Il Vaccino Eterologo e l'Avanzamento Strategico della Campagna in Puglia

La campagna vaccinale contro il COVID-19 in Italia, e in particolare nella regione Puglia, ha rappresentato una sfida logistica e scientifica di proporzioni epocali. Una delle strategie più significative e innovative adottate per garantire la massima protezione possibile alla popolazione è stata l'introduzione e l'implementazione del protocollo di vaccinazione eterologa. Questa metodologia, che prevede l'utilizzo di vaccini diversi per la prima e la seconda dose, ha trovato un solido fondamento nelle decisioni degli enti regolatori e scientifici, permettendo di ottimizzare l'efficacia della risposta immunitaria e di adattarsi alle dinamiche di approvvigionamento e alle esigenze sanitarie.

Il Protocollo Eterologo: Fondamenta Scientifiche e Approvazioni Cruciali

L'adozione della vaccinazione eterologa non è stata una decisione arbitraria, ma il risultato di un'attenta valutazione da parte delle massime autorità scientifiche e regolatorie italiane. È stato reso noto, infatti, il parere del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), di cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 751 del 2021, relativo ai vaccini Vaxzevria e Janssen. Parallelamente, sono stati aggiornati anche gli allegati delle note informative del vaccino Comirnaty (Pfizer-BioNTech) e del vaccino Moderna, a cura dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Diagramma del protocollo vaccinale eterologo (Vaxzevria + mRNA)

Tenuto conto che, sulla base del suddetto parere del CTS e come riportato nelle rispettive note informative, i vaccini Comirnaty e Moderna possono essere utilizzati per completare un ciclo vaccinale misto. Questa indicazione è specifica per i soggetti di età inferiore ai sessanta anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria. La somministrazione della seconda dose con un vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna) può avvenire a distanza di otto-dodici settimane dalla somministrazione della prima dose di Vaxzevria.

Questa scelta strategica è stata motivata, in parte, dall'attuale assenza di specifiche indicazioni nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) dei farmaci Comirnaty e Moderna, ma anche dalla stringente necessità di consentire il regolare svolgimento della campagna vaccinale a livello nazionale. La Commissione tecnico-scientifica (CTS) dell'AIFA ha espresso parere favorevole all'inserimento di Comirnaty e del vaccino COVID-19 Moderna nell'elenco dei farmaci di cui alla legge n. 648/1996. Tale inserimento come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto, sempre nei soggetti di età inferiore ai sessanta anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria, è stato reso nella riunione del 13 giugno 2021. I medicinali di cui all'art. 1 possono essere somministrati come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto, nei soggetti di età inferiore ai sessanta anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria.

L'Importanza della Vaccinazione Eterologa: Prospettive e Garanzie Scientifiche

La decisione di procedere con le vaccinazioni eterologhe per gli under 60 che avevano già ricevuto la prima dose di AstraZeneca (Vaxzevria) è stata accompagnata da un'ampia comunicazione per rassicurare la popolazione sull'efficacia e la sicurezza di tale approccio. L'assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco, a margine del workshop "Pandemia Covid 19 in Puglia", è intervenuto proprio su questa decisione, sottolineando come l'utilizzo di vaccini diversi non sia una novità assoluta nella storia della medicina.

Immunità adattativa - Comprendere i vaccini (video 3)

Lopalco ha infatti chiarito che, sebbene gli studi sul vaccino eterologo non fossero ancora numerosi o con evidenze estremamente robuste all'inizio della campagna, essi esistevano e indicavano una direzione chiara. Ha ricordato che non è la prima volta che viene utilizzata una campagna vaccinale con vaccini diversi per ottenere una protezione efficace; un esempio storico significativo è la lotta alla poliomielite, sconfitta anche grazie all'applicazione di una schedula di questo genere. Questa prospettiva storica contribuisce a infondere fiducia nell'approccio eterologo, dimostrando che l'innovazione medica spesso attinge a principi consolidati per affrontare nuove sfide.

