Allarme Sicurezza: I Seggiolini Auto da Evitare e le Insidie Nascoste per i Tuoi Bambini

La sicurezza dei tuoi figli è un aspetto chiave, soprattutto in auto. I seggiolini auto sono importantissimi e fondamentali per garantire la sicurezza in auto dei bambini, un imperativo che trascende il mero rispetto delle normative e si radica nella responsabilità genitoriale. Tuttavia, una recente indagine condotta dall'associazione a difesa dei consumatori Altroconsumo ha lanciato un allarme significativo riguardo alla vendita online di seggiolini auto per bambini non omologati, prodotti molto pericolosi e potenzialmente letali. Questo scenario preoccupante si manifesta non su mercati illegali, ma sulle più importanti piattaforme di e-commerce, come Amazon, Temu, Shein, Aliexpress e altre simili, che attirano l'interesse di molte persone per via dei prezzi generalmente più bassi.

Nonostante anni di battaglie per garantire prodotti sicuri, spingendo per avere norme di omologazione sempre più severe e realistiche che includessero anche gli urti laterali e campagne di educazione stradale, si possono ancora trovare sul mercato prodotti proposti per il trasporto dei bambini in auto che mettono seriamente in pericolo la vita di chi li utilizza in caso di incidente. Questo rende indispensabile comprendere quali siano i rischi, quali prodotti evitare e come assicurarsi che i propri figli viaggino sempre nella massima sicurezza.

La Minaccia Silenziosa: Seggiolini Auto Non Omologati sui Mercati Online

Altroconsumo, nell'ambito di un'indagine online condotta a dicembre, partendo dai motori di ricerca, si è imbattuta in diversi prodotti non conformi. Mettendosi nei panni di un genitore che cerca un seggiolino gonfiabile o compatto per il trasporto dei bimbi in auto, l'associazione ha individuato principalmente cuscini gonfiabili e sistemi “leggeri e compatti” per il trasporto. Si tratta di prodotti che, pur proponendosi nell'annuncio come "seggiolini auto", "da viaggio" o "adatti ai veicoli", corredati spesso da immagini di bambini seduti in macchina, non hanno nulla a che vedere con i seggiolini omologati obbligatori per legge e non rispettano la normativa di conformità.

Questi seggiolini economici e non omologati rappresentano un rischio reale e gravissimo, perché in caso di incidente non offrono alcuna protezione: un impatto a bassa velocità può trasformarsi in tragedia. La prima grande categoria di questi seggiolini per auto non conformi è quella dei “cuscini gonfiabili” o “rialzi”. Questi somigliano ai booster o ai rialzi omologati per il trasporto dei bimbi dai 22 kg in su, ma al contrario di questi ultimi non hanno una struttura abbastanza rigida da garantire la tenuta del bambino e non garantiscono neppure che le cinture di sicurezza restino correttamente posizionate. In caso di incidente, il bambino potrebbe scivolare in avanti, sotto la parte orizzontale della cintura, trovandosi con le cinture dell’auto a livello del collo e dell’addome, con rischio di lesioni anche gravi.

Si tratta di prodotti pieghevoli, molto leggeri, da fissare al sedile o alle cinture dell’auto. Anche se sono dotati di cinture a cinque punti, non hanno le sembianze di un seggiolino vero: mancano di struttura, non sono imbottiti e non sono comparabili ai dispositivi omologati. In questi sistemi, manca tutta la struttura nonché l’imbottitura che mantiene il bambino in una posizione confortevole ed ergonomica, e che contiene e avvolge il bambino limitando i suoi spostamenti in caso di accelerazioni e frenate. Spesso, manca un singolo punto di rilascio centrale per le cinturine. Ci sono, inoltre, più fibbie separate, il che complica un’estrazione rapida del bambino in caso di emergenza. E, come se non bastasse, manca pure la struttura laterale imbottita o protettiva. In caso di impatto laterale, la testa del bambino, che è molto pesante, si muove troppo e rischia di sbattere violentemente contro l’interno dell’auto. Questi sistemi, infatti, non sono in grado di mantenere il bambino in posizione corretta e, in caso di incidente, di proteggerlo adeguatamente.

