Alimentazione del Cavallo Dopo la Colica: Strategie per il Recupero e la Prevenzione

Le coliche costituiscono la sindrome più temuta negli equidi, la più grave, e rappresentano un’urgenza poiché il rischio per la vita del cavallo può essere imminente se non si interviene abbastanza rapidamente. Il termine “coliche” significa “dolore addominale”, senza presupporre in alcun modo l’origine anatomica delle coliche osservate. La colica non è una patologia a sé stante, ma piuttosto una combinazione di segnali che avvisano della presenza di dolore addominale nel cavallo. Molteplici sono i fattori che possono contribuire all'insorgenza delle coliche, ma l'alimentazione gioca un ruolo cruciale sia nella prevenzione che nel recupero post-colica.

cavallo con colica

Comprendere il Sistema Digerente Equino

Per essere in grado di gestire il piano alimentare di un cavallo, bisogna prima di tutto comprendere il funzionamento del sistema digerente. Indipendentemente dalle differenti esigenze riguardo l’alimentazione, tutti i cavalli possiedono lo stesso sistema digerente.

La Bocca: Inizio della Digestione

Il cavallo afferra il cibo principalmente con l’aiuto delle labbra, della lingua e talvolta degli incisivi. I cavalli sono dei veri buongustai: la loro cavità orale presenta fino a 35.000 papille gustative, a differenza degli umani che ne hanno solamente 10.000. Nella cavità orale il cibo viene sminuzzato dai molari e mescolato alla saliva. Questo passaggio è indispensabile per rendere il bolo più scivoloso in modo da facilitare gli altri processi digestivi. Tuttavia, la saliva non contiene enzimi amiolitici, motivo per cui la predigestione nella cavità orale avviene solamente attraverso lo sminuzzamento del cibo. Questo è il motivo per cui il cavallo ha bisogno di molto tempo e tranquillità per mangiare. Per un chilo di foraggio grezzo un cavallo di taglia grande necessita di circa 40-50 minuti, mentre per un chilo di mangime avrà bisogno di circa 10 minuti. Se il cavallo non ha a disposizione il tempo necessario oppure è sotto stress, potrebbe iniziare ad ingozzarsi. Se il cavallo tende a mangiare velocemente il suo mangime, si possono disporre alcuni grandi sassi tondeggianti all’interno della mangiatoia, facendo attenzione che non siano blocchi di sale.

Lo Stomaco: Piccolo ma Cruciale

Lo stomaco del cavallo è relativamente piccolo se rapportato alle dimensioni dell’animale, con una capacità da 7 fino a 10 litri, ed è in grado di espandersi fino a raddoppiare le sue dimensioni. Tuttavia, questo rappresenta un grande sforzo fisico per il corpo e può provocare gravi coliche. Per evitare che ciò accada è necessario sapere che, se il cavallo ha a disposizione tempo e tranquillità a sufficienza per mangiare, il cibo raggiungerà lo stomaco ben sminuzzato e mescolato alla saliva, permettendogli di attraversarlo rapidamente. Se invece il mangime non è stato sufficientemente sminuzzato oppure mescolato alla saliva, i succhi gastrici avranno difficoltà a scomporre il cibo, che rimarrà a lungo nello stomaco, causando un’espansione anomala della parete gastrica. Questo fenomeno si aggrava se si somministra al cavallo prima il mangime e poi il fieno. Il mangime giace pesantemente sul fondo dello stomaco e ci rimane a lungo. Se a questo si aggiunge anche il fieno e l’acqua (saliva), lo stomaco risulta eccessivamente pieno, provoca forti dolori e il cavallo potrebbe avere una colica. Proprio per questo motivo si consiglia di somministrare il fieno almeno 30 minuti prima del mangime, così da saziare il cavallo e fare in modo che mastichi correttamente il mangime. Lo stomaco del cavallo produce continuativamente acidi gastrici. Per evitare che le pareti gastriche vengano danneggiate da questi acidi corrosivi e che si creino ulcere gastriche, lo stomaco dovrebbe avere sempre a disposizione del cibo da scomporre. A causa del volume ridotto dello stomaco, il cavallo dovrebbe ricevere tante piccole porzioni distribuite nell’arco della giornata. Con una sola paletta di avena (circa 1-1,5 chili) più la saliva (circa 3 litri) lo stomaco è già riempito per metà. Per evitare di colmare eccessivamente lo stomaco bisogna suddividere la razione in alcune porzioni più piccole. Per allungare i tempi di assimilazione ed evitare che il cavallo mangi troppo freneticamente, si può ricorrere alle reti per fieno.