L'imperativo di garantire una copertura vaccinale ampia e robusta è stato uno dei motori principali di queste scelte. Come ribadito da Lopalco, se si vuole affrontare l'autunno con maggiore tranquillità, anche alla luce del fatto che le varianti del virus sarebbero arrivate, è fondamentale avere una copertura con almeno due dosi di vaccino. Le evidenze accumulate fino ad oggi hanno dimostrato che due dosi di vaccino, con tutte le varianti note, hanno offerto un'ottima protezione, riducendo significativamente il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e decesso.

In un contesto più ampio, si è anche affrontato il tema delle dosi booster per chi ha ricevuto il vaccino monodose Johnson&Johnson (Janssen). Ad esempio, la Liguria si è dichiarata pronta a partire subito con la somministrazione della nuova dose ‘booster’ di vaccino ‘eterologo’ con Pfizer o Moderna a chi sia stato vaccinato con Johnson&Johnson, non appena l’Aifa renderà nota la propria decisione in merito. Per quanto riguarda il loro territorio, si tratta di 32.618 persone a cui è stato somministrato il vaccino monodose J&J. Questa prontezza riflette un approccio nazionale coordinato per adeguare le strategie vaccinali in base alle nuove evidenze scientifiche e alle raccomandazioni degli enti regolatori, con l'obiettivo comune di rafforzare la protezione della popolazione.

L'Avanzamento della Campagna Vaccinale in Puglia: Dati Generali e Obiettivi Raggiunti

La Puglia ha dimostrato un impegno costante e una notevole capacità organizzativa nella gestione della campagna vaccinale, raggiungendo traguardi significativi in termini di somministrazioni e copertura della popolazione.

Mappa della copertura vaccinale in Puglia

Sino ad oggi, sono state somministrate complessivamente 3.183.558 dosi di vaccino anticovid in Puglia, secondo l'aggiornamento fornito dal Report del Governo nazionale alle ore 17.00 di una data non specificata, ma rappresentativa del progresso. Un contributo significativo a questo totale è stato dato dai centri della ASL Bari, che hanno superato le 958.000 somministrazioni. Questo dato evidenzia l'efficienza e la portata delle operazioni di vaccinazione nella provincia più popolosa della regione.

L'attività vaccinale ha mantenuto ritmi elevati anche nei giorni festivi. Ad esempio, in una domenica precedente, sono state eseguite 8.125 iniezioni di vaccino, di cui 4.983 prime dosi e 3.142 seconde. Questi numeri testimoniano la continua spinta della campagna per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini.

Un'attenzione particolare è stata rivolta alle categorie più vulnerabili e a coloro che, per motivi professionali o di assistenza, rientravano nelle priorità. Le vaccinazioni riservate a soggetti vulnerabili per patologia hanno oltrepassato complessivamente quota 200.000 dosi. Allo stesso modo, le somministrazioni garantite dai medici di medicina generale ai propri assistiti delle categorie prioritarie ammontano a oltre 206.000 dosi. Il ruolo dei medici di base è stato cruciale per raggiungere capillarmente il territorio e fornire un punto di riferimento familiare e accessibile per la vaccinazione.

La campagna vaccinale ha assicurato una copertura significativa della popolazione. Sino ad oggi, il 64% della popolazione vaccinabile (da 12 anni in poi) ha ricevuto almeno la prima dose, mentre il 28% ha ultimato il ciclo di immunizzazione. Questi dati indicano un buon progresso verso l'immunità di comunità, sebbene sia evidente la necessità di proseguire con l'impegno per aumentare ulteriormente la percentuale di completamento del ciclo vaccinale.

Grafico delle somministrazioni vaccinali per fascia d'età in Puglia

Particolarmente elevate sono le percentuali di vaccinazione, già con la prima dose, in tutte le fasce d'età più a rischio e anche in quelle intermedie:

  • Il 93% tra gli over 80 e gli ultrasettantenni ha ricevuto la prima dose, un dato che riflette l'alta consapevolezza e l'adesione in queste fasce d'età considerate estremamente vulnerabili.
  • L'89% per gli over 60, dimostrando una forte protezione in un'altra fascia di età a rischio elevato.
  • L'81% per i 50-59enni, indicando una buona copertura anche tra i soggetti in età lavorativa che possono sviluppare forme gravi della malattia.
  • Il 67% tra i quarantenni, una percentuale in crescita che sottolinea l'estensione della campagna anche alle fasce più giovani della popolazione adulta.

