La gravidanza è un’esperienza preziosa e ogni donna vuole il meglio per il piccolo che porta in grembo. È naturale dedicarsi con amore alla salute del nascituro, ed è altrettanto importante che la donna non dimentichi di prendersi cura della propria salute. La salute femminile è un aspetto fondamentale della medicina che richiede attenzione e cure specifiche. Le visite ginecologiche e ostetriche rappresentano due pilastri essenziali per monitorare e mantenere la salute riproduttiva delle donne. In questo articolo, esploreremo l’importanza dei controlli periodici, la differenza tra visita ginecologica e ostetrica, la frequenza consigliata per questi esami e i principali controlli effettuati durante le visite, guidandovi attraverso le varie fasi della gestazione.

Il ruolo delle figure professionali: ginecologo e ostetrica
Nella stragrande maggioranza dei casi la gravidanza è un evento fisiologico, che in quanto tale non richiede necessariamente interferenze mediche. Il ruolo degli operatori sanitari è primariamente di sorveglianza, finalizzato a verificare che l’evoluzione del processo si mantenga nell’ambito della fisiologia. La letteratura scientifica evidenzia da sempre i benefici materni, in termini di gradimento e salute, determinati da un’assistenza ostetrica.
L’ostetrica ha il compito di proteggere questo naturale processo, vigilando sullo stato di salute di mamma e figlio, potenziando le competenze materne, fornendo strumenti che possano aiutare la coppia a scegliere, riducendo l’intervento medico se non necessario e garantendo un prezioso sostegno. È importante che l’ostetrica e la futura mamma comunichino fra loro efficacemente, con lo scopo di instaurare una relazione basata sulla fiducia. Durante ogni incontro verranno affrontati temi relativi alla gravidanza, allo sviluppo del feto, al parto e all’allattamento.
La visita ginecologica è un esame medico che valuta la salute dell’apparato riproduttivo femminile. Durante questa visita, il ginecologo esamina l’utero, le ovaie, le tube di Falloppio, la cervice e la vagina. La visita può includere un esame pelvico, un Pap test e un controllo delle ghiandole mammarie. Una visita ostetrica, invece, è un esame medico che monitora la salute della madre e del feto durante la gravidanza. L’ostetrico valuta lo sviluppo del feto, la salute della madre e fornisce consigli su come gestire la gravidanza.
La prima visita e il percorso di screening
La prima visita dal ginecologo o dall’ostetrica andrebbe fatta entro l’ottava settimana, per controllare che la gravidanza sia partita bene e per chiedere le prime informazioni e chiarire i dubbi inutili, ma soprattutto per fare un’anamnesi completa sulla salute della futura mamma e su eventuali patologie familiari (diabete, malattie genetiche). Queste visite ginecologiche/ostetriche sono gratuite se effettuate presso una struttura pubblica o convenzionata; in questo caso, però, non si potrà scegliere l’operatore. Sono invece a pagamento se effettuate presso strutture non convenzionate, con la possibilità però di scegliere il medico o l’ostetrica.
È in questa occasione che il ginecologo prescrive i primi esami del sangue e delle urine. Per potervi accedere gratuitamente è necessario che vengano prescritti da un medico di base o un ginecologo che lavora in struttura pubblica e che sulla ricetta sia indicato il codice di esenzione con la settimana di gestazione. Al primo incontro dopo il concepimento il ginecologo fornisce tutte le informazioni per poter scegliere consapevolmente se eseguire esami di screening non invasivi come il test combinato o invasivi come l’amniocentesi e la villocentesi.
Il primo trimestre: confermare la vitalità e la datazione
Il primo esame a cui ci si sottopone, quando si sospetta di essere incinta, è il tradizionale test di gravidanza. Questi test rilevano la presenza dell’ormone gonadotropina corionica umana (hCG), prodotto all’inizio della gravidanza immediatamente dopo l’impianto dell’embrione nell’utero. I test fatti in casa rilevano la presenza dell’ormone hCG nell’urina con un’affidabilità del 97%, ma è bene eseguirli almeno un giorno dopo il ritardo del ciclo.
Per una conferma definitiva, è consigliabile eseguire un esame del sangue per la misurazione della beta-HCG. Questo test offre una precisione superiore al 99% e permette di rilevare anche quantità minime di hCG, consentendo di conoscere lo stato di gravidanza spesso prima ancora che si verifichi il ritardo mestruale. Oltre a confermare la gravidanza, l’esame del sangue misura la concentrazione esatta di ormoni hCG per monitorare lo sviluppo del feto e stimare la data del concepimento.
L’ecografia del primo trimestre andrebbe fatta dopo la 6°-7° settimana di gestazione e non oltre la 13° per confermare la corretta datazione, la sede, il numero e la vitalità degli embrioni. Sempre in questa fase, viene offerto gratuitamente il Pap-test alle donne con età superiore a 24 anni che non lo hanno eseguito negli ultimi 3 anni, come previsto dal Servizio Sanitario Nazionale.

Analisi del sangue e delle urine: esami di base
Tra gli esami gratuiti nei primi tre mesi troviamo il gruppo sanguigno di entrambi i genitori, l’emocromo e gli esami infettivologici (HIV, sifilide, rosolia, toxoplasmosi, epatite B e C). Il test per la rosolia e la toxoplasmosi, nel caso in cui la donna non sia immune, andranno eseguiti ogni 30-40 giorni fino al parto, per controllare che l’esito sia sempre negativo. Il test di Coombs, nel caso la mamma abbia un gruppo sanguigno Rh negativo, andrà anch'esso ripetuto fino al parto.
