Alimentazione per Migliorare la Fertilità nelle Manze da Riproduzione

La fertilità è un argomento delicato e complesso, che non può essere ridotto esclusivamente alle scelte che si compiono a tavola. Tuttavia, il legame tra alimentazione e fertilità è stato ampiamente indagato in ambito scientifico e numerose sono le evidenze a suo favore, dimostrando la grande influenza che il cibo può avere sulla capacità riproduttiva. Mantenere delle corrette abitudini alimentari e uno stile di vita sano aumenta, infatti, la capacità di concepimento, aiutando il corpo a restare in forma e in salute. Sebbene l'argomento specifico delle "manze da riproduzione" non sia dettagliato nei dati forniti, le informazioni a disposizione si concentrano ampiamente sulla fertilità umana, offrendo spunti preziosi sulle connessioni tra alimentazione e capacità riproduttiva che, in principio, possono avere paralleli in altre specie, evidenziando l'importanza di un approccio nutrizionale equilibrato e mirato.

Piramide alimentare per la fertilità

Il Ruolo Cruciale dell'Alimentazione nella Funzione Riproduttiva

L’alimentazione ha un enorme impatto sulla salute fisica e mentale, poiché è attraverso la dieta che riusciamo a fornire al nostro corpo le energie e i nutrienti necessari per svolgere tutte le sue funzioni. Non dovrebbe, quindi, stupire la profonda influenza che il cibo può esercitare sulla capacità riproduttiva. Spesso, le persone credono di portare avanti uno stile alimentare sano, ma il più delle volte la loro dieta non è quella adatta a migliorare la fertilità.Innanzitutto, seguire un’alimentazione corretta aiuta il corpo a rimanere in forma. Il peso, infatti, se non controllato, potrebbe rappresentare un ostacolo al concepimento. Il sovrappeso e l’obesità sono considerati fattori di rischio, soprattutto nei confronti della fertilità femminile, in quanto compromettono la funzione ovulatoria. Allo stesso modo, anche l’eccessiva magrezza non è salutare per un corpo che cerca di concepire. In più, attraverso la dieta si possono condizionare l’ovulazione e gli stati infiammatori nella donna e migliorare il quadro seminale nell’uomo. Di fatto, il cibo può influenzare la salute dell’intestino, la funzione epatica, i livelli di ormoni e di glicemia/insulina.

Alimentazione sana e sport per proteggere la fertilità

Detossificazione Epatica e Benessere Intestinale: Pilastri della Fertilità

Un’alimentazione corretta aiuta la detossificazione epatica. Il fegato viene spesso considerato il “motore del nostro corpo” e per questo una parte importante nel migliorare la fertilità consiste nella sua detossificazione. Attraverso un’alimentazione corretta possiamo introdurre cibi ricchi di antiossidanti che aiutano a proteggere gli ovociti e gli spermatozoi dai radicali liberi. Grazie alla detossificazione epatica vengono rimossi eventuali batteri patogeni e tossine che potrebbero ostacolare la fertilità. In questo modo favoriamo un ambiente uterino sano e supportiamo l’equilibrio ormonale. Quest’ultimo dipende proprio dal buon funzionamento del fegato ed è una condizione necessaria per una buona capacità riproduttiva.Una dieta per la fertilità favorisce anche il benessere intestinale. Uno stile alimentare corretto sostiene il benessere intestinale e, di conseguenza, il sistema immunitario. Quest’ultimo ha un ruolo nel ridurre gli aborti causati da rigetto durante un percorso di fecondazione in vitro.

Riduzione delle Infiammazioni e Equilibrio Ormonale

L’alimentazione riduce le infiammazioni e favorisce l’equilibrio dell’organismo. Con l’alimentazione possiamo attenuare gli stati infiammatori che ostacolerebbero la fertilità, ad esempio nel caso di problematiche come l'endometriosi, tramite una dieta ricca di legumi, verdura, frutta e cereali in chicco. In particolare, assumere quantità controllate di carboidrati mantiene equilibrati i livelli di glucosio nel sangue e, di conseguenza, i livelli di glicemia e insulina. L’insulina è un ormone che stimola la produzione di estrogeni che solitamente peggiorano gli stati infiammatori nel corpo. Riducendo i carboidrati, si abbassano i livelli circolanti di insulina, diminuiscono le infiammazioni e migliora l’equilibrio ormonale. Ciò determina una ripresa dell’ovulazione e un aumento dei tassi di gravidanza.

