Guida agli adempimenti burocratici alla nascita di un figlio

La nascita di un bambino è un evento così gioioso che, spesso, fa passare in secondo piano gli adempimenti burocratici necessari. Eppure, ve ne sono alcuni che è fondamentale conoscere e gestire con tempestività per poter esercitare pienamente i propri diritti di genitore. Essere preparati al momento del lieto evento permette di affrontare con serenità la gestione delle pratiche amministrative, garantendo al neonato il corretto inserimento nell'ordinamento giuridico.

ufficio anagrafe comunale

La dichiarazione di nascita: tempi e modalità

La prima operazione, di carattere obbligatorio, è la denuncia di nascita. La registrazione del neonato nello stato civile del Comune competente è essenziale per l'acquisizione della personalità giuridica. L'articolo 6 del Codice Civile stabilisce infatti che ogni persona ha diritto al nome.

Esistono tre modalità principali per effettuare tale dichiarazione:

  • Presso il centro di nascita: È possibile rivolgersi al Direttore Sanitario del centro di nascita (ospedale o casa di cura) entro 3 giorni dal parto. In tale ipotesi, la dichiarazione può contenere anche il riconoscimento contestuale di figlio nato fuori del matrimonio. L'attestazione di nascita, unitamente alla dichiarazione, viene trasmessa dal direttore sanitario all'ufficiale dello stato civile del comune nel cui territorio è situato il centro di nascita o, su richiesta dei genitori, al comune di loro residenza.
  • Presso il Comune di nascita: Ci si può rivolgere all'Ufficiale di Stato Civile del Comune ove è avvenuto il parto entro 10 giorni dall'evento.
  • Presso il Comune di residenza: I genitori (o uno solo di essi) hanno la facoltà di dichiarare la nascita nel proprio Comune di residenza entro 10 giorni dal parto, anche se l'evento è avvenuto in un comune diverso. Nel caso in cui i genitori non risiedano nello stesso comune, salvo diverso accordo, la dichiarazione viene resa nel comune di residenza della madre. Se il dichiarante non esibisce l'attestazione della avvenuta nascita, il comune presso cui si rende la dichiarazione provvederà a procurarsela autonomamente presso la struttura sanitaria.

In queste ipotesi, la dichiarazione può essere fatta anche dal medico, dall’ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto e ha compilato il relativo certificato. Al momento della denuncia devono essere presentati l’attestazione di nascita rilasciata dalla direzione sanitaria e un documento d’identità in corso di validità della persona che effettua la denuncia.

Scelta del nome e attribuzione del cognome

Al neonato si possono attribuire fino a tre nomi, che saranno registrati all’Anagrafe. È importante ricordare che non si può dare al bambino lo stesso nome del padre, se vivente, o dei suoi fratelli e sorelle viventi. Se il dichiarante non fornisce un nome, vi supplisce l'ufficiale dello stato civile. Nei rari casi di neonati di cui non sono conosciuti i genitori, l'ufficiale impone ad essi il nome e il cognome.

Per quanto riguarda il cognome, una celebre sentenza della Corte Costituzionale del 2022 ha superato l'automatica attribuzione del cognome paterno, ritenendola illegittima per violazione del principio di uguaglianza. Oggi, il cognome del figlio deve comporsi con i cognomi dei genitori, secondo l'ordine da essi concordato. È dunque possibile anteporre quello paterno a quello materno, o viceversa, oppure assegnare al neonato il solo cognome del padre o della madre. L'attribuzione del doppio cognome è possibile solo con il consenso di entrambi i genitori, scelta da formalizzare al momento della registrazione.

Presunzioni di paternità e riconoscimento dei figli

Vige nell’ordinamento italiano una presunzione legale di paternità: il marito della madre è considerato padre del figlio da essa concepito durante il matrimonio. Si presume concepito durante il matrimonio il figlio nato quando non sono ancora trascorsi trecento giorni dalla data dell'annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il padre e la madre possono riconoscere il figlio nato fuori dal matrimonio, anche se erano già uniti in matrimonio con altra persona all'epoca del concepimento. Nel caso in cui il figlio abbia compiuto i quattordici anni, il suo assenso è necessario per l'efficacia del riconoscimento. Per quanto concerne le famiglie arcobaleno, è bene notare che il riconoscimento giuridico può variare tra il paese di nascita e l'Italia. Attualmente, poche amministrazioni comunali accettano di trascrivere atti di nascita con due genitori dello stesso sesso, poiché tali atti vengono spesso ritenuti in contrasto con l'ordine pubblico nazionale.

certificato di nascita

Il codice fiscale del neonato

L’Anagrafe tributaria è collegata telematicamente con le Anagrafi comunali; di conseguenza, l’informazione della nascita viene acquisita automaticamente dal sistema. Salvi casi particolari, non è necessario presentare un’apposita richiesta di rilascio del codice fiscale per il neonato. È l'Agenzia delle Entrate a curare il recapito del tesserino plastificato presso l'indirizzo di residenza dei genitori. Il codice fiscale è un codice alfanumerico di 16 caratteri: i primi 15 identificano la persona, mentre l'ultimo ha funzione di controllo.

La carta d’identità per il minore

La carta d’identità può essere richiesta in qualunque momento presso il Comune di residenza, portando 3 fototessere del bambino e i documenti d’identità dei genitori. Si

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