L'allattamento al seno è una risorsa che la natura offre alle mamme e al neonato e i benefici sono molteplici per entrambi, sia nell’immediato, sia a lungo termine. Sappiamo, infatti, che l’allattamento protegge il bimbo da otiti, infezioni gastrointestinali, polmonari, favorisce il corretto sviluppo del cervello e riduce il rischio di sovrappeso infantile, oltre a ridurre le percentuali di SIDS (la “morte in culla”) e rendere le malattie stagionali meno frequenti e meno rilevanti. Recenti studi hanno scoperto che protegge anche da malattie più importanti, come quelle autoimmuni, cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tumori infantili. Per te, mamma, gli effetti saranno quelli di avere una ripresa migliore e più veloce dal parto: l’allattamento favorisce il ritorno dell'utero alle dimensioni pre-gravidanza e previene le emorragie, riduce il rischio di sviluppare il tumore alla mammella e all'utero prima della menopausa e di soffrire di osteoporosi in età avanzata. Infine, permette di consumare fino a 700 kcal in più al giorno, permettendo al tuo corpo di utilizzare i depositi accumulati durante la gravidanza.
Tuttavia, l’allattamento al seno non è sempre facile e non pensare di essere l’unica se ti trovi in difficoltà. Anzi, uno studio statunitense condotto su 500 mamme ha rivelato che il 92% di esse ha riferito difficoltà ad allattare al seno entro il terzo giorno. Fortunatamente, molte difficoltà legate all'allattamento al seno sono semplici da affrontare.

Il dolore come primo segnale di allerta
Capezzoli e areole sono tra le parti del corpo più sensibili, dove la pelle è più fragile e potenzialmente irritabile: per questo l’allattamento può metterli alla prova, provocando talvolta dolore e infiammazione. È importante puntualizzare fin da subito che non sempre l’allattamento porta con sé una sensazione di fastidio: il dolore è un parametro soggettivo che può variare in intensità e durata. Tuttavia non è raro che, nelle prime settimane, la suzione del neonato possa “far male”.
Il dolore al seno durante l’allattamento, che spesso scompare dopo alcuni secondi, è dovuto al normale stiramento dei tessuti, che si accompagna a una sensazione di bruciore del tutto naturale dovuta all’irritazione di una porzione di pelle estremamente sensibile. Spesso si accompagna un altro tipo di fastidio, dovuto a episodi che prendono il nome di “morsi uterini”. I morsi uterini sono contrazioni della muscolatura uterina del tutto fisiologiche, che interessano la donna subito dopo il parto e segnalano che l’utero sta tornando alle sue dimensioni normali. Si percepiscono in special modo durante l'allattamento: la suzione infatti accelera la produzione di un ormone, l'ossitocina, che a sua volta stimola le contrazioni uterine.
Problemi comuni e soluzioni nella prima settimana
Il dolore durante l'allattamento al seno si presenta solitamente sotto forma di capezzoli dolenti e sensibili al tocco, soprattutto una volta avvenuta la montata lattea, intorno al secondo-quarto giorno dalla nascita. Il bambino si alimenterà ogni paio d'ore, con la conseguenza che il problema possa peggiorare velocemente; inoltre, alcune madri riscontreranno capezzoli screpolati, sanguinanti o la comparsa di vesciche.
La causa più probabile del dolore che provi durante l'allattamento al seno è un attacco non corretto. Durante la poppata il neonato dovrebbe avere in bocca un'ampia porzione della parte inferiore dell'areola (la pelle di colore scuro attorno al capezzolo), il capezzolo dovrebbe essere direzionato verso il suo palato e venire leggermente piegato verso il basso dalla lingua. Verifica l’attacco del bambino e prova diverse posizioni di allattamento. Una posizione in cui sei inclinata all'indietro o distesa, la posizione dell'abbraccio trasversale o la presa sottobraccio (a rugby) potrebbero alleviare la pressione sulle zone più dolenti del seno.
Dopo le poppate, pulisci delicatamente i capezzoli danneggiati con diversi batuffoli di cotone imbevuti d'acqua per rimuovere eventuali residui che potrebbero causare infezione. Asciuga i capezzoli all'aria o tamponali con un panno in mussola o un asciugamano morbidi e molto puliti, in quanto le infezioni tendono a prosperare in condizioni di umidità. Dai sollievo ai tuoi capezzoli lenendo il dolore e la pelle disidratata con una crema alla lanolina ultra pura oppure applica delicatamente alcune gocce del tuo latte. Puoi anche provare con dei cuscinetti idrogel estratti direttamente dal frigorifero.
Difficoltà di attacco e gestione della suzione
Alcuni neonati semplicemente sembrano non riuscire ad attaccarsi al meglio. Potreste avere entrambi bisogno di più tempo per coordinare l'allattamento; oppure il tuo bambino è nato prematuro, non si è ancora ripreso da un parto difficile o i tuoi capezzoli sono introflessi o piatti. I modellatori del capezzolo si indossano comodamente sotto al tuo reggiseno e applicano una pressione delicata che favorisce l'estroflessione dei capezzoli e, di conseguenza, l'allattamento al seno.

