Il ciuccio è un oggetto che divide, un argomento molto dibattuto in questi ultimi anni. Eppure, lo sapevi che l’azione di ciucciare è un istinto innato che viene dalla pancia della mamma? Per comprendere appieno questo strumento, è necessario analizzare il suo percorso storico, il suo significato simbolico e le implicazioni pratiche nel percorso di crescita di un bambino.
Le radici antiche: tra argilla e sacchetti di lino
L’origine del ciuccio sembra essere molto antica. La storia ci racconta che i primi rudimentali succhietti possono essere fatti risalire a ben 3000 anni fa. In Italia e Cipro, ad esempio, sono stati rinvenuti piccoli animali di argilla destinati ad essere appesi al collo dei bambini, dotati di un’apertura in cui versare probabilmente miele da far succhiare al piccolo.

Questi "ciucciotti primitivi" sono stati utilizzati fino al Medioevo, epoca in cui si diffusero sacchetti di lino intinti nel miele o in acqua zuccherata per calmare i neonati. La Madonna del Lucherino di Albrecht Dürer, un dipinto a olio su tavola di pioppo del 1506, offre una testimonianza visiva preziosa: il Bambin Gesù tiene in mano un rudimentale succhiotto composto proprio da un sacchetto di lino. Questo sacchetto svolgeva la funzione dell’odierno ciuccio e poteva racchiudere alimenti dolci o di altro tipo (pane, pesce, carne), a seconda del paese in cui veniva utilizzato.

I rimedi del passato e le pratiche controverse
I rimedi per placare il pianto del bimbo erano dei più vari. All’interno dei pezzi di stoffa annodati, che potevano essere anche le lenzuola del lettino, venivano poste diverse sostanze dolci, dal miele al latte zuccherato, ma anche, incredibilmente, laudano dolce (una mistura di oppio e alcol) o semi di papavero. Talora il sacchetto veniva imbevuto con vino o preparati di oppio, per sedare i bambini. Inutile dire che i bambini spesso venivano intossicati da queste sostanze.
Oltre a calmare il pianto, il ciuccio veniva usato per aiutare la dentizione: aveva la forma di un bastoncino da tenere tra le gengive, creato spesso con osso di animale. L’osso rappresentava la forza dell’animale che veniva trasmessa al bambino per aiutarlo a superare il dolore della dentizione. Un’altra sostanza con cui venivano creati i bastoncini da ciucciare era il corallo per le sue presunte proprietà protettive contro il diavolo, le stregonerie e la malattia. Entrambe le sostanze (l’osso ed il corallo) fornivano anche una sensazione di freschezza sulle gengive irritate. Un materiale usato dalle famiglie più facoltose era invece l’argento.
La svolta dell'Ottocento e il Novecento
Nell’Ottocento, grazie al fiorire delle varie discipline mediche, molte di queste pratiche pericolose vennero abbandonate. Non solo ci si rese conto dei grossi danni che certe sostanze potevano provocare ad un neonato, ma si comprese che questi "ciucci" modificavano il normale sviluppo del palato e della dentizione. Il primo prototipo di succhiotto in gomma anatomico fu brevettato nella prima metà dell’Ottocento e molte madri e balie decisero di passare dal succhiotto in stoffa ad un più igienico succhiotto in gomma.
L’odierno succhiotto vide la luce agli inizi del 1900 quando venne depositato il brevetto del ‘baby comforter’ negli Stati Uniti. Un farmacista di New York di nome Christian W. Meinecke brevettò il primo ciuccio nel 1901, chiamandolo “baby comforter”, che letteralmente si può tradurre con “consolatore per neonati”. Si trattava di un capezzolo in gomma naturale con attaccato uno scudo a forma di disco che ne impediva l’ingestione. L’anno dopo, Sears Robuck & Co. iniziò a pubblicizzare questo prodotto, descrivendolo come un “new style rubber teething ring”. Un'ulteriore evoluzione si ebbe 60 anni fa grazie a due dentisti tedeschi, Adolf Mueller e Wilhelm Balters, che inventarono il ciuccio moderno.
Materiali e forme dell'era moderna
Oggi i materiali utilizzati nella realizzazione dei succhietti sono principalmente il caucciù e il silicone. Il caucciù è una materia prima naturale particolarmente apprezzata per le sue qualità di elasticità, morbidezza e resistenza, sebbene tenda a deteriorarsi con l'usura e le ripetute sterilizzazioni, diventando appiccicoso. Il silicone è invece un materiale artificiale più resistente, trasparente, inodore e insapore, che non degrada a diretto contatto con il calore o la luce solare. Dal punto di vista igienico, il silicone è meno poroso e quindi meno soggetto a contaminazioni batteriche.
Le forme più diffuse sono tre: anatomico, a ciliegia e a goccia. La forma anatomica segue l'anatomia della bocca: risulta schiacciato e con la punta rivolta all'insù verso il palato. Indipendentemente dalle forme proposte, la scelta dovrebbe cadere sempre su succhietti con una base stretta. È buona abitudine verificare periodicamente lo stato di conservazione del prodotto.

