Allevamento Fai-da-Te e Fecondazione delle Api Regine: Metodi e Tecniche per l'Apicoltore

L'allevamento delle api e, in particolare, delle regine è una pratica fondamentale per garantire la produttività e la salute degli alveari. L’ape regina è il fulcro della colonia e la sua selezione influisce direttamente sulla produzione di miele e sulla forza delle api operaie. È un processo che richiede competenza e attenzione, ma che può essere affrontato anche da apicoltori non professionisti con l'adozione di tecniche adatte a prodursi un piccolo numero di api regine.

L'allevamento di regine di qualità significa garantire la salute dell'alveare e una maggiore produzione di miele. Il nostro obiettivo è fornire api regine di alta qualità, contribuendo alla crescita di colonie sane e produttive. La qualità genetica e la modalità di fecondazione delle api regine incidono direttamente sulla qualità, sulla resistenza alle malattie e sulla produttività del miele dell'alveare che le ospiterà.

Ape regina con api operaie

Fondamenti dell'Allevamento delle Api Regine

Il Ruolo Cruciale dell'Ape Regina

L'ape regina è l'elemento centrale di ogni colonia, essenziale per la sua crescita e la sua sopravvivenza. L’allevamento delle api e, in particolare, delle regine inizia con la creazione di una nuova cella reale, nella quale la larva verrà nutrita con pappa reale. Grazie a questa alimentazione, la larva si svilupperà in una regina vergine pronta a compiere il volo di fecondazione. Dopo il volo di fecondazione, la regina può iniziare a deporre le uova, garantendo la crescita della colonia. Un aspetto importante dell’allevamento api regine è la selezione genetica, che permette di ottenere esemplari resistenti alle malattie e con un’alta produttività.

Il Ciclo Vitale e la Necessità di Sostituzione

Molti si chiedono quanto vive un’ape regina: la risposta dipende da diversi fattori, ma in media una regina può vivere tra i due e i cinque anni. Tuttavia, con il tempo la sua capacità riproduttiva diminuisce, rendendo necessaria la sua sostituzione. Quando una colonia sente la necessità di una nuova regina, può far nascere una nuova cella reale, in cui una larva verrà allevata per diventare la futura regina. Se ciò non avviene naturalmente, l’apicoltore può intervenire introducendo una regina madre selezionata.

La Selezione Genetica per Colonie Forti

La selezione non si improvvisa; è un aspetto importante dell'allevamento api regine che permette di ottenere esemplari resistenti alle malattie e con un'alta produttività. Le regine allevate vengono selezionate per le loro caratteristiche genetiche, garantendo colonie forti e produttive. La vendita di un'ape regina è un aspetto importante per molti apicoltori, in quanto permette di acquistare regine già fecondate e pronte per l’inserimento negli alveari. Un aspetto importante è la scelta della razza. Ad esempio, l’ape carnica è molto apprezzata per la sua docilità, la resistenza alle malattie e l’elevata produzione di miele. Gli apicoltori esperti adottano diverse tecniche per migliorare la qualità delle loro regine. Tra queste vi sono la traslarvatura, il controllo delle fecondazioni e l’uso di nuclei di fecondazione in ambienti controllati.

CICLO DI VITA delle API 🐝 (Regine, Operaie e Fuchi)

Metodi Semplici di Allevamento Regina per Hobbyisti (Senza Traslarvo)

Per chi si avvicina all'allevamento delle regine, o per chi ha bisogno di produrre un numero limitato di esemplari senza ricorrere a tecniche complesse, esistono metodi più semplici. Questi, come riconosciuto anche da apicoltori professionisti in situazioni di emergenza, sfruttano la biologia naturale delle api.

Il Metodo dell'Orfanizzazione della Colonia Madre

Il metodo più semplice, che sfrutta la biologia delle api, prevede l’orfanizzazione della colonia madre, ovvero quella che presenta le caratteristiche da noi ritenute migliori (produttività, docilità, tenuta di favo, assenza di malattie, ecc.). Questo sistema è valido per produrre poche api regine, da 5 a 20 o anche più, a seconda delle possibilità operative, delle necessità e della volontà dell’apicoltore. Quando si parla di orfanizzazione si intende o sopprimere la regina perché ormai è a fine carriera, oppure trasferire la regina con un favo o più di api in un nucleo appositamente predisposto.