L'esame delle urine (chimico, fisico e microscopico con urinocultura) serve per diagnosticare precocemente un’eventuale infezione urinaria e per monitorizzare eventuali segni precoci di diabete o gestosi. Gli anticorpi che si formano dopo un contatto con l’agente patogeno si chiamano immunoglobuline: le IgG sono presenti in concentrazioni elevate durante la malattia e permangono stabilmente in circolo, mentre le IgM indicano spesso un contatto più recente.
Prevenzione oncologica: cervice e seno
La gravidanza non è solo il periodo dei controlli fetali, ma anche un'occasione preziosa per la prevenzione oncologica della donna. Il carcinoma della cervice uterina è diagnosticato in gravidanza con una incidenza stimata tra 1,5 e 12 casi ogni 100.000 nascite. Per questo è importante eseguire un test di screening (Pap test o HPV test) anche durante la gravidanza; questi esami si sono dimostrati sicuri e accurati in ogni epoca gestazionale.
Il prelievo cervicale può causare un lieve e transitorio sanguinamento (spotting). Non comporta un rischio per la gravidanza: il modesto sanguinamento è infatti legato alle particolari modificazioni delle mucose e della vascolarizzazione del collo dell’utero. In caso di esito anomalo, il percorso di secondo livello prosegue con la colposcopia, che è sicura in gravidanza, sebbene il rischio di sanguinamento da eventuale biopsia sia leggermente maggiore per via della vascolarizzazione aumentata.
Per quanto riguarda il seno, il carcinoma mammario è il tumore più frequentemente diagnosticato durante la gravidanza. È fondamentale che la donna continui in autonomia a osservare la struttura del seno con l’autopalpazione. Imparare a conoscere il proprio seno è sempre utile. In gravidanza non esiste un momento migliore di un altro per l'autopalpazione, in quanto il seno è ingrossato in ogni momento. Nel caso si notino noduli, arrossamenti o retrazioni del capezzolo, è importante rivolgersi al ginecologo per un’eventuale ecografia del seno, un esame che non utilizza radiazioni ionizzanti e non comporta pericoli per il feto.
Come effettuare l'autopalpazione al seno per la prevenzione del tumore - Il nuovo tutorial
Stili di vita e gestione della gravidanza
Oltre agli esami medici, durante i 9 mesi di gestazione è raccomandato mantenere stili di vita salutari. L'alimentazione deve essere varia ed equilibrata, evitando la falsa credenza che si debba "mangiare per due". L'aumento del peso dovrebbe mantenersi entro valori calcolati sull'indice di massa corporea (BMI). È fondamentale evitare completamente il fumo e l'alcol, che sono fattori di rischio per il bambino e per la salute della madre.
La gestione dello stress è altrettanto importante. Limitare le situazioni stressanti è utile per il benessere mentale e per prevenire comportamenti poco salutari. Praticare tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, lo yoga per la gravidanza o la meditazione può essere di grande aiuto. Condividere le proprie paure con la famiglia e frequentare corsi preparto aiuta a vivere ogni gravidanza nel modo più sereno possibile.
Calendario dei controlli: dal secondo trimestre al parto
Dal secondo trimestre, il percorso prosegue con monitoraggi mirati. Tra la 14° e la 18° settimana si ripetono gli esami per rosolia e toxoplasmosi. Tra la 19° e la 23° settimana si effettua l'ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali. Tra la 24° e la 27° settimana si esegue la curva da carico di glucosio per il diabete gestazionale, che consiste in un prelievo a digiuno, l'assunzione di 50g di glucosio e un secondo prelievo dopo un'ora.
Nel terzo trimestre, l'attenzione si concentra sulla preparazione al parto. Tra la 33° e la 37° settimana si effettua il tampone per la ricerca dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B. Dal 10 al 30% delle donne in gravidanza risultano portatrici di GBS in maniera asintomatica; l'eventuale positività va trattata mediante profilassi antibiotica al momento del travaglio per prevenire infezioni neonatali.
Entro la 41° settimana si esegue l'ecografia per la valutazione del liquido amniotico e la cardiotocografia (NST), test che monitora il battito cardiaco del bambino e l'attività contrattile dell'utero. Se la donna non partorisce entro le 42 settimane, si procede con il ricovero per una valutazione sull'induzione.
Tabella sintetica degli esami per trimestre
| Periodo | Esami Principali |
|---|---|
| 1° Trimestre | Beta-HCG, emocromo, gruppo sanguigno, toxo/rubeotest, test HIV/Sifilide, ecografia iniziale |
| 2° Trimestre | Ecografia morfologica, curva da carico di glucosio, ripetizione toxo/rubeotest |
| 3° Trimestre | Emocromo, test infettivi, tampone GBS, cardiotocografia, ecografia accrescimento |
L'importanza del post-parto
Dopo il parto, anche se la cura del neonato richiede molte energie e il tempo è poco, è importante che la donna continui a prendersi cura della propria salute. I controlli dopo il parto, inclusi il Pap test o l’HPV test, le ecografie e gli altri esami programmati, sono essenziali per monitorare il benessere della donna. Il periodo successivo al parto rappresenta un momento chiave per consolidare abitudini salutari iniziate durante la gravidanza e per proseguire con la prevenzione oncologica necessaria per ogni donna, indipendentemente dalla storia riproduttiva recente.
Le coppie e le donne in stato di gravidanza hanno diritto a eseguire gratuitamente, senza partecipazione alla spesa (ticket), molte di queste prestazioni. L'elenco di tali prestazioni è contenuto nel Decreto Ministeriale del 10 settembre 1998, che tutela il diritto alla salute e assicura che ogni donna possa accedere agli strumenti di monitoraggio necessari per affrontare questo percorso in totale sicurezza e consapevolezza.