Farmaci, Fertilità e Gravidanza: Navigare le Complessità di Antibiotici e Antinfiammatori

La ricerca di una gravidanza è un percorso che può presentare molteplici sfide, e l'utilizzo di farmaci rappresenta uno degli aspetti che più frequentemente generano preoccupazione. Sia che si tratti di antibiotici per un'infezione batterica o di antinfiammatori per alleviare il dolore, l'impatto di queste sostanze sulla fertilità maschile e femminile, nonché sul corretto sviluppo fetale, è un tema di grande rilevanza e spesso oggetto di domande e incertezze. È fondamentale comprendere come diverse categorie di medicinali possano interagire con i delicati meccanismi riproduttivi e quali precauzioni adottare, specialmente quando si sta pianificando un concepimento o si è già in stato di gravidanza.

Overview of fertility factors

Impatto dei Farmaci sulla Fertilità Maschile: Una Prospettiva Approfondita

Il ruolo della fertilità maschile nel processo riproduttivo è indiscutibile, eppure, a differenza di quanto accade per le donne, per gli uomini "non c’è una prova inconfutabile che l’avanzare dell’età possa portare alla sterilità". Nonostante ciò, vari fattori possono influenzare la salute riproduttiva maschile, inclusa l'assunzione di farmaci.

L’utilizzo di medicinali, soprattutto prima di esami specifici, "può influenzare il risultato dello spermiogramma". Questa alterazione dei risultati non è casuale: "alcune categorie di medicinali, infatti, fungono da inibitori della spermatogenesi, ovvero il processo di maturazione delle cellule germinali maschili". Questo meccanismo può portare a un'alterazione tangibile dei parametri del liquido seminale, i quali sono cruciali per la valutazione della capacità riproduttiva di un uomo.

Tra i parametri che per primi risentono di tali influenze vi sono la "concentrazione" e la "motilità" degli spermatozoi. Questi aspetti sono essenziali per il successo della fecondazione, poiché una ridotta concentrazione o una scarsa motilità possono compromettere significativamente la capacità degli spermatozoi di raggiungere e fecondare l'ovulo.

Oltre all'effetto diretto dei farmaci, anche lo stress gioca un ruolo significativo. "Lo stress viene definito “il male del secolo”" e, in particolare, "il percorso della Procreazione Assistita è una via tortuosa che senza dubbio aggiunge stress a quello che già normalmente una persona deve affrontare durante la vita". Spesso il partner maschile "non estranea le sue preoccupazioni, mostrandosi apparentemente calmo e quasi distaccato. Non è così: lo stress c’è ed alterazioni, anche evidenti, dei parametri del liquido seminale possono esserne la prova". Queste alterazioni possono manifestarsi, come detto, nella concentrazione e nella motilità degli spermatozoi.

Un esempio concreto degli effetti temporanei dei farmaci sulla fertilità maschile è stato evidenziato nel caso di un paziente che ha seguito una terapia importante per otite e mastoidite. La cura ha incluso l'assunzione di "Brufen per 15 giorni, in concomitanza antibiotico Augumentin per 9 giorni e Bentelan da 1mg sempre per 9 giorni, per 2 volte al giorno". Non avendo risolto completamente l'infezione, la terapia è stata integrata con "punture (1 al giorno) con fiale di Rocefin e Bentelan da 4mg per 6 giorni". Successivamente, "gli hanno prescritto nuovamente Augumentin per 8 giorni", e a metà di questa terapia, "siccome il mal d’orecchio persisteva, gli hanno prescritto nuovamente 4 giorni di punture con fiale di Rocefin".

In risposta alla preoccupazione circa la necessità di attendere prima di provare a concepire, è stato chiarito che "i farmaci usati non provocano danni se si intende parlare di ripercussioni sulla salute di un eventuale bambino concepito". Tuttavia, questi farmaci "sono però in grado di ridurre significativamente la qualità dello sperma, riducendo la probabilità di concepimento, che comunque non è azzerata. Cioè immediatamente dopo la cura ci sono meno probabilità di avviare una gravidanza". La buona notizia è che gli effetti tendono a essere temporanei: "si comincia ad avere un miglioramento dopo circa un mese dal termine delle terapie, con il massimo del recupero dopo 2 mesi e mezzo". Questo suggerisce un periodo di attesa consigliato per ottimizzare le probabilità di concepimento.

