Vermi intestinali in gravidanza: rischi, sintomi e percorsi di trattamento

Durante la gravidanza la donna va incontro a tutta una serie di cambiamenti: alcuni sono fisiologici, anche fastidiosi, altri invece vanno trattati in modo adeguato. È il caso degli ossiuri, una parassitosi che consideriamo essere ad appannaggio soprattutto dei bambini ma che può interessare anche le donne incinte. Gli ossiuri sono dei vermi parassiti che prosperano rimanendo nell'intestino crasso. Un'infezione da ossiuri non si verifica a causa della gravidanza, ma può essere molto contagiosa se in famiglia ci sono dei casi. La parassitosi intestinale dovuta agli ossiuri non espone il feto a rischi, ma senza dubbio va debellata.

rappresentazione microscopica di Enterobius vermicularis

Cosa sono gli ossiuri e come si manifestano

Hanno l’aspetto di piccoli filamenti bianchi, lunghi da 0,4 cm (i maschi) e 1 cm (le femmine), sottili, mobili. Se non si muovono, sono più probabilmente frammenti di carta igienica o di filo. Si tratta della più comune parassitosi intestinale dell’uomo, che interessa circa il 10% dei bambini, ma che può colpire chiunque. Gli ossiuri si localizzano nel grosso intestino e nell’ampolla rettale; le femmine, soprattutto di notte o al mattino presto, escono dall’ano e depositano migliaia di uova.

Normalmente non danno seri problemi di salute o sono addirittura asintomatici. Il sintomo più comune è il prurito nella zona perianale. Quest’ultimo può essere talmente intenso che il reiterato grattarsi provoca lesioni cutanee con possibili sovrainfezioni batteriche. Talvolta i parassiti risalgono in vagina, provocando prurito e secrezione biancastra (leucorrea). A volte vi possono essere disturbi generali: diarrea, irrequietezza, perdita di appetito, dolori addominali, insonnia. Il sonno in gravidanza è già fragile di suo e direi che è bene preservarlo almeno fino al parto, dal momento che dopo sarà messo ulteriormente alla prova dall’allattamento.

Dinamiche di contagio e diffusione

La vita di comunità, palestre, ambienti affollati favoriscono il contagio. L’infestazione si acquisisce ingerendo le uova: queste vengono disperse nell’ambiente da animali domestici o da persone infette. Il prurito anale, dovuto alla presenza degli ossiuri, provoca grattamento: le uova si infilano sotto le unghie delle dita e da qui si diffondono. Può anche succedere che le uova microscopiche siano disperse nell’aria, mentre si scuote un tappeto o un lenzuolo, e successivamente ingoiate. Una volta arrivate nell’intestino, dopo circa un mese le uova del parassita si schiudono liberando i vermi adulti. In seguito le femmine vanno a deporre altre uova a livello dell’orifizio anale. Le uova risultano molto resistenti all’ambiente esterno - sopravvivono a lungo a basse temperature, ma non tollerano quelle alte - e possono restare vitali, quindi infettive, fino a tre settimane.

Ossiuri - Enterobius Vermicularis

È fondamentale sottolineare che la presenza degli ossiuri non indica condizioni igieniche scadenti nella famiglia. L’infestazione è estremamente facile da contrarre proprio per la resistenza delle uova e la facilità con cui vengono trasferite da una superficie all’altra.

Diagnosi: come identificare la parassitosi

Se un bambino o un adulto ha prurito o irritazione alla zona anale o, nella femmina, vulvare, potrebbe avere gli ossiuri. Per esaminare la zona perianale, è utile utilizzare una luce diretta intensa, una pila, quando il prurito è presente o comunque poche ore dopo che la persona si è coricata o al mattino, appena sveglia, per due giorni consecutivi.

Se non li trovate e i disturbi persistono, è necessario rivolgersi al medico per valutare lo scotch test. Questa pratica consiste nell’applicazione di una striscia di nastro adesivo trasparente a livello del foro anale, senza averlo preventivamente deterso, per far aderire eventuali uova o parassiti presenti in questa sede. Va staccato dopo pochi minuti e incollato direttamente su un vetrino per l'analisi microscopica. Si può procedere anche con l’esame parassitologico delle feci su tre campioni raccolti in tre giorni diversi.

