Zafferano in allattamento e gravidanza: una guida completa alla sicurezza e all'alimentazione

La nutrizione durante la maternità è un tema complesso, spesso avvolto da miti e credenze popolari che possono generare ansia. In particolare, l'uso dello zafferano solleva numerosi interrogativi: è sicuro? Quali sono le dosi corrette? Come si inserisce in una dieta equilibrata? Partiamo dalla gestione di alcune condizioni di primaria importanza in gravidanza: l’acidosi.

Uno dei problemi principali per la donna in gravidanza consiste nell’acidosi latente. Essa può essere rilevata con la misura del pH urinario, ed è usualmente associata a un eccessivo uso di caffè, zuccheri ad alto indice glicemico, eccessiva assunzione di proteine animali e bevande confezionate. Per riequilibrare questa condizione, è necessario aumentare la quota di frutta ed ortaggi freschi (almeno 4 frutti freschi al giorno, almeno 250 grammi di ortaggi a pasto), assumere miele, uvetta sultanina, tè verde in foglie e integratori alcalinizzanti.

L’acidosi latente porta ad una sindrome da stanchezza cronica, debolezza muscolare, infiammazioni (cistiti e vaginiti) e depauperamento delle riserve di calcio osseo della donna. Consiglio di assumere più mandorle, noci, nocciole, datteri (attenzione alle allergie), prezzemolo fresco ad ogni pasto, semi di lino e sesamo sulle insalate e sulla pasta.

illustrazione di una dieta bilanciata ricca di frutta, verdura e semi per la salute in gravidanza

Nutrienti fondamentali e monitoraggio metabolico

Personalmente, suggerisco a tutte le donne in gravidanza un mineralogramma, un test indolore sul capello. Esso permette di diagnosticare non solo la presenza di metalli pesanti che possono essere nocivi per lo sviluppo del feto e per la salute della mamma, ma rileva carenze di minerali e di vitamine ancora più precisamente rispetto a un esame del sangue.

Riassumendo i nutrienti fondamentali dobbiamo ricordare naturalmente i folati (e tutte le vitamine del gruppo B) che sono importantissimi perché implicati nella sintesi dei costituenti del DNA, ricordando che le donne fumatrici o che hanno assunto contraccettivi orali sono più carenti. Fondamentali sono anche lo zinco, il calcio, la vitamina D3, il ferro, il magnesio, il manganese necessario per la crescita fetale e il cromo, implicato nelle modificazioni gravidiche della tolleranza al glucosio.

In sintesi, non devono mai mancare: limone (almeno uno al giorno), semi di sesamo e lino, alghe (kombu, arame, klamath), miele, tè verde in foglie, uova biologiche (almeno 3 volte a settimana), pesce selvaggio, frutta fresca di stagione e ortaggi freschi. Un fattore altrettanto importante è quello dell’indice glicemico del pasto, che, assumendo carboidrati raffinati, sale troppo e obbliga ad una eccessiva produzione di insulina, con possibilità di gestosi e tendenza all’aumento del peso corporeo del neonato già in tenera età.

Lo zafferano: storia, proprietà e sicurezza in gravidanza

Questa preziosa spezia, ricavata dagli stimmi del Crocus sativus, è da secoli considerata "oro rosso" per il suo valore, il suo colore intenso e le sue straordinarie proprietà. Viene utilizzato da oltre 3000 anni, con documenti che ne testimoniano l’impiego già nell’Antico Egitto, in Grecia e in Persia.

Si può mangiare lo zafferano in gravidanza? Anche la donna che aspetta un bambino può consumarlo, basta rispettare la quantità ideale. Lo zafferano, inoltre, presenta anche degli interessanti benefici che riguardano proprio la salute della futura mamma: aiuta a tenere sotto controllo la pressione e alza il tono dell’umore. Tuttavia, a causa della sua capacità di stimolare le contrazioni uterine - quindi, di esercitare un'attività abortiva ad alte dosi - l'utilizzo deve essere cauto. La dose massima giornaliera di zafferano che si può assumere è di 1,5 g.

È consigliabile preferire i pistilli dello zafferano, piuttosto che quello in polvere, in quanto quest'ultimo potrebbe contenere sostanze pericolose per il feto. Inoltre, poiché può presentare il rischio di toxoplasmosi, per essere sicure di non contrarre questa infezione, basterà consumare questo ingrediente solo nelle ricette che prevedono una cottura a temperature elevate e non aggiungerlo a freddo.

fotografia di pistilli di zafferano purissimi

Alimentazione durante l'allattamento: sfatare i miti

Durante l’allattamento, molte mamme si trovano ad affrontare un lungo elenco di credenze popolari come “non puoi mangiarlo perché allatti” o “cibi che disturbano il neonato”. In realtà, in questa fase non esistono alimenti assolutamente vietati e per la mamma è consigliata una dieta varia ed equilibrata.