Per iniziare, toglieremo la regina con un favo di covata, magari chiusa o nascente, visto che per i nostri scopi interessa soprattutto covata non ancora opercolata, giovane. Lo vogliamo ben coperto d’api. Lo collocheremo in un’arnia di polistirolo, aggiungendo un favo di scorte. Le api rimaste nella cassa originaria si sentiranno orfane e inizieranno a costruire celle reali. Tutti sanno che si intende rimuovere la regina in un alveare, e il sistema più semplice e più antico è quello di renderlo orfano.

Dopo circa una settimana, non ci resterà che tornare in apiario, togliere i favi con le celle distribuendoli in altrettanti nuclei costituiti il giorno stesso, usando covata, miele e api provenienti da altri alveari. Sarà meglio lasciare una sola cella reale per favo, quella che sembra meglio formata, perché, a volte, capita che, in presenza di più celle reali, la prima regina sfarfallata abbandoni il nucleo con uno sciame molto piccolo. Ma se sul favo fossero presenti più celle reali, nulla ci impedisce di utilizzarle tutte! Le ritaglieremo, avendo cura di non schiacciarle, lasciando, se occorre, una piccola porzione di favo. Formeremo poi un nucleo di fecondazione simile ai precedenti, fissando la cella a un telaino. Per limitare il rischio che le api possano rosicchiarla, la sporcheremo di miele. Le api si avvicineranno con un interesse per il miele e la cella più facilmente si familiarizzerà con la colonia.

Distribuiremo i nuclei a una distanza di almeno tre chilometri da dove li abbiamo formati. Lo spostamento di 3 Km è utile, ma non indispensabile; è necessario per non perdere le bottinatrici, ma si può ovviare a questo dividendo una casa in tre parti e lasciare le case figlie sul posto. Si divideranno con un maggior numero che andrà nella casa dove c'è la regina. In alternativa, li formeremo molto ricchi di api giovani (nutrici, scosse da telai di covata aperta dove stavano svolgendo la loro funzione) e li potremo piazzare nello stesso apiario, restringendo molto l’ingresso per proteggerli dal saccheggio.

Dopo una quindicina di giorni, la presenza di covata fresca testimonierà l’avvenuta fecondazione delle nuove regine. A questo punto, avremo due alternative: rinforzare i nuclei di fecondazione con favi di covata o prelevare le regine e, dopo averle ingabbiate, utilizzarle per sostituire quelle più vecchie e scadenti. Nel rinforzare i nuclei di fecondazione, per non correre rischi, è opportuno spruzzare i favi di covata con acqua leggermente zuccherata, per evitare che le nuove api possano aggredire la regina. E il nucleo che abbiamo formato con la regina madre? Lo rinforzeremo poco alla volta con favi di covata, nutrendolo fino a che risulti sufficientemente forte e con scorte adeguate per affrontare l’inverno senza problemi.

Celle reali costruite in un favo

Questo metodo presenta anche degli svantaggi: nel frattempo l’alveare non è più in grado di produrre una nuova cella reale, perché essendo passati quasi venti giorni dall’orfanizzazione, nell’alveare non si trova più la covata disopercolata per produrre una nuova cella reale. Inoltre, fra l’orfanizzazione e la nascita delle figlie della nuova regina, trascorrono circa quaranta giorni. Vi sono apicoltori che regolarmente utilizzano tutti gli anni questo sistema nei loro alveari.

Il Vecchio Metodo del Favo a Triangoli

Esiste un vecchio metodo per produrre in piccola quantità buone celle reali senza ricorrere all’innesto delle larve. Si inizia inserendo nell’alveare prescelto, in mezzo ai favi di covata, un telaino contenente in alto una sola striscia di foglio cereo ritagliata in modo che formi una serie di triangoli successivi con la punta rivolta verso il basso. Le api costruiranno il foglio cereo e la regina comincerà a deporre nelle celle di nuova costruzione.

Tempo qualche giorno, il foglio cereo verrà allungato, nuove celle costruite e nuove uova deposte. Dopo circa una settimana verificheremo se tutto ciò è regolarmente avvenuto. Se così fosse preleveremo il favo e lo porteremo, avvolto in uno strofinaccio umido per proteggere le larve dall’essiccazione, in un locale chiuso ove, con l’ausilio di una lampada a luce fredda e di una lama ben tagliente, ne asporteremo la parte più bassa e di più recente costruzione, contenente sole uova, per conservare invece la parte appena al di sopra con le larve appena schiuse. Le api operaie, orfane della regina, costruiranno celle reali, che, dopo 10 giorni, potranno essere asportate e collocate in nuclei di fecondazione appositamente costituiti.