L'Intestino Tenue: Assorbimento dei Nutrienti

L’intestino tenue del cavallo è lungo 20 metri ed ha una superficie ancora maggiore grazie ai villi intestinali (estroflessioni delle mucose intestinali). All’interno dell’intestino tenue, le proteine, i grassi e i carboidrati semplici vengono scomposti in molecole più piccole. Per far ciò il fegato secerne della bile direttamente all’interno del contenuto dell’intestino. Visto che il cavallo non possiede la cistifellea e quindi non è in grado di immagazzinare la bile, quest’ultima viene rilasciata continuamente dal fegato. A causa della scarsa attività enzimatica, le capacità dei cavalli di assimilare gli amidi sono davvero basse. Proprio per questo motivo è importante somministrare al proprio cavallo solo amidi facilmente digeribili e sempre in quantità limitate, come nell’avena. I mangimi con un alto contenuto di amidi (per esempio mais) sono difficili da digerire e dovrebbero subire un trattamento idrotermico che ammorbidisce i chicchi con il calore e l’umidità e li rende dunque più facilmente digeribili per il cavallo. Gli amidi che non vengono assorbiti all’interno dell’intestino tenue, finiscono nel crasso, dove compromettono l’equilibrio della flora intestinale. I microbi che si trovano qui e che sono di vitale importanza per il cavallo, muoiono a causa del calo del pH e dei processi di fermentazione. Pertanto è importante considerare una buona digeribilità degli amidi a livello prececale durante la selezione del mangime.

L'Intestino Crasso: Fulcro dei Processi Digestivi

Il cavallo dispone di circa 20 chili di batteri all’interno dell’intestino crasso che sono i responsabili degli importantissimi processi digestivi. I batteri devono essere ben nutriti perché altrimenti la flora intestinale potrebbe subire degli squilibri. Nel giro di 33-44 ore i microrganismi scompongono il bolo ed i tessuti vegetali di sostegno, come cellulosa, emicellulosa e pectina, che sono difficilmente digeribili. Facendo questo vengono rilasciati acidi grassi, vitamine del gruppo B e oligoelementi che vengono assorbiti dalle pareti dell’intestino. Gli alimenti ingeriti determinano la composizione della flora intestinale. I batteri presenti in quest’ultima, una volta adattati al cibo, si riproducono a seconda della composizione degli alimenti presenti. I cambiamenti della dieta vanno sempre affrontati con grande attenzione in quanto, se effettuati repentinamente, possono danneggiare i batteri. Inoltre, anche gli alimenti inadeguati, come il silato di fieno e di erba, possono danneggiare la flora intestinale. In seguito alla fermentazione il cibo non contiene più i componenti vegetali difficilmente digeribili di cui si nutrono i microbi, che quindi muoiono. Più il bolo procede all’interno dell’intestino crasso e maggiore sarà la quantità di acqua che gli viene tolta. Verso l’estremità finale dell’intestino le estroflessioni danno la tipica forma alle feci prima che vengano espulse.

Guida alla digestione del cavallo in 3D

La Gestione Alimentare del Cavallo Dopo una Colica

Dopo un episodio di colica, sia essa di natura medica o chirurgica, l'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel recupero e nella prevenzione di future ricadute.

Alimentazione Post-Chirurgica e Recupero Iniziale

I cavalli sottoposti a terapia chirurgica richiedono spesso una gestione alimentare specifica, soprattutto quando viene eseguita un’anastomosi. Inizialmente, vengono somministrati solo cibi bagnati e privi di farine. Successivamente, si inizia a introdurre mangime, sempre bagnato, incorporando infine fieno a fibra corta. Quando non viene eseguita un’anastomosi, i cavalli possono spesso riprendere più rapidamente il loro regime alimentare. Dopo le dimissioni, si consiglia di riprendere l’alimentazione normale e di somministrare il cibo suddividendolo in 3-4 pasti al giorno per fare in modo che i cavalli vengano alimentati per più ore nel corso della giornata. Questo perché tutti i cavalli che hanno avuto una riduzione o una soppressione dell’alimentazione per qualche giorno, spesso, possono sviluppare gastrite.

