Guida Completa alla Vitamina D nei Neonati: Dosaggi, Importanza e Modalità di Assunzione

La salute dei neonati passa inevitabilmente attraverso un corretto apporto di micronutrienti essenziali. Tra questi, la vitamina D occupa un ruolo di primaria importanza, essendo un elemento chiave per la crescita sana dei piccoli. Sebbene venga naturalmente prodotta dal nostro organismo attraverso l’esposizione al sole, nei primi mesi di vita l'apporto naturale non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno dei più piccoli.

La vitamina D è in realtà da considerare un pre-ormone, che ha il compito di regolare il metabolismo di calcio e fosforo. Essa è indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro la solidità e la resistenza che le caratterizzano. Inoltre, la vitamina D deve essere considerata un'indispensabile alleata del nostro sistema immunitario; è infatti un agente immunomodulante con la capacità di agire a livello delle cellule che fanno parte di questo complesso sistema di difesa. Conseguentemente, bassi livelli di vitamina D contribuiscono all’indebolimento del sistema immunitario e talvolta nei momenti in cui abbiamo bisogno di attivarlo può essere necessaria una integrazione supplementare.

rappresentazione del ciclo della vitamina D dalla sintesi cutanea all'assorbimento osseo

Il ruolo della vitamina D nello sviluppo osseo

La vitamina D è responsabile dell’assorbimento del calcio e mantiene la struttura delle ossa. Per comprendere quanto sia vitale, basta osservare cosa accade in caso di carenza: le ossa possono non svilupparsi correttamente e si può manifestare il cosiddetto rachitismo, caratterizzato da ossa più fragili e facilmente deformabili. Nelle forme gravi, che per fortuna non sono più presenti in Europa, i bambini possono faticare a crescere e presentare ritardo dello sviluppo, convulsioni, problemi cardiaci e anomalie dello sviluppo dei denti.

La vitamina D viene normalmente prodotta nella pelle che, grazie ai raggi solari e in particolare alle radiazioni ultraviolette, trasforma il deidrocolesterolo, un derivato del colesterolo, in vitamina D3 o colecalciferolo. Tuttavia, l’alimentazione garantisce solo il 10-15% del fabbisogno di vitamina D, mentre la maggior parte è sintetizzata dall’organismo attraverso la cute.

Linee guida per il dosaggio nei neonati

Gli esperti, tra cui la Società Italiana di Pediatria, raccomandano di avviare l’integrazione di vitamina D già nei primissimi giorni di vita. Sulla base delle linee guida nazionali e internazionali, si consiglia la supplementazione di vitamina D solamente nei primi 12 mesi di vita, al dosaggio di 400 U.I. (Unità Internazionali) al giorno.

Per prevenire il rachitismo e la carenza di vitamina D nei lattanti, nei bambini e negli adolescenti, viene raccomandata l’assunzione di 400 UI di Vitamina D fin dai primi mesi di vita. Per quanto riguarda la somministrazione pratica, i medicinali come DIBASE prevedono, per la prevenzione, 1-2 gocce (pari a 250-500 U.I.) al giorno, seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista.

Video TUTORIAL - Somministrazione dello sciroppo con misurino

È fondamentale ricordare che la dose giornaliera non deve mai essere superata. Un eccesso di vitamina D causa un aumento dell’assorbimento del calcio e, quindi, un incremento di questo minerale nel sangue. Si considera eccessiva una quantità uguale o superiore a 1.000 UI tra 0 e 6 mesi e maggiore o uguale a 1.500 UI tra i 6 e i 12 mesi. In casi estremi, l’eccesso prolungato di vitamina D può provocare insufficienza renale, calcificazione dei tessuti molli, aritmie cardiache e può anche essere letale.

Fattori di rischio e necessità di integrazione prolungata

Esistono alcune categorie di neonati maggiormente predisposte a sviluppare una carenza di vitamina D, tra cui i neonati alimentati esclusivamente con latte materno, i bambini con carnagione scura, i cui pelli producono meno vitamina D quando esposte al sole, i neonati nati da madri con bassi livelli di vitamina D durante la gravidanza e, infine, i bambini che vivono in zone poco soleggiate o durante i mesi invernali.

Dopo l’anno di vita, il pediatra può consigliare di proseguire nell’integrazione di vitamina D in presenza di condizioni che possono esporre al rischio di un deficit: oltre alla scarsa assunzione con la dieta, si considerano la pelle scura o la ridotta esposizione al sole, l'obesità o malattie che causano malassorbimento o terapie farmacologiche. Con la crescita il fabbisogno aumenta e diventa di circa 600 UI al giorno tra i 12 e i 24 mesi di vita.

Gestione delle difficoltà nella somministrazione

Spesso i genitori riscontrano difficoltà nel somministrare le gocce. "Il bambino le sputa sempre e piange", è una lamentela comune. La vitamina D viene generalmente fornita in forma di gocce orali, facilmente dosabili grazie al contagocce incluso nella confezione. Per una somministrazione semplice e sicura le gocce possono essere somministrate direttamente in bocca o mescolate a una piccola quantità di latte. È consigliabile scegliere un momento preciso della giornata per facilitare la creazione di una routine. Se il bambino sputa tutta la dose o rigurgita poco dopo averla presa, è possibile riprovare a darla in un momento in cui magari il piccolo è più tranquillo.

Precauzioni mediche e controindicazioni

Non deve assumere medicinali a base di colecalciferolo (come DIBASE) se soffre di un'importante riduzione della funzionalità dei reni. In caso di una riduzione della funzionalità dei reni da lieve a moderata, se il medico ritiene che il trattamento sia assolutamente necessario, dovrà effettuare delle analisi periodiche per controllare i livelli di calcio e fosfato nel sangue.

Inoltre, va ricordato che l’integrazione può non essere necessaria ai bambini allattati esclusivamente con formula artificiale. In merito all'allattamento materno, quando necessario, il medico prescriverà questo medicinale durante l'allattamento.

schema grafico sulle diverse fonti di vitamina D e fattori che influenzano la sintesi endogena

Considerazioni sul DHA e sviluppo neurocognitivo

Parallelamente alla vitamina D, durante la gravidanza e nei primi anni dopo la nascita, un ruolo cruciale è svolto dal DHA, che si accumula nel cervello e nella retina prima del feto e poi nel neonato e lattante. Il DHA è importante perché è indispensabile per la sintesi delle membrane cellulari, in particolare di retina e cervello. È consigliato come integratore per bambini di età compresa tra i 7 e i 24 mesi, ma è preferibile che sia l'alimentazione della mamma ad essere integrata durante la gravidanza e l'allattamento. Studi hanno dimostrato che i bambini nati da donne che assumevano integratori omega-3 avevano meno probabilità di soffrire di eczema, asma e allergie nei primi anni di vita.

Conservazione e gestione del prodotto

La confezione contiene solitamente 1 flacone ed 1 contagocce. Il flacone è dotato di una capsula a prova di bambino. Per l'utilizzo:

  1. Inserisca il contagocce nel flacone per prelevare il contenuto.
  2. Segua le dosi indicate dal medico.
  3. Conservare a temperatura non superiore ai 30°C.

Non getti alcun medicinale nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati nei fogli illustrativi, si rivolga sempre al medico o al farmacista. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.

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