I metodi sopra descritti sono sicuramente i più semplici e adatti per allevare poche regine. Nulla esclude però un approccio più “professionale”.

Tecniche Avanzate di Allevamento con Traslarvo

Per un approccio più "professionale" all'allevamento delle regine, la tecnica del traslarvo è ampiamente utilizzata e permette di produrre un numero maggiore di celle reali controllate.

Attrezzatura Essenziale per il Traslarvo

Per chi intende praticare il traslarvo, sono necessari alcuni strumenti specifici:

  1. Telaino portastecche o telaino modificato per alloggiare stecche porta-cupolini. I cupolini vanno fissati sulle apposite stecche, che possono essere acquistate insieme al telaino portastecche (lo stesso risultato per produrre pappa reale). La cosa più semplice è utilizzare i normali cupolini di plastica in vendita per produrre la pappa reale.
  2. Coglilarva: è lo strumento per effettuare il traslarvo, raccogliendo una larva e depositandola sul fondo del cupolino. Ve ne sono di diversi tipi e fogge: in metallo, in plastica, pennelli extra sottili, soluzioni artigianali ricavate a partire da piume d’oca, o il coglilarva “cinese”.
  3. Favo contenente larve di covata femminile tra le 12/24 ore e i 3 giorni di età, calcolata a partire dalla loro schiusura dalle uova deposte dalla regina madre della colonia di interesse.

Inoltre, la tecnica qui descritta può essere messa in pratica a partire dal momento in cui si osservano i primi fuchi negli alveari (propri o altrui), che garantiscono la possibilità che la regina, una volta nata, si fecondi.

Strumenti per il traslarvo delle api

Il Processo di Traslarvo: Dall'Orfanizzazione all'Innesto

Per preparare l'ambiente per l'allevamento delle celle reali, abbiamo due possibilità: orfanizziamo un alveare secondo le modalità viste in precedenza, oppure formiamo un nucleo orfano in un’arnietta di polistirolo.

Nel primo caso, dovremo togliere la regina da un alveare molto popolato, ma con diversi telaini di covata prossima allo sfarfallamento e buona quantità di scorte. Rimuovendo la regina, già dopo qualche ora la colonia reagirà allevandone una nuova.

Se optiamo per la seconda soluzione, metteremo tre favi di covata nascente e due colmi di polline e miele, con un’abbondante apporto extra di api giovani (nutrici, scosse da telai di covata aperta). Il giorno dopo la formazione, il nucleo sarà pronto per ricevere le stecche con innestate le larve. È consigliabile per allevamenti non professionali nuclei formati con telaini Dadant-Blatt da nido, anche perché non conviene mettersi in azienda misure particolari di telaini, poi difficilmente sfruttabili. Sempre per allevamenti non professionali è sconsigliabile l’acquisto di particolari cassettini indicati per l’allevamento delle regine. Si può fruttuosamente allevare regine nei pratici, maneggevoli e sempre utili cassettini da cinque o sei telaini per nuclei o sciami in legno leggero o in polistirolo.

Prepareremo la stecca con 12/14 cupolini e in cui avremo posto una goccia di pappa reale diluita con un poco di acqua tiepida. Non abbiamo gelatina reale a disposizione? Niente paura, anche una goccia di acqua o di nettare può fare al nostro caso: queste sostanze hanno la sola funzione di impedire la disidratazione della larva, ma sarà compito delle api nutrici provvedere alla loro nutrizione.

Dall’alveare da cui vogliamo allevare le regine, estrarremo quindi un favo con molta covata fresca. Spazzoleremo delicatamente via le api e procederemo al traslarvo. Utilizzando il coglilarve, scegliendo quello più idoneo alla nostra manualità, preleveremo alcune larve possibilmente di 24h (quelle più piccole) e le trasferiremo (operazione di innesto), una a una, sul fondo dei cupolini montati sulle stecche. Le larve appariranno a forma di C e sarà nostra cura coglierle dalla parte posteriore e posarle delicatamente nei cupolini. Il traslarvo dà un tocco di personalità e molti apicoltori ci provano: con un po’ di pazienza risulta più facile di quello che si dice. Come tutte le cose che si fanno per la prima volta non è il caso di scoraggiarsi per qualche possibile insuccesso.

