L’allattamento al seno rappresenta un periodo di straordinaria importanza biologica e affettiva, ma è anche una fase in cui la salute della madre può richiedere interventi farmacologici. Una delle domande più comuni che le neo-mamme si pongono è se debbano assumere un antibiotico durante l’allattamento. Purtroppo, oggi è ancora diffusa la convinzione che non si possano assumere farmaci in allattamento, anche se in realtà non è così. Questo mito è davvero radicato e molte mamme si trovano impreparate di fronte a scelte difficili, temendo di interferire con l’allattamento. La realtà, invece, è ben diversa: molti antibiotici sono sicuri e compatibili con l’allattamento.

Il valore dell’allattamento al seno e la gestione della salute materna
L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera il latte materno l’alimento ideale per il corretto sviluppo del bambino nei primi due anni di vita ed oltre, se mamma e bimbo lo desiderano, e raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita. I benefici derivanti dall’allattamento al seno per la salute del bambino e della mamma sono numerosi, per esempio la diminuzione del rischio di infezioni e di allergie per il bambino, la riduzione del rischio di tumore al seno e alle ovaie per la madre e il rafforzamento dell’importante legame tra mamma e bebè. La gravidanza può influenzare la salute orale sia della madre che del bambino e la donna incinta dovrebbe essere più cauta quando si tratta di cure dentistiche. È importante che una donna controlli la sua salute orale durante la gravidanza in modo che possa sapere quali cambiamenti nell’alimentazione e nelle abitudini di igiene orale devono essere fatti per mantenere i suoi denti sani.
Tuttavia, quando insorge un disturbo o un malessere, è fondamentale non trascurare la propria salute. "Gli antibiotici sono uno dei farmaci più comuni che vengono prescritti alle madri, e tutti passano in qualche misura nel latte", spiega l’Academy of American Pediatrics (AAP). La maggior parte dei farmaci che diventano presenti nel tuo flusso sanguigno saranno presenti anche nel tuo latte materno. Oltre al farmaco stesso, ci sono altri fattori da tenere a mente, tra cui quanti anni ha il tuo bambino. Seppur quasi tutti i farmaci possono passare nel latte materno, nella maggior parte dei casi il neonato ne assume una quantità molto bassa, che non comporta il rischio di effetti indesiderati. Raramente le terapie richiedono una sospensione (temporanea o definitiva) dell’allattamento.
Farmaci: come orientarsi in sicurezza
La prudenza nell'assunzione di un farmaco deve essere maggiore per trattamenti cronici o prolungati nel tempo e nel corso dei primi mesi di vita del bambino. Dopo lo svezzamento, le mamme che continuano ad allattare al seno possono essere ancora più tranquille, perché i casi di medicinali controindicati sono del tutto eccezionali. Tra questi ci sono i farmaci estremamente tossici anche a basse dosi come alcuni antitumorali o farmaci radioattivi utilizzati per particolari esami diagnostici (scintigrafia).
Febbre, dolore e problematiche post-parto
In caso di febbre o dolore, il paracetamolo, conosciuto più comunemente come tachipirina, è il farmaco maggiormente indicato. Passa nel latte in basse quantità ed è utilizzato anche nel neonato; la quantità che il bimbo potrebbe assumere attraverso il latte della mamma è trascurabile rispetto a quella che gli verrebbe somministrata per la febbre. Tra i farmaci antinfiammatori non steroidei, quello maggiormente consigliato in caso di mal di gola in allattamento è l’ibuprofene, presente nel latte in concentrazioni trascurabili. Anche il diclofenac può essere utilizzato, mentre occorre evitare l’acido acetilsalicilico (Aspirina) perché, seppur raramente, può causare gravi effetti indesiderati nel lattante.
Per quanto riguarda le emorroidi, frequenti dopo il parto, per ridurre il dolore e l’irritazione è utile cercare di rendere più morbide le feci bevendo molti liquidi, assumendo alimenti ricchi di fibre e facendo bagni tiepidi per una decina di minuti. Se il dolore è intenso, si può assumere il paracetamolo o applicare localmente pomate contenenti anestetici locali. In caso di stipsi, il primo approccio è bere molti liquidi, assumere alimenti ricchi di fibre e svolgere attività fisica. Se il problema diviene fastidioso, si possono utilizzare farmaci che non vengono assorbiti dall’intestino, come i lassativi osmotici (ad esempio lattulosio o macrogol).

