Se stai per partorire, è del tutto normale che tu ti senta emozionata e spaventata. Tuttavia, a un certo punto, la fatidica data inizia ad avvicinarsi e scattano la paura e le preoccupazioni per ciò che verrà: come sarà il parto? Quanto durerà il travaglio? Proverò molto dolore? La paura del parto è un’emozione che molte donne vivono, anche quando la gravidanza procede bene e il desiderio di incontrare il proprio bambino è forte. A volte si presenta come un pensiero ricorrente, altre come un’ansia più diffusa che cresce con l’avvicinarsi della data prevista.

La natura della paura: quando diventa tocofobia
In entrambe le situazioni, il parto è percepito come un grosso ostacolo da superare, qualcosa di pericoloso, una minaccia, la perdita di controllo della situazione. Infatti, chi soffre di tocofobia spesso desidera partorire con cesareo nella convinzione di poter vivere un’esperienza meno “spaventosa” del parto naturale.
La tocofobia non è il normale timore o nervosismo che si può presentare quando si scopre di aspettare un figlio, ma una vera e propria fobia che può portare chi ne soffre a evitare con qualunque mezzo la gravidanza, ad esempio attraverso l’aborto, i metodi anticoncezionali o addirittura evitando di avere relazioni sessuali. Si tratta di una fobia ancora poco conosciuta che può portare molte donne a rimandare all’infinito la gravidanza, pur volendo avere dei figli.
Livelli della paura
La paura del parto si muove su tre livelli:
- Fisico: il timore riguarda soprattutto il dolore e la gestione delle contrazioni.
- Mentale: pesa l’idea di non sapere cosa succederà esattamente.
- Emotivo: entra in gioco la vulnerabilità; il parto è un passaggio potente che espone e trasforma.
Le donne che hanno paura di partorire naturalmente sono convinte di non riuscire ad affrontare i dolori del travaglio e/o di morire durante il parto. La fobia di partorire naturalmente si può manifestare durante il primo e persino durante il secondo parto o nel corso di gravidanze successive. Secondo una revisione sistematica comprendente 33 studi, i tassi di prevalenza mondiale della tocofobia varierebbero tra il 3,7 e il 43%, con una prevalenza stimata del 14%.
Origini e cause: perché abbiamo paura?
“La mia vita è stata piena di terribili tragedie, la maggior parte delle quali non si è mai avverata”, lo disse il filosofo Montaigne. La paura va affrontata, poiché se manchiamo all’appuntamento con le nostre paure, queste diventeranno muri sempre più difficili da scalare.
Spesso la paura è alimentata da racconti traumatici ascoltati negli anni o da immagini poco realistiche diffuse nei media. Il cervello tende a registrare più facilmente le storie negative, perché attivano i meccanismi di allerta. Tra le cause rintracciabili nell’irripetibile storia di vita di ogni donna, la tocofobia si presenta spesso in comorbilità con altri disturbi d’ansia, condividendo uno schema di pensiero fondato sulla vulnerabilità personale.
Fattori determinanti
- Fattori culturali: In alcune culture il parto viene descritto come un evento estremamente doloroso e rischioso.
- Fattori sociali: La mancanza di una rete di supporto o l’isolamento sociale aumentano la vulnerabilità.
- Fattori psicologici: Esperienze pregresse di ansia, depressione o traumi (inclusa la violenza ostetrica o precedenti parti traumatici) predispongono allo sviluppo della fobia.
La persistente paura del parto sembrerebbe correlata a numerosi fattori: livello di percezione del dolore, uso precedente dell’anestesia ed eventualità di ricorrere al cesareo. È stato dimostrato che nascite successive possono avere un impatto sulla riduzione del livello di ansia, tanto che questa risulta più elevata nelle donne primipare.

Gestione del dolore e percezione del corpo
Il dolore del parto è diverso da altri tipi di dolore. È progressivo, ha pause tra una contrazione e l’altra e segue un ritmo. È importante ricordare che il corpo femminile è fisiologicamente progettato per partorire. Ricordarlo, senza idealizzarlo, aiuta a riequilibrare la percezione.
Durante il travaglio il corpo produce endorfine, che agiscono come analgesici naturali, e ossitocina, che regola le contrazioni. Un elemento spesso sottovalutato è il ruolo dell’adrenalina: quando la paura è intensa, l’adrenalina può interferire con l’ossitocina e rendere le contrazioni meno coordinate e percepite come più dolorose. Per questo lavorare sulla gestione dell’ansia ha anche un effetto fisiologico reale.
Strumenti per la gestione del dolore
- Respirazione lenta e profonda per regolare il sistema nervoso.
- Movimento libero durante il travaglio.
- Immersione in acqua calda.
- Analgesia epidurale quando indicata e scelta consapevolmente.
Strategie pratiche: superare il muro della resistenza
Affrontare la paura del parto inizia prima del travaglio. La staticità, infatti, non fa che peggiorare gli stati ansiosi. È fondamentale non nascondere le proprie paure, ma “buttarle fuori” e confidarsi con le persone delle quali ti fidi.
- Mettere nero su bianco: Scrivere le proprie preoccupazioni aiuta a organizzarle e ridimensionarle, permettendo di distinguerle in categorie: dolore, complicazioni, perdita di controllo.
- Allenamento al respiro: Inspirare contando fino a quattro ed espirare lentamente fino a sei stimola il nervo vago e favorisce uno stato di calma.
- Informazione selettiva: Scegliere fonti affidabili e limitare l’esposizione a racconti traumatici protegge la mente da stimoli inutilmente ansiogeni.
- Cura del corpo: Dedicarsi a gesti quotidiani, come l’applicazione di una crema con movimenti lenti o fare stretching, comunica al sistema nervoso che sei al sicuro.
10 min. Respirazione guidata per lasciare andare lo stress | Respiro 4-2-6
Il ruolo della consapevolezza e del supporto professionale
Non c’è niente di male a chiedere aiuto, soprattutto se il supporto di un professionista può aiutarvi a superare lo stato di ansia nel quale vi trovate. La terapia cognitivo-comportamentale può essere molto utile per ridurre l’ansia e per portare alla luce le eventuali cause legate a questa fobia.
È importante sottolineare che, nel caso in cui i sintomi diventino invalidanti, il supporto di uno psicologo perinatale può aiutare a elaborare le emozioni e costruire strategie personalizzate. Affrontare la tocofobia durante la gravidanza migliora significativamente l’esperienza del parto e il benessere nel post-partum.
Prepararsi significa anche accettare l’imprevedibilità
Un piano del parto è utile per chiarire preferenze e desideri. Allo stesso tempo, mantenere flessibilità mentale aiuta ad affrontare eventuali cambiamenti, come un cesareo programmato o una variazione nel ritmo del travaglio. Prepararsi significa avere strumenti, informazioni e supporto, sapendo che ogni percorso è unico.
Ricordate che non esiste un corso che conferisce un “patentino” da genitori. Si diventa genitori quando il proprio bambino viene alla luce e, semplicemente, tutto verrà da sé. La relazione tra mamma e bimbo è fatta non di uno, ma di tanti sguardi, oltre che di contatto e di vicinanza. Il vostro corpo sta facendo un grande lavoro: prendetevi cura di voi stesse, ascoltate i vostri bisogni e non abbiate timore di tendere la mano per ricevere il supporto di cui avete bisogno.