L'agricoltura moderna si affida a soluzioni tecniche avanzate per garantire produzioni economicamente compatibili e mantenere, oltre che sviluppare, la fertilità del terreno. Tra queste soluzioni, la concimazione svolge un ruolo primario, e l'apporto di azoto è fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle piante. I fertilizzanti minerali, in particolare quelli a base azotata, offrono un effetto immediato per le coltivazioni in pieno campo, ma il loro impiego ottimale richiede la comprensione di diversi fattori.
La concimazione delle colture in pieno campo va effettuata tenendo conto di elementi come il fabbisogno effettivo delle piante di elementi nutritivi, la disponibilità di elementi già presenti nel suolo e la restituzione che avviene attraverso i residui colturali. Molti altri fattori vanno tenuti in considerazione, per esempio la qualità e la quantità dei concimi minerali distribuiti e, infine, la redditività economica generata dalle singole colture. L’apporto di sostanze nutritive durante la concimazione a pieno campo deve avvenire durante la fase di crescita delle piante, cioè nel periodo della stagione compreso tra primavera e metà agosto. Vanno tenuti sempre in considerazione altri fattori, come per esempio la presenza di temperature torride connesse alle condizioni del terreno. In piena estate, quando il caldo è pungente, è consigliato annaffiare il terreno prima di procedere con la somministrazione dei fertilizzanti per favorire un migliore assorbimento ed evitare una dispersione elevata dei prodotti utilizzati.
L'Azoto: Un Elemento Vitale e il Suo Ciclo nel Suolo
Gli elementi nutritivi più importanti per le nostre piante sono sostanzialmente tre: Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K). L'azoto (simbolo chimico N) rappresenta uno degli elementi centrali in natura, essendo alla base di proteine e amminoacidi. Gioca un ruolo determinante anche nella crescita delle piante, in quanto è un macroelemento plastico che presiede alla formazione dei tessuti vegetali e al loro accrescimento; determina l’allungamento dei fusti e dei germogli e potenzia l’assorbimento degli elementi nutritivi.
L'azoto è l'elemento di base per la vita e lo sviluppo delle piante. Svolge un ruolo indispensabile nei processi biochimici come la fotosintesi clorofilliana. In assenza di azoto la pianta farà fatica a crescere. Un fertilizzante di qualità, a base di azoto, permette alla pianta di migliorare i suoi ritmi di crescita, di avere foglie più verdi e di sviluppare in maniera sana nuovi germogli. La carenza di azoto, invece, provoca un rallentamento nella crescita e le foglie tendono ad ingiallirsi con la conseguente diminuzione della produzione. Al contrario, un eccesso di azoto non favorisce la salute e la crescita delle colture.

Tutte le piante, con l'unica eccezione rappresentata dalle leguminose, non sono in grado di assorbire l'azoto per via aerea. Per questo è fondamentale un assorbimento costante, efficace e possibilmente controllato attraverso le radici, a patto che l’azoto sia disponibile sotto forma di ioni nitrici (NO3-) e di ioni ammoniacali (NH4+). Nel suolo l’azoto entra grazie al fertilizzante e determina un ciclo di trasformazione microbiologica e chimica che lo porta a trasformarsi in forme semplici assimilabili dalle piante.
L’atmosfera è la principale riserva d’azoto. La maggior parte degli organismi viventi però non possono utilizzare l’azoto atmosferico e quindi questi organismi dipendono dall’azoto contenuto nei minerali del suolo. Una parte dell’azoto è presente nel terreno nella sostanza organica, in forme poco o lentamente disponibili per le colture. Queste forme di azoto in forma organica si rendono disponibili per le colture solo dopo essere state “mineralizzate” dalla microflora del terreno, in forma prima ammoniacale e poi nitrica, cioè nelle uniche forme di azoto minerale che sono assorbite dalle radici delle piante. La sua carenza nel suolo è spesso il principale fattore limitante per la crescita delle piante. Il processo mediante il quale l’azoto si muove attraverso gli organismi viventi è detto “Ciclo dell’azoto”.
Gli stadi del ciclo dell'azoto sono tre: l’ammonificazione, la nitrificazione e l’assimilazione.