La Reintroduzione degli Alimenti: Importanza della Fibra e dell'Idratazione

Dopo una colica, non appena il cavallo sarà in grado di mangiare, avrà bisogno di alimenti fibrosi di alta qualità. Se il cavallo ha avuto una colica gassosa, ad esempio, e presenta feci dure e asciutte, un pastone con semi di lino è sicuramente indicato, in quanto agisce sulla massa costipante diminuendone la consistenza. L’efficacia della crusca nella prevenzione delle coliche da costipazione del cavallo è da sempre oggetto di discussione per alimentaristi e clinici, dato che non sono mai stati dimostrati i suoi effetti lassativi in questa specie. L’uso dello yogurt è ottimo per ristabilire l’equilibrio della flora microbica intestinale, ma esistono in commercio prodotti specifici che possono essere utilizzati. Anche il lievito di birra agisce sulla flora microbica intestinale, sia sulla qualità che sulla quantità, lavorando quindi in sinergismo con i fermenti oltre ad essere un’ottima fonte di vitamine, soprattutto del gruppo B.

Si consiglia di utilizzare del fieno di buona qualità e ad uno stato di maturazione non troppo avanzato, affinché sia dotato della più alta digeribilità possibile e di evitare che il cavallo ingerisca la paglia della lettiera. La cosa migliore sarebbe avere a disposizione erba giovane o leguminose. È bene inoltre eseguire periodici controlli della tavola dentaria e assicurare la giusta quantità di movimento durante la giornata. Importante è anche, ovviamente, il libero accesso all’acqua.

fieno di qualità per cavalli

Le "Super Fibre" per la Salute Intestinale

Se si vuole davvero somministrare un alimento benefico che aiuti l’intestino a lavorare meglio e assumere acqua, la scelta deve ricadere tra i prodotti fibrosi. Le super fibre, come le polpe di barbabietola e le buccette di soia, sono chiamate così in quanto contengono fibra molto fermentescibile. Al contrario del fieno, posseggono più emicellulose e pectine che possono essere fermentate rapidamente dai microrganismi con la produzione di acido butirrico. Questa sostanza è un’ottima fonte di energia per la vitalità dei colonociti, le cellule del grosso intestino. Generalmente vanno bene aggiunte in dosi di 200-400 g (peso secco) al giorno.

Fieni Trattati come Alternative Benefiche

Fieni in pellet, in cubetti o sminuzzati sono ottimi prodotti per preparare un’aggiunta fibrosa per il nostro cavallo. L’ideale è prepararli proprio come se fossero un pastone. Si aggiunge acqua calda e si lascia riposare mescolando di tanto in tanto per almeno un’ora. Premesso che la scelta per un buon pastone deve ricadere tra gli alimenti fibrosi, dobbiamo ricordarci che questi vanno somministrati quotidianamente e introdotti gradualmente. Una volta scelta l’opzione più compatibile con la nostra gestione per la preparazione, si aggiungono circa 2 litri di acqua bollente e si lascia riposare per almeno un’ora. Si abitua il cavallo a questa preparazione gradualmente iniziando con 300 g e aumentando fino al quantitativo desiderato.

Le 10 Regole d'Oro dell'Alimentazione Equina per Prevenire le Coliche

La colica è una condizione multifattoriale, con molte potenziali cause e fattori che contribuiscono, alcuni dei quali sono fuori dal nostro controllo. Tuttavia, la gestione gioca un ruolo chiave nella maggior parte dei casi di coliche, quindi la prevenzione delle stesse è incentrata sulla gestione del cavallo.

  1. Il fieno prima di tutto: Per quelli che una volta erano i cavalli delle steppe, il foraggio grezzo sottoforma di fieno di alta qualità ha la priorità assoluta nell’alimentazione. La frazione secca (circa 88%) ed il contenuto di fibre grezze costituiscono le basi nutritive per i batteri della flora intestinale. Pertanto, il cavallo dovrebbe avere a sua disposizione 1,5 chili di fieno ogni 100 kg di peso corporeo al giorno. Per un cavallo a sangue caldo da 600 kg sarebbero dunque circa 9 chili di fieno. I cavalli che vivono in un box con i trucioli dovrebbero ricevere almeno 2 chili di fieno ogni 100 kg di peso corporeo, così da evitare lunghe pause senza foraggio. Per evitare l’insorgere di coliche il cavallo dovrebbe ricevere il fieno almeno 30 minuti prima del mangime. Fornire una dieta di alta qualità composta principalmente da alimenti fibrosi di alta qualità (pascolo, fieno, cubetti di fieno melassato). Ad eccezione dei giovani puledri, tutti i cavalli dovrebbero essere alimentati quotidianamente con almeno l’1% del loro peso corporeo (o un kg per 100 kg di peso corporeo) di foraggio di buona qualità. È importante somministrare fieno di buona qualità ed evitare cambiamenti bruschi verso l’uso di nuove varietà o lotti di fieno.

