Linee Guida sull'Allattamento al Seno Esclusivo per Sei Mesi in Italia: Un Percorso Scientifico e Umano

Si dice che il latte materno sia l’oro liquido per i neonati, ma l’incertezza su quanto a lungo offrirlo può essere fonte di stress per molte neomamme. Fino a poco tempo fa, le raccomandazioni sull’allattamento sembravano un po’ un campo minato, con indicazioni che oscillavano tra “dai 4 ai 6 mesi” o “se possibile, prolunga”. Ora, però, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo nero su bianco una linea guida chiara e definitiva, che sta cambiando le carte in tavola e mira a fornire uno standard omogeneo per la consulenza sull’allattamento in tutta Italia. Questa nuova raccomandazione, classificata come S3 (il livello più alto di evidenza scientifica), si basa su solide prove e offre un percorso ben delineato per la salute e il benessere di madre e bambino.

La Nuova Raccomandazione OMS: Allattamento Esclusivo per Sei Mesi e Oltre

La novità principale è che ora si raccomanda l’allattamento esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita del neonato. Questo significa niente biberon di latte artificiale, niente acqua o tisane introduttive, solo il latte materno. Ma non finisce qui. L’OMS suggerisce anche di continuare ad allattare, integrandolo con cibi solidi, fino ai due anni o anche oltre, un processo definito allattamento al seno complementare. Questa strategia mira a garantire che il bambino riceva il latte materno con altri cibi, integrando il proprio latte con altri cibi per soddisfare i propri bisogni nutrizionali. L'allattamento esclusivo al seno dovrebbe durare almeno per sei mesi. È questo il monito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, un dato che non rappresenta di certo una novità ma che l'OMS tiene a ribadire costantemente. L'allattamento complementare, dunque, prevede l'introduzione di cibi solidi intorno ai sei mesi di vita, alimenti che dovrebbero "rendere complete" le sostanze nutritive già fornite dal latte materno. Tra i tipici alimenti complementari essenziali in questa fase si annoverano il ferro e lo zinco.

Il Latte Materno: Un Alimento Perfetto in Continua Evoluzione

Per un neonato non c’è alimento migliore del latte della sua mamma. Il latte materno rappresenta l’alimento perfetto: contiene in proporzioni bilanciate tutti i nutrienti, le sostanze bioattive e i microrganismi benefici dei quali il bambino ha bisogno dalla nascita e nel corso della crescita. Nel latte materno sono contenuti nutrienti quali proteine, zuccheri, oligosaccaridi, vitamine, grassi che soddisfano perfettamente le necessità del piccolo. La sua particolare composizione nelle prime poppate (il colostro) gli garantisce importanti fattori protettivi in grado di salvaguardare la sua salute futura e difenderlo dalle infezioni. È importante sottolineare che il latte materno non ha mai la stessa composizione nel tempo e la stessa consistenza durante il corso della poppata, adattandosi costantemente all'età e alle esigenze del bambino.

Il latte prodotto dalle ghiandole delle mammelle a partire da metà della gravidanza e nei primi giorni dopo il parto si chiama colostro. Nei primi giorni di vita, al neonato sono sufficienti piccole quantità di colostro per ogni singola poppata al fine di coprire il suo fabbisogno di nutrienti: non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee. Man mano che trascorrono i giorni, il colostro cambia di colore e modifica la sua composizione e il suo aspetto, assumendo le caratteristiche del "latte di transizione" fino ad arrivare al colore bianco del latte maturo. Questa dinamica naturale assicura che il latte materno si adatti costantemente alle mutevoli esigenze di crescita e sviluppo del bambino.

Vantaggi Innumerevoli: Protezione e Sviluppo

I vantaggi dell’allattamento al seno sono innumerevoli e si estendono ben oltre la mera nutrizione. Per il bambino, il latte materno rinforza le difese immunitarie e favorisce lo sviluppo intestinale. Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo; questo si è visto molto bene nei bambini prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale.

Attraverso il latte materno, oltre ai batteri buoni, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni, sia respiratorie che gastrointestinali. Negli ultimi anni, in particolare durante la pandemia da Sars-CoV2, numerosi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo dell’allattamento al seno nei figli di mamme COVID-19 positive, tant’è che la vaccinazione anti-COVID19 è fortemente raccomandata durante l’allattamento per la possibilità di trasmettere gli anticorpi che neutralizzano il virus al neonato. Questi anticorpi vengono trasmessi anche attraverso la placenta in caso di vaccinazione negli ultimi due trimestri di gravidanza, ma l'allattamento ne estende la protezione.