Questi dati complessivi riflettono un'azione coordinata e capillare, essenziale per la protezione della salute pubblica in Puglia.

Dettagli Territoriali: La Situazione nelle Province Pugliesi

L'impegno nella campagna vaccinale è stato diffuso su tutto il territorio regionale, con risultati significativi e specificità locali che meritano di essere evidenziate.

La Provincia di Foggia: Un Esempio di Progresso Dettagliato

Nella provincia di Foggia, dall'avvio della campagna vaccinale, sono state somministrate complessivamente 483.630 dosi di vaccino. Questo ha portato la percentuale delle persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino al 53,2%, con 322.623 somministrazioni. Il 26,5% della popolazione vaccinabile ha invece concluso il ciclo vaccinale, con 161.007 seconde dosi somministrate. Questi numeri dimostrano un solido avanzamento nel processo di immunizzazione della popolazione foggiana.

Tabella riassuntiva dati vaccinali Provincia di Foggia

Un'analisi più dettagliata delle somministrazioni della prima dose, aggiornata a una mattinata specifica, rivela una segmentazione precisa per categorie e fasce d'età:

  • Persone estremamente vulnerabili: 50.150 hanno ricevuto la prima dose, evidenziando una priorità data a chi presenta maggiori rischi.
  • Caregivers: 16.230 persone che assistono soggetti fragili hanno ricevuto la prima protezione, un passo fondamentale per tutelare sia gli assistenti che gli assistiti.
  • Persone ultraottantenni: 38.265 individui, pari al 93,2% della popolazione vaccinabile in questa fascia d'età, hanno completato la prima fase di protezione.
  • Persone di età compresa tra 79 e 70 anni: 51.518, equivalenti al 90,2% di questa coorte, hanno ricevuto la prima dose.
  • Persone di età compresa tra 69 e 60 anni: 62.700 persone, pari all'86,1%, hanno avviato il loro percorso vaccinale.
  • Persone di età compresa tra 59 e 50 anni: 65.215, ovvero il 71,5%, hanno ricevuto la prima somministrazione.
  • Persone di età compresa tra 49 e 40 anni: 44.812 individui, corrispondenti al 42%, sono stati vaccinati.
  • Persone di età compresa tra 39 e 30 anni: 30.643, ovvero il 43,1%, hanno iniziato il ciclo.
  • Persone di età compresa tra 29 e 17 anni: 28.028 giovani hanno ricevuto la prima dose, estendendo la protezione anche alle fasce più giovani della popolazione adulta.

La campagna di vaccinazione anti-Covid prosegue con determinazione nei 12 Punti Vaccinali di Popolazione (PVP), nei centri sanitari e grazie all'opera instancabile dei Medici di Medicina Generale, sia nei loro ambulatori che a domicilio. In una singola giornata recente, sono state effettuate circa 6.000 vaccinazioni. La distribuzione geografica e l'impegno dei diversi centri sono stati notevoli, con numeri significativi registrati in varie località: 599 nella Struttura Operativa Territoriale della Protezione Civile di Campi Salentina, 438 nel Complesso Euroitalia di Casarano, 644 nel PTA di Gagliano del Capo, 372 nel Centro Polivalente Comunale di Galatina, 251 nella Palestra del Liceo Scienze Umane “Q. Ennio” di Gallipoli, 405 nel Palazzetto dello Sport di Lecce, 335 nel Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, 433 nella Caserma Zappalà di Lecce, 274 nell'edificio Comunale “Mercato delle Idee” di Muro Leccese, 532 nella RSSA comunale di Martano, 482 nello Stabile Zona Industriale di Nardò, 388 nel Centro Aggregazione Giovanile di Spongano. Questa capillare rete di punti di somministrazione è stata fondamentale per raggiungere la popolazione in ogni angolo del territorio.