Nutrienti Essenziali per la Fertilità Maschile

Negli uomini, la maggior parte dei casi d’infertilità è dovuta a una bassa concentrazione di spermatozoi nel seme (oligospermia) o alla bassa motilità degli stessi. In entrambe le situazioni le possibilità che gli spermatozoi arrivino fino all’ovulo e lo fecondino si riducono considerevolmente. Numerosi studi suggeriscono che il deficit di alcuni nutrienti colpisce la capacità riproduttiva, come certi “tossici”, inseriti in prodotti alimentari ne sono anch’essi relazionati.Gli antiossidanti hanno una speciale importanza, perché alcune sostanze ambientali alle quali siamo esposti ogni giorno (pesticidi, insetticidi, metalli pesanti…) ed elementi nutritivi come gli elementi ricchi di grasso di origine animale sono tossici per il sistema riproduttore per il loro effetto ossidante (radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare). Così la frutta e la verdura sono gli alimenti con la maggior concentrazione di antiossidanti, per cui il nostro scopo è quello di garantire al giorno almeno 3 razioni di frutta e due di verdura per migliorare la salute riproduttiva e così migliorare la fertilità.Gli acidi grassi essenziali (omega 3), meglio se procedenti da fonti vegetali e pesci, sono chiave nel processo della fertilità maschile. La composizione in acidi grassi della membrana dello spermatozoo è molto importante per la corretta funzione degli spermatozoi e si riflette con gli acidi grassi della dieta.Lo zinco è importante, viene associato nell’uomo a una diminuzione in quantità e motilità degli spermatozoi e ad alterazioni dei livelli di ormone maschile (testosterona). Lo zinco evita l’agglutinazione degli spermatozoi migliorandone la mobilità e si trova in uova, fagioli, latticini scremati e frutta secca. Particolare attenzione occorre dedicare al selenio, questo oligoelemento partecipa alla funzione riproduttiva migliorando la qualità seminale (numero e motilità degli spermatozoi), ha capacità antiossidanti e favorisce la secrezione della testosterona. Per questo motivo è stato commercializzato come selenio puro o associato con vitamina E.L’acido folico si merita una menzione speciale per la sua importanza nel prevenire malformazioni congenite nel futuro bebé (sia nell’uomo che nella donna). Ciò nonostante fa diminuire il numero e la motilità degli spermatozoi per cui si sta iniziando a supplementarlo in alcuni pazienti. Tra le vitamine i folati sono molto importanti per la spermatogenesi e una loro carenza può determinare anomalie cromosomiche degli spermatozoi.Consumi elevati di carni lavorate e carne rossa possono causare problemi: si tratta di alimenti ricchi di grassi saturi e di grassi trans naturali, sostanze che hanno un impatto negativo sulla salute maschile, con possibile riduzione dei livelli di testosterone e riduzione della spermatogenesi. Il consumo di latte intero è associato a riduzione della qualità dello sperma, forse per la presenza di estrogeni di origine animale, mentre il consumo di prodotti scremati è associato ad un miglioramento. La soia e i suoi derivati sono spesso indicati come un potenziale problema per la fertilità maschile per la rilevante presenza di fitoestrogeni, sostanze che teoricamente potrebbero interferire con l’azione degli ormoni maschili. Tuttavia, gli studi indicano invece che queste preoccupazioni potrebbero essere meno fondate rispetto ad altri fattori.