Antibiotici e Loro Impatto sulla Qualità dello Sperma

Gli antibiotici sono farmaci essenziali "per il trattamento delle infezioni batteriche. Uccidono i batteri o ne inibiscono la crescita, aiutando il sistema immunitario a combattere le infezioni". Le condizioni che richiedono il loro utilizzo possono essere varie, tra cui "infezioni respiratorie come la polmonite, infezioni della pelle, infezioni del tratto urinario e infezioni più gravi che, se non trattate, possono mettere a rischio la vita". Sebbene siano molto efficaci, "possono anche avere effetti collaterali indesiderati su altri aspetti della salute, compresa la fertilità maschile".

Alcune ricerche hanno "dimostrato che alcuni antibiotici possono interferire con la produzione o la qualità dello sperma, sollevando preoccupazioni soprattutto per gli uomini che stanno cercando di concepire". Nello specifico, "gli antibiotici possono talvolta interferire con la produzione e il funzione dello sperma". Alcuni studi "suggeriscono che alcuni antibiotici possono ridurre il numero di spermatozoi e comprometterne la motilità, cioè la capacità di nuotare". È inoltre "dimostrato che gli antibiotici possono alterare la forma e la struttura dello sperma, nota come morfologia".

Questi effetti possono derivare da diversi meccanismi d'azione. "Gli antibiotici possono interrompere la spermatogenesi, il processo di produzione degli spermatozoi nei testicoli. Alcuni antibiotici danneggiano le cellule responsabili dello sviluppo degli spermatozoi, abbassare il conteggio". Un altro fattore è lo "stress ossidativo" che "può essere un problema. Alcuni antibiotici possono aumentare lo stress ossidativo, danneggiando il DNA dello sperma". Inoltre, "gli antibiotici possono causare squilibri ormonali". "L'uso prolungato di antibiotici può portare a effetti più significativi sullo sperma salute". È stato anche notato che "alcuni antibiotici, come le tetracicline, hanno maggiori probabilità di interferire con altri".

Tuttavia, è importante sottolineare che "alcuni farmaci possono provocare alterazioni temporanee sulla qualità della spermatogenesi, in relazione a tempo e dosaggi di somministrazione. La reversibilità degli effetti negativi è correlata alla riduzione e/o sospensione della terapia". Ad esempio, "nel caso dell'antibiotico per dolore ai denti, l'assunzione è spesso breve e non vi è un reale e dimostrato pericolo per concepimento o alterazioni del feto da spermatozoi alterati". Ciononostante, per una maggiore sicurezza, "è opportuno sottoporsi, dopo circa 45 giorni dalla fine della terapia, a spermiogramma". Inoltre, "se il dentista ha prescritto antibiotici per curare un'infezione, è importante seguire le sue indicazioni, ma generalmente l'assunzione di antibiotici per un periodo breve non dovrebbe influire negativamente sulle possibilità di concepimento".

Per mitigare i potenziali effetti negativi degli antibiotici sulla fertilità maschile, si suggeriscono alcune strategie. In termini di "alimentazione", è consigliabile "concentrarsi sul consumo di alimenti con antiossidanti come le vitamine C ed E, che possono contrastare parte dello stress ossidativo causato dagli antibiotici". L'utilizzo di "integratori per la fertilità può migliorare la salute dello sperma durante la terapia antibiotica". Ad esempio, è stato menzionato che "ExSeed multivitaminico per la fertilità e integratori di omega-3 supportano la produzione di sperma, migliorano la motilità e proteggono le cellule spermatiche dai danni ossidativi". Infine, i "probiotici" possono essere utili, poiché "alcuni antibiotici alterano la salute dell'intestino, incidendo indirettamente sulla qualità dello sperma". Per monitorare la salute degli spermatozoi, è disponibile il "ExSeed test dello sperma a casa".

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Antinfiammatori e Fertilità Femminile: Un Quadro Complesso

La questione degli antinfiammatori e della fertilità femminile è altrettanto delicata e complessa, con diverse sfumature a seconda del tipo di farmaco e del momento dell'assunzione. "La principale preoccupazione della maggior parte delle donne in età fertile sono gli effetti a corto termine in caso di assunzione di questi tipi di farmaci".