Ammonificazione
Le superfici della terra e dei sedimenti marini sono ricoperti da sostanze organiche provenienti da organismi morti. La loro degradazione da parte di batteri ammonizzanti e di funghi viene chiamata mineralizzazione. Se la sostanza organica è azotata, è detta ammonificazione, poiché porta alla formazione di ammoniaca oltre che di anidride carbonica ed acqua. Prima tappa del processo è l’idrolisi delle proteine ad amminoacidi, che avviene ad opera di enzimi proteolitici secreti da batteri e funghi. A loro volta i microrganismi usano gli amminoacidi per formare le proprie proteine e liberano azoto in eccesso sotto forma di Ammoniaca (NH3) o ione ammonio (NH4+). Alcuni tipi di batteri sono inoltre in grado di ossidare l’ammoniaca o lo ione ammonio, questa ossidazione viene detta nitrificazione ed è un processo durante il quale viene liberata energia che viene utilizzata dai batteri come fonte primaria di energia.
Nitrificazione
La nitrificazione è un processo di ossidazione di composti ridotti dell’azoto, ed è un processo strettamente aerobico, attuato da due gruppi di batteri nitrificanti presenti nel suolo e nelle acque. Un gruppo ossida l’ammoniaca (NH3) a nitrito (NO2-); l’altro gruppo ossida il nitrito (NO2-) a nitrato (NO3-). Il processo serve per ottenere l’energia necessaria per fissare CO2 e per la sintesi degli altri composti organici. Nelle due tappe dell’ossidazione viene prodotto ATP. Anche se le piante possono utilizzare direttamente lo ione ammonio, il nitrato è la forma in cui la maggior parte dell’azoto passa dal suolo alle radici, per questo motivo i batteri hanno un ruolo fondamentale nel riciclaggio dell’azoto.
Assimilazione e Denitrificazione
Una volta che i nitrati si trovano all’interno delle cellule vegetali, sono ritrasformati in ione ammonio (assimilazione) e questo richiede energia. Gli ioni ammonio vengono poi trasferiti a composti contenenti carbonio per produrre amminoacidi e altri composti organici azotati necessari alla pianta.
Nonostante il ciclo dell’azoto appaia completo e autosufficiente, in realtà i nitrati sono continuamente persi nel suolo e rimossi quindi dal ciclo. Inoltre, i nitrati sono perduti in seguito alle attività di alcuni batteri che vivono nel terreno che in assenza di ossigeno scindono i nitrati liberando l’azoto che torna all’atmosfera e utilizzando l’ossigeno per respirare; questo processo è detto denitrificazione. Nonostante queste perdite, il ciclo non si esaurisce. Esistono inoltre batteri, detti azotofissatori (gen. Rhizobium), che sono in grado di fissare l’azoto atmosferico e di renderlo disponibile alle piante con cui sono in simbiosi, generalmente appartenenti alla famiglia delle Leguminosae.
Le Tre Forme Principali dell'Azoto nei Fertilizzanti
Le forme di azoto hanno implicazioni dirette per le produzioni agricole. È fondamentale scegliere la forma di azoto più adatta, valutando sia il tipo di pianta che le condizioni del suolo o del substrato. Le tre forme principali sono:
- Azoto nitrico (NO3-): è facilmente assorbibile dalle radici e offre una disponibilità immediata. Tuttavia, gli ioni nitrici (NO3-) sono molto solubili in acqua e possono risultare facilmente dilavabili, rendendo necessario un frazionamento dell'impiego nel tempo. I concimi nitrici hanno un'azione anti-asfissiante, in quanto contengono ossigeno, e una funzione anticongelante, abbassando il punto di congelamento della linfa.
- Azoto ammoniacale (NH4+): richiede una trasformazione a opera dei microrganismi per essere reso facilmente assimilabile, un processo noto come nitrificazione, che li trasforma in concimi nitrici. La pianta può di fatto assorbirlo tal quale, ma preferibilmente è la forma nitrica ad essere assorbita, a seconda della pianta presa in considerazione. Gli ioni ammoniacali (NH4+) risultano invece molto volatili nell’aria e tendono a lasciare velocemente il suolo se non vengono interrati. Hanno tuttavia il pregio di essere meno soggetti al dilavamento. Se le radici assimilano la forma ammoniacale, si libera un idrogenione H+ che fa diminuire il pH.
