La fertilità, la capacità intrinseca di procreare, è un pilastro fondamentale per il futuro di ogni società e un aspetto cruciale della salute individuale. In un'epoca caratterizzata da un preoccupante calo dei tassi di natalità e da un progressivo invecchiamento della popolazione, soprattutto in Europa, dove il tasso di natalità si attesta a 1,5, ben al di sotto del tasso di sostituzione minimo di 2,1, è emersa la necessità di porre un'attenzione particolare su questo tema. Il Fertility Day, istituito in Italia come parte del Piano Nazionale della Fertilità, si proponeva di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di curare e proteggere la propria capacità riproduttiva, affrontando sia la prevenzione dell'infertilità sia il sostegno a coloro che incontrano difficoltà nel concepimento.

La Nascita di un'Iniziativa: Il Fertility Day
Il primo "Fertility Day" si è celebrato il 22 settembre 2016, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione su un tema di crescente rilevanza sociale e sanitaria. L'istituzione di questa giornata è stata prevista dal Piano Nazionale della Fertilità con l'intento di mettere a fuoco diversi aspetti cruciali: il pericolo della denatalità nel nostro Paese, la bellezza della maternità e paternità, il rischio di malattie che possono ostacolare il diventare genitori e l'importanza del supporto della Medicina per le donne e gli uomini che affrontano problemi di fertilità. L'evento mirava a coinvolgere attivamente tutti i Comuni italiani, le associazioni di categoria, le società scientifiche, gli operatori sanitari e, soprattutto, i giovani e le famiglie, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e approfondimento.
Perché in ITALIA non si fanno più FIGLI?
Obiettivi e Strumenti di Sensibilizzazione
Il Fertility Day si proponeva di essere un momento dedicato alla prevenzione e alla promozione di comportamenti corretti per contrastare l'aumento dell'infertilità maschile e femminile. L'infertilità, infatti, è una condizione che colpisce un numero significativo di coppie: nel mondo, circa 50 milioni di coppie ne sono affette, rendendola una delle condizioni più comuni nelle persone al di sotto dei 60 anni. In Italia, i dati indicano che il 15% delle coppie incontra problemi di fertilità, con percentuali che salgono al 20-30% secondo alcuni specialisti, e quasi il 70% di queste coppie ha un'età compresa tra i 35 e i 40 anni.
Per raggiungere i suoi obiettivi, il Ministero della Salute ha messo a disposizione una serie di strumenti. Un sito web dedicato, www.fertilityday2016.it, forniva informazioni sugli eventi e una mappa dei Comuni aderenti. Attraverso i social media, si incoraggiava la condivisione di messaggi chiave per la prevenzione dell'infertilità tramite cartoline e un gioco interattivo, il #fertilitygame, pensato per i più giovani sui comportamenti che possono limitare la fertilità.
Nelle principali città italiane come Roma, Bologna, Catania e Padova, sono state organizzate tavole rotonde con esperti e operatori sanitari, oltre a "Villaggi della Fertilità". Questi spazi offrivano consulenze gratuite e screening alla popolazione, con aree dedicate ai bambini ("Lo sai che", per conoscere la fisiologia del corpo umano) e agli adolescenti e famiglie (con mostre fotografiche sulle fasi della fertilità).
Critiche e Controversie: Oltre la Semplice Natalità
Nonostante le nobili intenzioni, la campagna per il Fertility Day ha suscitato un acceso dibattito e numerose critiche. Una delle principali obiezioni è stata la percezione che l'iniziativa si fosse trasformata da una giornata di prevenzione della salute riproduttiva a un "invito" a fare figli, soprattutto da giovani. Slogan come "La bellezza non ha età, la fertilità sì" o "Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi" sono stati interpretati da molti, in particolare dal mondo femminile, come anacronistici e basati su una retorica datata, che rischiava di stigmatizzare le scelte individuali e di riproporre modelli di maternità come missione identitaria.