Per quanto riguarda il paracetamolo, "la risposta è NO" in merito a preoccupazioni specifiche sulla fertilità femminile. Tuttavia, l'ibuprofene, un antinfiammatorio comune, merita un'attenzione particolare. Sebbene "solitamente serve per ridurre “dolori intensi causati dalla mestruazione”", questi dolori "possono essere un indizio di endometriosi, una patologia legata a problemi riproduttivi". Questo significa che l'assunzione di ibuprofene potrebbe mascherare una condizione sottostante che già di per sé incide sulla fertilità.

Un aspetto cruciale riguarda "l’assunzione di ibuprofene durante la gravidanza". Nonostante sia "controindicato dalla 24ª settimana in poi per rischio di malformazioni", le guide "non sono così severe rispetto all’uso di questo farmaco nelle prime settimane di gravidanza". Purtroppo, "circa il 30% delle donne incinte assumono ibuprofene in determinati momenti della gravidanza perché non conoscono la propria situazione iniziale o per mancanza di conoscenza della composizione del farmaco". Queste "prime settimane sono cruciali per lo sviluppo del feto e, a quanto pare, l’uso di ibuprofene da parte della madre potrebbe alterare la crescita corretta dei testicoli o delle ovaie del feto e avere conseguenze negative sulla capacità riproduttiva della generazione futura". È importante notare che "queste prime conclusioni dovranno essere confermate dopo aver studiato la salute riproduttiva di queste nuove generazioni".

I Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)

I FANS, o farmaci antinfiammatori non steroidei, sono tra i medicinali "più venduti al mondo". Sono comunemente impiegati "per il loro effetto antidolorifico, antipiretico (abbassano la febbre) e antiinfiammatorio". Tra questi, ci sono "l’Ibuprofene, Indometacina, Nimesulide e Naprossene". La Tachipirina, sebbene usata per funzioni simili, "non è esattamente, per il suo meccanismo d’azione, un FANS". Questi farmaci "sono in assoluto tra i medicinali più venduti al mondo, proprio per tali caratteristiche" e "si usano solitamente per problematiche passeggere".

Per quanto riguarda la fertilità naturale, "molte volte si ipotizza che una infertilità possa essere dovuta all’assunzione di questi farmaci". È stato dimostrato che i FANS "possono avere un’azione inibendo la rottura del follicolo nel momento dell’ovulazione". Nonostante "questo effetto esista", si ritiene che "bisognerebbe ipotizzare una paziente che assuma sempre farmaci a piene dosi nei giorni periovulatori. Sapendo che sono farmaci solitamente usati per il dolore acuto, è poco probabile che una paziente assuma sempre questi farmaci ogni mese in periodo periovulatorio. Per cui escluderei, nella vita reale, un vero effetto di questi farmaci sulla sterilità".

Una ricerca presentata a un congresso medico ha "riportato alla ribalta il ruolo che i farmaci comunemente usati contro il dolore possono avere nella riduzione della fecondità: i cosiddetti Fans… sarebbero infatti in grado di ridurre drasticamente le probabilità di avere un'ovulazione". Tuttavia, la Professoressa Eleonora Porcu ha commentato che "il rischio che i farmaci antinfiammatori non steroidei interferiscano con l'ovulazione è noto da molto tempo, tanto che viene riportato nel foglietto illustrativo". Ha anche sottolineato che la ricerca in questione "è stata condotta su un gruppo molto piccolo di donne, appena dieci per ciascun sottogruppo, per cui il risultato non è in ogni caso molto affidabile nel quantificare questo rischio".

Un aspetto rassicurante è che "i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) hanno dimostrato di inibire l'ovulazione e ridurre i livelli di progesterone nelle donne giovani e questo potrebbe ridurre la fertilità". Tuttavia, "dopo l'interruzione dei FANS, tutte le donne "hanno ovulato normalmente durante il ciclo successivo"". Questo significa che "gli effetti anovulatori dei FANS sono reversibili". Tale scoperta "potrebbe anche aprire la porta per la ricerca sulla nuova contraccezione d'emergenza con un profilo di sicurezza più favorevole di quella attualmente in uso". La Professoressa Porcu ha ribadito che "l'effetto dei fans sull'ovulazione è comunque transitorio, e reversibile, per cui se anche un mese si è dovuto fare ricorso per alcuni giorni a un antidolorifico non si compromette la situazione se non forse per quel mese". Ha ammonito, però, che "diverso è il caso in cui questi farmaci venissero usati in modo inappropriato, e per lunghi periodi".