- Azoto ureico: ha un rilascio più graduale nel tempo perché la trasformazione dell’urea è più lenta. La forma ureica si rende disponibile nell’arco di 3-5 giorni. L’azoto ureico si distingue perché è assimilabile anche per via fogliare.
I tempi di trasformazione delle forme azotate sono condizionati da fattori come temperatura, caratteristiche del substrato, ecc. Un aspetto importante è che l'azoto in forma nitrica fa innalzare il pH quando il catione NO3- viene assimilato e si ha la liberazione dell’idrogenione OH-, mentre la forma ammoniacale fa diminuire il pH.
Capire il nostro suolo: il ciclo dell'azoto, i fissatori e i fertilizzanti
Classificazione dei Fertilizzanti Azotati: Una Panoramica
In commercio possiamo trovare diversi concimi che hanno l'azoto come base principale, tra cui i cosiddetti NPK, composti da macroelementi primari come azoto (N), il fosforo (P) e il potassio (K). La base di azoto è comunque presente in molti fertilizzanti come urea, solfato d’ammonio, nitrato di ammonio e nitrato di calcio.
I fertilizzanti a base di azoto si possono suddividere in quattro gruppi principali:
- Fertilizzanti Organici azotati di sintesi (es. urea)
- Fertilizzanti nitrici e ammoniacali
- Fertilizzanti nitrico-ammoniacali
- Azoto a lenta cessione
Fertilizzanti Nitrici e Ammoniacali: Caratteristiche e Distinzioni
Tra i fertilizzanti nitrici, il nitrato di calcio e il nitrato di sodio sono due ioni molto solubili e facilmente assimilabili dalle piante. Non devono subire alcuna trasformazione in natura e sono immediatamente assimilabili. Sono molto solubili e possono risultare facilmente dilavabili. Per questo è necessaria una frazionatura dell’impiego nel tempo. I concimi nitrici hanno un’azione anti-asfissiante, in quanto contengono ossigeno, e una funzione anticongelante, poiché sono sali che abbassano il punto di congelamento della linfa, così come il sale da cucina opera su una strada ghiacciata.
I concimi ammoniacali hanno una assimilazione più lenta, in quanto devono subire prima un processo di nitrificazione che li trasforma in concimi nitrici. Hanno tuttavia il pregio di essere meno soggetti al dilavamento, ma se non vengono interrati possono volatilizzare sotto forma di ammoniaca. Tra i più usati vi è il solfato d’ammonio.

Esempi Specifici di Fertilizzanti Ammoniacali e Correlati
Approfondiamo ora alcuni esempi significativi di fertilizzanti che rientrano nella categoria degli ammoniacali o che ne sono strettamente correlati per le loro trasformazioni nel suolo o per la loro composizione mista.
Il Solfato d'Ammonio: Un Fertilizzante Versatile per la Salute del Terreno e delle Piante
Il solfato d’ammonio ha iniziato ad attirare l’attenzione ultimamente, soprattutto per il modo in cui aiuta a stimolare la crescita dell’erba. È nato originariamente come sottoprodotto industriale e ha trovato le sue prime applicazioni ben lontano dall’agricoltura, principalmente in ambito industriale per il depuramento dei gas di scarico. Solo in seguito ne sono state riconosciute le sue proprietà fertilizzanti, che lo hanno reso a tutti gli effetti uno dei concimi più diffusi ed utilizzati sul mercato. È particolarmente apprezzato anche in virtù della sua azione anti-parassitaria, erbicida e acidificante del terreno.
Cos'è il Solfato d'Ammonio?Il solfato di ammonio è un fertilizzante ottenuto attraverso il processo di neutralizzazione tra ammoniaca e acido solforico, caratterizzato da un’elevata presenza di azoto ammoniacale (20-21%, secondo alcuni anche 21,33%) e zolfo (23-24%, pari a 60-61% come SO3, o 24%). Questo lo rende come una piccola centrale elettrica, che fornisce sia azoto che zolfo, essenziali per mantenere il manto erboso rigoglioso e sano. L’azoto del solfato di ammonio è estremamente facile da assorbire per le piante, aiutandole a produrre più clorofilla, il che è fondamentale per la fotosintesi, e significa che l’erba rimane verde e forte, anche in condizioni non ideali.
