Il mondo dell'allevamento, soprattutto quello caprino, è costellato di momenti di attesa, cura e, talvolta, di incredibile meraviglia. Tra le tante esperienze che un allevatore può vivere, la nascita dei capretti è senza dubbio una delle più emozionanti. E quando queste nascite si tingono di straordinarietà, come nel caso di parti gemellari o addirittura plurimi, l'evento assume un significato ancora più profondo, rivelando la forza della natura e l'impegno necessario per supportarla.
La Nascita Eccezionale: Storie di Capretti Gemelli e Oltre
Non capita spesso che una capra partorisca più di due cuccioli alla volta. Tuttavia, la natura sa sempre come sorprenderci, e le vicende che seguono ne sono una vivida testimonianza, mettendo in luce sia la rarità che la bellezza di tali eventi, e l'impegno degli allevatori che li accudiscono.

Nel cuore del Monte di Mezzocorona, in una stalla della famiglia Giovannini, si è verificato un evento che ha superato ogni aspettativa. Quattro capretti gemelli hanno visto la luce nei giorni scorsi, camminando ancora incerti sulle zampette esili e belando in cerca del latte. Questi piccoli, inconsci dell'originalità della loro nascita, hanno rappresentato un vero e proprio miracolo per Aldo Giovannini, contadino di professione ed allevatore per passione. L'evento è stato doppiamente eccezionale: non solo quattro cuccioli, ma nati in due parti distinti a tre giorni di distanza l'uno dall'altro. "In trent'anni che allevo non ho mai visto ne sentito una cosa del genere", racconta Aldo Giovannini, sottolineando l'unicità dell'accaduto. Inizialmente, dopo la nascita dei primi due cuccioli il venerdì, l'allevatore non aveva la minima idea che ce ne fossero altri due in arrivo. Ma proprio mentre i coniugi Giovannini festeggiavano il trentesimo anniversario di matrimonio, dalla stalla è arrivata la notizia del regalo inaspettato: altri due batuffoli bianchi stavano già sgambettando fra il verde della prima erba di primavera. Questo doppio evento ha richiesto attenzioni speciali. Dato che mamma capra non aveva abbastanza latte per tutti e quattro, è toccato agli allevatori procurarsi colostro e latte in polvere e preparare tre poppate al giorno per i piccoli. Un bell'impegno, che si aggiunge al già fervente lavoro di primavera, tra campi da rigovernare, le cucciolate degli altri animali da stalla, dei conigli e perfino del bel pastore tedesco Stella che, per non essere da meno, la settimana scorsa ha dato alla luce cinque cagnolini. "Capita a volte di dover dare una mano alla natura", commenta Giovannini, con la saggezza di chi sa che il benessere degli animali viene prima di tutto, "non sarà certo un biberon in più a preoccuparci". Così, i quattro gemellini stanno crescendo bene in forze e giocano vispi con gli altri tre cuccioli, aggiungendo ulteriore gioia all'ambiente. E anche la mamma pare si stia riprendendo bene dallo stress del doppio parto. Fiori, sole primaverile e sette caprettini allegri: sembrano esserci tutti gli elementi per una fiaba, una storia rotaliana che, chissà, potrebbe servire a rendere più sensibili le persone alle sorti di capre e capretti in vista delle festività pasquali.
Un'altra storia di nascite multiple giunge da Erno Beti, un 76enne di S. Benedetto, che vanta una passione per l'allevamento che dura da 45 anni, iniziata nel 1975 come secondo lavoro e tramutata in hobby con l'avanzare dell'età. Martedì mattina, una capra di Erno ha partorito quattro cuccioli. La sua lunga esperienza e l'attenzione meticolosa ai dettagli dell'accoppiamento sono parte del segreto di un allevamento sano e produttivo. Erno spiega: "Sono sempre stato attento a scegliere chi fare accoppiare", sia selezionando capi non imparentati per prevenire problemi genetici, sia prediligendo un incrocio tra bestie provenienti da parti gemellari, un metodo che sembra favorire la prolificità.