Le domande che le mamme si pongono sono frequenti: «Che cosa hai mangiato?» è la frase classica seguita da una rassegna di cibi da evitare. Tuttavia, non esistono evidenze affidabili che collegano in modo diretto il consumo materno di aglio, cipolla, broccoli, legumi o altri alimenti aromatici con le coliche o disturbi digestivi nel lattante. È stato dimostrato che se la mamma mangia aglio durante la gravidanza e successivamente nell’allattamento, questo alimento sarà poi accettato con più facilità dal bambino durante lo svezzamento.

Per quanto riguarda il fabbisogno calorico, secondo le ultime tabelle LARN, una donna che allatta ha bisogno di circa 700 Kcal in più al giorno. Una parte di queste calorie viene ricavata dai depositi di grasso accumulati durante la gravidanza, mentre le restanti energie supplementari (circa 500 Kcal) non necessitano di una dieta specifica, ma potranno essere colmate con uno spuntino aggiuntivo, ad esempio mangiando una piccola porzione di frutta secca.

Benefici dello zafferano nel post-partum

Gli effetti collaterali degli antidepressivi e l’atteggiamento delle donne che allattano al seno, le quali preferiscono spesso preparati di origine naturale, hanno fornito lo spunto a un team di ricercatori per valutare l’azione dello zafferano su donne che soffrono di depressione post-partum di grado lieve-moderato.

Uno studio randomizzato in doppio cieco ha dimostrato l’efficacia dello zafferano nel migliorare il tono dell’umore. Il 96% delle donne del gruppo zafferano era in remissione dopo 8 settimane di trattamento, rispetto al 43% del gruppo placebo. Lo zafferano è considerato sicuro anche per quanto riguarda l’allattamento dei bambini, ovviamente rispettando le quantità indicate.

La Via delle Spezie: curiosità, benefici nutrizionali, e frodi

Svezzamento e curiosità alimentare

Ogni gusto ha una sua spiegazione evolutiva. I bambini nascono con una preferenza per i gusti dolci (gusto di sicurezza) e per i grassi (energia). Il cibo deve essere 3 volte gradevole: alla vista, all’olfatto e al sapore. Ricordiamoci che, come gli adulti, anche il bambino dopo un po’ si stanca dei soliti piatti a causa della sazietà sensoriale.

Possiamo utilizzare le spezie, come la curcuma, il curry non piccante e lo zafferano, anche nell'alimentazione dei piccoli. Nei bambini tra uno e due anni si può verificare una diminuzione dell’appetito, ma possiamo contare sull’effetto della ripetizione: offriamo ogni cibo senza mai insistere. A volte basta una sola esposizione, a volte anche dieci. Mangiamo noi quel cibo davanti al bambino per mostragli che è buono e sicuro. L’imitazione sortirà i suoi effetti.

Ricordiamoci che un bambino da uno a 5 anni non può mangiare un piatto di pasta da 80 grammi come un adulto: se facciamo in modo che a quell’età arrivi a mangiarlo, lo stiamo abituando ad iperalimentarsi. Infine, è fondamentale non trasformare il cibo in un premio, una gratificazione o una consolazione: queste associazioni creano una base psicologica errata nel rapporto del bambino con l'alimentazione.

infografica che mostra la progressione degli alimenti dai 0 ai 2 anni

Considerazioni finali sulla qualità degli alimenti

In commercio esistono numerose varietà di zafferano, ma è sempre bene rivolgersi a fonti di qualità. Per chi cerca integratori, è consigliabile acquistarli in farmacia, su siti di erboristeria certificati o direttamente dai produttori agricoli. È bene ricordare che lo zafferano può interagire con gli antidepressivi, i farmaci antipertensivi e gli anticoagulanti; pertanto, in caso di terapie farmacologiche in corso, è sempre necessario consultare il proprio medico prima di introdurre dosi terapeutiche di questa spezia nella propria routine quotidiana.

La varietà alimentare resta la chiave per una salute ottimale. Non è necessario eliminare categorie di cibi, ma piuttosto imparare a gestire la qualità degli ingredienti, la modalità di cottura e l'equilibrio tra i nutrienti. La natura, con spezie come lo zafferano, offre strumenti preziosi per accompagnare la donna e il bambino in questa delicata fase della vita, trasformando il momento del pasto in un'occasione di benessere, scoperta sensoriale e salute condivisa.

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