Benefici del Solfato d'Ammonio:
- Nutrizione Azotata e Solforata: Contiene sia azoto ammoniacale, che viene rilasciato in modo graduale per garantire una nutrizione costante alle colture, sia zolfo. L'aggiunta di solfato di ammonio al terreno può aiutare a correggere le carenze di zolfo, favorendo un’erba più sana e folta, e contribuisce alla produzione di importanti amminoacidi. Lo zolfo è vitale per la produzione di amminoacidi e aiuta l’erba a resistere meglio allo stress.
- Regolazione del pH del Terreno: Lo zolfo, con la sua azione acidificante del terreno (anche a lungo termine), va ad abbassare il pH del suolo. Il solfato di ammonio può abbassare il pH del terreno, rendendolo meno alcalino. Questa regolazione crea un ambiente più favorevole per le erbe che preferiscono condizioni leggermente acide. Questo materiale contribuisce anche a rendere il terreno un po’ più acido e aumenta la disponibilità di nutrienti, soprattutto se il terreno è alcalino.
- Azione Anti-Parassitaria e Correttiva: Oltre alla sua capacità correttiva del terreno, lo zolfo funge anche da insetticida, fungicida ed erbicida.
- Migliora la Salute Generale delle Piante: Aumenta la resistenza delle piante alle malattie e la tolleranza allo stress rinforzando l'erba mediante applicazione nelle fasi chiave della crescita. Lo zolfo non solo aiuta l’erba a produrre importanti amminoacidi, ma aumenta anche l’attività microbica nel terreno. Microbi più sani significano radici più forti e un prato più resistente, in grado di gestire siccità, calpestio intenso e altri fattori di stress.
- Miglioramento della Struttura del Terreno e Ritenzione Idrica: Non si limita a nutrire il prato, ma può anche contribuire a migliorare la struttura del terreno e la sua capacità di trattenere l’acqua. Mescolando il solfato di ammonio in terreni compattati se ne migliora l’aerazione, il che porta a una crescita delle radici e un assorbimento dei nutrienti migliorati. Se il terreno è stato compattato o sembra molto pesante, cospargere un po’ di solfato di ammonio può aiutare ad ammorbidirlo, lasciando che aria e umidità penetrino davvero. Questo è un'ottima notizia per le radici sane e per un cortile più felice e più verde. È benefico per quei minuscoli microrganismi che aiutano a far prosperare il terreno.

La Scienza dietro il Solfato d'Ammonio nel Terreno:Il solfato di ammonio è un fertilizzante efficace poiché fornisce sia azoto che zolfo, due nutrienti estremamente importanti per la salute delle piante. L'efficienza dei fertilizzanti e il controllo della perdita di ammoniaca, o volatilizzazione, sono un grosso problema. Alcuni studi recenti dimostrano che mescolare l’urea con cose come solfato di magnesio può davvero ridurre la quantità di ammoniaca rilasciata nell’aria. Questo significa che l’erba riceve più nutrienti di cui ha bisogno e, a lungo termine, è un vantaggio. Inoltre, poiché l’agricoltura rappresenta circa l’81% delle emissioni globali di ammoniaca, capire come utilizzare al meglio fertilizzanti come il solfato di ammonio non fa bene solo alle colture, ma anche all’ambiente. Gestire i livelli di ammoniaca in modo responsabile ci aiuta a coltivare erba sana e al contempo a essere più rispettosi dell’ambiente, trovando quell’equilibrio per un’agricoltura sostenibile che vada bene a tutti.
Per quali coltivazioni è adatto?Il concime solfato ammonico è particolarmente consigliato in tutti quei casi in cui si ha a che fare con colture che necessitano di un grande fabbisogno di azoto, come i cereali (grano, mais, orzo), gli ortaggi (pomodori, patate, zucchine) e le piante da frutto (agrumi, mele, viti). Inoltre, è usato anche per tappeti erbosi e piante ornamentali. Grazie alla sua funzione acidificante, questo fertilizzante è adatto a tutti quei terreni alcalini, poveri di ferro, zolfo, rame e potassio, e calcarei (con un pH tendenzialmente alto, non basso come erroneamente indicato) e in generale a tutte le piante acidofile.