Non meno toccante è il racconto di un altro allevatore, alle prese con un parto di tre capretti. La sera prima, una delle sue caprette era stata chiusa in quanto in procinto di partorire. Al mattino, alle 5, si sentivano degli strilli non indifferenti. Appena c'è stata luce, l'allevatore è sceso a vedere, scoprendo che la capra aveva fatto ben tre cuccioli: una femminuccia vispa e arzilla, e due maschietti nati stanchi. I maschietti, in particolare, neanche ci provavano ad alzarsi, perciò non prendevano il colostro e sarebbero stati destinati a una fine prematura. L'allevatore ha agito d'istinto: dopo che la femminuccia ha poppato, ha munto una delle mammelle e ha dato il colostro con il biberon ai due "ritardati". Questo gesto, sebbene con un'iniziale incertezza sul suo esito, ha avuto un impatto immediato. I capretti sono stati portati in casa e la mini poppata è stata per entrambi una botta di vita; ancora non si alzavano, ma oltre a strillare perlomeno ci provavano. L'impegno e la cura hanno dato i loro frutti: inaspettatamente, al rientro dell'allevatore armato di fioccato, il terzo pargolo era pronto per una corsa campestre, oserei dire ginnico come un ragazzino, il che significava un miglioramento notevole. La mamma, che in un primo momento sembrava del tutto indifferente alla sorte dei due marmocchi catatonici, vedendoli vispi è diventata una mamma superamorevole, li accoglie tutti con grande pazienza. Anche se il fioccato lo ha assaggiato, ma nulla più, e il fieno, giusto due fili proprio per far piacere, il resto è finito a lettiera, l'importante era la ripresa dei piccoli. I tre piccoli manigoldi, ora chiamati Procolo e Spigolo (i maschietti) e Tegola (la femminuccia) godono di ottima salute, portando avanti nomi classici, come tradizione vuole. Pochi giorni dopo, anche l'altra capra ha deciso di dare il suo contributo. Dopo aver rotto le acque, lenta ma decisa, si è piazzata sull'orlo di un precipizio, con le terga al di là del baratro, un comportamento che ha richiesto un intervento rassicurante da parte dell'allevatore, che con un breve discorsetto ha cercato di farla ragionare, evidenziando come la solidarietà tra gli animali possa manifestarsi in modi inaspettati, anche se in questo caso con un pizzico di apprensione.
🐐🐐Guardate che belli i due capretti nati da una settimana 🐐🐐
Il Ciclo Riproduttivo e la Gestazione della Capra
Comprendere il ciclo riproduttivo della capra è fondamentale per un allevamento consapevole e per poter supportare al meglio gli animali durante il parto. La stagione riproduttiva, per questi animali, inizia tipicamente quando le giornate cominciano ad accorciarsi, un segnale naturale che innesca i meccanismi ormonali necessari per la fecondazione. Questa fase di fertilità si protrae generalmente fino all'inizio della primavera, abbracciando i mesi più freddi dell'anno.
La gestazione della capra ha una durata media di circa 5 mesi e qualche giorno, con una media scientificamente riconosciuta di 153 giorni. Questo periodo, relativamente lungo, permette lo sviluppo completo dei capretti all'interno dell'utero materno. È durante l'ultimo mese di gestazione che la capra inizia a mostrare segni evidenti di preparazione al parto, una serie di indicatori fisici e comportamentali che un allevatore attento deve imparare a riconoscere.
Tra i principali segni fisici, si nota un aumento del volume della mammella, che diventa apprezzabile al tatto, segno che la produzione di colostro e latte sta per iniziare. Parallelamente, si osserva un aumento di volume dell'addome, soprattutto sul fianco destro, dove si trova gran parte dell'utero contenente i feti; il fianco sinistro, infatti, è principalmente occupato dal rumine. Nelle ultime due settimane precedenti il parto, un segno ancora più distintivo è l'abbassamento dell'addome, con un'accentuazione delle fosse sui fianchi. Questo fenomeno è l'effetto del rilassamento dei legamenti della zona pelvico-coccigea, che si preparano a consentire il passaggio del capretto durante la nascita.