Significato psicologico e fisiologico
Al ciuccio viene comunemente riconosciuta la capacità di rilassare il neonato e di conciliare il sonno. La “suzione non nutritiva” stimola il ricordo di appagamento provato durante l’allattamento, rallentando il battito cardiaco e facendo calare la pressione arteriosa. Il "pacificatore", come è chiamato dagli americani, consente al piccolo di esprimere i suoi stati d'animo e i suoi disagi.
Tuttavia, bisogna fare attenzione. Se da un lato è sempre meglio dare il ciuccio che sgridare il proprio figlio, dall'altro un utilizzo eccessivo può limitare la fase orale esplorativa del piccolo. A un livello più profondo, può passare come un “tappo alla comunicazione”: può essere percepito come se non si volesse ascoltare o accogliere il bisogno del bambino, magari perché non sappiamo cosa fare o perché soffriamo nel sentirlo piangere. Il rischio è di ricorrere al ciuccio come strumento rapido per risolvere ogni momento di tensione.
Consigli per l'uso consapevole
Generalmente si consiglia di aspettare il raggiungimento dei primi 40 giorni del neonato, in modo che l’allattamento si sia ormai stabilizzato. Per quanto riguarda la durata, né l’uso del ciuccio né la suzione del dito sono incriminati dagli specialisti in ortodonzia quanto lo è la frequenza e la durata dell'abitudine. Il primo limite va posto sulla frequenza: il ciuccio dovrebbe essere usato solo durante la transizione tra lo stato di veglia e il sonno.
Un altro aspetto fondamentale è evitare la diffusa e cattiva abitudine di intingere la tettarella in sostanze zuccherine come il miele, che può causare problemi dentari come la carie nei denti da latte. Per una crescita armonica, fate in modo che i bambini non prolunghino l’uso del ciuccio oltre i due anni e mezzo, consultando regolarmente uno specialista in odontoiatria pediatrica.
Il ciuccio oltre l'infanzia
Esistono persino succhiotti per adulti. Non si tratta solo di oggetti proporzionati alla bocca di un adulto, talvolta utilizzati nell'infantilismo parafilico, ma anche di dispositivi come il "Glot-up". Questo particolare succhiotto contrasta patologie quali il bruxismo e la malocclusione, al pari di un normale byte, e recenti studi ne hanno dimostrato l’efficacia nella cura della roncopatia.
Infine, una curiosità linguistica: il termine "binky", molto comune negli Stati Uniti, deriva dal processo di "volgarizzazione del marchio", nato quando i ciucci realizzati dall’azienda Binky Baby Products di New York divennero estremamente popolari, sostituendo di fatto il nome del prodotto generico.
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