Quando si usa?La tempistica delle applicazioni del solfato di ammonio concime è un fattore estremamente importante per ottenere il massimo beneficio dalla fertilizzazione. In generale può essere utilizzato da marzo a novembre, nella fase di preparazione del terreno e durante la crescita vegetativa, quando la pianta necessita di una risposta nutritiva rapida. Nello specifico:
- Pre-semina o trapianto: per supportare l’attecchimento delle radici e lo sviluppo iniziale delle colture.
- Dopo la germinazione: prima della fase di allungamento degli steli, il concime fornisce azoto per una crescita rapida e vigorosa.
- Nella fase di crescita: per favorire lo sviluppo vegetativo.
- Post-raccolta: per favorire l’immagazzinamento di azoto nelle parti vegetative per la resa della stagione successiva.
È importante evitare la concimazione in caso di temperature elevate, poiché l’evaporazione può portare il fertilizzante a bruciare le foglie o le radici, oppure causare marciumi o mancate fioriture. Per l'erba, l'inizio della primavera e il tardo autunno sono i periodi migliori per applicare il solfato di ammonio: è quando l’erba è in piena crescita e può assorbire al meglio i nutrienti. Per le erbe di stagione fredda, applicare in autunno le aiuta a diventare di nuovo forti prima che arrivi l’inverno, mentre le erbe della stagione calda tendono a crescere meglio con una spinta primaverile.
Come applicarlo alle colture?Questa tipologia di concime conosce un’ampia varietà di metodi di applicazione, in base alla forma sotto cui si trova.
- Forma liquida (disciolto in soluzione acquosa o granelli idrosolubili): il fertilizzante viene fornito alla pianta tramite fertirrigazione, ovvero con l’utilizzo di sistemi di irrigazione, o tramite un’applicazione fogliare (nutrizione fogliare). L'applicazione di solfato di ammonio diluito direttamente sulle foglie dell’erba permette un rapido assorbimento dei nutrienti e un effetto rinverdente.
- Forma solida (granelli, polveri): il fertilizzante va sparso sul substrato, o interrato con l’aiuto di attrezzi da giardinaggio o macchine, nei pressi della coltura ma ad almeno 8-10 cm dallo stelo per evitare danni alla pianta stessa. È importante mescolarlo leggermente al terreno, senza mano pesante, perché questo lo aiuterà a funzionare meglio e a prevenire qualsiasi rischio di bruciare l’erba.
Il fertilizzante va applicato dopo l’annaffiatura: l’umidità rimasta nel terreno permette infatti ai granelli di fertilizzante di attivarsi. Al contrario, prima dell’annaffiatura, l’acqua concentrerebbe tutte le sostanze nelle radici, che rischierebbero di rimanerne “bruciate”. In ogni caso, è sempre bene consultare e seguire le istruzioni fornite dal produttore per assicurarsi di operare correttamente e ottenere i migliori risultati.
Dosaggio:Per quanto riguarda il dosaggio, non ci sono indicazioni precise: la quantità di fertilizzante da applicare varia a seconda del tipo di coltura, della fase del ciclo vegetativo, delle condizioni e composizione specifiche del terreno. Per il prato normale e consolidato, da 1 a 2 libbre per 1.000 piedi quadrati (circa 0.5-1 kg ogni 90 metri quadrati) tende a fare al caso. Se si sta lavorando con aree appena seminate, un tocco più leggero, intorno a mezza libbra per 1.000 piedi quadrati, potrebbe essere meglio. È una buona idea fare un’analisi del suolo per prima cosa, così da calcolare esattamente la quantità di azoto di cui ha bisogno il prato, in modo che rimanga sano e cresca bene senza rischiare di esagerare.In generale, il dosaggio medio per colture come cereali va dai 200 ai 300 kg per ettaro, mentre per gli ortaggi da serra si consiglia un’applicazione di 5-7 Kg/1000 mq ad ogni intervento di concimazione. Per piante da frutto e vigneti, la dose media raccomandata può oscillare da 150 a 250 kg per ettaro. Anche in questo caso, è sempre bene affidarsi alle indicazioni fornite dal produttore per garantire un’applicazione corretta.