Un altro indicatore importante è la presenza di muco bianco, appiccicoso e inodore, che fuoriesce dalla rima vulvare e che può imbrattare la coda. Questo muco, che compare di solito a partire da una settimana prima del parto, è un segnale di preparazione del canale cervicale. È cruciale prestare attenzione alla qualità di questo muco: se si presenta sporco di sangue, con aspetto o odore sgradevole, potrebbe essere un campanello d'allarme, indicando la possibile presenza di anomalie nella gestazione e potenziali problemi al parto che richiederebbero l'intervento di un veterinario. La conoscenza approfondita di questi segnali permette agli allevatori di anticipare l'evento e di predisporre tutte le cure necessarie, garantendo il benessere della madre e dei suoi piccoli.
I Segnali del Parto Imminente e la Preparazione
Con l'avvicinarsi del momento cruciale del parto, la capra manifesta ulteriori segnali che indicano l'imminenza dell'evento. A qualche giorno dal parto si possono notare alcuni fenomeni specifici che affinano ulteriormente la previsione. Tra questi, spiccano l'edema e l'arrossamento vulvare, segni di un aumento del flusso sanguigno e di preparazione dei tessuti. Un rilascio completo dei legamenti della zona pelvico-coccigea diventa ancora più evidente, confermando che il bacino si sta preparando a dilatarsi per consentire il passaggio del feto. Oltre ai cambiamenti fisici, si osserva anche un'alterazione nel comportamento dell'animale, che diventa irrequieto e ansioso, manifestando spesso un isolamento dal resto del gregge o una maggiore ricerca di un luogo appartato e tranquillo.
In questa fase, la conoscenza dei propri animali è estremamente importante per avvertirne i segnali più sottili. La familiarità con gli stessi permette di approcciarsi senza renderli nervosi, una condizione fondamentale per il buon esito del parto. Un'assidua presenza in stalla è altrettanto cruciale per intervenire tempestivamente all'insorgenza di qualche problema, come un travaglio troppo lungo o una presentazione anomala del capretto.
Per ridurre lo stress dell'animale e favorire un parto fisiologico, è buona norma lasciare a disposizione per tutto il giorno fieno di buona qualità, che offre energia e stimola la digestione, acqua fresca e pulita, indispensabile per l'idratazione, e una lettiera pulita e abbondante, che fornisce comfort e igiene. Inoltre, è essenziale evitare di lasciare gli animali legati in spazi troppo stretti durante le ultime fasi prima del parto. Una distanza inferiore a 35 cm tra di loro non consente alle capre di assumere posizioni naturali e di compiere liberamente i movimenti di cui hanno bisogno in preparazione al parto. Ciò può avere come conseguenza una maggior difficoltà al parto, sia perché l'animale è stressato e quindi non pronto ad affrontare l'evento, sia perché il feto potrebbe non impegnarsi correttamente nell'utero. Se è possibile e le condizioni meteorologiche lo permettono, è molto utile liberare gli animali per un giro di pascolo diurno, permettendo loro di muoversi e distendersi, fattori che possono contribuire a un parto più agevole.
Le Fasi del Parto: Dalle Contrazioni all'Espulsione
Il processo del parto in una capra è un evento fisiologico complesso, suddiviso in tre fasi distinte, ognuna con le proprie caratteristiche e importanza. La comprensione di queste fasi è fondamentale per gli allevatori, che possono così monitorare l'andamento e intervenire solo quando strettamente necessario, rispettando i ritmi naturali dell'animale.
1) Il Travaglio (Fase Preparatoria)
La prima fase è quella del travaglio, un periodo in cui avvengono i primi cambiamenti interni che preparano la capra e il capretto alla nascita. Durante questa fase, si verifica una diminuzione del tono della muscolatura uterina, un processo che consente all'organo di distendersi e al feto di assumere la posizione corretta per il parto. Le contrazioni in questa fase sono deboli e irregolari, spesso quasi impercettibili dall'esterno, ma servono a riposizionare il capretto in modo ottimale per l'espulsione. A seconda dell'età dell'animale e del numero di parti precedenti, questa fase può durare da 1 a 3 ore, culminando quando il sacco fetale inizia ad apparire nella vagina.