Trattamento farmacologico in gravidanza: approcci e raccomandazioni

Come curare i vermi in gravidanza? Come per tutte le altre patologie che possono presentarsi durante la gravidanza, la raccomandazione è sempre la stessa: non bisogna affidarsi al fai da te e assumere farmaci da banco senza prima aver consultato il proprio medico.

Per trattare l’infezione da ossiuri, il medico può prescrivere farmaci a base di mebendazolo o pirantel pamoato (spesso noto con nomi commerciali come Combantrin). Questi farmaci sono noti come antielmintici e si assumono per via orale. Solitamente, i farmaci prescritti per l’ossiuriasi alla futura mamma andranno assunti anche dagli altri membri della famiglia. Questi medicinali devono essere assunti solo se approvati dal medico.

Il dosaggio di Combantrin per le persone che non superano gli 80 kg di peso è generalmente di 3 compresse da 250 mg oppure 15 ml di sciroppo in una sola somministrazione, che poi andrebbe ripetuta dopo 15 giorni. Il dosaggio fino a 85 kg di peso comporta l’assunzione simultanea di 3 compresse da 250 milligrammi (anche una alla volta le può deglutire, mi raccomando!), ricordandosi di ripetere il trattamento a distanza di 15 giorni, per prevenire le recidive.

schema del trattamento farmacologico e dosaggio

Può essere sicuro anche il Pyrantel (Combantrin) perché entrambi i farmaci sono scarsamente assorbiti e la maggior parte del medicinale eliminata attraverso le feci. I rimedi casalinghi (come aglio, semi di zucca, scorza di limone, cannella, chiodi di garofano) possono richiedere molto tempo per essere efficaci, quindi sarebbe meglio rivolgersi al medico con fiducia e seguire una terapia farmacologica.

Misure igieniche complementari

Oltre al trattamento farmacologico, si ricordi di mettere in atto tutte le misure igieniche del caso. Le ricadute, anche in caso di provvedimenti idonei a prevenirle, sono molto frequenti, sia per la difficoltà di una sterilizzazione ambientale completa, sia per la facilità con cui si può contrarre nuovamente l’infestazione, data la sua facile diffusione.

Le linee guida raccomandano di:

  • Lavare lenzuola, asciugamani, biancheria intima ad alte temperature (60°C).
  • Evitare l’uso promiscuo dei suddetti effetti personali.
  • Lavare frequentemente le mani e tenere le unghie corte e ben pulite.
  • Pulire accuratamente lo spazzolino da denti dopo ogni utilizzo e conservarlo in uno spazio chiuso.
  • Igienizzare gli ambienti in cui si vive, in particolare i bagni.

Le uova possono essere eliminate con le feci per una settimana dopo la fine del trattamento. Per questo motivo, l’uso degli asciugamani deve essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco.

Rischi associati all'infestazione in gravidanza

Molte donne incinte temono che il trattamento farmacologico o la parassitosi stessa possano nuocere al bambino. È importante chiarire che, sebbene la presenza di parassiti intestinali sia fastidiosa, non rappresenta un pericolo diretto per il feto. Il rischio maggiore per la gravidanza è il disagio dovuto al prurito, soprattutto notturno, che gli ossiuri possono comportare.