Confronto con altri fertilizzanti:Quando si cerca di promuovere una crescita sana dell’erba, è davvero utile comprendere le differenze tra il solfato di ammonio e altri fertilizzanti. Il solfato di ammonio è ricco di azoto, fornendo al prato un apporto rapido e costante che l’erba può assorbire facilmente. Questo è particolarmente utile durante i periodi di massima crescita, quando l’erba ha bisogno di nutrienti extra per prosperare. A differenza di alcuni fertilizzanti che rilasciano i nutrienti tutti in una volta o li rilasciano troppo lentamente, il solfato di ammonio fornisce un nutrimento equilibrato e continuo per l’erba. Rispetto a opzioni comuni come l’urea o le tradizionali miscele NPK, il solfato di ammonio ha il vantaggio di essere meno probabile che disperda azoto nell’aria (volatilizzazione), il che significa che una quantità maggiore finisce per svolgere correttamente il suo compito nel terreno e sull’erba.
Casi di studio e storie di successo:Il solfato di ammonio ha risultati piuttosto promettenti quando si tratta di stimolare la crescita dell’erba, e non solo in teoria. Ci sono parecchie storie reali di giardinieri e agricoltori che lo hanno utilizzato per ottenere prati rigogliosi e verdi e pascoli sani. Ad esempio, in un parco pubblico locale, l’applicazione di solfato di ammonio ha davvero migliorato la crescita dell’erba, rendendola più spessa e più resistente alla siccità. Ciò ha reso il parco più bello e più invitante per le persone che vogliono trascorrere del tempo insieme o dedicarsi ad attività all’aria aperta. Per quanto riguarda l’agricoltura, i risultati sono altrettanto incoraggianti. Gli agricoltori hanno notato migliori rese e terreno più sano da quando lo hanno aggiunto alle loro routine di fertilizzazione. C’è stata una comunità agricola rurale dove, dopo essere passata al solfato di ammonio, i prati sono diventati notevolmente più rigogliosi, il che significa migliori opzioni di pascolo per il bestiame e un modo più sostenibile di prendersi cura delle loro fattorie.
Il Nitrato d'Ammonio: La Sinergia di Due Forme Azotate
Il nitrato d’ammonio è uno dei concimi più utilizzati, poiché coniuga i pregi sia dei concimi nitrici che di quelli ammoniacali. Contiene infatti sia azoto immediatamente utilizzabile da parte della pianta (gruppo nitrato) sia azoto a più lento rilascio (gruppo ammoniacale). Contiene azoto nitrico e ammoniacale in uguale quantità. Questo concime unisce gli effetti positivi del nitrato di calcio e del solfato ammonico e può essere utilizzato in qualsiasi stadio di sviluppo delle colture.
L’azoto in esso contenuto è molto solubile in acqua, ma il concime prodotto con il titolo del 26% non è idoneo per la fertirrigazione, perché contiene anche calcare insolubile. Il nitrato ammonico al 33-33,4% di azoto è invece perfettamente solubile, ma a determinate condizioni può essere esplosivo e va quindi trattato con una certa cura, evitando di farlo venire a contatto con sostanze organiche, benzina, gasolio o altri idrocarburi. Esiste anche una versione ad alto titolo di azoto studiata per l’uso in fertirrigazione, caratterizzata da un alto grado di solubilità e da un’assoluta purezza.
L'Urea: Il Fertilizzante Azotato Più Diffuso e le Sue Trasformazioni
L’urea è il concime azotato più famoso e utilizzato per il costo contenuto e una veloce assimilazione, ed è il concime azotato più diffuso e impiegato nel mondo. Con un titolo del 46% in Azoto, è il concime più concentrato. È disponibile nei formati granuli e prilled.
La molecola dell’urea è molto semplice: due gruppi amminici (NH2) uniti ad uno chetonico (CO). L’urea non è utilizzabile direttamente dalla pianta, ma nel terreno. In presenza dell’enzima ureasi e di acqua può decomporsi in ammoniaca e anidride carbonica secondo la reazione: NH2CONH2 + H2O -> 2NH3 + CO2. Proprio per questa sua possibilità di sviluppare ammoniaca per idrolisi, viene anche utilizzata come fertilizzante per i terreni coltivati. L’urea, immessa nel terreno, viene trasformata immediatamente in ammoniaca, in tempi che variano in funzione della temperatura e del contenuto in sostanza organica del terreno, dalle poche ore ai 3-5 giorni.