2) La Fase Dilatante
Successivamente al travaglio, inizia la fase dilatante, in cui il processo di espulsione prende maggiore vigore. In questa fase, il feto rimane avvolto nel sacco amniotico e progredisce verso l'esterno, spinto dal ritmo delle contrazioni uterine. Queste contrazioni diventano più frequenti e regolari e sono accompagnate da spinte volontarie della capra, risultato della contrazione dei muscoli addominali. È in questa fase che si verifica la rottura del sacco amniotico, un evento comunemente noto come "rottura delle acque", che libera il liquido amniotico e facilita ulteriormente il passaggio del capretto. Durante questa fase, alcune capre possono emettere forti grida di dolore, un segnale che il processo è ormai avanzato e richiede attenzione.
3) La Fase Espulsiva
La terza e ultima fase è quella espulsiva, il momento vero e proprio della nascita. In genere, per esercitare spinte più energiche, l'animale si corica, trovando una posizione che gli consenta di massimizzare lo sforzo. In condizioni normali, i primi segni visibili del capretto sono i piedi anteriori, seguiti dal muso, che compaiono all'esterno. La fuoriuscita del liquido amniotico contribuisce a lubrificare il canale di parto, facilitando il passaggio. Le contrazioni aumentano in numero e forza. Se la posizione del capretto è corretta - ovvero con le zampe anteriori e la testa allineate - non occorre intervenire in alcun modo, lasciando che il parto abbia il suo decorso naturale. La fuoriuscita della testa è spesso il passaggio più difficile e doloroso per la madre e, di conseguenza, non deve essere forzata. Qualsiasi tentativo di tirare o spingere con eccessiva energia potrebbe causare lacerazioni e/o infezioni gravi, mettendo a rischio la salute della capra e del capretto. Questa è la fase terminale del parto, culminante con l'espulsione della placenta.

Prime Cure al Capretto Neonato: Supporto Cruciale
Dopo il miracolo della nascita, le prime ore e giorni di vita del capretto sono cruciali per la sua sopravvivenza e il suo sviluppo. L'allevatore gioca un ruolo fondamentale nell'assicurare che i piccoli ricevano tutte le cure necessarie, sia in caso di parto normale che in situazioni più complesse.
Cure Immediate Dopo un Parto Normale
Quando il parto procede senza intoppi, il neonato è solitamente subito vitale, compiendo respiri profondi ed espellendo naturalmente il muco dalle vie respiratorie. In questi casi, l'intervento dell'allevatore si deve limitare a fornire un ambiente caldo e igienico. È essenziale porre l'animale in un posto caldo e riparato dalle correnti d'aria, su paglia asciutta e pulita. Strofinare il capretto con la stessa paglia o un panno asciutto serve a stimolare la circolazione sanguigna e ad accelerare l'asciugatura del mantello, prevenendo l'ipotermia. Un'altra procedura di vitale importanza, da effettuare prima possibile, è la disinfezione del cordone ombelicale. Questo può essere fatto con disinfettanti di uso comune, come la tintura di iodio o la clorexidina, per prevenire l'ingresso di batteri e lo sviluppo di infezioni ombelicali che potrebbero compromettere seriamente la salute del piccolo.
Intervento in Caso di Parto Difficile o Capretti Deboli
Se il capretto non è subito vitale o appare molto debole, come nel caso dei due maschietti nati stanchi nella vicenda raccontata in precedenza, deve essere rianimato stimolandone la respirazione. Se il neonato non riesce a respirare perché ha inalato liquidi fetali durante il parto, è necessario intervenire rapidamente per liberare le vie respiratorie. Un metodo efficace è afferrare il capretto per i garretti e farlo oscillare energicamente o addirittura roteare; in questo modo, la forza centrifuga aiuta a liberare le vie respiratorie dai fluidi inalati. Questo intervento è considerato più facile e sicuro rispetto al soffiare o aspirare liquido dalle narici, tecniche che potrebbero comportare rischi aggiuntivi o essere meno efficaci.