Molti sono i vantaggi dell'allattamento al seno per il bambino. Questa pratica riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti, protegge dalle infezioni respiratorie, riduce il rischio di sviluppare allergie, migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio, migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni. E anche se i dati sull’obesità sono ancora in fase di studio, l’allattamento sembra giocare un ruolo nella prevenzione a lungo termine.

Benefici dell'allattamento per mamma e bambino

Benefici a Lungo Termine per la Salute Materna

Non dimentichiamo la salute materna! L'allattamento al seno rafforza non solo il rapporto mamma-bambino, ma offre anche significativi vantaggi per la salute della donna. A lungo termine, l’allattamento al seno protegge la donna dal tumore al seno, dal tumore ovarico e dall’osteoporosi in età avanzata. In particolare, l’allattamento al seno riduce l’incidenza del tumore al seno e all’ovaio perché stimola l’attività di geni che sopprimono la proliferazione delle cellule tumorali. Per quanto riguarda l’osteoporosi, invece, durante l’allattamento al seno è stata osservata una riduzione della densità ossea, che però, dopo la sospensione del processo, sembra venga recuperata completamente, annullando così ogni potenziale rischio a lungo termine. Inoltre, l’avvio precoce dell’allattamento al seno e il contatto pelle-a-pelle subito dopo il parto determinano un aumento degli ormoni prolattina e dell’ossitocina. Quest’ultimo stimola la spremitura della muscolatura presente nella ghiandola mammaria e stimola la contrazione dell’utero dopo il parto riducendo drasticamente l’incidenza delle emorragie post-partum, un vantaggio critico per la salute materna immediata. È importante sfatare un potenziale timore: allattare dopo un tumore al seno è sicuro e non esiste alcuna controindicazione all’allattamento a seguito di un tumore al seno, così come l'allattamento non aumenta il rischio di recidiva.

I Primi Gesti Fondamentali: Contatto Pelle-a-Pelle e Allattamento Precoce

Dopo il parto in condizioni fisiologiche, tutte le mamme hanno la capacità di produrre latte; ci sono, tuttavia, degli accorgimenti che possono favorire questo naturale processo. L’avvio precoce dell’allattamento al seno e il contatto pelle-a-pelle subito dopo il parto sono cruciali. Quest'ultimo consiste nel porre il neonato sul corpo della madre dopo averlo ben asciugato e coperto con teli caldi. Questo contatto stimola la produzione ormonale e rafforza il legame. L’avvio dell’allattamento al seno nei primi giorni è particolarmente importante perché può influenzarne la prosecuzione: in ogni punto nascita andrebbe favorito, subito dopo il parto, il contatto pelle a pelle.

Durante i primi giorni di vita è normale osservare un calo di peso del neonato, il cosiddetto “calo fisiologico”, che va dal 5 al 10% del peso rilevato alla nascita. Questo calo normalmente viene recuperato nell’arco di 15-20 giorni, dopodiché il neonato inizierà a crescere regolarmente per i primi due-tre mesi. È fondamentale rassicurare le neomamme che questo processo è naturale e atteso, non un segno di insufficiente allattamento.

Contatto pelle a pelle - Skin to skin in sala parto

Sostenere il Percorso dell'Allattamento: Dieta Materna e Supporto Familiare

Durante l’allattamento al seno l’alimentazione della mamma e diversi altri fattori giocano un ruolo molto importante. Il miglior consiglio da fornire alle mamme che chiedono quale alimentazione seguire durante l’allattamento al seno è quello di scegliere una dieta il più possibile varia ed equilibrata, composta da cibi sani e fatti con amore. Dato che questa attività richiede un notevole dispendio di calorie, fino a 700 kcal al giorno, l’ideale dieta durante l’allattamento al seno deve fornire circa 500 kcal aggiuntive rispetto a prima della gravidanza. Le altre 200 kcal verranno fornite dalla metabolizzazione delle riserve di grasso immagazzinate durante la gravidanza, un meccanismo fisiologico che aiuta la madre a recuperare il peso forma.