Le giornaliste invitate a collaborare alla comunicazione dell'evento avevano già espresso preoccupazioni sul rischio di una campagna "sbagliata" che potesse trasformare la prevenzione in un "odioso invito a fare figli". L'idea di fondo, secondo alcuni, era che la fertilità fosse vista come un "bene comune che ogni donna custodisce per la società", un messaggio che tendeva a responsabilizzare eccessivamente le donne, trascurando le cause socio-economiche che influenzano le decisioni riproduttive, come la precarietà lavorativa, la mancanza di reddito e un welfare inadeguato.
È stato sottolineato come la correlazione tra donne occupate, servizi sociali e scolastici efficienti e crescita demografica sia un dato ormai consolidato da anni di studi. Sebbene il Ministero della Salute non possa direttamente intervenire sulle politiche del lavoro, il suo ruolo nell'informare e prevenire è fondamentale anche per contenere le spese del Servizio Sanitario Nazionale.
Un altro punto critico è stata la presunta omissione dell'educazione alla sessualità. Molti ritengono che un'educazione sessuale completa, che includa la conoscenza del proprio corpo, la procreazione consapevole, la contraccezione e la pianificazione familiare, possa rappresentare uno strumento di prevenzione molto più efficace, affrontando temi legati alla salute fisica e mentale in un quadro più ampio.
L'Infertilità: Una Sfida Medica e Sociale
Al di là delle controversie comunicative, il tema dell'infertilità rimane una sfida medica e sociale di primaria importanza. Le cause dell'infertilità sono molteplici e complesse, e possono riguardare sia la sfera femminile che quella maschile, o una combinazione di entrambe.
Fattori Femminili
Circa il 40% delle cause di infertilità sono attribuite alla sfera femminile. Il fattore età gioca un ruolo cruciale: dopo i 35 anni, la fertilità femminile inizia a calare sensibilmente, con un'ulteriore diminuzione dopo i 40 anni. Questo è dovuto alla riduzione della quantità e della qualità degli ovociti, che diminuiscono progressivamente con l'età e sono più soggetti ad alterazioni cromosomiche.
Oltre all'età, numerosi altri fattori possono influenzare la fertilità femminile:
- Disturbi ovulatori: Condizioni come la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), l'iperprolattinemia, problemi alla tiroide, stress, disturbi alimentari o tumori possono alterare il rilascio degli ovociti.
- Condizioni uterine e tubariche: Endometriosi, fibromi uterini, polipi uterini, anomalie della cervice o infezioni sessualmente trasmesse possono ostacolare l'impianto dell'ovulo fecondato o danneggiare le tube di Falloppio, fino a causarne l'ostruzione.
- Menopausa precoce: L'insorgenza della menopausa prima dei 40 anni comporta una perdita della capacità riproduttiva.
- Terapie mediche: Trattamenti oncologici come la chemioterapia e la radioterapia possono danneggiare i gameti femminili.
Fattori Maschili
Anche la fertilità maschile può essere compromessa da una serie di fattori. Sebbene l'età abbia un impatto meno marcato rispetto alla donna, la qualità e la quantità degli spermatozoi tendono a diminuire con il passare degli anni, con un aumento delle anomalie.
Le principali cause di infertilità maschile includono:
- Varicocele: Una dilatazione delle vene dei testicoli che può alterare la produzione e la motilità degli spermatozoi.
- Problemi strutturali: Criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nello scroto) o orchiti possono compromettere la produzione spermatica.
- Fattori sessuali: Difficoltà nell'erezione o eiaculazioni precoci possono influenzare la fuoriuscita dello sperma.
- Infezioni: Infezioni sessualmente trasmesse come la gonorrea e la clamidia possono infiammare l'apparato riproduttivo maschile.
- Terapie mediche: Trattamenti oncologici possono danneggiare la produzione di spermatozoi.
- Diabete: Questa condizione può avere un impatto sulla fertilità maschile.

Oncofertilità: Preservare la Fertilità in Pazienti Oncologici
Un aspetto cruciale emerso in relazione al Fertility Day è stata l'importanza della tutela della fertilità nei pazienti oncologici. Ogni anno, circa 8.000 cittadini italiani under 40 vengono colpiti da tumore. I trattamenti anti-cancro, pur essendo salvavita, possono causare infertilità. Per questo motivo, è fondamentale che tutti i pazienti oncologici in età riproduttiva vengano informati sui rischi di riduzione o perdita della fertilità e sulle strategie disponibili per preservarla.
La preservazione della funzione ovarica e della fertilità non solo offre la possibilità di diventare genitori dopo la malattia, ma contribuisce anche a tutelare la salute generale della donna, evitando una menopausa precoce e le relative conseguenze negative a breve e lungo termine. L'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) hanno condiviso l'iniziativa del Fertility Day, sottolineando la necessità di raccomandazioni specifiche e di una rete nazionale di centri di oncofertilità per garantire ai pazienti l'accesso a strutture specializzate.
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Quando le vie naturali per il concepimento non sono percorribili, le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresentano un'importante risorsa. In Europa, tra il 1997 e il 2011, sono stati effettuati quasi 6 milioni di cicli di PMA, con la nascita di circa 1 milione di bambini. L'incidenza dei nati da PMA è quasi raddoppiata, passando dall'1,3% al 2,4% del totale dei nati in Europa nello stesso periodo. Le tecniche di PMA offrono una speranza concreta a molte coppie che altrimenti non potrebbero realizzare il desiderio di genitorialità.
Un Futuro di Consapevolezza e Azione
Il Fertility Day, pur tra le critiche ricevute per la sua comunicazione iniziale, ha indubbiamente acceso i riflettori su un tema di vitale importanza per il futuro demografico e sociale dell'Italia. La denatalità, l'invecchiamento della popolazione e le sfide legate all'infertilità richiedono un approccio multidimensionale che vada oltre la semplice promozione della natalità. È necessario un dialogo pubblico e politico costruttivo, basato sull'informazione scientifica, sulla prevenzione, sul sostegno alle coppie e sugli interventi socio-economici che rendano la genitorialità una scelta sostenibile e desiderabile per tutti, nel pieno rispetto della libertà individuale e dell'autodeterminazione. La fertilità è un bene da proteggere, e l'infertilità è una condizione che richiede comprensione, cura e supporto.