Completata la stecca, la infileremo nella parte superiore del telaino, dotato anche di un piccolo nutritore, che dovrà essere riempito con sciroppo al 50% di zucchero o miele diluito. Nel periodo in cui le api devono alimentare le celle reali, se non è in corso una forte importazione di nettare è raccomandabile nutrire quotidianamente le famiglie con miele.

Setto o otto giorni dopo il primo traslarvo visiteremo l’alveare per eliminare tutte le celle reali suppletive nel frattempo costruite. Non va dimenticato, verso l’undicesimo giorno dalla introduzione, di togliere le celle ormai prossime allo sfarfallamento. Se questa operazione ci mette ansia, e temiamo di non essere in grado di identificare tutte le celle “di emergenza”, possiamo proteggere le celle reali, una volta opercolate, con l’uso di appositi “bigodini proteggicella”. Questo impedirà alle eventuali api regine, che nasceranno prima delle altre, di distruggere le celle reali.

Tra il decimo e l’undicesimo giorno dopo il primo traslarvo, con le regine prossime allo sfarfallamento, procederemo all’inserimento delle celle nei nuclei appositamente preparati il giorno prima. Prima del loro utilizzo potremo osservare le celle reali opercolate controluce per valutare la presenza e la vitalità della regina vergine contenuta. Con un allevamento di questo tipo, potremo ottenere (con gli innesti di una settimana) una ventina di regine. Se il primo innesto, malauguratamente, non andasse a buon fine, non dobbiamo scoraggiarci: la manualità si acquista poco alla volta.

CICLO DI VITA delle API 🐝 (Regine, Operaie e Fuchi)

Sistemi di Arnia Specifici per l'Allevamento e la Fecondazione

Oltre alle tecniche di allevamento vere e proprie, l'efficacia del processo è fortemente influenzata dal tipo di arnia e dal sistema di gestione adottato, che possono variare da soluzioni "fai da te" a configurazioni più strutturate e complesse.

L'Uso del Melario con Escludiregina per le Celle Reali

Un metodo molto dibattuto tra gli apicoltori, e considerato il più vecchio per fare celle reali, è l'utilizzo del melario con escludiregina. La domanda che spesso sorge è: "Posso mettere escludiregina e melario in una famiglia molto forte e sul melario inserire un telaino con cupolini e larve fresche? Può funzionare?". La risposta non è un semplice sì o no, ma dipende da diverse condizioni. Il funzionamento si basa sull'idea che nel melario le api sentono il feromone reale attenuato e quindi tirano su le celle per sostituire la regina, cosa che nel nido non accade. Questo perché il melario è già orfano se si usa l'escludiregina.

Perché ciò funzioni, è necessario che la regina sia dislocata nel nido e l'escludiregina fra il nido e il melario. Nel melario ci devono essere i telaini con favo, un nutritore e il telaino portante i cupolini al centro. Non essendoci covata nel melario, è necessario che la famiglia sia molto sviluppata, abbondi di api nutrici e vi sia molto miele. Se non vi è raccolta, nutrire abbondantemente e in continuazione è fondamentale; in altre parole, alle api bisogna creare le condizioni naturali di prosperità e di stimolo, condizioni che favoriscono lo sviluppo di celle reali. Alcuni suggeriscono di mettere anche un paio di favi con covata opercolata a fianco del telaio con i cupolini per attirare più api.

L'accettazione è totale anche nei periodi di magra, se le api vengono stimolate con nutrizione liquida almeno mezz'ora prima dell'immissione dei cupolini innestati; ancora prima dell'introduzione è opportuno dare, all'alveare, qualche sbruffata di fumo per creare uno stato di confusione e di smarrimento, cosicché le api, di fronte a un presunto pericolo, si riempiono di miele e quindi viene favorita l'accettazione. Una volta accettati gli innesti, verranno seguiti e nutriti. È necessario seguire l'andamento stagionale ed in particolare del raccolto e provvedere a nutrizioni stimolanti in caso di necessità, altrimenti il tutto può essere compromesso. Applicando questo metodo si può iniziare verso il 5-10 maggio e continuare ininterrottamente fino al 5-6 settembre.

Comunque, la produzione delle celle reali nel melario deve essere più curata, tutto deve essere fatto con estrema attenzione. Una porticina di volo nella parte superiore è necessaria. Personalmente, non si è provato con il melario, ma essendo al limite, è più facile avere degli insuccessi.