Il problema dei seggiolini non conformi non è nuovo. Già nel 2014, Which?, la più grande organizzazione indipendente di consumatori del Regno Unito, denunciò l’esistenza di seggiolini low cost per bambini venduti online come “seggiolini auto”. Questi prodotti vennero definiti “killer car seats” da alcune autorità locali per la loro potenziale pericolosità. All’epoca, anche un grande produttore di seggiolini omologati volle vederci chiaro e ne mise alla prova uno con risultati drammatici: il test mostrò che in caso di impatto a circa 48 chilometri orari il manichino che riproduceva un bambino di tre anni veniva sbalzato attraverso il parabrezza, perché le cinture si allentavano completamente.

Seggiolino auto non omologato

Per questo motivo, Altroconsumo ha segnalato questi prodotti alle autorità competenti (Mimit, Mit e Ministero della salute) e ha chiesto direttamente ai singoli marketplace di toglierli dalle loro vetrine virtuali. Potrebbero essercene anche tanti altri, per questo è importante imparare a riconoscerli e capire perché non bisogna comprarli, anche se costano poco.

La Normativa e l'Omologazione: Viaggiare in Sicurezza è un Obbligo di Legge

Dotarsi di seggiolini adeguati dovrebbe essere una responsabilità da parte dei genitori ancora prima degli obblighi di legge. In Italia, l'articolo 172 del Codice della Strada stabilisce che i bambini sotto i 150 cm di altezza devono essere trasportati su sistemi di ritenuta omologati e adeguati al loro peso e statura. La norma non indica un’età specifica, ma, considerata l’altezza dei bambini in generale, i seggiolini andrebbero utilizzati mediamente fino ai 12 anni. Questo significa che per legge bisogna viaggiare soltanto con seggiolini che riportano l’etichetta di omologazione R44 o R129.

Per accertarsi che un seggiolino sia correttamente omologato, basta verificare la sigla presente sull’etichetta arancione (obbligatoria) che certifica la conformità alle normative europee di omologazione ECE R44/04 o ECE R129 (i-Size). In assenza di almeno una di queste due sigle, il prodotto non è omologato. Al centro dell’etichetta c’è un cerchio che contiene la lettera “E” seguita da un numero che identifica il Paese che ha rilasciato l’omologazione (ad esempio E1 = Germania, E2 = Francia, E3 = Italia, E4 = Paesi Bassi). Viene poi riportata l’indicazione della fascia di peso per la R44 (ad esempio 9-18 kg) o di altezza per la R129 (i-Size) (ad esempio 40-105 cm).

La normativa UNECE R44/04, in vigore dal 2007, suddivide le tipologie di seggiolini auto in 5 gruppi in base al peso del bambino, da meno di 10 a massimo 36 kg. La normativa europea UNECE R129 (definita anche i-Size) dal mese di luglio 2013 ha affiancato la precedente UNECE R44/04, con il fine di aumentare gli standard di sicurezza dei bambini che viaggiano in auto. La differenza principale sta nel fatto che i seggiolini auto omologati UNECE R129 vengono classificati in base all’altezza del bambino (fino a 150 cm) e non più al peso. Inoltre, richiedono che i bambini fino ad almeno 15 mesi (circa 76 cm di altezza) viaggino in senso contrario di marcia. I seggiolini omologati secondo questa normativa, oltre ai test di impatto frontale e di tamponamento già previsti dalla precedente, devono superare anche severi test di impatto laterale al fine di garantire una maggiore sicurezza. È importante sottolineare che, dal 1° settembre 2024, sono disponibili in commercio soltanto seggiolini omologati UNECE R129. Di conseguenza, i seggiolini per bambini omologati UNECE R44/04 non si possono più vendere come nuovi, ma chi possiede un modello omologato secondo R44 può continuare a usarlo.

Non esiste un modello più sicuro in assoluto, tutti i prodotti omologati offrono una buona protezione. I test dimostrano che anche i seggiolini antecedenti all’introduzione della norma i-Size erano sicuri. Nei test condotti, viene verificata la protezione offerta sia dal seggiolino agganciato con l’Isofix che quella offerta dal seggiolino installato con le cinture dell’auto, e spesso i risultati sono assolutamente sovrapponibili. Per i bambini più grandi (oltre 125 cm) è possibile utilizzare un’alzatina auto, purché omologata e preferibilmente con schienale, che garantisce una migliore protezione laterale.