In gravidanza, "i FANS andrebbero evitati: sono controindicati nell’ultimo trimestre, come da note AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e foglietto illustrativo". Sebbene "non creano malformazioni fetali", possono "indurre complicazioni serie, come ipertensione polmonare del feto e oligoidramnios, ovvero riduzione della quantità del liquido amniotico". Inoltre, "il loro impiego prolungato può inibire le contrazioni uterine, ampliando i tempi del travaglio". Negli altri periodi di gestazione, "benché non esistano controindicazioni, si ritiene che possano aumentare il rischio di aborto spontaneo se assunti in dosi massicce anche nel periodo che va dai 15 giorni prima del concepimento fino alla 20esima settimana. Un uso estemporaneo, tuttavia, non sembra avere conseguenze". Per dolori o febbre, "gli esperti consigliano in caso di dolori o febbre, di assumere in alternativa medicinali a base di paracetamolo".

Riguardo l'OKI, "un singolo ciclo non dovrebbe avere un impatto significativo sul concepimento o sulla salute del feto, ma in caso di uso ripetuto e prolungato, sarebbe meglio consultare il medico". Viene inoltre precisato che "se il ketoprofene sale di lisina (principio attivo dell'OKI) avesse la proprietà di impedire l'annidamento dell'ovocita fecondato verrebbe usato come contraccezione di emergenza al posto della pillola del giorno dopo", indicando che non ha tale effetto.

Diagram of female reproductive system

Corticosteroidi: Usi e Considerazioni sulla Fertilità

Gli antinfiammatori steroidei, meglio conosciuti come corticosteroidi, "derivano dalla famiglia dei cortisonici (Cortisone, Betametasone, Desametasone…)". Questi farmaci "sono solitamente usati per dolori cronici e sono anche in formulazione “depot” (per esempio iniettivi con un’unica dose di somministrazione e lunga durata d’azione)".

Nella fertilità naturale, i cortisoni "possono alterare il meccanismo ovulatorio e di formazione dell’ovocita. Quindi un’assunzione cronica, per qualche mese, di questi farmaci potrebbe causare in quegli stessi mesi un periodo di anovulatorietà". Ciò significa che l'ovulazione potrebbe non avvenire regolarmente o affatto, rendendo il concepimento più difficile.

In gravidanza, i cortisonici "non sono controindicati, ma vanno assunti solo su effettiva necessità e prescrizione medica". Anzi, "in generale sono raccomandati come induttori della maturità polmonare fetale nel terzo trimestre". Tuttavia, "molto dipende però anche dalla molecola: un recente studio ha evidenziato infatti come il desametasone, impiegato per trattare alcune patologie materne, induca una riduzione dell’ormone tiroideo nel sistema nervoso centrale del bambino, con danno nello sviluppo psicomotorio. Tali effetti non sono presenti con altri steroidi come l’idrocortisone, il prednisone ed il prednisolone". Questo sottolinea l'importanza della scelta specifica del farmaco sotto guida medica.

Farmaci Antinfiammatori e Percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Quando si intraprende un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, l'attenzione ai farmaci diventa ancora più elevata. "Il tema dei farmaci è uno di quelli più ansiogeni per le donne che si apprestano a diventare mamma o con una gravidanza in corso, ma anche per coloro che stanno programmando un concepimento". Ciò "è particolarmente vero quando si affronta una fecondazione assistita. Ed è anche giusto che sia così: occorre sempre essere prudenti sull’impiego di qualunque sostanza farmacologica durante i 9 mesi e nel periodo precedente al concepimento, anche nei confronti di integratori e rimedi erboristici". Il "rischio è di fare del male al bambino o di complicare o addirittura bloccare l’ovulazione, come ad esempio accade con alcuni tipi di antinfiammatori".

