla presenza di endometrio, il tessuto che tipicamente riveste l’utero, in sedi extrauterine come ovaie, intestino o vagina, porta a una reazione infiammatoria a carico di pelvi e addome. Questa infiammazione e la formazione di aderenze possono ostacolare il normale funzionamento degli organi riproduttivi, interferendo con l'ovulazione, la fecondazione e l'impianto dell'embrione. Per rispondere alle domande più frequenti su endometriosi e fertilità, e per affrontare questa sfida, è fondamentale un approccio specialistico e personalizzato.

Fertilità e Tumori: Preservazione e Paternità Dopo le Cure Oncologiche

La diagnosi di tumore, specialmente in età fertile, solleva spesso interrogativi cruciali sulla possibilità di avere figli in futuro. Quando una bambina, un’adolescente o una giovane donna riceve una diagnosi di tumore, l’urgenza di iniziare le terapie si accompagna spesso a una domanda fondamentale: potrò avere figli in futuro? È un tema centrale che oggi, grazie ai progressi della medicina riproduttiva, trova risposte sempre più concrete.

Le cure oncologiche, come la chemioterapia, la radioterapia e il trapianto, possono determinare difficoltà nel concepimento e sterilità. Per questo, la preservazione della fertilità è diventata una pratica sempre più diffusa. Il congelamento del tessuto ovarico, degli ovociti o degli spermatozoi prima dell'inizio delle terapie è una strategia vitale. In alcuni casi, le cure oncologiche possono determinare difficoltà nel concepimento e sterilità, e i consigli per non abbandonarsi alla sofferenza includono l'esplorazione delle opzioni di preservazione e il supporto psicologico. Una ex paziente su 6 desidera rimanere incinta dopo aver preservato la fertilità, e "Diventare mamme dopo il cancro si può: ecco come" è una realtà tangibile per molte donne.

Anche per gli uomini, il tema è rilevante. Con la rimozione della prostata, per esempio, si perde la capacità di concepire naturalmente un figlio. In questi casi, la speranza deriva dal congelamento degli spermatozoi prima dell’intervento. "Si può diventare papà dopo aver avuto un tumore della prostata?" La risposta è sì, ma spesso richiede una pianificazione e una preservazione della fertilità prima delle procedure mediche. Questo sottolinea l'importanza del counseling oncologico-riproduttivo, per informare i pazienti sui rischi e sulle opzioni disponibili prima di iniziare le terapie.

Illustrazione degli effetti dell'endometriosi

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