L'Arnia Tripartita: Una Soluzione Versatile

Per produzioni a livello hobbistico, il cassone a tre famiglie è sconsigliabile, poiché comporta investimento in denaro e di api, nonché grosse difficoltà di gestione. Tuttavia, l'arnia tripartita è un sistema più gestibile e professionale. È normalmente da 12 telaini (cm 50x50) con tre porticine, una davanti, una a destra e una sinistra, in modo tale che i tre settori ricavati siano ad entrate indipendenti. Questo è lo stesso principio delle arnie grattacielo.

I diaframmi devono essere a tenuta "stagna", e io li ho inseriti in una scanalatura ricavata sulla parete. I diaframmi sono in compensato con al centro un foro come quello del nutritore sul quale va applicato un escludi regina (io ho messo una rotella a 4 posizioni, quello del nutritore in posizione escludiregina). Ai nuclei sono state date celle reali prossime alla schiusa. Il periodo ideale è la primavera. Quando vengono date le celle reali, i fori dei diaframmi sono aperti su modalità solo forellini. Le celle reali si aprono e le regine fanno il volo di fecondazione. Iniziano la deposizione. Dopo l'inizio della deposizione si aprono i fori in modalità escludiregina. Le api già abituate all'odore delle altre, passano da una parte all'altra.

Quando i nuclei sono pieni, si mette l'escludiregina sopra l'arnia e si posa il primo melario. Le api continuano il loro lavoro nel melario. Così facendo, i tre nuclei producono miele nel melario, incontrandosi avendo lo stesso odore. Il fine di questa arnia non è tanto la produzione di miele, che è una valvola di sfogo, ma di mantenere tre regine per ogni necessità. Così facendo, in autunno si possono prelevare 2 regine e togliere i diaframmi e fare una unica famiglia per l'inverno, perché in tempi di forte importazione o si prelevano telaini di covata per alleggerire i nuclei, oppure si hanno sciamature.

Arnia tripartita per allevamento regine

Le Arnie da Fecondazione (Mini-nuclei): Vantaggi e Svantaggi

Le arnie da fecondazione sono strumenti essenziali nel mondo delle api, progettati per l’accoppiamento e la selezione delle regine. Può sembrare complicato, ma è un tassello cruciale di tutto il processo di riproduzione controllata. Le arnie da fecondazione, rispetto a quelle standard, sono di dimensioni ridotte: una scelta studiata per garantire un controllo più mirato e una gestione senza troppi grattacapi. In una tipica arnia da fecondazione, ci sono diversi scomparti più piccoli rispetto ad un’arnia tradizionale, ognuno abitato da un piccolo gruppo di api operaie e una regina in sviluppo. Questo setup consente agli apicoltori di monitorare il comportamento delle api e selezionare regine di qualità superiore per gli alveari.

Una delle principali caratteristiche delle arnie da fecondazione è la compartimentazione. Questo aspetto permette di ospitare più sezioni indipendenti dove diverse regine possono crescere. Ogni compartimento include una minima quantità di operaie, sufficiente a servire ed aiutare nello sviluppo della regina. Contrariamente alle arnie tradizionali, queste strutture ingegnose limitano lo spazio per gestire al meglio la temperatura. Di solito sono fatte di legno o polistirolo, materiali che offrono un buon isolamento e resistono adeguatamente al maltempo. La relativa grandezza delle arnie da fecondazione (mini per molti standard) permette all’apicoltore di trasportarle facilmente, favorendo opere d’apicoltura nomade o semplicemente movimenti nell’apiario per tener al sicuro la nuova stirpe reale che va a proteggerci tutto il giorno.

All’interno, una regina accompagnata da un piccolo drappello di operaie svolge il suo lavoro instancabile, come in una piccola orchestra ben accordata. Qui, ogni ape sa esattamente cosa deve fare, e lo spazio limitato riduce al minimo le perdite. Entra in gioco anche l’astuzia dell’apicoltore che, sfruttando al meglio queste “casette in miniatura”, porta i processi quasi al limite delle 500 celle, giusto il necessario per una regina in fecondazione. Se confrontiamo con i nuclei normali, dove troviamo migliaia di lavoratrici in attività, la differenza balza subito all’occhio.

Un nucleo che avevo fatto nel polistirolo con un solo telaio che presentava varie celle mostrava una bella reginetta novella. Un vantaggio principale dell’uso dell’arnia da fecondazione è la sua capacità di permettere osservazioni mirate, essenziali per le tecniche di riproduzione più avanzate. Ad esempio, qualcun apicoltore interessato all’inseminazione artificiale delle regine troverebbe indispensabile un dispositivo simile.