Il medico curante saprà indicare il momento opportuno per la somministrazione della terapia, bilanciando il beneficio per la madre (risoluzione del prurito e dell'insonnia) con la prudenza necessaria durante la gestazione. È fondamentale non rimandare a dopo il parto, poiché l’infestazione tende a propagarsi rapidamente all'interno del nucleo familiare, creando condizioni di stress evitabili durante le fasi finali della gravidanza o nel periodo post-partum.

illustrazione del ciclo di vita del parassita nell'ambiente domestico

Il ruolo della famiglia e il trattamento di gruppo

Si consiglia, una volta individuato il caso iniziale, di trattare comunque tutti i membri del nucleo familiare. Anche altri soggetti con cui i suoi bambini hanno contatti frequenti (nonni, compagni di scuola, baby-sitter ecc.) potrebbero essere fonti di reinfestazione. Poiché l’ossiuriasi è una condizione spesso asintomatica negli adulti, è probabile che altri membri della famiglia siano infetti senza saperlo. Un trattamento corale del nucleo familiare è l’unica strategia efficace per evitare l’effetto "ping-pong" della reinfezione.

Considerazioni sulla diagnosi differenziale e patologie associate

È importante non confondere l’ossiuriasi con altre forme di parassitosi o infezioni vaginali. Sebbene gli ossiuri possano causare leucorrea o irritazione, non tutte le secrezioni biancastre o il prurito vaginale sono causate da elminti. In caso di persistenza dei sintomi dopo una corretta terapia antielmintica, sarà necessario un nuovo consulto specialistico per escludere altre patologie ginecologiche o infezioni batteriche.

Il dolore di tipo trafittivo nella zona dell'ano può essere dovuto a varie cause, che vanno via via escluse. La presenza di parassiti intestinali che si individuano alla vista, anche se non viene documentata dal laboratorio, merita un approfondimento diagnostico e subito dopo la prescrizione di un trattamento specifico. Gli elminti sono vermi parassiti che possono infettare gli esseri umani e gli animali. Esistono 3 tipi di elminti: vermi piatti (trematodi), tenie (cestodi) e vermi cilindrici (nematodi). L’Enterobius vermicularis è un nematode.

Prospettive sulla prevenzione a lungo termine

La prevenzione delle recidive è la sfida principale. Anche se il trattamento dell’infezione da ossiuri è efficace, la reinfezione è comune, in parte perché le uova possono sopravvivere fuori dall’organismo per 3 settimane. La gestione dell'igiene domestica non deve limitarsi al giorno del trattamento, ma deve essere mantenuta costante durante il periodo coperto dalla terapia.

Il lavaggio frequente delle mani, specialmente dopo l’uso dei servizi igienici, prima di mangiare o maneggiare alimenti, rimane la regola aurea. Per quanto riguarda la gestione dei bambini piccoli, è consigliabile mantenere le unghie corte per evitare che le uova si annidino sotto di esse durante il grattamento notturno. Sebbene sia difficile per un bambino piccolo evitare di toccarsi, l'igiene costante delle mani rimane lo strumento più potente per interrompere il ciclo di vita dell'Enterobius vermicularis.

infografica sulle misure di igiene quotidiana contro gli ossiuri

Infine, è utile ricordare che il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. Ogni terapia, specialmente durante la gravidanza, deve essere personalizzata sulla base della storia clinica della paziente, tenendo conto dell'epoca gestazionale e di eventuali altre terapie in corso.

La natura dell'infestazione: un fenomeno globale

Si stima che l’infezione da ossiuri sia presente in oltre 1 miliardo di persone in tutto il mondo. La maggior parte dei casi di ossiuriasi si verifica nei bambini in età scolare. Per tale motivo, gli adulti che si prendono cura di bambini o i membri della famiglia di un bambino con questa infestazione sono esposti a un maggiore rischio di infezione. Anche i soggetti che vivono in strutture di lunga degenza sono a maggior rischio di infezioni da ossiuri.

In alcuni contesti, l'infezione può essere trasmessa attraverso il contatto anale-orale con un partner infetto durante i rapporti sessuali. Nonostante la sua diffusione, l'ossiuriasi rimane un fenomeno che, se correttamente approcciato, può essere risolto rapidamente con la giusta terapia farmacologica e il rispetto rigoroso delle norme igieniche. La chiave rimane la consapevolezza che, nonostante il fastidio, si tratta di una condizione benigna che non compromette lo sviluppo del feto e che, con la dovuta prudenza e il consulto medico, può essere gestita serenamente durante tutto il corso della gestazione.

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