Eppure, a volte, la situazione è ribaltata: "quando si sta seguendo un percorso di fecondazione assistita, proprio questi medicinali possono essere consigliati, anzi, entrano proprio a far parte del trattamento terapeutico". Questo perché le procedure di PMA, nonostante i notevoli successi rispetto al passato, non sempre portano a una gravidanza. Tra le cause di insuccesso vi è "il mancato impianto, soprattutto in seguito ad una Fivet/Icsi".

L'Utilizzo dei FANS nella PMA

"I FANS sono fra i farmaci più usati al mondo ed è quindi frequente che debbano essere assunti anche durante la stimolazione ovarica, o durante le prime fasi della gravidanza". Si suddividono "in molte categorie, a seconda della loro via di assunzione, della loro potenza e dei loro effetti collaterali".

Le "fasi di tali procedure (fatta eccezione la fecondazione in vitro) possono indurre una risposta infiammatoria localizzata con l’immissione in circolo di prostaglandine che riducono la ricettività uterina e al contempo stimolano contrazioni". Questo, "come evidenziato da numerosi studi, può portare al fallimento dell’impianto dell’embrione o ad un aborto precoce e spontaneo". Partendo da tale presupposto, "nella pratica clinica vengono impiegati farmaci antinfiammatori non steroidei per migliorare gli esiti della fecondazione assistita, per l’effetto che questi hanno nell’inibire le prostaglandine e dunque eliminare sia la risposta infiammatoria che la contrattilità uterina/miometriale".

Tuttavia, "gli studi scientifici atti a supportare tale soluzione sono stati nel tempo numerosi, ma una recente meta-analisi, ha evidenziato come in realtà questi non siano in grado di confermare un’efficacia certa di tale terapia nelle donne infertili sottoposte a riproduzione assistita, in termine di miglioramento dei tassi di gravidanze a termine e diminuzione degli aborti spontanei". Questo perché "si tratta sempre di piccoli studi, su specifiche molecole, con un numero ridotto di pazienti, e spesso mancano di dati essenziali, come quelli circa l’efficacia in trattamenti con gameti ed embrioni crioconservati, sempre più utilizzati". "Di contro si sono dimostrati privi di effetti collaterali sul feto".

Un punto specifico di attenzione è che i FANS "possono causare un’inibizione dell’ovulazione se assunti a dosaggio pieno nei giorni, appunto, nei quali il follicolo deve rompersi". Al contrario, "quando vi è il pericolo di una possibile ovulazione pre pickup (ovulazione anticipata) può essere razionale usarli (solitamente in associazione agli Antagonisti del GnRH, quali Orgalutran® o Cetrotide®) proprio per ridurre il rischio di rottura spontanea follicolare".

I FANS "possono avere anche un effetto di inibizione delle contrazioni uterine, inibendo delle sostanze chiamate prostaglandine". Era stata ipotizzata "la loro somministrazione in fase di transfer embrionale per evitare delle contrazioni anomale dell’utero subito dopo il transfer. Per quanto vi fosse un razionale scientifico, non è stato mai dimostrata una loro utilità per questo effetto".

Un altro farmaco spesso discusso in relazione alla PMA è l'aspirina a basso dosaggio. Essa "ha un effetto antiaggregante piastrinico, aumentando, per capirci, la “fluidità del sangue”". Questo "potrebbe essere un effetto che favorisce l’afflusso di sangue all’utero e alla placenta". Tuttavia, "i dati scientifici sull’argomento, però, sono contraddittori e non univoci se non, forse, per una riduzione del rischio di ipertensione in gravidanza". Quindi, "l’uso dell’aspirina a basso dosaggio può (può!) avere un razionale nella fase di transfer embrionale, anche se non supportata da robusti dati scientifici".

In sintesi, per quanto riguarda l'assunzione di FANS durante la PMA, si raccomanda di "informare il proprio centro sul perché si sta assumendo un FANS". Il problema principale "non è tanto l’assunzione del FANS, ma la ragione che porta ad assumerli". È sempre fondamentale "chiedere il parere del proprio Medico sul tipo e dosaggio". Sebbene "uno stato di flogosi generalizzata a bassa intensità potrebbe influenzare l’impianto embrionale (per questo noi dosiamo sempre una Proteina C reattiva - PCR - nelle fasi di pre transfer)", e quindi "si possono assumere, anzi potrebbero avere un effetto positivo sull’attecchimento", questi farmaci "vanno sempre valutati con attenzione".