L'approccio agli antibiotici e alle infezioni
Le mamme che allattano possono andare incontro a mastite, un’infezione della ghiandola mammaria che si manifesta con il rigonfiamento del seno, dolore e febbre. La mastite può essere prevenuta attaccando correttamente il bambino al seno, svuotandolo completamente. Per la gestione di questo disturbo solitamente la terapia prevede l’assunzione di antibiotici e antinfiammatori (per esempio ibuprofene). Anche nel caso di altre infezioni batteriche (per esempio otite, faringotonsillite), esistono farmaci antibiotici che possono essere utilizzati in allattamento, sempre su consiglio e prescrizione del medico.
Ci sono alcune eccezioni a questa regola. Ad esempio, se hai una storia di infezioni ricorrenti del tratto urinario o se il tuo bambino ha un’infezione all’orecchio, potrebbe valere la pena prendere un antibiotico durante l’allattamento per evitare che tuo figlio ti trasmetta l’infezione. L’antibiotico-resistenza è un fenomeno per cui i batteri sviluppano la capacità di resistere all’azione degli antibiotici, rendendo questi farmaci inefficaci nel trattamento delle infezioni. È una preoccupazione crescente fin dagli anni ’40; per questo, occorre usare gli antibiotici solo quando necessario e prescritti dal medico, completando sempre il ciclo di terapia.
Cure odontoiatriche e patologie croniche
È possibile farsi curare dal dentista mentre si allatta. I farmaci somministrati per l’anestesia locale sono poco assorbiti dall’organismo ed eliminati in breve tempo, e il loro impiego è considerato compatibile con l’allattamento. Inoltre, se necessari, ci sono antidolorifici (es. paracetamolo, ibuprofene) o antibiotici che possono essere assunti mentre si allatta. Anche per molte malattie croniche (ipertensione, epilessia, diabete, etc.) ci sono farmaci che possono essere assunti in allattamento: il medico o lo specialista sapranno indicarti la cura più adatta.
Per quanto riguarda il cortisone, sono pochi gli studi solidi che hanno affrontato il problema dell'assunzione in allattamento. Oggi il cortisonico su cui si trovano più evidenze è il prednisone. Questo farmaco se assunto a dosi limitate, non provoca particolari effetti collaterali, e per questo motivo non è consigliata la sospensione dell'allattamento se si devono effettuare cicli brevi di trattamento. Resta comunque necessaria la prescrizione del proprio medico curante.
Allattamento materno e farmaci
Gestione dei dubbi e comunicazione con i professionisti
Uno dei motivi per cui si crede che in allattamento non si possano assumere antibiotici è la disinformazione. Non tutti i professionisti della salute hanno familiarità con le risorse più aggiornate in questo campo, e per questo a volte i consigli ricevuti dalle mamme possono risultare contrastanti. Tuttavia, grazie a istituzioni come l’Infant Risk Center, le informazioni sui farmaci in allattamento sono sempre più chiare e disponibili. Se ti viene prescritto un antibiotico, chiedi al medico di verificare la compatibilità con l’allattamento. In Italia, i Centri Antiveleni offrono un servizio di consulenza 24 ore su 24.
Consulta il pediatra se, mentre allatti e stai assumendo un farmaco, il bambino presentasse episodi di vomito, diarrea, o avesse difficoltà ad attaccarsi al seno, eccessiva sonnolenza o eccessiva agitazione. Questi effetti potrebbero essere dovuti al farmaco. È sempre utile ricordare che la salute della mamma è importante quanto quella del bambino: non rinunciare alle cure necessarie. Per alcuni farmaci, anch'essi compatibili con l'allattamento, gli effetti collaterali possono essere "seri": è il caso dell'ergotamina, del litio, del metimazolo, dell'amiodarone, delle tetracicline, dei sulfamidici. Anche in questi casi, se non c'è alternativa e vi è necessità di continuare la terapia, l'invito è quello di continuare ad allattare, in quanto i vantaggi legati all'allattamento sono superiori rispetto ai possibili rischi.

Ogni mamma informata è una mamma serena. Prendersi cura di sé durante l’allattamento è fondamentale. Grazie alla corretta informazione, ogni mamma può trovare il giusto equilibrio tra le sue cure e il benessere del bambino. Ricorda sempre che, prima di interrompere l’allattamento per qualsiasi trattamento, è utile informarsi e verificare tutte le opzioni disponibili. Il percorso verso la consapevolezza passa attraverso il confronto costante con il pediatra o il medico di fiducia, evitando soluzioni fai-da-te e basandosi sempre su dati scientifici aggiornati e validati. L’allattamento è un viaggio che richiede cura, attenzione e, talvolta, un piccolo supporto esterno, ma non deve rappresentare un limite alla tutela della salute materna.
tags: #abba #antibiotico #x #allattamento