Nutrienti Essenziali per la Fertilità Femminile

Nella donna, il ruolo degli antiossidanti non appare così netto come nell’uomo, ma rimangono fondamentali. Apportare la giusta quantità di vitamine e minerali, introdurre antiossidanti, vitamine e minerali che proteggono ovociti dai danni dei radicali liberi è cruciale.Buone le evidenze per le vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e per i folati: questi ultimi accanto ad un aumento della fertilità presentano un ben noto effetto protettivo nei confronti di difetti del tubo neurale del feto.Ovaie, endometrio e placenta sono ricche di recettori per la vitamina D e vari studi hanno mostrato che donne con fertilità ridotta - soggetti con ovaio policistico e forte carenza di vitamina D - hanno registrato miglioramenti con integrazione della vitamina. Mantenere ottimale il livello di vitamina D è importante per la fertilità sia negli uomini che nelle donne.Per quel che riguarda i grassi, anche nella donna si conferma il ruolo problematico dei grassi trans- mentre non paiono avere impatto determinante quelli saturi. Un eccessivo consumo di carne pare essere deleterio anche per la fertilità femminile mentre il consumo di soia e derivati sembra esercitare un debole effetto positivo.Il consumo di pesce, ricco di omega 3, potrebbe essere un fattore positivo ma va considerato il potenziale rischio, dovuto al possibile accumulo di metalli pesanti, in specie mercurio, quindi la scelta del pesce pescato e non di allevamento è preferibile.

Tavola di alimenti ricchi di antiossidanti

Il Peso Corporeo e l'Attività Fisica: Fattori Determinanti

Il peso corporeo gioca un ruolo fondamentale nella fertilità. L’alimentazione dev’essere adattata al peso corporale, perché sia il sovrappeso che il sottopeso colpiscono seriamente la fertilità sia nelle donne così come gli uomini. L’indice di massa corporea (Body Mass Index - BMI) è il rapporto tra peso e altezza; si considera una persona sovrappeso se questo indice è compreso tra 25 e 29, mentre se supera il 30 si parla di obesità. Se l’indice è inferiore a 20 la persona si considera sottopeso. Un peso eccessivo o una eccessiva magrezza sono frequentemente collegate ad un malfunzionamento ovarico; dal 30 al 47% delle donne sovrappeso ed obese presenta cicli irregolari così come il 25% delle donne sottopeso. Avere un peso nella norma è, infatti, molto importante per poter avviare efficacemente una gravidanza. In una persona normopeso, questo indice è compreso tra 18,5 e 25. Se il BMI è inferiore a 18,5, si parla di sottopeso, se è superiore a 25 si è in presenza di sovrappeso, mentre da 30 si parla di obesità. Se il peso corporeo aumenta oltre i limiti di normopeso, i cicli mestruali possono diventare irregolari e può verificarsi uno scompenso della funzione riproduttiva. Invece, le donne con forte magrezza (sottopeso) e quelle che praticano un’attività fisica eccessivamente intensa, possono avere difficoltà nell’ovulazione e quindi nel concepimento. Ricordiamo che il sottopeso della madre può rappresentare un rischio per la crescita del bambino. Alcune donne possono avere disturbi legati all’ovulazione spesso portati dalla sindrome dell’ovaio policistico, soprattutto se presente un eccesso di peso. L’obesità, inoltre, può favorire l’infertilità anche nell’uomo.Nè troppo nè troppo poco: un giusto peso aiuta. In caso di sovrappeso od obesità, si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” o circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 80 cm nella donna e 94 cm nell’uomo si associano a un rischio cardiovascolare “moderato".

L’attività fisica è molto importante per attivare il metabolismo e mantenere in salute il nostro corpo. L’esercizio fisico ha un impatto decisamente positivo nell’uomo. «Una regolare attività fisica migliora la qualità dello sperma e dell’erezione», dichiara Andrea Salonia, urologo e andrologo e direttore dell’Urological Research Institute dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Soggetti attivi, impegnati in almeno tre ore di esercizio vigoroso a settimana, hanno un seme con parametri migliori rispetto ai sedentari. Troppo sport può invece essere un problema, ma non c’è motivo di preoccuparsi di questo, a meno che non si sia degli atleti di élite. Per chi non ha il tempo per dedicare alcune ore della settimana in maniera esclusiva all’attività fisica, è consigliabile aumentare quanto più possibile il numero di passi quotidiani, con l’obiettivo di superare la soglia dei diecimila al giorno.L’attività fisica nella donna ha un effetto positivo in soggetti sovrappeso, che probabilmente beneficiano della perdita di peso determinata dal movimento, ma può diventare problematica se eccessiva, in grado di alterare il bilancio energetico del soggetto, con importanti ricadute sull’equilibrio ormonale: tra le atlete non è raro rilevare disturbi del ciclo mestruale e in effetti un aumento di durata, intensità e frequenza dell’attività fisica sembrano ridurre la fertilità. Tuttavia un’attività fisica moderata risulta debolmente correlata con un aumento della fecondità, indipendentemente dal peso corporeo della donna. L’attività fisica è importante ma non deve essere esagerata, specie nella donna, per evitare di creare problemi di equilibrio metabolico.