  2. Suddividere le razioni: A causa del volume ridotto dello stomaco di 7-10 litri, il cavallo dovrebbe ricevere tante piccole porzioni distribuite nell’arco della giornata. Con una sola paletta di avena (circa 1-1,5 chili) più la saliva (circa 3 litri) lo stomaco è già riempito per metà. Per evitare di colmare eccessivamente lo stomaco bisogna suddividere la razione in alcune porzioni più piccole. Dividere la razione giornaliera di concentrato in due o (meglio) diversi pasti più piccoli, anziché in uno grande, per evitare di sovraccaricare il tratto digestivo del cavallo.

  3. Moderare l’apporto di proteine: Le proteine contengono aminoacidi essenziali che svolgono un’importante funzione plastica e strutturale. Tuttavia l’apporto proteico deve essere adeguato all’intensità dell’attività svolta dal cavallo e al suo fabbisogno. L’apparato digerente del cavallo è in grado di tollerare un eccesso di proteine da due fino a tre volte superiore a quello necessario. Tuttavia, un dosaggio eccessivo prolungato nel tempo danneggia il fegato e i reni e potrebbe anche causare gravi malattie metaboliche. Alcuni studi hanno dimostrato che la laminite non è dovuta ad un eccessivo apporto proteico, bensì ad un eccesso di fruttani ed amidi. Un sovraccarico continuativo di polisaccaridi come i fruttani, presenti nell’erba in grandi quantità, porta a gravi squilibri della flora intestinale e quindi anche alla morte di diversi microrganismi indispensabili.

  4. Attenzione agli eccessi di amidi: La digestione degli amidi nel cavallo avviene a livello prececale e solo con scarsa scissione enzimatica, questo significa che gli amidi vengono prevalentemente assorbiti dall’intestino tenue. Gli amidi che non vengono assorbiti proseguono nell’intestino crasso dove generano squilibri della flora intestinale. Questo provoca la morte di diversi microrganismi intestinali che rilasciano endotossine che finiscono nel sangue. Un’altra conseguenza può essere la fermentazione e dunque flatulenza, tensione addominale e irritazioni alle mucose intestinali. Quando le mucose sono infiammate, la capacità di assorbimento dei nutrienti, dei minerali e degli oligoelementi sono notevolmente compromesse. Pertanto, durante la selezione del mangime, bisogna prestare particolare attenzione al contenuto di amidi facilmente digeribili. Proprio per questo motivo l’avena è adatta come mangime primario perché ha un basso contenuto di amidi rispetto ad altri alimenti ed è facilmente digeribile. L’apporto ideale per un cavallo sarebbe di 1 g di amidi ogni kg di peso corporeo e pasto.

  5. Gli integratori minerali sono d’obbligo: Il cavallo ha bisogno di macro e microelementi per mantenere attive le diverse funzionalità dell’organismo. Tra i macroelementi troviamo calcio, potassio, magnesio, sodio, fosforo, cloro e zolfo. Per i cavalli è particolarmente rilevante un corretto rapporto fosforo-calcio (Ca:P) di 1 fino a 3:1. Questi due macroelementi rappresentano fino al 70 % dei sali minerali presenti nell’organismo e vengono immagazzinati principalmente all’interno delle ossa. Un rapporto Ca:P squilibrato può portare alla demineralizzazione delle ossa che causa dolori, fratture ossee ed osteoporosi. Di norma il fabbisogno giornaliero di calcio e fosforo viene coperto da 1,5 kg di foraggio grezzo ogni 100 kg di peso corporeo. Se la quantità di foraggio è inferiore a quella raccomandata è necessario ricorrere ad un integratore minerale con un buon rapporto Ca:P per compensare lo squilibrio creato. Tra i microelementi troviamo zinco, ferro, rame, manganese, iodio, selenio e cobalto. L’agricoltura intensiva ha impoverito il suolo, il che genera carenze di zinco, selenio e rame nell’erba e nel fieno. La mancanza di nutrienti dovrebbe essere quindi compensata con un buon integratore minerale.

