La storia della televisione americana e mondiale è stata segnata in modo indelebile da una famiglia composta da padre, madre e tre figli, residenti al 472 di Evergreen Terrace nella cittadina di Springfield. Quando il primo episodio dei Simpson andò in onda negli Stati Uniti - il 17 dicembre di 30 anni fa - non era la prima volta che i Simpson andavano in onda. La serie tv, che sarebbe diventata la più longeva serie animata nella storia della televisione statunitense e una sua icona, era già esistita in altre forme negli anni precedenti, all’interno del programma umoristico The Tracey Ullman Show.

Dalla Sala d’Attesa al Successo: La Nascita Creativa
I Simpson nacquero nella sala di attesa di James L. Brooks, il produttore del Tracey Ullman Show, un programma televisivo a sketch che trasmetteva per lo più brevi scene umoristiche e che andava in onda sulla rete televisiva FOX. Brooks voleva intervallare alle scenette brevi corti di animazione e pensò che il fumettista Matt Groening potesse fare al caso suo. Groening, che all’epoca aveva poco più di trent’anni, si era fatto notare per il fumetto Life in Hell, i cui protagonisti erano conigli con fattezze umane e una coppia gay.
Groening scoprì che se avesse riadattato il fumetto avrebbe dovuto rinunciare a parte dei diritti sullo stesso, perdendo una creazione cui era molto affezionato, quindi in un primo momento declinò l’offerta di lavorare al programma televisivo. In seguito, gli fu chiesto se non avesse altri personaggi da proporre per i corti di animazione del Tracey Ullman Show, Groening disse di sì, anche se non aveva ancora idea di cosa potesse proporre. Secondo la versione raccontata più volte dallo stesso Groening, i Simpson nacquero in pochi minuti, mentre il fumettista attendeva di essere ricevuto da Brooks per presentargli la sua idea. Fu su una poltroncina della stanza di attesa che nacquero Homer, Marge, Lisa, Maggie e Bart, con nomi scelti tra quelli della stessa famiglia di Groening, a parte Bart al posto di Matt, ideato anagrammando la parola inglese “brat” (“moccioso”).
L'Innovazione Visiva e Tecnica
L'idea di una famiglia con molti difetti e lontana da quelle perfette di diverse serie televisive andate in onda nei decenni precedenti piacque a Brooks, che assegnò a Groening il compito di coordinare la produzione dei corti da inserire nel suo programma televisivo. Gli animatori di Klasky-Csupo ebbero pochissimi giorni per animare i disegni di Groening e confezionare i primi sketch, i cui disegni erano molto abbozzati e animati con pochi fotogrammi, rendendo i movimenti dei personaggi a scatti. L’idea di colorare Homer e tutti gli altri di giallo, ciò che avrebbe reso i Simpson inconfondibili per sempre nella storia dei cartoni animati, venne al colorista Gyorgyi Peluce e fu approvata da Groening.

I primi corti dei Simpson furono trasmessi il 19 aprile del 1987 durante il Tracey Ullman Show. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un'intervista che «l'idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato “Oh, perché sono gialli?” ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale».
Il Debutto come Serie Autonoma
I Simpson divennero i personaggi più apprezzati e conosciuti del programma, tanto da creare qualche malumore tra gli autori del Tracey Ullman Show e quelli degli sketch animati, che ricevevano maggiori attenzioni. Narra la leggenda che durante una festa di Natale, il regista David Silverman avesse bevuto un po’ troppo e, avvicinandosi a Brooks, propose con passione di fare dei Simpson qualcosa di diverso, slegandoli dal programma televisivo in cui erano nati. Brooks, che già stava pensando a un modo per sfruttare meglio il successo dei Simpson, si persuase che valesse la pena di sperimentare un formato diverso.
Il primo episodio dei Simpson sarebbe dovuto andare in onda all’inizio dell’autunno del 1989, con la puntata “Some Enchanted Evening” (“Sola, senza amore”). Quando l’episodio arrivò dalla Corea del Sud, il primo a essere consegnato, fu visto dai produttori della serie e Brooks fornì una personale e laconica recensione: “È una merda”. Discutendone con più calma, i produttori conclusero che il vero problema fosse l’animazione troppo “da cartone animato”. Groening e gli altri non volevano che i loro personaggi sembrassero di gomma, come quelli Disney e di Warner Bros., ma che fossero più realistici e immersi in un mondo in cui le leggi della fisica fossero simili alle nostre.
Cambiarono idea pochi giorni dopo, quando dalla Corea del Sud arrivò l’animazione del secondo episodio, “Bart the Genius” (“Bart, il genio”). I Simpson andarono in onda per la prima volta nel formato cui ancora oggi siamo abituati il 17 dicembre di trent’anni fa, con lo speciale di Natale “Simpsons Roasting on an Open Fire” (“Un Natale da cani”), episodio che in Italia sarebbe stato trasmesso solo due anni dopo.
Primo Episodio Simpson ITA
Struttura e Satira Sociale
La serie è una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitense. La struttura di base de I Simpson è organizzata come una normale sitcom, ma in realtà l'obiettivo comico dello show è maggiore di quello di una qualunque sitcom. La città di Springfield è un complesso microcosmo in cui sono affrontati tutti i temi della società moderna. Il fatto che Homer lavori in una centrale nucleare può essere sfruttato per fare satira su questioni di carattere ambientale; la scuola che frequentano Bart e Lisa è fonte di ispirazione per il tema del sistema d’istruzione pubblico; la presenza capillare dell’universo mediatico viene usata per prendere in giro l’industria dell’intrattenimento.
La serie irride l'abuso di potere che il governo e le grandi industrie hanno sulla gente comune: i politici sono corrotti, i media sono asserviti al potere e la polizia locale è totalmente incapace. Anche la religione è un tema ricorrente. "Un Natale da cani" aveva dentro di sé, o per lo meno in nuce, molti degli elementi che avrebbero caratterizzato l’intera produzione. I membri della famiglia cedono spesso alle meschinità e dimostrano uno spiccato egoismo, ma nel corso di ogni episodio imparano qualcosa, che contribuisce a rendere più forte il loro legame.
I Personaggi: Archetipi della Modernità
Homer Simpson incarna lo stereotipo dell’americano di classe media, pigro e pasticcione, ma capace di scatti di coraggio ed umanità; è il perfetto stereotipo dell’americano medio, ricalcato con maestria da Groening fino al paradossale. Marge è la moglie paziente e ingenua che sopporta tutti i pasticci del marito, dotata di una spiccata "moralità" che la rende il perno morale della casa.
Bart è il figlio primogenito di 10 anni, furbo e insofferente alle regole: ama lo skateboard e la TV. Lisa è la figlia prodigio, il genio incompreso in una famiglia limitata, vegetariana, buddhista, intellettuale, ambientalista, femminista, sensibile e anticonformista. Infine Maggie, la figlia neonata che, pur senza parlare, si rivela spesso piena di intelletto ed anche molto astuta.