Alcune particolarità dell’urea sono da notare:
- Finché non è idrolizzata, l’urea non è trattenuta dal potere assorbente del terreno e scende nel terreno come i nitrati. Nel momento in cui viene idrolizzata, si comporta come l’ammoniaca, la quale viene assorbita nel terreno.
- Le perdite causate dal dilavamento nel terreno sono limitate in quanto l’idrolisi è un processo immediato.
- L’azoto ureico è assimilabile anche per via fogliare.
Nitrato di Calcio: Azoto Nitrico con Benefici del Calcio
Il nitrato di calcio (15,5% N-NO3 e 26,5% CaO) ha un effetto prontissimo e viene rapidamente assorbito dalla pianta, ma altrettanto rapidamente può essere lisciviato. Il titolo è basso e il costo è elevato, pertanto il suo uso è giustificato soltanto per colture di pregio, nelle quali si vuole avere una risposta immediata. È un fertilizzante molto impiegato in fertirrigazione. Un idrosolubile utilizzato come possibile integrazione nei piani di concimazione, soprattutto con colture molto esigenti in calcio, è proprio il nitrato di calcio. Nell’utilizzo in floricoltura bisogna stare attenti ad evitarne la precipitazione in caso di miscela con altri concimi.
I Fosfati di Ammonio: Fonti Combinate di Azoto e Fosforo
Anche se primariamente classificati come fertilizzanti fosfatici, i fosfati di ammonio sono importanti fonti di azoto in forma ammoniacale. Si ottengono per neutralizzazione dell’acido ortofosforico con l’ammoniaca. Sono prodotti cristallini molto solubili, particolarmente indicati per la fertirrigazione.
Esempi includono:
- MAP 12-61-0 (Fosfato Mono Ammonico)
- DAP 21-53-0 (Fosfato Biammonico)
- MKP 0-52-34 (Fosfato Mono Potassico)
Il Fosfato biammonico 18-46-0 e il Fosfato monoammonico 12-52-0, anche se hanno un’elevata solubilità, non sono indicati per la fertirrigazione a causa di un elevato contenuto di insoluti; si utilizzano per la concimazione di fondo all’impianto delle colture e per la preparazione di fertilizzanti NPK.
L'Importanza dell'Azoto a Lenta Cessione e a Cessione Controllata
Come visto, uno dei difetti dei concimi azotati è la loro scarsa persistenza nel terreno, dovuta alla lisciviabilità e alla volatilizzazione. Vista l’intrinseca caratteristica di lisciviabilità dell’azoto, da lungo tempo la ricerca ha studiato soluzioni per garantire che l’azoto resti disponibile per un lungo arco di tempo e non venga ceduto solo in modo immediato. Infatti, se non si hanno concimi con tecnologie nutritive adeguate, gli apporti di azoto vanno frazionati. Questo incide sia sui costi aziendali che sulla complessità organizzativa, oltre ai rischi di inadeguati apporti.
Per far fronte a questo problema, le ditte produttrici hanno messo a punto dei concimi a lenta cessione che non fanno altro che ostacolare i processi di volatilizzazione o di lisciviazione. Per allungare la loro permanenza nel suolo e fare in modo che vengano il più possibile assimilati dalle colture, i concimi possono essere oggetto di diversi trattamenti. Possono ad esempio essere micro-incapsulati con membrane di varia natura che li proteggono dai fenomeni di degradazione naturale che avvengono nel suolo. Oppure possono essere uniti a inibitori che interferiscono con gli enzimi (dell’ureasi e della nitrificazione) presenti nel terreno, oppure essere contenuti in molecole complesse che richiedono più tempo per essere demolite.

È importante distinguere tra concimi a lenta cessione e a cessione controllata:
- Concimi a lenta cessione: sono dei composti che liberano azoto per azione di microrganismi o per idrolisi. Un esempio sono i concimi contenenti catene di metilurea, le quali vengono attaccate dai microrganismi rendendo disponibili i gruppi metilici. Questi concimi hanno una cessione che arriva a 8-10 settimane e trovano impiego sia in agricoltura che nel tappeto erboso e nel florovivaismo. Esistono diversi titoli, ed anche un prodotto con solo azoto.