Fra i principali vantaggi delle arnie da fecondazione possiamo evidenziare la capacità di gestire piccole popolazioni in un ambiente controllato in cui le api sono protette da parassiti e predatori. La gestione diviene maneggevole anche per i novizi apicoltori grazie a una rapida raccolta e visione d’insieme della famiglia. Le arnie da fecondazione, talvolta, stimolano la creatività: pensate ai metodi per accelerare la riproduzione delle api regine, come la sciamatura artificiale. Si può infatti garantire un’alta precisione nel selezionare e migliorare le caratteristiche genetiche della nuova genia o, per dirla in breve, questo modello di arnia rafforza il business apistico della vostra azienda. La mia idea era quella di avere 3-4-5 regine sempre disponibili per ogni evenienza con la comodità di una semplice arnia.

Però non è tutto oro quello che luccica. Fra gli svantaggi troviamo che le altre famiglie presenti nelle vicinanze potrebbero entrare in competizione con l’arnia da fecondazione, determinando problemi di gestione. Ricordatevi poi di monitorare frequentemente la situazione, rischiate sennò di perdervi componenti fondamentali negli intervalli tra un controllo e l’altro. Per avere un nucleo quando si decide, sarebbe meglio avere almeno 3 telaini di covata (uno-due opercolata e uno aperta sarebbe l'ideale), tutto dipende dai telaini di covata che si hanno a disposizione. Io ho 1 arnietta di legno da 6 favi da nido, va benissimo, ci allevo la regina e poi il nucleo può crescere e passare pure l'inverno. Creare questi nuclei va bene per alleggerire famiglie forti per evitare la sciamatura. Le apidea non sono poi così economiche, e si è comunque condizionati dal fatto che a fine stagione bisogna "sistemare" in qualche maniera le regine perché lì dentro non passerebbero l'inverno.

La Fecondazione delle Regine: Dalla Natura al Controllo Scientifico

Esistono diverse tecniche per la fecondazione delle api regine, ognuna con vantaggi e svantaggi. Approfondiamo le principali metodologie utilizzate dagli apicoltori professionisti che allevano api regine con un approccio tecnico-scientifico.

La Fecondazione Naturale: Vantaggi e Limiti

La fecondazione naturale avviene quando la giovane regina vergine esce dall’arnia per compiere uno o più voli nuziali. Durante questi voli, si accoppia con numerosi fuchi in aree specifiche chiamate “aree di aggregazione dei fuchi” (Drone Congregation Areas, DCA). Queste zone possono trovarsi fino a diversi chilometri dall’arnia e sono caratterizzate da una grande concentrazione di fuchi provenienti da molte colonie e da aree anche distanti tra loro.

Una reginetta che si affaccia timidamente dal foro di entrata e dopo qualche minuto esce completamente per sostare una decina di minuti sul mini predellino, potrebbe essere indice di un imminente volo di fecondazione. O sarà solo che l'arnietta è piccolissima? Sicuramente comincia a prendere confidenza con l'esterno. Considera che di norma le regine vergini cominciano i voli 5 giorni dopo la nascita (mi pare) e poi continuano per qualche giorno. Le regine fanno il volo di fecondazione entro 5 giorni, ma iniziano i voli di orientamento prima. Infatti dopo il volo (o i voli) di fecondazione passano 5 gg. prima che iniziano la deposizione. Se non ci sono problemi dopo 10gg. puoi iniziare a vedere le prime uova, o meglio dopo altri 3 giorni (13 dalla nascita), puoi già vedere le celle con la pappa reale che luccica sul fondo e le larve da 1 gg. Gli allevatori professionali danno dai 12 ai 15 giorni dalla presunta nascita per avere la deposizione, poi eliminano. Dicono che passato questo lasso di tempo si corra comunque il rischio di avere una regina "scadente". E' sufficiente che ci siano 1-2 ore di bel tempo perché facciano il volo di fecondazione.

Ape regina in volo di fecondazione

  • Aspetti Tecnici: Una regina si accoppia mediamente con 10-20 fuchi per aumentare la variabilità genetica. Il volo può durare dai 5 ai 30 minuti e può ripetersi per diversi giorni fino al riempimento della spermateca. Lo sperma viene conservato nella spermateca della regina, garantendo la fecondazione delle uova per tutta la sua vita riproduttiva.
  • Vantaggi: Maggiore diversità genetica e riduzione del rischio di consanguineità.
  • Svantaggi: Mancanza di controllo sugli accoppiamenti, possibile trasmissione di tratti genetici indesiderati.