  6. I lipidi sottoforma di oli hanno un’importante funzione energetica e vengono spesso impiegati nell’alimentazione di cavalli sportivi e cavalli che seguono una dieta priva di cereali. Solo 50 millilitri di olio apportano al cavallo 2 mega joule (MJ) di energia. Un eccessivo apporto di lipidi potrebbe ostruire lo svuotamento gastrico e limitare l’attività microbica all’interno dell’intestino crasso. Pertanto, il cavallo dovrebbe ricevere non più di 1-1,5 g di olio per kg di peso corporeo al giorno.

  7. Stabilire degli orari fissi per i pasti: I cavalli sono degli animali molto abitudinari e hanno un orologio biologico molto preciso. Per evitare di generare stress prima e durante i pasti, è consigliabile stabilire degli orari ed una sequenza fissi per la somministrazione del cibo. La soluzione ideale per il mangime sono i distributori automatici. In questo modo i cavalli non si innervosiscono e non mangiano avidamente ed è possibile evitare danni alle pareti e alle sbarre del box.

  8. Modificare la dieta gradualmente: L’apparato digerente equino è molto delicato ed è facile generare squilibri al suo interno. Cambiamenti improvvisi della dieta creano scompensi della flora batterica intestinale non indifferenti. Quest’ultima infatti ha bisogno di una fase di adattamento al nuovo piano alimentare, così da potersi adeguare e riprodurre di conseguenza. Bisogna sempre considerare almeno due settimane di tempo per effettuare i cambiamenti alla dieta, durante le quali si sostituiranno piccole porzioni del vecchio mangime con quello nuovo. Quando si effettuano modifiche alla dieta, l’aspetto più importante sono i componenti analitici e non la tipologia di mangime in sé. Questo significa che se il mangime nuovo ha gli stessi componenti analitici di quello vecchio, non sarà necessario alcun periodo di transizione dall’uno all’altro. Bisogna però prestare particolare attenzione quando si passa dal foraggio invernale (solo fieno) al foraggio estivo (erba del pascolo) e viceversa. Infatti durante l’estate i batteri della flora intestinale, responsabili per la digestione delle fibre vegetali del fieno, sono quasi inesistenti. Questi batteri devono dunque formarsi nuovamente, motivo per cui, alla fine dell’estate, bisogna somministrare al cavallo anche del fieno assieme all’erba del pascolo. Allo stesso modo, anche all’inizio della stagione del pascolo, il passaggio dal fieno all’erba deve essere graduale.

  9. Idratazione adeguata: Un cavallo necessita di 5-13 litri di acqua ogni 100 kg di peso corporeo. Ciò significa che un cavallo da 600 kg beve tra i 30 e gli 80 litri di acqua al giorno. Assicurarsi che l'acqua sia pulita e sempre disponibile è fondamentale. Molti beverini sono sporchi e i cavalli tendono a bere poco quando l’acqua è sporca.

  10. Integrazione di elettroliti: Un cavallo sudato a causa del training o delle temperature esterne, perde una quantità notevole di elettroliti attraverso il sudore. Ogni litro di sudore può contenere fino a 8,5 g di cloruro di sodio. Non posizionare il blocco da leccare all’interno della mangiatoia, ma appenderlo nel box oppure disporlo in un apposito supporto così che rimanga pulito. I puledri non ancora svezzati non dovrebbero avere accesso ai blocchi di sale, perché questi potrebbero causare diarrea. I cavalli che in età adulta mordono il blocco di sale, molto probabilmente hanno avuto accesso illimitato al sale quando erano dei puledri. Questi cavalli dovrebbero dunque avere a loro disposizione il blocco di sale solamente quando hanno sudato.

cavallo che beve acqua pulita

Prevenzione delle Coliche: Oltre l'Alimentazione

Eliminare tutte le ipotetiche cause di colica non è realizzabile, soprattutto quelle legate allo stress. Tuttavia, ci sono diverse misure preventive che possono essere adottate.