In caso di emorragia dal cordone ombelicale, occorre chiudere i vasi sanguinanti pinzandoli per qualche minuto con le dita disinfettate. L'applicazione di disinfettanti contribuisce anche a favorire la chiusura naturale dei vasi sanguinanti.
L'Importanza del Colostro
Uno degli aspetti più critici nella cura del neonato è la somministrazione del colostro, il primo latte della madre. Questo liquido è ricco di anticorpi essenziali che conferiscono al capretto l'immunità passiva contro molte malattie. La somministrazione del colostro deve avvenire prima possibile e comunque entro le prime 6 ore dal parto, poiché è in questo lasso di tempo che l'intestino del capretto è ancora in grado di assorbirne gli anticorpi presenti in modo ottimale. Trascorso questo periodo, la capacità di assorbimento diminuisce drasticamente.
Allattamento Artificiale (se necessario)
Quando la madre non produce abbastanza latte o non è in grado di allattare tutti i capretti, come nel caso dei quadrupli della famiglia Giovannini o dei maschietti deboli, l'allattamento artificiale con colostro e/o latte in polvere diventa indispensabile. La somministrazione di colostro e/o di latte con il biberon va effettuata in modo che il capretto tenga la testa estesa sul collo e rivolta verso l'alto. Questa posizione favorisce una corretta deglutizione e digestione, minimizzando il rischio di aspirazione. È altrettanto importante evitare di forzare la caduta del latte in bocca all'animale, ma aspettare che lo stesso venga deglutito spontaneamente. In caso contrario, il latte che fuoriesce dalle labbra può essere inalato ed entrare nei polmoni, dove può causare gravi polmoniti, una condizione spesso fatale per i giovani capretti. La pazienza e la tecnica corretta sono quindi fondamentali per garantire il successo dell'allattamento artificiale.
Cure alla Capra Dopo il Parto: Recupero e Vigilanza
Non solo i capretti, ma anche la capra madre necessita di cure e attenzioni specifiche nel periodo immediatamente successivo al parto. Il recupero della madre è fondamentale per la sua salute a lungo termine e per la sua capacità di accudire i piccoli.
Cura Dopo un Parto Normale
Dopo un parto normale, la capra potrà presentare segni di stanchezza, il che è assolutamente naturale data l'energia spesa. È buona norma lasciarla in un posto tranquillo, dove possa riposare indisturbata. È cruciale che abbia a disposizione abbondante alimento, preferibilmente fieno di buona qualità e cereali, per recuperare le energie e stimolare la produzione di latte. L'acqua pulita e fresca deve essere sempre accessibile, poiché l'idratazione è vitale per la lattazione e per il ripristino dei liquidi corporei. Una lettiera asciutta e pulita non solo garantisce comfort, ma previene anche l'insorgenza di infezioni. È inoltre indispensabile allontanare prontamente la placenta e tutti i residui del parto dall'ambiente della stalla, poiché questi possono rappresentare un terreno fertile per lo sviluppo di batteri e causare infezioni alla madre.
Gestione delle Complicazioni Post-Parto
In caso di parto difficile, che abbia richiesto un intervento esterno, o in presenza di perdite di sangue anomale o un travaglio prolungato, le cure devono essere più intensive. Oltre a quanto già menzionato per il parto normale, può essere necessario un trattamento antibiotico, somministrato sotto consiglio veterinario, per prevenire o curare eventuali infezioni uterine o sistemiche.
L'Espulsione della Placenta: Un Processo Naturale e Critico
Un aspetto particolarmente delicato del post-parto è l'espulsione della placenta, o secondina. La placenta deve essere espulsa interamente e in modo naturale dall'animale stesso, solitamente entro poche ore dal parto. È categoricamente sconsigliato sia tirarla che tagliarla. La ritenzione anche solo di una sua parte nell'utero è una condizione estremamente grave che causa infezioni potenzialmente letali per la capra, conosciute come metriti. Se l'espulsione della placenta non avviene in modo corretto entro un lasso di tempo ragionevole (generalmente 6-12 ore) o se si osservano perdite vaginali insolite per quantità, colore, odore e consistenza - come un flusso maleodorante o purulento - è necessario richiedere l'intervento immediato del veterinario. Solo un professionista potrà valutare la situazione e intervenire con le procedure adeguate, che potrebbero includere la rimozione manuale (se indicata e con le dovute precauzioni igieniche) o l'inizio di una terapia farmacologica specifica.
