La curva glicemica in gravidanza: guida completa al test da carico orale di glucosio (OGTT)

La gravidanza è un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni fisiologiche. L’organismo femminile subisce cambiamenti significativi, dovuti soprattutto alle variazioni ormonali tipiche di questo stato, come l’aumento del volume delle mammelle in preparazione all’allattamento, l’aumento delle secrezioni vaginali, la stipsi e la riduzione della motilità intestinale. Alcune di queste modificazioni riguardano direttamente l'apparato endocrino. In particolare, nel secondo trimestre, si presenta una riduzione della risposta insulinica, con conseguente aumento del glucosio circolante nell’organismo.

Per monitorare la capacità dell'organismo di gestire il glucosio, viene proposta la curva glicemica in gravidanza, nota anche come test da carico orale di glucosio (OGTT). Si tratta di un esame utilizzato per valutare come l’organismo gestisce lo zucchero e per individuare un eventuale diabete gestazionale, una condizione temporanea che può insorgere durante la gestazione.

rappresentazione schematica del metabolismo del glucosio durante la gravidanza

Che cos’è il diabete gestazionale e perché è importante lo screening

Il diabete gestazionale (GDM) è la forma di diabete che si sviluppa durante la gravidanza e non deve essere confuso con un eventuale diabete già presente e diagnosticato in precedenza. Come le altre forme di diabete, anche quello gestazionale riguarda il modo in cui le cellule dell’organismo usano gli zuccheri (il glucosio), la nostra principale fonte di energia. Più nel dettaglio, si rileva un aumento della quantità di zucchero nel sangue, tipicamente a causa di una condizione di insulino-resistenza, con il possibile sviluppo di complicazioni per la salute di mamma e bambino.

Il diabete gestazionale è la più frequente complicanza della gravidanza e si presenta in una percentuale variabile dal 2% al 14% a seconda degli studi presi in esame. A seguito del parto la maggior parte delle donne recupera una condizione di normalità, ma con un rischio aumentato di sviluppare diabete di tipo 2 nei successivi 10-20 anni, una percentuale che oscilla tra il 30% e il 60% delle donne.

La curva da carico orale di glucosio (OGTT) è un test che si effettua per la diagnosi del diabete mellito e del diabete mellito gestazionale. Il test consiste nel misurare la concentrazione ematica di glucosio prima e dopo la somministrazione orale di una certa quantità di glucosio. Normalmente, l’organismo reagisce al rapido aumento della glicemia con un incremento di insulina che impedisce al glucosio di oltrepassare, al tempo prefissato, il livello soglia relativo alla quantità somministrata. Il superamento del livello soglia indica una ridotta tolleranza al glucosio, ovvero una iniziale carenza relativa di insulina che potrebbe evolvere in diabete.

Quando viene indicata la curva glicemica

La curva glicemica viene proposta come esame di screening o di approfondimento in base alle caratteristiche della gravidanza e ai fattori di rischio individuali. Viene generalmente proposta nel secondo trimestre, tra la 24ª e la 28ª settimana di gestazione, poiché è in questa fase che si manifestano maggiormente le variazioni endocrine che favoriscono l'insulino-resistenza.

Tuttavia, in alcune situazioni, può essere indicata anche prima, in presenza di specifici fattori di rischio. Alcune condizioni particolarmente a rischio, come l’obesità, il diabete gestazionale pregresso e l’alterata tolleranza glucidica prima della gravidanza o all’inizio della stessa, possono creare le condizioni per un’insorgenza precoce del diabete gestazionale. In questi casi, è raccomandato un approccio basato sulle modifiche dello stile di vita e su uno screening anticipato alla 16ª-18ª settimana di gestazione, da ripetere alla 24ª-28ª settimana in caso di negatività.

I fattori di rischio che richiedono maggiore attenzione includono:

  • Familiarità positiva per diabete in parenti di primo grado.
  • Pregresso diabete gestazionale.
  • Macrosomia fetale in gravidanze precedenti.
  • Sovrappeso o obesità (BMI ≥ 25 kg/m²).
  • Età materna ≥ 35 anni.
  • Appartenenza a etnie a elevato rischio (Asia meridionale, Medio Oriente, Caraibi).