Grafico dell'Indice di Massa Corporea e fertilità

Fattori di Stile di Vita e Abitudini che Influenzano la Fertilità

Oltre agli aspetti nutrizionali, diversi fattori legati allo stile di vita possono influenzare significativamente la fertilità.Nell’uomo lo stress può ridurre la qualità del seme: depressione e stress riducono il testosterone e altri ormoni impegnati nella spermatogenesi, anche se è ancora dubbio se sia la depressione a ridurre il testosterone oppure se un ridotto testosterone possa essere tra le cause di depressione. Anche nella donna lo stress ha un impatto negativo, come dimostra la fertilità ridotta di soggetti che lavorano oltre le 32 ore settimanali rispetto a quelli con lavori meno impegnativi. Alcuni ricercatori fanno notare come tra le cause di stress possano esserci anche l’ansia e la depressione che spesso si accompagnano a diagnosi di infertilità e ai successivi trattamenti.Sigaretta? No, grazie. Fumare è sempre sconsigliabile, ma i danni sulla fertilità sono davvero importanti. Il fumo di sigaretta riduce la fertilità nell’uomo e nella donna. Nelle donne che fumano più di 10 sigarette al giorno la menopausa sopravviene in media da 1 a 4 anni prima rispetto alle donne che non fumano e questa osservazione suggerisce che il fumo acceleri l’esaurimento degli ovociti. Inoltre le fumatrici sono più soggette agli aborti spontanei sia nelle gravidanze ottenute naturalmente che in quelle da fecondazione assistita.L’alcol riduce la fertilità maschile; tra i bevitori si osserva infatti una netta riduzione del numero di spermatozoi presenti e della loro motilità. Infine anche tè, caffè e alcol se consumati in quantità eccessive possono contribuire ad una riduzione della fertilità, anche se i dati disponibili sono molto sfumati e di non facile interpretazione. Un bicchiere di vino? Prendiamoci un caffè. Se si è un vero “caffeinomane” e si consumano più di 500 mg di caffeina al giorno (più di 5 tazze di caffè) sappiate che le possibilità di rimanere incinta diminuiscono e se si è in gravidanza aumenta la possibilità di un aborto spontaneo. Un consumo moderato invece non sembra interferire con le possibilità riproduttive. «Il caffè? È sbagliato considerarlo un problema», afferma Fabrizio Scroppo, andrologo dell’ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, sottolineando che sul versante dell’alimentazione non sono previste rinunce, ma piuttosto scelte consapevoli.Per l’uomo è consigliabile evitare eccessivo calore nella zona scrotale (molte ore alla guida, abiti troppo stretti, tessuti sintetici, etc.).