Stazioni Isolate per una Genetica Controllata

Le stazioni di fecondazione isolate sono situate in luoghi remoti, lontani da altre colonie di api. Questo isolamento garantisce che le giovani api regine selezionate si accoppino esclusivamente con fuchi dalla genetica controllata e situati nei pressi della stazione stessa.

  • Aspetti Tecnici: La selezione della posizione avviene in zone montuose o insulari, prive di colonie di api non controllate. Per la fecondazione di 200 api regine sono necessarie almeno 10-15 colonie di fuchi per garantire una sufficiente offerta di sperma alle regine vergini. Il monitoraggio ambientale è importante per valutare le condizioni climatiche e ambientali (come ad esempio la presenza stagionale dei gruccioni) per evitare interferenze nei voli nuziali.
  • Vantaggi: Controllo maggiore sulla genetica della prole.
  • Svantaggi: Costi logistici elevati per il mantenimento delle stazioni isolate.

Stazioni Saturate: Sovrastare la Natura

Le stazioni di fecondazione saturate operano su un principio differente: invece di isolare l’area, si introduce un numero molto elevato di fuchi selezionati per sovrastare la presenza di fuchi estranei.

  • Aspetti Tecnici: È necessaria un’abbondante produzione di fuchi di alta qualità fisica e genetica per un’ottimale fecondazione delle api regine. La composizione genetica delle colonie di fuchi deve essere costantemente monitorata ed eventualmente rinnovata per mantenere alta la qualità genetica ed evitare problemi di consanguineità. È fondamentale una gestione sincronizzata tra la nascita dei fuchi e la maturità sessuale delle regine.
  • Vantaggi: Buon livello di controllo genetico senza necessità di isolamento geografico.
  • Svantaggi: Necessità di una gestione accurata della popolazione di fuchi per evitare inquinamento genetico.

L'Inseminazione Strumentale: Il Massimo Controllo Genetico

L’inseminazione strumentale rappresenta il metodo più avanzato per il controllo genetico in fase di fecondazione delle api regine selezionate. Prevede la raccolta dello sperma dai fuchi selezionati e l’introduzione diretta nella spermateca della regina mediante un micromanipolatore.

  • Aspetti Tecnici: I fuchi vengono raccolti da famiglie selezionate, opportunamente isolate con appositi dispositivi escludi fuco, per l’estrazione dello sperma. La raccolta dello sperma avviene tramite microcapillari e viene conservato opportunamente. L'inseminazione viene effettuata con l’uso di un microscopio e un sistema di precisione per garantire il deposito corretto dello sperma nella spermateca della regina. La regina viene mantenuta in condizioni ottimali per favorire la stabilizzazione della fecondazione e l'accettazione della famiglia di destinazione.
  • Vantaggi: Massimo controllo sulla genetica e possibilità di programmi di miglioramento selettivo.
  • Svantaggi: Complessità tecnica, costi elevati e necessità di personale altamente specializzato.

Strategie Aziendali per la Fecondazione

In un allevamento professionale, spesso si impiegano strategie combinate per ottimizzare la fecondazione delle api regine. Ad esempio, nel nostro allevamento professionale, usiamo principalmente 2 tecniche per la fecondazione delle api regine: l’inseminazione strumentale per le regine F0, che saranno candidate a diventare riproduttori dopo un adeguato periodo di test nella progenie, e la stazione di fecondazione saturata. La fecondazione delle regine F1, figlie di F0, che sono destinate alla vendita avviene in aree dedicate, opportunamente circondate da nostri apiari collocati in posizioni strategiche per ottenere la migliore saturazione con i nostri fuchi selezionati. Ogni tecnica di fecondazione presenta specifici vantaggi e svantaggi. La scelta dipende dagli obiettivi dell’apicoltore e dal livello di controllo genetico desiderato. Mentre la fecondazione naturale assicura diversità genetica, l’inseminazione strumentale consente un controllo totale sulla selezione. Le stazioni di fecondazione isolate e saturate offrono un equilibrio tra selezione e praticità.

CICLO DI VITA delle API 🐝 (Regine, Operaie e Fuchi)

Consigli Pratici e Gestione delle Regine Novelle

La gestione delle regine novelle e dei nuclei di fecondazione richiede attenzione e cura per assicurare il successo dell'allevamento e della loro integrazione nelle colonie.

