L’evoluzione del baliatico: storia, dinamiche sociali e l’eredità di una figura scomparsa

Una figura ormai scomparsa nella società moderna è quella della balia, cui in passato venivano delegati ruoli biologici fondamentali della maternità, cioè la cura e l'allattamento dei neonati. Oggigiorno, il panorama dell'accudimento infantile è radicalmente mutato, ma comprendere il passato significa analizzare le radici di una consuetudine che ha segnato secoli di storia sociale, economica e affettiva. Il fenomeno del "baliatico" non è stato soltanto un espediente per la sopravvivenza, ma un sistema complesso di relazioni che ha toccato le corti reali, le famiglie contadine, i brefotrofi e la percezione stessa del corpo femminile.

rappresentazione storica di una balia che allatta un bambino

Le radici antiche del "latte mercenario"

Fin dall'antichità, la pratica dell'allattamento affidato a terzi era un’usanza antica quanto il mondo. "O dea Rumina, abitua il neonato alla mammella": così le giovani mamme dell'antica Roma invocavano la divinità che presiedeva all'allattamento, affinché donasse loro latte in abbondanza e favorisse l'attaccamento al seno. Se la preghiera non veniva esaudita, le romane agiate potevano ricorrere a un'altra puerpera "con l'oro in grembo". Questa terminologia indicava una donna che possedeva, in senso figurato e concreto, la risorsa vitale per eccellenza.

La figura della nutrice era familiare in tutta la Mesopotamia, nell'antico Egitto e in Grecia. Nella mitologia greca troviamo la celebre figura di Euriclea, nutrice di Ulisse, da lui profondamente amata. Anche il libro biblico della Genesi menziona Debora, balia di Rebecca, la cui morte e sepoltura sotto la quercia di Bethel segnano l'importanza di questo legame. Non esistevano solo le donne: ci è giunta notizia di un nutritor lactaneus, un "lattaio" maschio che presumibilmente utilizzava dei biberon per nutrire i piccoli, dimostrando come la ricerca di alternative al seno materno fosse già una sfida ingegnosa.

Il Baliatico tra il Medioevo e l'Età Moderna

In pieno Medioevo, tra il X e il XV secolo, ricorrere alla balia era comunissimo in tutta Europa: i francesi la chiamavano nourrice, gli inglesi wet nurse. Si trattava di un fenomeno sociale sommerso che ha marcato le divisioni sociali, diviso i benpensanti e segnato la storia dell'emancipazione femminile, provocando gioie e dolori in bambini accomunati dal destino di "fratelli di latte": re, nobili, borghesi o trovatelli che fossero.

La scelta di classe e il prestigio sociale

Con il passare del tempo, si andò sempre più diffondendo l’usanza dell’allattamento mercenario, soprattutto come sinonimo di prestigio e convenzione sociale. Le donne delle classi più elevate non potevano compromettere la loro posizione sociale con comportamenti ritenuti ambigui. Ad esempio, il filosofo Jean-Jacques Rousseau, nel suo trattato di pedagogia Emilio (1762), tuonò contro tale pratica: "Nulla può supplire l'attenzione materna". Egli insinuava nelle madri l'atroce dubbio che, non allattandoli, i figli si affezionassero più alla balia che alla madre biologica.

Tuttavia, prima di questa inversione di tendenza, la consuetudine era radicata in obblighi di rango. Philippe Beassant, nel libro Anche il Re Sole sorge al mattino, spiega come le donne di alto rango dovessero preservare il proprio corpo, sottraendosi alla fatica dell'allattamento. Anche la Chiesa, nel suo complesso, osservava con occhio vigile il fenomeno, inserito spesso in un sistema di credenze errate, come la convinzione che chi allattava non potesse avere rapporti sessuali. Il chirurgo Ambroise Paré sosteneva che "il latte ha cattivo odore ed è pernicioso per il bambino quando la levatrice o la madre hanno ripreso la vita sessuale", spingendo ulteriormente gli sposi a delegare la nutrizione a una balia.

antica illustrazione di un brefotrofio o una ruota degli esposti

Professione Balia: il boom tra Otto e Novecento

Fino agli inizi del Novecento, nelle classi agiate era consuetudine affidare i bambini a un'altra donna, spesso scelta tra i contadini o il personale di servizio, perché provvedesse all'allattamento. Per svolgere il ruolo di balia, la donna generalmente lasciava la campagna e si recava in città. Questa figura si inseriva in un sistema sociale dovuto alla necessità di far fronte alla morsa della povertà e all'alta percentuale di mortalità infantile.