Etichetta di omologazione seggiolino auto

Quando cambiare un seggiolino? Sebbene sia il peso a decretare quando cambiare seggiolino, è bene tenere il bambino il più a lungo possibile sul seggiolino del gruppo più basso per garantirne la miglior protezione. Infatti, è consigliabile far viaggiare il più a lungo possibile contro il senso di marcia e utilizzare le cinturine del seggiolino che hanno 5 punti di fissaggio invece di quelle dell’auto. Occorre valutare solo lo sviluppo fisico del bambino e non l’età, ricordando che in generale è meglio ritardare il più possibile il cambio di sistema di ritenuta perché i seggiolini per i più piccoli proteggono meglio sia perché installati contro il senso di marcia, sia per la presenza di cinture del seggiolino che sono meglio regolabili e hanno 5 punti di aggancio come quelle dei piloti di rally. Ha senso utilizzare un seggiolino vecchio, magari di “seconda mano” passato da un amico o parente? In generale sarebbe preferibile sostituire un seggiolino auto se è stato coinvolto in un incidente. Tuttavia, anche un prodotto che ha 10 anni dovrebbe essere sostituito, poiché alcuni produttori indicano una “expiration date”, cioè un’indicazione di quando sarebbe meglio sostituire il prodotto. I materiali del seggiolino sottoposto a sbalzi termici (freddo in inverno, caldo in estate) potrebbero rovinarsi e alla lunga portare a un deterioramento della protezione offerta.

Seggiolini auto per bambini: Legge, Normativa e nuove Regole !

Errori Comuni dei Genitori: La Sicurezza Non È Un'Opzione

Mettere il bambino nel seggiolino, agganciare le cinture e partire: un gesto di pochi secondi, così ovvio da sembrare automatico. Eppure, dietro questa routine quotidiana si nasconde una realtà molto meno rassicurante, per certi versi addirittura allarmante. Un'indagine recente presentata da Altroconsumo in collaborazione con Cybex ha rivelato che il 32% dei genitori italiani, in auto, non utilizza correttamente il seggiolino per i bambini. E tra questi, ben oltre la metà (57%) non allaccia sempre il bambino. Questa è una fotografia piuttosto preoccupante rispetto alla sensibilità dei genitori verso una tematica così importante che riguarda la sicurezza.

Tra gli errori frequenti che compromettono la protezione del bambino trasportato ci sono quelli di installazione del seggiolino (specialmente se si deve fissare con le cinture del veicolo e non si è pratici di come fare), il fatto di non regolare correttamente le cinturine al bambino o di assicurarlo senza aver tolto giacconi imbottiti, lasciando quindi troppo laschi gli elementi che trattengono il bambino sul seggiolino. Il più grave di tutti è quello di non legare sempre il bambino ritenendo che per percorsi urbani o a bassa velocità l’uso del seggiolino sia superfluo. Questa leggerezza è pericolosa e espone a rischi inutili (ed evitabili), tradendo una falsa sensazione di sicurezza del tutto ingiustificata. L’indagine mostra un chiaro trend: l’attenzione dei genitori è inversamente proporzionale all’età dei figli. In pratica, cala nel tempo. In altre parole, man mano che il bambino cresce, aumenta la probabilità che viaggi su un seggiolino non adatto o, peggio, senza adeguate protezioni.

Un altro errore comune riguarda la scelta di un seggiolino non adeguato al peso e all'altezza del bambino, una mancanza che coinvolge oltre un terzo dei genitori che commettono errori (36%). C'è poi un 26% che non posiziona o non orienta correttamente il seggiolino in auto. La fotografia scattata dall'indagine mostra luci e ombre, buone intenzioni e leggerezze, ma soprattutto evidenzia che la vera differenza la fa la conoscenza. Perché non basta dotarsi di un seggiolino, come richiede la legge, bisogna anche sapere bene come usarlo per garantire ai nostri figli la maggiore sicurezza possibile.