Durante la gestazione la donna ha un aumento del fabbisogno di vitamine A, C, D, E e K, e rimane elevato il fabbisogno di acido folico, iodio, selenio e zinco, mentre quello di ferro si riduce per via della ridotta perdita se vi è assenza di ciclo durante l’allattamento al seno. Tuttavia, vanno accuratamente individuate le mamme con anemia e/o scarse riserve di ferro per intervenire con le dovute integrazioni. In genere, se la dieta è varia e salutare, non c’è bisogno di supplementi perché le vitamine e gli oligoelementi di cui ha bisogno la mamma sono contenuti nella normale alimentazione. Un'informazione cruciale è che non esistono, durante l’allattamento al seno, cibi da evitare, a meno di allergie o intolleranze specifiche della madre o del bambino.

Fin dalla nascita i neonati hanno bisogno di un allattamento al seno a richiesta, ovvero di avere la possibilità di attaccarsi al seno ogni qualvolta lo desiderino. I primi segnali di fame consistono nel cosiddetto “riflesso di ricerca”: il neonato comincia ad aprire gli occhi, a girare la testa e a far sporgere in fuori la lingua in cerca della mamma. A partire dai primi giorni più si consentirà al piccolo l’attacco al seno più sarà stimolata la produzione di latte. A tal proposito, risultano fondamentali anche le poppate notturne, per non far calare i valori di “prolattina”, ormone che stimola la produzione del latte materno dopo il parto e che ha il compito di regolare il ciclo mestruale nella donna.

Nella pratica dell’allattamento al seno è molto importante coinvolgere anche il padre: infatti un papà consapevole dell’importanza di tale pratica e che coopera con la mamma in tal senso (banalmente anche aiutandola nella gestione delle attività familiari) consente un efficace e più duraturo allattamento del piccolo, promuovendo un ambiente di supporto e collaborazione.

Dieta equilibrata per la mamma che allatta

Affrontare le Sfide Comuni: Dalla Produzione del Latte ai Dolori al Seno

"Come faccio a favorire l’allattamento al seno se ho poco latte?". Questa è una domanda che può stressare molto le neomamme. L’allattamento è quella strategia che la natura ha messo a disposizione a tutte le specie di mammiferi per poter fare sopravvivere e crescere la propria prole (il latte che ogni mammifero femmina produce ha la composizione ottimale per far crescere il proprio cucciolo). Nonostante le preoccupazioni, la produzione di latte è un processo naturale che si adatta alla domanda del bambino. Sono diversi gli integratori pubblicizzati che prometterebbero alla donna di aumentare la produzione di latte. Si tratta molto spesso di fitoterapici definiti “galattogoghi”, ovvero sostanze di origine naturale o di sintesi che promettono di favorire la secrezione di latte materno. In realtà, non esiste alcuna prova scientifica solida che ne raccomandi l’uso, e il modo più efficace per aumentare la produzione è aumentare la frequenza e l'efficacia delle poppate.

Un’evenienza molto fastidiosa è l’insorgenza di dolori al seno durante l’allattamento. La prima causa sono le ragadi del capezzolo, causate da un attacco non ottimale del piccolo al seno: il neonato, durante la suzione, danneggia il capezzolo perché, a causa di un attacco inadeguato, la sua bocca non riesce a prendere una quantità sufficiente di mammella. In questo caso le mamme devono essere supportate durante l’allattamento da personale competente per la correzione dell’attacco, al fine di prevenire e curare le ragadi.

Altra causa di dolore al seno in allattamento può essere l’ingorgo mammario che si presenta nel momento in cui c’è uno squilibrio tra produzione e rimozione del latte, e che, a volte, può causare una sensazione di fastidio o dolore. In caso di ingorgo le mammelle sono calde, dure e dolenti; spesso è la conseguenza di schematismi troppo rigidi sugli orari di allattamento, per cui il latte si accumula e non viene drenato dal seno. Per risolvere l’ingorgo ed evitare che si arrivi alla “mastite” (infezione della ghiandola mammaria) sarà dunque importante aumentare la frequenza delle poppate, svuotando il seno regolarmente. Se la mamma presenta dolore al seno durante l’allattamento e anche a riposo, accompagnato da arrossamento della mammella, febbre, mal di testa e dolori muscolari è probabile che abbia una mastite, che richiede l’assunzione di antinfiammatori e antibiotici sotto controllo medico.