Strumenti e Preparazione per Ogni Eventualità
Affrontare il parto di una capra richiede non solo conoscenza e attenzione, ma anche una preparazione pratica che include la disponibilità degli strumenti e dei medicinali giusti. La situazione ideale sarebbe quella di spostare le capre prossime al parto in una SALA PARTO dedicata, un ambiente pulito, tranquillo e confortevole, progettato specificamente per evitare problemi durante le diverse fasi del parto e per facilitare l'assistenza.
Tuttavia, anche senza una sala parto dedicata, è bene comunque dotarsi di un kit essenziale per poter affrontare qualsiasi evenienza e fornire le prime cure necessarie. Ecco un elenco di ciò che non dovrebbe mancare:
- Strame pulito e abbondante: Paglia, foglia senza ricci o felce sono materiali ideali. È fondamentale evitare materiale polveroso, che potrebbe irritare le vie respiratorie dei capretti appena nati o della madre. Lo strame fornisce isolamento termico, assorbe i liquidi e crea un ambiente confortevole.
- Secchi lavabili e disinfettabili: Sono indispensabili per contenere acqua, per la preparazione di soluzioni disinfettanti o per rimuovere i rifiuti. La possibilità di lavarli e disinfettarli garantisce igiene.
- Acqua pulita, anche calda, in abbondanza: L'acqua è necessaria per pulire, per preparare le soluzioni, per l'igiene personale dell'allevatore e per la capra stessa. L'acqua calda è particolarmente utile per le pulizie e per preparare i sostituti del latte.
- Stracci puliti: Utili per asciugare i capretti, per pulire la madre o l'ambiente circostante.
- Cordini in materiale resistente, non scivoloso e disinfettabile: Questi possono essere usati con cautela, e solo in caso di effettiva necessità e con la giusta tecnica, per aiutare nella trazione del capretto in caso di distocia, sempre seguendo le indicazioni di un esperto.
- Disinfettante a base di cloro da diluire in acqua: Fondamentale per lavare e disinfettare mani e strumenti, riducendo drasticamente il rischio di infezioni.
- Disinfettante per il cordone ombelicale: Tintura di iodio o clorexidina sono prodotti specifici ed efficaci per prevenire infezioni nel neonato.
- Guanti monouso in lattice: Proteggono sia l'operatore che l'animale da possibili trasmissioni di germi, e sono indispensabili per interventi manuali all'interno del canale del parto. È fondamentale usarli ben lubrificati e con la massima cautela, mantenendo le dita della mano a cuneo e seguendo il ritmo delle contrazioni, per evitare rotture delle membrane fetali e lesioni, anche microscopiche, delle mucose uterine, che possono essere sede di gravi infezioni. Inoltre, è buona prassi avere unghie corte ed evitare anelli o gioielli che potrebbero causare danni.
- Sostanze lubrificanti: Olio, gel, grasso o sapone sono essenziali per facilitare l'esplorazione o l'assistenza al parto in caso di necessità. L'uso di preparati con polvere antibiotica è preferibile per un'azione preventiva contro le infezioni.
- Colostro artificiale o di capra: È una risorsa preziosa, soprattutto in caso di nascite multiple o madri che non producono colostro a sufficienza. Il colostro di capra munto dalle prime capre pluripare sane che partoriscono e congelato in dosi da 200-300 ml può essere una vera ancora di salvezza. È importante scongelarlo a bagnomaria in acqua tiepida (circa 40°C) per non degradare gli anticorpi.
Prepararsi adeguatamente non significa interferire con il processo naturale, ma piuttosto essere pronti a offrire il supporto necessario quando la natura lo richiede, assicurando il miglior esito possibile per la madre e i suoi preziosi capretti.