Gestione della Gardnerella e della Dispareunia: Comprendere il Ruolo di AB 300 e dell'Equilibrio Vaginale

La salute genitale femminile è un ecosistema complesso, regolato da un delicato equilibrio biochimico che può essere influenzato da numerosi fattori esterni ed interni. Spesso, condizioni erroneamente percepite come infezioni acute sono in realtà manifestazioni di una disbiosi, ovvero di uno squilibrio della flora batterica residente. La Gardnerella vaginalis, un microrganismo normalmente presente in minime quantità, è spesso al centro di questi squilibri, noti come vaginosi batteriche. La gestione di tali problematiche, specialmente quando si accompagnano a sintomi come la dispareunia (dolore durante il rapporto sessuale), richiede un approccio che guardi oltre la semplice eliminazione del patogeno, concentrandosi sul ripristino dell'integrità dell'ecosistema vaginale.

rappresentazione schematica dell'ecosistema vaginale e dei bacilli di Doderlein

La natura della Gardnerella: non solo infezione, ma squilibrio

È fondamentale chiarire che la Gardnerella vaginalis è un microrganismo minoritario che vive normalmente in vagina in minime quantità. Si parla di “vaginosi batterica” per indicare che si è in presenza non di una vera e propria infezione, ma di una condizione di squilibrio fra i diversi germi che normalmente abitano la vagina. La Gardnerella dà segno di sé quando prolifera e diventa maggioritario all’interno dell’ecosistema vaginale.

Questo squilibrio è spesso legato al pH vaginale. In età fertile, il pH fisiologico è compreso tra 3.8 e 4.2. La Gardnerella compare se il pH sale a 5 o più. L'aumento del pH vaginale, oltre il valore di 4.5, si associa ad un rischio significativamente più elevato di complicazioni. La Gardnerella provoca una fermentazione delle sostanze vaginali, causando il caratteristico odore di “pesce avariato” dovuto alla produzione di ammine aromatiche, tra cui cadaverina e putrescina.

La dispareunia e il ruolo dell'esame fisico

La dispareunia, ovvero il dolore all'entrata della vagina durante il rapporto sessuale, può essere una conseguenza diretta di uno stato infiammatorio cronico. Quando la mucosa vaginale è irritata o alterata, l'introduzione di uno speculum può provocare un fortissimo dolore con uscita di una piccola goccia di sangue, segnalando una fragilità dei tessuti.

Per quanto riguarda il motivo per cui l'introduzione delle dita talvolta non provochi dolore mentre il rapporto sessuale o l'uso dello speculum risultino dolorosi, occorre considerare la natura del dolore. Il dolore vaginale può avere origini molteplici: da una semplice infiammazione della mucosa a una iperattività dei muscoli del pavimento pelvico. La differenza nella percezione del dolore tra l'auto-esplorazione (spesso più controllata e meno invasiva) e il rapporto sessuale o l'esame ginecologico risiede nella componente psicofisica e nella meccanica dell'introduzione. Il dolore durante il rapporto spesso non cessa automaticamente con la cura dell'infezione se si è instaurato un riflesso di contrazione muscolare difensiva o se la mucosa non ha ancora riacquistato la sua naturale elasticità e lubrificazione.

AB 300 Capsule Vaginali: meccanismo d'azione

AB 300 Capsule Vaginali è un dispositivo medico progettato per offrire un trattamento efficace contro le infezioni vaginali, agendo come coadiuvante nelle micosi recidivanti. La sua formulazione è pensata per normalizzare il pH e sostenere la riepitelizzazione.

  • Acido borico: appartiene a un gruppo di medicinali chiamati antisettici e disinfettanti. Agisce rallentando o impedendo la crescita dei batteri e dei microrganismi responsabili delle infezioni, esercitando una lenta azione antimicrobica.
  • Acido policarbofilico: è un composto muco-adesivo capace di mimare la funzione del muco cervicale, aderendo alle pareti vaginali e mantenendone idratazione e lubrificazione per 48-72 ore. Aiuta a combattere secchezza, bruciore e fastidi locali, sostenendo la riepitelizzazione dell'epitelio danneggiato.
  • Eccipienti: la presenza di glicerina, olio di semi di soia e lecitina contribuisce a proteggere dai fattori esterni e a mantenere l'integrità del film idrolipidico locale.

infografica sui benefici dell'acido borico e policarbofilico per la mucosa vaginale

Il problema delle recidive e l'importanza del pH

Fare cure antibiotiche per eliminare la Gardnerella non è sempre la strategia risolutiva, perché l’ecosistema vaginale ha una sua “inerzia” e tende a tornare allo stato precedente creato dai livelli ormonali e dal livello di acidità vaginale. Il liquido seminale ha un pH di circa 7.39; durante un rapporto libero con eiaculazione in vagina, il liquido seminale va a tamponare il secreto vaginale, facendone salire il pH. Questo spiega perché la Gardnerella possa ripresentarsi più frequentemente in caso di rapporti liberi, specialmente se il partner ha un abbondante liquido seminale o se i rapporti sono frequenti.

E’ molto più saggio modificare in modo stabile il livello estrogenico e il pH, dai quali dipende l’integrità dell’ecosistema vaginale. Quando i livelli estrogenici sono normali e il pH è fisiologico, le proporzioni tra i diversi microrganismi si auto-definiscono spontaneamente. Agire sul “terreno” biochimico è una strategia più vincente che non utilizzare esclusivamente terapie antibiotiche, le quali possono talvolta alterare ulteriormente la flora protettiva rappresentata dai bacilli di Doderlein.

Considerazioni cliniche sul trattamento

Nella gestione delle vaginosi batteriche, il medico può suggerire diversi approcci. Se i sintomi persistono, può essere valutata l'integrazione di altri dispositivi medici, come gli ovuli a base di Vaginol, per fornire un supporto mirato alla risoluzione dei sintomi infiammatori. È essenziale che l'utilizzo di qualsiasi presidio avvenga dietro specifica indicazione del medico curante.

È importante ricordare che, in caso di ipersensibilità individuale verso uno dei componenti del prodotto, l'uso è controindicato. Inoltre, l'uso prolungato di prodotti per uso topico può dare origine a fenomeni di irritazione o allergici; in tali casi, è necessario interrompere il trattamento e consultare il professionista sanitario. La sicurezza d'uso durante la gravidanza o l'allattamento non è stata pienamente dimostrata, pertanto in queste condizioni si consiglia sempre di consultare il medico.

Microbiota vaginale: come si fa a sapere se il pH è cambiato

Verso una visione integrata della salute intima

La prevenzione nei confronti della vaginosi batterica passa attraverso la comprensione che il germe è spesso solo la punta dell'iceberg. Non è necessario lavarsi in modo ossessivo, poiché l'igiene maniacale può alterare ulteriormente il pH e rimuovere le difese naturali. La chiave risiede nel ripristinare le condizioni ideali per la flora amica.

Il rispetto dei tempi e delle modalità d'uso, come l'introduzione di una capsula monodose al giorno per 5-7 giorni successivi al ciclo mestruale, permette al dispositivo medico di agire in una fase in cui il pH vaginale è naturalmente più suscettibile alle variazioni. L'integrazione tra buone pratiche di vita, monitoraggio dei sintomi e supporto farmacologico mirato rappresenta il percorso più efficace per garantire il benessere a lungo termine. La collaborazione con il ginecologo rimane il pilastro fondamentale per definire un percorso terapeutico personalizzato, evitando il ricorso a terapie fai-da-te che potrebbero non affrontare l’origine dello squilibrio.

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