- Concimi a cessione controllata: sono caratterizzati da una membrana che avvolge un granulo che può contenere tutti gli elementi della nutrizione vegetale, oppure anche solo azoto. Si differenziano per titolo, modalità di cessione e durata, oltre che per l’avvolgimento. Le durate possono variare dai 2 ai 16-18 mesi. L’impiego è ben diffuso nel florovivaismo.
Il problema della perdita di azoto per lisciviazione è stato risolto con queste innovative tecnologie. I concimi a cessione controllata (CRF, Controlled Release Fertilizers) sono spesso combinati con concimi idrosolubili (WSF, Water Soluble Fertilizers) per ottimizzare la nutrizione. Se si vuole prevenire una possibile carenza di azoto, si raccomanda l’utilizzo di un concime a cessione controllata da mescolare preventivamente al substrato. Tutti i tipi di questi concimi contengono azoto, e tra le differenti formulazioni con diverse modalità di rilascio, analisi e granulometria, si trovano anche prodotti studiati specificamente per l’apporto di azoto in situazioni dove ci sia una richiesta extra di questo elemento.
Considerazioni Pratiche per la Concimazione Azotata
Prima di apportare azoto e, in generale, qualsiasi elemento nutritivo, è utile eseguire un’analisi del substrato, o un’analisi fogliare, perché sia eccessi che carenze non favoriscono la salute e la crescita delle colture. Se le piante presentano una carenza di azoto, i concimi idrosolubili NPK + microelementi sono spesso raccomandati, in quanto non solo rispondono alle esigenze nutrizionali della pianta, ma possono anche contenere formule esclusive che promuovono la crescita e assicurano che le piante recuperino rapidamente la normale curva di sviluppo.
Tutti gli idrosolubili contengono una quantità di azoto adeguata e nelle forme più opportune (nitrica, ammoniacale, ureica) tra cui scegliere in funzione delle necessità colturali. Esistono prodotti che presentano titoli molto alti in azoto.
Ha senso chiedere quali piante vogliano concime ricco di azoto? La risposta è no, perché l’azoto è il costituente base delle piante, tutte ne hanno assoluto bisogno. Al massimo si possono mettere in relazione le varie piante e definire quale tra le due richiede più azoto. Ad esempio, la begonia necessita più azoto della viola o il ciclamino meno del crisantemo. Oppure si possono indicare specie che in generale hanno bisogno di poco azoto, come alcune erbacee perenni, ma non si può di certo fare un elenco di quelle che lo necessitano di più. Più che dalla specie di pianta, il fabbisogno di azoto dipende dalla fase colturale in cui si trova la pianta: durante la fase vegetativa in cui, appunto, la pianta sta “mettendo su vegetazione”, l’azoto è più necessario che in altre fasi.
La Legge sui Fertilizzanti e l'Importanza della Conoscenza
La legge sui fertilizzanti, D.Lgs n. 75/2010, è piuttosto complessa: per fare un esempio, in essa si trovano ammessi oltre 300 tipologie diverse di fertilizzanti e ammendanti. Spesso il corretto uso dei fertilizzanti è reso difficile per la mancanza di informazioni chiare per l’agricoltore utilizzatore finale. Nella fertirrigazione l’utilizzo dei fertilizzanti è basilare; spesso nella pratica quotidiana si incontrano difficoltà nel loro corretto impiego, proprio per la scarsa conoscenza delle loro caratteristiche chimiche e della tecnica di impiego per la preparazione delle soluzioni nutritive. È evidente che diventa indispensabile conoscere bene i termini in questione.
Il contributo che può dare un accesso facilitato alle informazioni è notevole: esso può porre le basi delle informazioni necessarie per avere maggior chiarezza, in modo che possano essere di utilità per chi opera nella fertirrigazione, come gli stessi agricoltori e i tecnici agricoli. Aziende specializzate nella produzione e distribuzione di fertilizzanti si distinguono per l'attenzione alla qualità e alla sicurezza, sia degli individui che dell'ambiente. La profonda competenza nel commercio internazionale e la profonda conoscenza dei prodotti sono essenziali per offrire soluzioni specifiche per le diverse condizioni di coltivazione.
tags: #ammonium #fertilizer #examples