Va specificato che la presenza di uno o più di questi fattori non implica automaticamente lo sviluppo del diabete gestazionale, ma rende doveroso il monitoraggio. La decisione di procedere con il test è sempre del professionista, che valuterà le caratteristiche della singola gravidanza e fornirà le indicazioni necessarie.

grafico che illustra le fasi del test OGTT e i tempi di prelievo

Come si esegue il test della curva glicemica

Il test deve essere eseguito al mattino dopo aver osservato un digiuno di almeno 8-10 ore. È fondamentale non consumare cibi o bevande, eccetto acqua, nelle ore precedenti. La preparazione inizia già dal giorno che precede l’esame: l’ultimo pasto consumato deve essere equilibrato, evitando eccessi ma anche restrizioni inutili. Se la paziente sta assumendo farmaci nei giorni precedenti l’esecuzione del test, è importante informarne il medico, poiché potrebbero influire sui risultati.

Il test con carico di glucosio non deve essere effettuato nel corso di malattie acute (influenza, stati febbrili, ecc.) o nel periodo di convalescenza successivo a interventi chirurgici.

La procedura si articola in diverse fasi:

  1. Prelievo basale: Al momento dell'arrivo in struttura, viene effettuato un primo prelievo di sangue per misurare i livelli di glucosio a digiuno.
  2. Assunzione del carico: La paziente assume una soluzione composta da acqua e 75 grammi di glucosio puro. Questa soluzione in qualche caso può dare fastidio alla donna; la dolcezza, ad esempio, può favorire l’insorgenza di nausea o vomito.
  3. Prelievi successivi: Il test prevede il controllo della glicemia a intervalli prestabiliti. Secondo il protocollo standard da 75g, vengono eseguiti ulteriori prelievi a un'ora e a due ore dall'assunzione della soluzione. Durante l’attesa tra un prelievo e l’altro, è necessario restare seduti in sala d’attesa.

Come misurare la glicemia

Interpretazione dei risultati e valori di riferimento

I risultati del test sono riportati in milligrammi per decilitro (mg/dL). È necessario distinguere tra test di screening e test diagnostico. Lo screening serve a valutare se esiste il rischio di diabete gestazionale; se il risultato è alterato, viene indicato un test diagnostico più completo. Questa distinzione aiuta a evitare esami non necessari.

Secondo le linee guida attuali, per la diagnosi di diabete gestazionale con carico da 75g, è sufficiente che un unico valore superi i limiti prefissati. I valori soglia per la diagnosi di diabete mellito gestazionale sono:

  • A digiuno: ≥ 92 mg/dL.
  • Dopo 1 ora: ≥ 180 mg/dL.
  • Dopo 2 ore: ≥ 153 mg/dL.

È importante notare che, secondo alcuni protocolli, se la prima rilevazione (a digiuno) supera già i limiti, il laboratorio potrebbe non procedere ai prelievi successivi, poiché la diagnosi di iperglicemia è già confermata.

È fondamentale sottolineare che un risultato alterato non significa automaticamente che la gravidanza sarà complicata. In caso di diagnosi di diabete gestazionale, la donna viene seguita con controlli mirati e indicazioni specifiche sullo stile di vita, talvolta ricorrendo a farmaci se necessario. Con un monitoraggio adeguato, nella maggior parte dei casi la gravidanza prosegue senza problemi.

Evoluzione dei protocolli e raccomandazioni cliniche

In passato, venivano utilizzati protocolli differenti, come quello che prevedeva il carico di 100 grammi di glucosio o una durata del test fino a 3 ore. Si riportano per conoscenza i valori di riferimento per i precedenti protocolli, che tuttavia sarebbero da evitare in base alle più recenti linee guida. Ad esempio, in vecchi protocolli, un valore a 3 ore superiore a 140 mg/dL era considerato indicativo, o in altri casi, un valore a digiuno superiore a 198 mg/dL poneva direttamente la diagnosi.

Oggi, l'attenzione delle istituzioni scientifiche internazionali, come l'International Diabetic Federation (IDF), si concentra sull'ottimizzazione del carico da 75 grammi, considerandolo l'approccio più bilanciato per la sensibilità diagnostica. L'interpretazione pone l'accento sui valori raggiunti, distinguendo tra una tolleranza normale (inferiore a 140 mg/dL dopo 2 ore) e una condizione di intolleranza glicemica o prediabete (valori compresi tra 140 e 199 mg/dL dopo 2 ore).

infografica comparativa tra i vecchi protocolli e le attuali linee guida OMS per la curva glicemica

La curva da carico orale di glucosio rimane un esame di semplice esecuzione e non invasivo, pilastro fondamentale della medicina prenatale moderna per garantire la salute della madre e del nascituro attraverso la prevenzione e il controllo consapevole dei parametri metabolici durante l'intera durata della gravidanza.

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