Per quanto riguarda l'omologazione, la quasi totalità degli intervistati (96%) dichiara di usare seggiolini omologati secondo la vecchia regolamentazione ECE R44. Solo il 2% delle famiglie ha scelto modelli i-Size, conosciuti anche con la sigla ECE R129, mentre un altro 2% dichiara di non sapere quale tipo utilizza. Una penetrazione ancora molto bassa dei più sicuri modelli i-Size è un elemento su cui vale la pena riflettere, poiché le differenze tra i due sistemi non sono affatto marginali. I seggiolini i-Size si basano sull’altezza del bambino (non più solo sul peso) e si agganciano direttamente ai punti fissi dell’auto grazie al sistema Isofix, riducendo così il rischio di errori nell’installazione. Nonostante ciò, pochissimi genitori sanno spiegare cosa significhi davvero “i-Size” e perché sia più sicuro. Si continua a usare ciò che si ha già, spesso passato da un figlio all’altro, convinti che sia sufficiente. Non basta usare un seggiolino: deve anche essere quello giusto. E invece, in un caso su otto (12%), il modello utilizzato non è adeguato al peso o all’altezza del bambino.

Il sistema Isofix, che permette di agganciare il seggiolino direttamente ai punti fissi dell’auto, è presente sul mercato da molti anni, ma non sempre è utilizzato nel modo corretto. Nel 13% dei casi l’attacco è presente solo sull’auto, nel 5% solo sul seggiolino: due situazioni in cui la tecnologia, di fatto, non può funzionare come previsto. Un'indagine ha rilevato che il 19% dei genitori non sa se il seggiolino montato sull'auto è Isofix oppure no. In pratica, non sa cos'è questo sistema per il fissaggio dei seggiolini integrato ai sedili dell’auto o non lo sa usare.

Un altro dato allarmante emerso dall’indagine riguarda le cinture di sicurezza: il 18% dei genitori ammette di non allacciare sempre le cinture del seggiolino. Il motivo più frequente è la convinzione che per i tragitti brevi non servano (58%), seguita dal fastidio del bambino nel sentirsi legato (26%). C’è poi chi rinuncia quando viaggia a bassa velocità o per le proteste eccessive del piccolo (10% in entrambi i casi), e perfino chi affida il bambino alle braccia di un altro passeggero adulto (9%) o lo lascia muoversi liberamente durante il tragitto (8%). Eppure, i tragitti brevi, il motivo più frequente per non allacciare le cinture, non sono affatto immuni da distrazioni ed incidenti, anzi.

Il dato forse più preoccupante riguarda i bambini sotto i 4 anni: il 27% dei genitori li fa viaggiare troppo presto con il seggiolino orientato verso il senso di marcia. È un grave errore, perché in caso di urto frontale la testa del bambino, più grande e pesante rispetto al corpo, può subire accelerazioni tali da causare lesioni al collo serie e persino mortali. Non meno rischioso è il comportamento di quel 3% di genitori che fa viaggiare il piccolo contromarcia sul sedile anteriore, ma senza essere sicuro di aver disattivato l’airbag: basta anche un urto lieve perché la violenza dell’esplosione dell’airbag diventi fatale. A preoccupare è anche la tendenza, soprattutto tra i genitori più giovani (sotto i 35 anni), a posizionare il seggiolino in modo scorretto: il 19% non lo installa come si dovrebbe.

Quasi sette bambini su dieci sono stati trasportati almeno una volta senza seggiolino, in braccio o solo con la cintura. Infine, è anche emerso che il 41% dei bambini sotto i 12 mesi viaggia con il sedile rivolto al senso di marcia e non viceversa. I seggiolini per i neonati devono essere posizionati sul sedile posteriore in senso contrario a quello di marcia (si consiglia di passare al seggiolino del gruppo successivo il più tardi possibile), ricordandosi sempre di attivare il blocco maniglie dell’auto. Si sconsiglia invece di posizionare il seggiolino sul sedile anteriore, anche se la legge lo permette.

Per valutare materiali e praticità d’uso è importante consultare test indipendenti, leggere bene il manuale di istruzioni consente di utilizzare il prodotto al meglio e di farlo durare il più a lungo possibile. Non esiste una soluzione ideale per tutti: il seggiolino andrebbe acquistato e valutato insieme all’automobile e al bambino. In alcuni casi le cinture di sicurezza si rivelano troppo corte per fissare il seggiolino in modo adeguato. Dopo il primo per i neonati, si può scegliere un modello versatile che copre un arco di altezze molto ampio. L’ideale sarebbe passare il più tardi possibile al secondo seggiolino in modo da consentire al bambino di viaggiare il più a lungo possibile contro il senso di marcia.

L'indagine Altroconsumo mette in luce un dato allarmante: la sicurezza dei bambini in auto è spesso trascurata. Se alla nascita l’attenzione dei genitori è massima, con il tempo cala drasticamente.