Ragazze con la valigia: economia e sacrificio

Assumere il ruolo di balia significava per molte contadine migliorare la propria condizione personale. Lasciando la campagna, la donna non doveva più sopportare le fatiche dei campi e poteva assumere uno stile di vita più comodo. Tuttavia, quella delle balie è una storia che esprime tutte le difficoltà e i dolori delle madri del passato: la separazione forzata dai propri figli era vissuta come un trauma che in molti casi comportava la scomparsa del latte con conseguente perdita del lavoro.

Le più ricercate erano le balie toscane, perché parlavano un italiano corretto, o le robuste contadine di Friuli, Veneto, Garfagnana e Ciociaria. Nel 1887, la Circolare Nicotera stabilì la necessità di un certificato di buona salute, cercando di mettere ordine in un mercato spesso regolato da intermediari e tariffe variabili. Il salario di una balia poteva essere triplo rispetto a quello di un uomo, ma erano soldi spesso "bagnati di lacrime".

La coltivazione della terra senza macchine - Il mestiere dei contadini di una volta - 1978

Il trauma della separazione e il legame dei "fratelli di latte"

In molti casi si instaurava un legame affettivo molto forte tra il piccolo, la balia e il cosiddetto “fratello di latte”, un legame che spesso proseguiva nel tempo. Nelle culture antiche, come quella greca, si trovano numerosi riferimenti allo stretto rapporto che si instaurava tra nutrice e il suo alumnus. Eppure, per la balia, la sofferenza era costante: spesso le veniva negato persino di accarezzare il bambino durante l'allattamento, sotto lo sguardo vigile della madre biologica.

Tornate a casa, molte donne dovevano fare i conti con un figlio che non le riconosceva più, abituato ad altre cure. La mentalità dell'epoca, che metteva in relazione l'aspetto fisico (altezza, colore dei capelli) con le presunte capacità di allattamento, aggiungeva una pressione ulteriore, trasformando il corpo della donna in una merce altamente specializzata.

Baliatico solidale e la tutela degli esposti

Esisteva però anche un aspetto di "baliatico solidale". Le balie che allattavano i bebè della comunità, del villaggio o negli orfanotrofi erano molto rispettate. Senza di loro, i neonati indesiderati, affidati alle "ruote degli esposti" dal 1805, sarebbero morti. La grandissima maggioranza delle madri illegittime ospitate alla Maternità di Brescia tra il 1837 e il 1866 si trattenne come nutrice, creando una catena di assistenza necessaria per la sopravvivenza collettiva.

La distinzione tra "balia da latte" e "balia asciutta" era fondamentale: quest'ultima si occupava della cura del piccolo senza allattarlo, svolgendo mansioni simili a quelle di una moderna tata. Nonostante la complessità del sistema, la mortalità infantile restava drammaticamente alta, complici le condizioni igieniche precarie e l'inevitabile distacco dei piccoli dalle madri biologiche per lunghi periodi.

antico strumento o biberon in terracotta usato per l'alimentazione infantile

Verso la modernità: il declino del mestiere

Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, la pratica di abbandonare i propri figli per accudire quelli delle famiglie benestanti fu ampiamente criticata. I benpensanti parlavano di "maternità mercenaria", talvolta accostandola al "meretricio". L'emigrazione delle giovani mamme verso le grandi città, come il caso delle lucchesi dirette a Marsiglia, veniva spesso bollata dai giornali dell'epoca come "una turpe e scandalosa speculazione".

Con il mutare delle condizioni economiche, l'avvento di nuove conoscenze mediche e il cambiamento dei costumi sociali, la figura della balia è gradualmente scomparsa, lasciando il posto a nuove forme di assistenza all'infanzia. Eppure, il ricordo di questa professione resta impresso nelle definizioni dei cruciverba e nelle testimonianze letterarie, a testimonianza di un’epoca in cui il nutrimento, il corpo femminile e le gerarchie sociali erano indissolubilmente legati in una trama di necessità, affetto e dolore.

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