Elementi Iconici e Tradizioni
La sigla, con la celebre scena della rincorsa verso il divano, fu aggiunta a partire da “Bart, il genio”. La gag della lavagna sulla quale Bart scrive decine di volte una stessa frase, per punizione nel doposcuola, fu introdotta fin dai primi episodi e sarebbe diventato un altro elemento inconfondibile della serie. Molti neologismi dei Simpson sono inoltre diventati parte del linguaggio popolare: l’esclamazione di Homer “D’oh!” è stata inserita addirittura nell’Oxford English Dictionary.
Negli anni, Bart ha scritto di tutto sulla lavagna, riflettendo a volte messaggi di natura politica e non solo che gli autori volevano trasmettere. Nella versione italiana la gag della lavagna viene pronunciata con una voce fuoricampo dalla doppiatrice di Bart, in modo da evitare l’utilizzo dei sottotitoli. I personaggi della famiglia hanno voci simili alla versione originale, a parte Homer con un’intonazione un po’ più bassa e tonta - più che infantile come quella di Castellaneta - resa per 23 stagioni dall’attore Tonino Accolla e ora da Massimo Lopez.
Oltre la Televisione: Impatto e Profezie
I Simpson sono una delle serie televisive più seguite, amate e premiate di sempre, hanno rivoluzionato la televisione americana ma anche il concetto di sit-com. Il numero del magazine Time del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come "miglior serie televisiva del secolo", mentre il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame.
Dalla pandemia da Covid a Trump presidente Usa allo smart watch vent’anni prima che la Apple lo lanciasse: alcuni episodi della serie hanno anticipato il futuro. È stata anche anticipata di 19 anni l’acquisto della 20th Century Fox da parte della Disney, di 17 anni la diffusione della pandemia di Ebola, di 14 anni la costruzione dello Shard che sarebbe sorto a Londra, e la ‘scoperta’ del bosone di Higgs. Ai più attenti non sono sfuggite le similitudini tra quanto immaginato in un episodio e la reale pandemia da Covid che si è poi verificata.
Gestione e Controversie
La serie ha spesso navigato in acque agitate, non solo per il successo ma anche per il suo contenuto provocatorio. «Stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpson», disse George Bush Sr. durante il suo unico mandato. Anche il mondo dei doppiatori ha subito cambiamenti: nelle prime 22 stagioni Bart è stato doppiato da Ilaria Stagni, mentre dalla 23esima da Gaia Bolognesi. Lisa invece ha sempre mantenuto la voce di Monica Ward, che ha saputo dare una caratterizzazione davvero speciale del personaggio.
Ad oggi, hanno scritto o co-scritto almeno un episodio dei Simpson 138 persone. L’autore più prolifico è John Swartzwelder, che ha scritto alcuni degli episodi più famosi e apprezzati, compreso “L’orsetto del cuore” (“Rosebud”), una mezza parodia del film Quarto potere di Orson Welles. Ancora oggi, a distanza di anni e di oltre 670 puntate prodotte, “Un Natale da cani” è considerato uno dei migliori e più significativi episodi realizzati nell’intera storia dei Simpson, rappresentando il punto in cui tutto ebbe inizio.