Controllo dei Parassiti e Igiene

Un programma regolare di controllo dei parassiti, con l'aiuto del veterinario, è essenziale. I parassiti digestivi nei cavalli non vanno mai sottovalutati. Ogni cambio di stagione è il momento ideale per agire e interrompere i cicli di riproduzione dei parassiti. Oltre al trattamento diretto, la gestione dell’ambiente è fondamentale per prevenire reinfestazioni. La pulizia della stalla e del paddock è cruciale.

Movimento e Benessere Psicologico

Lo scarso movimento predispone a coliche per due motivi: il cibo potrebbe muoversi con più difficoltà verso il colon, inducendo l’apparato digerente a secernere acqua per mobilitarlo, purtroppo senza successo perché cibo e acqua assieme pesano troppo e senza movimento non c’è modo di farli scorrere. Esercizio frequente e regolare, e la possibilità di stare al paddock o al pascolo, sono fondamentali per la prevenzione. La prevenzione delle coliche passa dalla distribuzione di fieno a volontà, un’alimentazione sana, equilibrata e costante, una buona vermifugazione, esercizio frequente e regolare, e dalla possibilità di stare al paddock o al pascolo.

cavallo al pascolo

I cambi di ambiente sono pericolosi quasi quanto i cambi di alimentazione, ma vengono tenuti in poca considerazione. Pensate alle precauzioni usate per i gatti quando bisogna lasciarli da qualcuno prima delle vacanze: si va dalla cat-sitter prima della vacanza almeno due o tre volte per far abituare il gatto alla nuova situazione, mentre con i cavalli si trasportano e si pretende che si adattino subito. Per esempio, un paddock in cui non sia circondato da altri cavalli: va bene che sia confinante con uno, ma deve avere anche la possibilità di isolarsi senza per forza dover rientrare nella capannina per rimanere solo.

C’è un’associazione indiretta ma molto forte fra coliche e stress, che può avere le origini più disparate, a partire dall’isolamento sociale o un’attività equestre inadeguata (eccessiva, frenetica, frustrante).

Segnali di Allarme e Intervento Rapido

I primi segnali di una colica in arrivo, difficili da leggere, sono scarso appetito, ridotta produzione di letame (un cavallo normalmente ne fa 6-10 volte al giorno), un atteggiamento spento. I segni più comuni associati alla colica includono camminare in modo anomalo, teso, allungarsi, guardare i fianchi e scalciarli, digrignare i denti, rotolarsi, alzarsi e abbassarsi. Un segno che esiste solo nelle coliche è quando il cavallo piega il collo a destra o a sinistra e guarda il ventre. Se il cavallo ha una colica così grave, a volte è consigliabile metterlo in un recinto/box dove possa danneggiarsi il meno possibile.

Se si sospetta una colica, è fondamentale avvisare immediatamente il veterinario e descrivere i sintomi. Se si può contare o misurare la frequenza cardiaca del cavallo, più alta è la frequenza cardiaca, più urgente è la necessità di rivolgersi al veterinario. Nell’attesa dell’arrivo del veterinario, bisogna impedire al cavallo di mangiare, perché appena si sentirà meglio si precipiterà su tutto ciò che può essere ingerito in un riflesso per alleviare il dolore (anche trucioli, sabbia o legno) e ciò riattiverebbe e aggraverebbe le coliche. Spesso camminare a passo sostenuto allevia il cavallo, ma a volte succede il contrario e peggiora il dolore. In ogni caso, non bisogna aspettare.

veterinario che visita un cavallo

Considerazioni Finali

In generale, sia che i cavalli siano stati sottoposti a procedura chirurgica o che abbiano avuto una semplice colica medica, non devono perdere peso e soprattutto non devono perdere massa muscolare per poter tornare alle performance sportive precedenti l’episodio in tempi relativamente brevi. Normalmente, dopo un’operazione chirurgica, il cavallo dovrà fare passo a mano per circa 2 mesi. Per un cavallo che vive allo stato brado, essere sottopeso o sovrappeso può mettere a repentaglio la sua vita. Anche se i nostri cavalli non devono scappare dai predatori, il loro apparato locomotore e metabolismo sono strutturati per supportare un peso corporeo ideale. Per poter raggiungere o mantenere questo peso è necessario adattare la razione al livello di attività fisica del cavallo. Non bisogna dimenticare che ogni cavallo è unico. La base per il calcolo della razione corretta è il peso del cavallo che può essere determinato in maniera assai precisa con l’aiuto di un’apposita bilancia per cavalli.

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