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L'Utilizzo dei Corticosteroidi nella PMA

L'uso dei corticosteroidi in contesti di PMA presenta anch'esso delle specificità. "Non è frequente che una persona che assume dosi croniche di cortisone si sottoponga a pickup". Tuttavia, "quando succede, non vi è alcun effetto diretto sull’esito della PMA". È stato notato che "la stimolazione ovarica non viene influenzata dall’assunzione di cortisone (è solo l’ovulazione naturale, come si diceva, che può risentirne)".

I corticosteroidi "sono invece spesso usati nella preparazione al transfer per un effetto “immunomodulante” che potrebbe aiutare l’attecchimento embrionale". Nonostante ciò, "il dosaggio è molto discusso, il tipo di cortisone da usare anche, e i dati a favore non sono così chiari".

Esistono anche "risultati contrastanti di tanti lavori scientifici per ciò che riguarda l’uso dei cortisonici in donne affette da malattie autoimmuni che si sottopongono a fecondazione in vitro, con somministrazioni pre-impianto: sembra che ci sia una risposta positiva, ma non tutte le molecole e le condizioni di salute sono state analizzate; anche in questo caso occorrono approfondimenti per parlare di vera e propria terapia che possa aumentare i tassi di successo di Fivet ed ICSI".

"Uno degli steroidi sotto la lente d’ingrandimento degli scienziati è al momento il prednisolone, prescritto a donne che si sottopongono a fecondazione assistita, caratterizzate da precedenti di aborti spontanei ricorrenti, difficoltà di impianto embrionale o cellule natural killer (NK) in circolo elevate". Questo farmaco "viene somministrato in bassi dosaggi, quotidianamente e per 6-10 settimane, comunemente a partire da pochi giorni prima del trasferimento dell’embrione (o dallo stesso giorno), oppure già dalla fase di stimolazione ovarica".

Anche per i corticosteroidi in PMA, il consiglio è simile: "Il cortisonico, così come l’aspirina a basso dosaggio, nella fase di preparazione al transfer potrebbero avere un razionale, ma, ad oggi, non vi sono dati univoci sulla loro utilità".

Considerazioni Generali e Raccomandazioni sull'Assunzione di Farmaci

La complessità del rapporto tra farmaci, fertilità e gravidanza rende essenziale un approccio informato e prudente. In generale, "i protocolli terapeutici sono sempre personalizzati e quindi è sbagliato cercare su internet o chiedere a conoscenti con il medesimo percorso se hanno impiegato antinfiammatori o meno". È fondamentale ricordare che "non tutti gli antinfiammatori sono eguali, così come esistono numerosi e diversi principi attivi, ognuno con efficacia e sicurezza a se stanti, a seconda dei casi".

"In materia di effetti collaterali e rischi, non vanno confusi quelli tra la gravidanza ed il periodo di fecondazione". Questa distinzione è cruciale per comprendere correttamente le informazioni e prendere decisioni appropriate.

Molte persone "assumono farmaci in automedicazione, quali antinfiammatori (per esempio per una cefalea o un dolore muscolare), integratori (inositoli, cramberry, magnesio, vitamina D ecc…) o antibiotici (per esempio per un “mal di gola” o una “sindrome febbrile”)". "Sarebbe opportuno, ovviamente, che questi farmaci andassero assunti solo sotto controllo medico, ma spesso vengono utilizzati con molta facilità e in assenza di un razionale scientifico".

Il consiglio primario è sempre quello di "evitare tutti i farmaci che non siano salvavita" quando si cerca una gravidanza, e "semmai di discutere insieme al proprio medico in quali circostanze un mal di schiena o un'emicrania debilitante richiedono un trattamento antidolorifico". Questo approccio consente di valutare i potenziali effetti collaterali, inclusa una "possibile interferenza con l'ovulazione". Nonostante ciò, "l'eliminazione assoluta dei fans non figura tra le mie priorità quando visito una coppia per la prima volta. Esistono molte altre cause della infertilità, femminile, maschile o di coppia". Nel "bilancio complessivo della probabilità che una coppia ha di riuscire a procreare questo fattore sarebbe secondario", ribadendo comunque che "se si può evitarli è meglio".

In conclusione, "il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante". Si ribadisce che "questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica". I professionisti "mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate".

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