Per attaccare bene il bambino al seno è importante stimolare una buona apertura della bocca. In tal senso risulta utile effettuare la spremitura del seno e far affiorare delle gocce di latte/colostro che, grazie al loro odore, indirizzano il piccolo verso il capezzolo. Risulta inoltre utile sfiorare dolcemente con un dito la guancia del bambino dall’angolo delle labbra fino allo zigomo per stimolare una maggiore apertura della bocca. Per un corretto attacco è fondamentale che il piccolo afferri capezzolo e areola all’interno del palato affinché non si formino delle ragadi al seno. In più, soprattutto nel caso di seno molto voluminoso, è bene trovare una posizione che consenta di lasciare libere le narici del piccolo durante l’allattamento, in modo che non si trovino completamente schiacciate dal seno materno.

Esistono diverse posizioni per allattare che possono aumentare il comfort di mamma e bambino. La posizione di allattamento al seno sdraiata (semireclinata) è la più naturale e apprezzata dalle mamme e dai bambini di tutte le età. Per avere maggiore comodità in questa posizione può essere utile avvalersi di alcuni cuscini di sostegno - così da non trovarsi completamente distesi - o utilizzare una poltrona reclinabile. Una variante, molto utile in caso di punti di sutura o dopo un cesareo, è la posizione sdraiata di lato: mamma e neonato saranno entrambi distesi sul fianco, pancia contro pancia. La posizione di allattamento al seno “rugby” consiste invece nel sostenere il bambino lungo il proprio avambraccio, con la mamma seduta, offrendo un controllo ottimale della testa del bambino. È importante ricordare che le controindicazioni assolute all’allattamento al seno sono molto rare, e quasi tutte le madri possono allattare con il giusto supporto.

L'Allattamento in Italia: Tra Obiettivi e Realtà

Purtroppo, nonostante gli indubbi vantaggi, non sempre l'allattamento esclusivo al seno viene praticato diffusamente in Italia. I motivi sono i più svariati e spesso riguardano lo scarso supporto fornito alle donne, sia a livello ospedaliero che post-parto. Secondo i dati ISTAT riferiti al 2013, le donne che allattano sono l'85,5% di quelle che hanno partorito, un 4% in più rispetto al 2005, indicando un trend positivo nell'avvio dell'allattamento. Il dato che deve però fare riflettere è quello relativo alla durata: l'allattamento dura in media 8,3 mesi ma quello esclusivo è pari a 4,1 mesi, ancora lontano dall'obbiettivo dei sei mesi raccomandato dall'OMS. Questi dati evidenziano la necessità di rafforzare le strategie di supporto per le madri che desiderano prolungare l'allattamento esclusivo.

Iniziative come gli "Ospedali amici dei bambini" e il concetto di "Rooming in" sono fondamentali per promuovere l'allattamento. Il rooming in, in particolare, apporta tanti benefici, permettendo al neonato di stare con la madre 24 ore su 24, facilitando l'allattamento a richiesta e rafforzando il legame, ma non va confuso con la condivisione del letto (bed-sharing) che presenta diverse considerazioni sulla sicurezza. Il IV incontro della rete degli "Ospedali amici dei bambini" testimonia l'impegno verso un miglioramento delle pratiche di supporto all'allattamento materno nel paese.

Statistiche allattamento in Italia

Il Diritto all'Allattamento: Una Consulenza Sensibile e un Supporto Costante

L'OMS non si stanca di ribadire il concetto di diritto all'allattamento, considerandolo un diritto di ogni madre. La cosa fondamentale è una consulenza sensibile che eviti sensi di colpa, riconoscendo che ogni mamma, ogni bambino e ogni situazione sono unici. Le incertezze possono essere molte, e l'accesso a informazioni accurate e a un supporto professionale e compassionevole è essenziale. I professionisti sanitari e la comunità devono lavorare insieme per creare un ambiente che permetta a ogni madre di allattare secondo le proprie possibilità e desideri, sostenendola pienamente nel suo percorso.

Questa nuova linea guida dell'OMS, con la sua enfasi sull'allattamento esclusivo per sei mesi e poi complementare fino a due anni e oltre, fornisce una base scientifica robusta per le scelte delle famiglie. È un invito a riscoprire e valorizzare l'allattamento materno non solo come atto biologico, ma come diritto fondamentale e un investimento nella salute futura della società.

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