Bambino non allacciato nel seggiolino auto

Accessori Pericolosi: Quando l'Extra Comodo Diventa un Rischio

Online si trovano anche tantissimi accessori per seggiolini che non fanno parte del sistema originale omologato e che sono venduti per aumentare il comfort o la “sicurezza” dei bambini. Tra i più gettonati ci sono le coperture morbide per le cinture (spesso di forme e colori attraenti per i bambini) e i fermi triangolari che impediscono ai più grandicelli di divincolarsi. Anche in questo caso si tratta di prodotti pericolosi che non andrebbero usati. In generale, non andrebbe mai utilizzato nulla che alteri le caratteristiche del seggiolino omologato.

Un test condotto in un laboratorio specializzato su 13 accessori per migliorare la sicurezza e/o il comfort dei bimbi ha evidenziato che questi prodotti possono addirittura aumentare i rischi di lesioni. Sono prodotti che non vengono forniti con il seggiolino, ma che si possono comprare a parte nei negozi per l'infanzia e online: dispositivi per evitare che i bimbi si divincolino; cuscini per trattenere in posizione eretta la testa; copricinture e così via.

Le coperture che nascondono il pulsante di apertura delle cinture o le clip che tengono fermi gli spallacci, per esempio, sono accessori pericolosi, perché la cintura, in caso di necessità, deve poter essere sganciata velocemente con una sola operazione. Non solo: usando questi accessori teoricamente si rischia anche la multa. L'articolo 172 del Codice della strada, infatti, dice esplicitamente che chiunque altera od ostacola il normale funzionamento dei sistemi di ritenuta è soggetto a sanzione (da 40 a 162 euro). Purtroppo, senza una buona conoscenza delle norme tecniche, non c'è modo di capire se l'accessorio che si vuole acquistare è davvero pericoloso oppure no. Per questo, la cosa migliore è non comprare nulla e spiegare ai propri figli che non devono slacciarsi in macchina.

Quasi tutti questi accessori sono in contrasto con le norme previste dall'omologazione dei seggiolini auto: non devono essere utilizzati per il trasporto dei bambini.

  • Sistema 5 Point Plus: L'unico accessorio "antifuga" ritenuto sicuro dagli esperti è stato smentito da ulteriori analisi. Si tratta di una fascia a strappo che riduce le dimensioni dello spazio tra bambino e imbracatura, rendendo più difficile svincolarsi dagli spallacci. Tuttavia, esperti che hanno analizzato il prodotto ritengono questo accessorio pericoloso. In caso di incidente, la fibbia (posizionata in basso a causa delle imbottiture sulle spalle) può scendere a livello dell'addome e comprimere aree delicate del bambino.
  • Protezione in plastica che copre il pulsante di rilascio della cintura di sicurezza: Quando la protezione è in posizione, si può sganciare la cintura soltanto inserendo nella fessura un dispositivo molto sottile (per esempio la chiave del veicolo). Questo ostacola un rapido sgancio in caso di emergenza.
  • Cuscinetto che copre il pulsante di sganciamento delle cinture: Il test ha dimostrato che questo sistema non impedisce completamente al bambino di sganciarsi, aggiungendo solo un ostacolo inutile.
  • Cintura di sicurezza aggiuntiva per sistemi di ritenuta per bambini con schienale: Mantiene eretta la posizione del bambino anche nel caso in cui si addormenti. Per gli esperti, questo sistema potrebbe cambiare l'attrito della cintura di sicurezza e la distribuzione delle forze, compromettendo la protezione.

Per proteggere la testa dei bambini addormentati, sono stati esaminati i cuscini per il collo e due poggiatesta. I cuscini per il collo sono compatibili con le norme di omologazione e possono essere utilizzati con tranquillità. Un supporto per la testa dotato di cinghie per collegarlo allo schienale del seggiolino è stato ritenuto sicuro.

Accessori seggiolini auto da evitare

L'Importanza della Cultura della Sicurezza: Oltre l'Obbligo, la Responsabilità

In Italia, gli incidenti stradali sono la principale causa di morte nei bambini da 0 a 14 anni. Si verificano principalmente su strade urbane e, nella maggior parte dei casi, i bambini non erano seduti correttamente sui dispositivi di ritenuta. Questo sottolinea che la sicurezza dei bambini in auto è prima di tutto una questione culturale. Serve maggiore responsabilità da parte dei genitori, ma anche un impegno strutturale da parte del sistema Paese.