Linee Guida Alimentari per la Fertilità

Fondamentale è dunque mantenere un’alimentazione equilibrata che includa soprattutto frutta e verdura, in modo da garantire l’apporto necessario di vitamine, minerali, oligoelementi e antiossidanti (ferro, zinco, acido folico, selenio,…) cruciali per la salute riproduttiva. La varietà non è sinonimo di quantità: “…un po’ di tutto ma moderatamente…”.Uno schema alimentare per la fertilità deve essere vario e ben bilanciato affinché sia efficace. La parola dieta non deve essere infatti interpretata come “rinunciare” a qualcosa, ma piuttosto come scegliere la giusta combinazione di alimenti che fanno bene alla nostra salute. L’alimentazione dovrebbe innanzitutto ripulire il corpo da tossine e radicali liberi che minacciano la capacità riproduttiva. Per questo è essenziale assumere cibi ricchi di antiossidanti e in grado di sostenere la funzione epatica. Inoltre, il cibo fornisce le giuste quantità di grassi necessari alla produzione degli ormoni steroidei e favorisce l’equilibrio ormonale, supportando la produzione e le funzioni degli stessi ormoni. Prestare attenzione a ciò che mangiamo, soprattutto quando si sta cercando una gravidanza, permette di prediligere cibi che contengono i nutrienti necessari a sostenere il concepimento e lo sviluppo del feto, e di evitare quelli che ostacolano la fertilità. Parliamo in questo caso di alimenti di origine non biologica, ricchi di pesticidi e antibiotici che ostacolano il normale ciclo riproduttivo.

Alimentazione sana e sport per proteggere la fertilità

Ecco alcune linee guida per una dieta per la fertilità:

  1. Mangiate molta frutta e verdura biologiche. È stato dimostrato che pesticidi ed erbicidi utilizzati nell’agricoltura convenzionale possono avere effetti negativi sulla fertilità sia maschile che femminile. Via libera dunque ad agrumi, pomodori, carote e ortaggi a foglia verde che favoriscono la produzione di spermatozoi sani e mobili.
  2. La mattina consumare un’abbondante colazione a base di cereali integrali, pane integrale con formaggio leggero, the verde e frutta, eventualmente anche un uovo una o due volte a settimana. Evitare i dolci, eventualmente un velo di miele o marmellata su una fetta di pane integrale prima di un’attività fisica.
  3. Consumate modeste quantità di latte intero e formaggi da agricoltura biologica. Il latte non biologico può contenere antibiotici ed ormoni. NON consumate latte e formaggi se è presente un’endometriosi od ovaie policistiche (PCOS). Ci sono delle alternative al latte vaccino come i latti vegetali d’avena o di mandorla.
  4. Consumate pesce almeno due volte a settimana; il pesce apporta acidi grassi essenziali (omega 3). Queste sostanze facilitano la produzione di ormoni, riducono gli stati infiammatori. Il pesce è inoltre una buona fonte di Vitamina A. Nella scelta del pesce sarebbe preferibile scegliere il pesce pescato e non di allevamento che più facilmente contiene antibiotici. È consigliabile consumarlo, nelle dosi prescritte, almeno tre volte alla settimana, preferibilmente cucinato alla griglia, al forno, al vapore o arrosto.
  5. Il consumo di carboidrati andrebbe limitato ad una volta al giorno e due volte la settimana, ma preferibilmente i carboidrati andrebbero consumati integrali. Riso, pasta e pane integrali in alternativa ai corrispettivi raffinati. I carboidrati complessi andrebbero consumati ad ogni pasto.
  6. Il consumo di carne rossa va limitato a una/due volte alla settimana e la scelta dovrebbe cadere su carne di animali allevati in allevamenti biologici. La carne apporta acidi grassi e proteine essenziali, ma il suo consumo è correlato con varie patologie. La carne andrebbe evitata da chi soffre di endometriosi dato che è stata dimostrata una relazione negativa tra il consumo di carne rossa e endometriosi. Carne: manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. Cucinate alla griglia, arrosto, bollite, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti.
  7. Gli zuccheri purtroppo fanno male; in particolare in alcune situazioni dovrebbero essere eliminati come per chi ha l’ovaio policistico, situazione che spesso è legata ad alterazioni del ritmo insulinico, ma anche in assenza di questo problema evitare i dolci e quindi i picchi di insulina evita di “stressare” gli ovociti. Dolci e dolciumi come creme elaborate, prodotti da forno soprattutto se farciti, gelati, caramelle, merendine, ecc. sono da evitare.
  8. Legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, ecc.), poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali (possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti) da preferire a tutti gli alimenti ricchi di proteine. Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (2-3 volte alla settimana), componendo così dei piatti unici.
  9. Formaggi da consumare come secondo, al posto di carne (2 volte a settimana) o due uova (1 volta a settimana). Consigliati 100 g di formaggi freschi come mozzarella, certosino, scamorza fresca, caciottine fresche oppure 50 g di formaggi stagionati come Grana Padano DOP, che è possibile consumare anche giornalmente grattugiato (1 cucchiaio è pari a 10 g) per condire pasta, riso e verdure al posto del sale. Grana Padano DOP è un concentrato di latte, ma ha meno grassi del latte fresco intero con cui è fatto perché parzialmente scremato durante la lavorazione e il 32% dei grassi che contiene sono insaturi. Inoltre, è ricco di proteine, compresi i 9 aminoacidi essenziali tra cui 3 ramificati (leucina, isoleucina e valina).
  10. Uova. Il loro consumo è importante, ma non deve essere superiore a 2-4 porzioni alla settimana, compreso il loro utilizzo per la preparazione di altri piatti. Un uovo contiene il ferro di 100 g di filetto, vitamina D, carotenoidi e iodio.
  11. Latte e derivati quali importanti fonti di calcio e di vitamina D. È doveroso ricordare che, oltre ad essere assunta con la dieta, la vitamina D viene sintetizzata in maggior misura dal nostro organismo.
  12. Verdura di stagione, almeno una porzione ad ogni pasto, cruda o cotta. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo.
  13. Frutta, circa due-tre frutti di medie dimensioni al giorno. La frutta andrebbe consumata con la buccia (ben lavata).