Adotta diverse posizioni per agevolare il tuo neonato: per nutrirsi efficacemente deve sentirsi sostenuto, comodo e in grado di respirare. Assicurati di non trattenergli né spingergli la testa. Uno stile di allattamento rilassato e gestito dal bambino lo spinge a fare leva sui riflessi innati, facilitandogli il compito di raggiungere il seno e attaccarvisi. Tieni il suo corpo e il suo sedere vicini a te, sorreggilo lungo le spalle e tienilo in modo saldo così da farlo sentire sicuro. Appoggiagli la testa sul tuo polso, in modo che possa piegarsi leggermente all'indietro e fai in modo che il suo naso abbia più spazio per respirare. Il suo mento deve essere vicino al tuo seno.
Dinamiche della produzione di latte
Inizialmente produrrai piccole quantità di latte materno, in quanto i cambiamenti ormonali che innescano la produzione di latte avvengono lentamente e non terminano prima del secondo-quarto giorno. Ciò potrebbe portarti a pensare che il tuo bambino non stia ricevendo abbastanza latte, ma essendo il suo stomaco ancora molto piccolo e nutrendosi frequentemente, questo non è un problema. Durante i primissimi giorni ti devi preoccupare solamente se il bambino perde più peso del previsto, se non bagna e sporca abbastanza pannolini o se mostra segni di disidratazione.
Allatta in base alle sue richieste, non seguendo uno schema. Durante la prima settimana dopo il parto il neonato vorrà nutrirsi almeno ogni due-tre ore, sia di giorno che di notte. Questa frequenza aiuta a dare il via alla tua produzione di latte. Prenditi cura di te: cerca di riposarti ogni volta che puoi, di mangiare bene e di ricevere più aiuto possibile con le faccende domestiche e con eventuali altri bambini più grandi così che tu possa concentrarti sull'allattamento al seno. Se nonostante si nutra spesso il bambino non prende peso, un consulente per l'allattamento potrebbero consigliarti di estrarre il latte in modo da favorirne la produzione.
Condizioni mammarie: ingorghi e infiammazioni
Una volta avvenuta la montata lattea il tuo seno diventerà più pieno e sodo. Tuttavia, il seno di alcune donne può diventare duro come la pietra, sensibile al tocco, fastidioso e addirittura doloroso. Questa condizione viene chiamata ingorgo mammario. I seni con un ingorgo possono anche essere piuttosto caldi a causa di tutte le attività che avvengono al loro interno. L'ingorgo può anche provocare un appiattimento dei capezzoli, rendendo difficile per il bambino attaccarsi.
Si parla di ingorgo mammario quando le mammelle contengono troppo latte, a prescindere dalla ragione. Nei primi giorni l’ingorgo può essere dovuto a una produzione di latte eccessiva rispetto a quanto riesce a poppare il neonato. La mastite, un’infiammazione della ghiandola mammaria, insorge quando non viene risolto il blocco di un dotto o quando i batteri penetrano nel tessuto. La mastite all’inizio è “asettica”, cioè non è dovuta a un’infezione, ma se un segmento di un dotto galattoforo non viene drenato correttamente durante l’allattamento, si può verificare un’ostruzione.
Mastite: sintomi, cause e trattamento
Il dolore di mammella e capezzolo durante l’allattamento è talvolta dovuto a infezione da candida della mammella. In caso di sospetta candida, è in genere necessario trattare ambedue contemporaneamente, perché l’infezione può rimbalzare comunemente dall’uno all’altro. Misure come lavarsi le mani accuratamente dopo aver cambiato il neonato e usare asciugamani personali aiutano a impedire il contagio.
Approcci innovativi: il biological nurturing
Potrebbe valere la pena provare ad allattare in una posizione rilassata e semi reclinata, che favorisce l’allattamento e diminuisce le problematiche del seno. Questo approccio favorisce l’attivazione dei riflessi primitivi neonatali del bambino. I neonati, infatti, appoggiati ventralmente sul corpo semireclinato della mamma, raggiungono istintivamente il capezzolo, attaccandosi e succhiando il latte in maniera del tutto naturale, beneficiando della forza di gravità che fissa il corpo del bambino su quello della mamma.
Molteplici studi scientifici mostrano che tutti i problemi al seno - ragadi, dolore, ingorghi e mastite - sono dimezzati nelle donne che usano il metodo del biological nurturing rispetto alle donne che allattano in maniera tradizionale. In Italia è stato effettuato uno studio su 188 donne che ha confrontato l'approccio tradizionale dell'OMS/Unicef con l'approccio del biological nurturing, confermando la validità di quest'ultimo nel ridurre lo stress fisico per la madre.
Considerazioni finali sulla scelta del percorso
Non allattare al seno, qualunque sia la causa, resta comunque un’opzione, e merita qualche accorgimento. Anche alle mamme che ricorrono al latte artificiale consiglio di comportarsi esattamente come quando si allatta, mantenendo il contatto visivo e tenendo il neonato vicino a sé coccolandolo, azione che promuove lo sviluppo cerebrale. Il contatto pelle a pelle, inoltre, favorisce la colonizzazione dell’intestino del bambino da parte di germi buoni della famiglia che limitano la crescita dei batteri pericolosi e rendono più forti le difese naturali.
Spesso la sospensione dell'allattamento avviene per la presenza di situazioni che si rivelano solo false controindicazioni. In molti casi, anche di malattie, è possibile proseguire fornendo indicazioni alla mamma su come mantenere la produzione lattea. È importante ricordare che le mamme migliori sono quelle serene e il tuo bimbo ha bisogno soprattutto di questo. Se ti trovi in difficoltà, non aver paura di chiedere aiuto agli specialisti: ostetrica, pediatra e consulente dell’allattamento sono figure professionali di riferimento indispensabili per superare questo percorso faticosamente bellissimo.