Un incontro tra istituzioni, esperti del settore e aziende ha confermato un quadro preoccupante. Cybex, azienda specializzata nella realizzazione di seggiolini e dispositivi di ritenuta, ha annunciato nuovi investimenti in programmi educativi, anche in Italia, e ribadito l’importanza di un’alleanza tra aziende e istituzioni per aumentare il livello di sicurezza reale. Altroconsumo ha anche valutato le conoscenze normative dei genitori, scoprendo che in molti casi non sono aggiornati sui requisiti di legge, né sulle differenze tra gruppi di seggiolini. Spesso si tende ad abbandonare i dispositivi troppo presto, oppure a utilizzarne di inadeguati rispetto a peso e altezza del bambino.

Da marzo, è obbligatorio per i genitori di bambini fino a 4 anni dotare l’auto di sistemi di ritenuta con meccanismo antiabbandono. Si tratta di dispositivi che avvertono il conducente se il bambino viene lasciato sul seggiolino, riducendo il rischio di incidenti tragici legati all’abbandono in auto.

I seggiolini auto sono indispensabili per non mettere a rischio i bimbi quando viaggiano. Per questo, è fondamentale utilizzare sempre cinture di sicurezza per gli adulti e seggiolini auto per i bambini. Senza, invece, esagerare con accessori e altri dispositivi per migliorare il comfort, che possono addirittura avere l'effetto contrario, ovvero quello di aumentare i rischi di lesioni.

Per mettere alla prova le conoscenze dei genitori in materia di seggiolini, un questionario di venti domande ha rivelato lacune su aspetti elementari. Tanti non sanno che un seggiolino coinvolto anche in un incidente lieve va sostituito, perché le strutture interne potrebbero essersi danneggiate. Numerosi sono anche coloro che credono che le cinture del seggiolino possano essere «abbastanza strette» invece che essere correttamente «strette senza gioco». Quando si sceglie un seggiolino, la comodità del bambino è la priorità assoluta per il 78% dei genitori, superando persino la sicurezza, considerata molto importante dal 68%. La stragrande maggioranza ha comprato (68%) o ricevuto in regalo (8%) un seggiolino nuovo, mentre solo una minoranza ricorre a seggiolini usati. Altri criteri come la durata d’uso, la presenza di attacchi Isofix e la facilità di installazione influenzano la scelta, mentre il prezzo è tra i fattori che contano meno.

Oltre la metà degli intervistati (55%) dichiara di utilizzare seggiolini che hanno meno di 10 anni di vita, rispettando di fatto la “scadenza” consigliata per garantire la massima sicurezza. Ma c’è un dato preoccupante: il 43% dei genitori non conosce l’età del proprio seggiolino, situazione che riguarda soprattutto chi li acquista di seconda mano. Solo una piccola minoranza (2%) utilizza seggiolini più vecchi di 10 anni.

La sicurezza significa anche informazione: chi conosce le regole utilizza correttamente il seggiolino nel 79% dei casi, contro il 48% dei meno informati. Serve quindi più formazione, dalla scuola ai corsi preparto o di guida, fino a campagne sui media. Le istituzioni devono fare la loro parte: più educazione stradale a scuola e nei corsi per futuri genitori.

L'ottimismo è d'obbligo, ma non possiamo escludere a priori l'eventualità di incidenti. È fondamentale quindi utilizzare sempre i dispositivi di sicurezza. Se non basta il buon senso, l'articolo 172 del Codice della Strada punisce con una multa da 83 a 332 euro chi non assicura al sedile con un sistema di ritenuta omologato i bambini di statura inferiore a 150 cm. In caso di recidiva nel biennio successivo alla prima infrazione si aggiunge la sanzione accessoria della sospensione della patente da un minimo di 15 giorni a un massimo di 2 mesi.

Infine, il fattore economico non può essere ignorato. I seggiolini, indispensabili per legge e per proteggere i bambini, hanno un prezzo medio tra i 330 e i 460 euro. Chiediamo all’industria più trasparenza, con l’indicazione dell’anno di produzione dei seggiolini e un impegno concreto nel riuso dei prodotti invenduti.

Seggiolini auto per bambini: Legge, Normativa e nuove Regole !

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