Alimenti Specifici e Loro Benefici sulla Fertilità

Alcuni alimenti meritano una menzione particolare per le loro proprietà benefiche sulla fertilità:

  • Avocado - L’avocado è fonte di importanti vitamine, come la vitamina E, la cui integrazione aiuta a migliorare lo spessore endometriale. Inoltre, è un cibo ricco di potassio, di grassi monoinsaturi, di fibre e acido folico, elementi cruciali durante le prime fasi della gravidanza.
  • Semi di girasole - Questi semi aiutano in particolare la fertilità maschile, poiché, grazie alla vitamina E, migliorano la motilità e quantità dello sperma. I semi di girasole contengono notevoli quantità di nutrienti indicati per la fertilità come zinco, acido folico e selenio.
  • Salmone - Ricco di omega-3, proteine e grassi “buoni”, il salmone supporta lo sviluppo del feto durante la gravidanza. Negli uomini, gli alti livelli di vitamina D e selenio migliorano i parametri spermatici. È importante scegliere un salmone selvaggio.
  • Noci - Le noci sono ricche di omega-3 e omega-6, che regolano i livelli di ormoni, e di vitamina B ed E, che mantengono in salute il corpo e migliorano la fertilità. Negli uomini, l’assunzione di noci porta a un miglioramento della motilità, quantità e morfologia dello sperma.
  • Uova - Le uova sono ricche di proteine e colina, che ha effetti positivi sullo sviluppo del feto. In particolare, il tuorlo dell’uovo è un’importante fonte di vitamina B, omega-3 e acido folico, che favoriscono lo sviluppo dell’embrione dopo il concepimento.
  • Asparagi - Gli asparagi forniscono al corpo più della metà della dose giornaliera raccomandata di acido folico e vitamina K. Questi alimenti non solo rafforzano la salute riproduttiva della donna grazie alle grandi quantità di vitamina e antiossidanti, ma aiutano anche la fertilità maschile in quanto sono ricchi di zinco e selenio.
  • Fagioli e lenticchie - Questi alimenti sono ricchi di proteine vegetali, che aiutano a ridurre il rischio di infertilità ovulatoria, e acido folico, componente importante per il concepimento e lo sviluppo sano dell’embrione.
  • Frutta - Bacche, lamponi e mirtilli sono alimenti ricchi di antiossidanti naturali e nutrienti antinfiammatori che migliorano la fertilità sia maschile che femminile. Anche il melograno aiuta nella fase di concepimento in quanto ricco di antiossidanti, vitamine e folati.
  • Verdura a foglia scura - Cavoli, spinaci e bietole sono cibi ricchi di fibre e nutrienti prenatali come calcio, ferro e folati.
    Una selezione di cibi benefici per la fertilità