Nutrizione e Stimolazione delle Colonie

Nel periodo in cui le api devono alimentare le celle reali, se non è in corso una forte importazione di nettare, è raccomandabile nutrire quotidianamente le famiglie con miele o con sciroppo zuccherino. Le arnie da fecondazione sono sempre dotate di appositi nutritori, che permettono all’apicoltore di fornire scorte zuccherine in maniera rapida e senza disturbare troppo la famiglia. Se non vi è raccolta, è cruciale nutrire abbondantemente e in continuazione; alle api bisogna creare le condizioni naturali di prosperità e di stimolo, condizioni che favoriscono lo sviluppo di celle reali. L'accettazione è totale anche nei periodi di magra, se le api vengono stimolate con nutrizione liquida almeno mezz'ora prima dell'immissione dei cupolini innestati.

Gestione dei Nuclei di Fecondazione

Quando si prelevano i favi di covata per formare nuovi nuclei, è opportuno spruzzarli con acqua leggermente zuccherata per evitare che le nuove api possano aggredire la regina che si schiuderà. Quando sostituisco una regina in una famiglia grande tolgo alcuni favi, che serviranno per un nuovo nucleo, ed introduco la nuova regina con tutta la famigliola; ci deve essere già una buona covata opercolata. Durante tutti questi lavori non porto mai lontano i nuclei. Se intendi fare 3 nuclei da una sola casa, un telaino dovresti tenerlo per la regina madre (con o senza covata, basta che abbia un certo numero di api con lei) da mettere in un portasciami da spostare e nutrire, e gli altri nuclei lasciati sul posto si dividono covata e bottinatrici. Se vuoi invece tenere la regina vecchia in "deposito", la puoi mettere in una gabbietta con il foro tappato e inserirla in una arnia. Le api la nutriranno fino a quando non decidi il suo destino. Nel caso di nuclei formati, dopo 5 giorni si può prelevare un favo di covata opercolata. Dopo 4 giorni, si controllano i favi prelevati e spostati, si eliminano eventuali celle reali neoformate e si inserisce una cella reale opercolata. In questo caso si ha un buco di covata di una ventina di giorni, dove si potrebbe dare l'ossalico gocciolato e fare una bella pulizia.

Riconoscimento dei Problemi di Fecondazione

La regina potrebbe non essere nata, quindi vi sarà la cella ancora chiusa. Invece se la cella è rotta su un lato, è stata uccisa dalle api (non accettata). Può capitare anche che la regina si perda durante il volo di fecondazione, venga mangiata da un uccello insettivoro, o semplicemente sbagli nel rientrare nel nucleo di fecondazione. Capita anche, per fortuna raramente, che alcune regine non si fecondano: trascorsi quindici giorni vanno soppresse, potrebbero avere difetti all’apparato genitale o non hanno i sacchi aerei. Quest’ultimo difetto si può verificare lanciando in aria la regina: se cade a terra quasi come un sasso, non feconderà mai. Gli allevatori professionali danno dai 12 ai 15 giorni dalla presunta nascita per avere la deposizione, poi eliminano. Dicono che passato questo lasso di tempo si corra comunque il rischio di avere una regina "scadente".

Come e Quando Sostituire una Regina

Se si deve prelevare la regina dal nucleo per introdurla in un alveare, è bene attendere che buona parte della covata deposta sia stata opercolata. Una strategia comune per il rinnovo delle regine senza blocchi di covata prevede di prelevare un favo di covata opercolata e spostarlo. Successivamente, si eliminano eventuali celle reali neoformate e si inserisce una cella reale opercolata.

Quando la regina viene spostata in un portasciame per tenerla di scorta in caso di fallimento di una delle nuove regine (questo è consigliabile per non "piangere dopo"), si può spostare solo il nucleo con regina di qualche metro e nutrire un po'. Perde tutte le bottinatrici a favore delle figlie. Se invece sono sostituite tutte le regine (se ne tiene solo il 5% di scorta in caso di fallimento), fare attenzione che il colore del nucleo non sia lo stesso della casa, altrimenti le bottinatrici si dirigeranno verso questo.

Nel momento in cui si effettua la riunione della vecchia famiglia con la nuova regina inserita nell'ex telaio di covata (che ora probabilmente conterrà della nuova covata), la regina vecchia da sostituire può essere messa in una gabbietta con il foro tappato e inserita in un'arnia. Le api la nutriranno fino a quando non si decide il suo destino. In questo modo, in caso di non accettazione della nuova regina, si può reinserire la vecchia regina, oppure la non accetteranno più dopo qualche giorno.

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