L'Approccio Integrato alla Fertilità

Appare evidente dai dati che arrivano dalla ricerca che una migliore fertilità passa anche dalla tavola. Purtroppo non esistono protocolli testati clinicamente o diete della fertilità che abbiano una solida base scientifica universalmente accettata. Mantenere un buon peso, con un Indice di Massa Corporea inferiore a 25. Consumare una buona quantità di verdure e frutta: particolarmente preziose le verdure a foglia, ricche di folati. L’alimentazione è soltanto uno dei tanti fattori che possono contribuire all’infertilità, sia maschile che femminile. Quando esistono problemi di questo tipo è importante essere seguiti da professionisti - ginecologi e andrologi in primis - in modo da verificare se non esistano patologie in atto e intervenire in maniera mirata con modifiche del proprio stile di vita: mangiare bene non serve soltanto a dimagrire, ma a vivere meglio, al massimo delle proprie possibilità.«La buona notizia - per dirla con Fabrizio Scroppo - è che sul versante dell’alimentazione non sono previste rinunce.» Si tratta non solo di una dieta “sana”, ma di un modo di alimentarsi che tenga conto dei vostri specifici problemi. Ci sono molte evidenze scientifiche che evidenziano come specifici alimenti aiutino o peggiorino specifiche situazioni cliniche. Uno studio condotto su un largo campione di donne e pubblicato su “Obstetrics & Gynecology” ha evidenziato che modificare specificatamente la propria dieta diminuiva dell’80% il rischio di infertilità dovuta a problemi ovulatori.Per Maurizio Tommasini, Biologo Nutrizionista, l’alimentazione ha un enorme impatto sulla salute fisica e mentale. Rosa Flocco, Biologa Nutrizionista, si occupa di aiutare le persone con problematiche digestive, ormonali, tiroidee e affette da malattie infiammatorie, croniche e intestinali, raggiungendo risultati positivi attraverso l’insegnamento delle corrette pratiche di cottura e di abbinamento dei cibi.L’impatto della nutrizione sulla fertilità e lo sviluppo embrionale è ormai oggetto di studio da diversi anni. Da qui emerge l’esigenza di una nuova figura di Biologo nutrizionista, specializzato nell’accompagnare le coppie durante il percorso di riproduzione sia naturale che medicalmente assistito.Si considera infertile una coppia che, dopo un anno di rapporti regolari e non protetti, non riesce a concepire. Tuttavia, poiché una percentuale non trascurabile di coppie riesce ad avere un figlio dopo due anni di tentativi e dati i criteri dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), molti preferiscono parlare di infertilità dopo 24 mesi. Le cause di infertilità sono tante, ma negli ultimi anni si è registrato un aumento delle patologie della sfera riproduttiva, sia acute che croniche. Tra quelle in aumento e più frequenti, che interessano sia le donne che gli uomini, vi sono le infezioni trasmesse sessualmente. I problemi di fertilità, maschile e femminile, sono sempre più diffusi. L’infertilità è definita come l’inabilità di una coppia di procreare dopo un anno di tentativi: si tratta di un problema che riguarda dal 10 al 15% delle coppie, particolarmente diffuso in alcuni paesi del ricco occidente. L’età è un fattore sicuramente importante: la fertilità raggiunge un picco per poi calare, più o meno rapidamente, in entrambe i sessi. Nell’uomo la qualità del seme inizia a scemare dai 35 anni in poi: diminuisce il volume prodotto mentre per gli spermatozoi cala la motilità e aumenta la quantità di cellule anormali o con danni al DNA, con un aumento significativo del tempo necessario ad avere una gravidanza quando l’uomo supera i 45 anni. Nella donna la situazione è ancora più complessa: alla nascita la donna possiede già da seicentomila a due milioni di ovociti immaturi ma soltanto 400-500 di questi andranno incontro a maturazione durante il periodo fertile che va dalla pubertà alla menopausa. L’età aumenta il tempo necessario affinché la donna rimanga incinta, in particolar modo oltre i 36 anni, con un incremento del rischio di anomalie genomiche e aborti spontanei.

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