Immagine di un centro vaccinale in Puglia

L'Impegno dell'ASL Taranto

Anche nell'ASL Taranto, la campagna vaccinale ha fatto registrare numeri importanti. Manca poco al raggiungimento di 450.000 dosi di vaccino somministrate complessivamente. Rispetto a questo dato, oltre 155.000 cittadini hanno completato il ciclo vaccinale, sottolineando un buon ritmo nel completamento dell'immunizzazione.

Nel weekend, l'attenzione si è concentrata anche sulle vaccinazioni a domicilio e negli ambulatori dei medici di medicina generale, con 40 dosi somministrate a domicilio e 410 dosi negli ambulatori, a vantaggio specifico dei pazienti fragili. Questa modalità operativa garantisce che anche coloro che hanno difficoltà a raggiungere i centri vaccinali possano ricevere la protezione necessaria. Una giornata specifica è stata dedicata alla somministrazione della seconda dose AstraZeneca negli hub distrettuali, riservata ai cittadini over 60 che avevano ricevuto la prima dose entro il 30 aprile, seguendo scrupolosamente le indicazioni ministeriali e regionali.

Logistica e Approvvigionamenti dei Vaccini in Puglia: Una Gestione Efficiente

La capacità della Puglia di mantenere un ritmo costante nella campagna vaccinale è strettamente legata a una gestione logistica efficiente degli approvvigionamenti. La disponibilità dei vaccini è un fattore critico, e la regione ha dimostrato di saper coordinare gli arrivi per soddisfare le esigenze di somministrazione.

Mercoledì 23 giugno, ad esempio, era previsto l'arrivo di 23.400 dosi di Pfizer. Queste dosi non erano destinate unicamente a chi aveva già ricevuto la prima dose dello stesso vaccino, ma erano anche cruciali per i soggetti con meno di 60 anni di età che si erano vaccinati con AstraZeneca e preferivano la somministrazione "eterologa" con il richiamo Pfizer. Questo mostra come gli approvvigionamenti fossero pianificati tenendo conto delle diverse strategie vaccinali, inclusa quella eterologa, per massimizzare la copertura e la protezione.

Le oltre 23.000 dosi di Pfizer in consegna in quel mercoledì si sono aggiunte a precedenti arrivi essenziali per la continuità della campagna: 8.400 dosi di AstraZeneca erano già arrivate il 12 giugno, e ulteriori 2.500 dosi di Moderna e 1.000 dosi di Janssen erano state consegnate la domenica precedente. L'analisi del cronoprogramma relativo agli approvvigionamenti di vaccini per il mese di giugno, stilato dalla struttura regionale per l'emergenza Covid, ha evidenziato che, alla luce di questi arrivi, il piano risultava ampiamente rispettato. Questo sottolinea una gestione efficace delle scorte e della distribuzione, garantendo che i centri vaccinali avessero a disposizione i vaccini necessari al momento giusto.

Vaccinazioni Speciali e Progetti Integrati sul Territorio

Oltre alla campagna di massa, la Puglia ha implementato iniziative specifiche per raggiungere categorie particolari della popolazione e per integrare la vaccinazione nel tessuto sociale ed economico del territorio.

Proseguono, parallelamente a quelle delle altre categorie, anche le vaccinazioni dei fragili under 16. Questo dimostra un'attenzione precoce alla protezione dei più giovani con condizioni di salute che li rendono vulnerabili. In particolare, è stato organizzato un piano per cui i ragazzi tra i 12 e i 15 anni con malattie rare sarebbero stati vaccinati insieme agli adulti affetti dalle stesse patologie in una sessione dedicata. Questa strategia mirava a creare un ambiente più confortevole e rassicurante per i giovani pazienti e le loro famiglie, beneficiando dell'esperienza e del supporto dei referenti per le patologie.

Un'iniziativa innovativa è stata la prima vaccinazione in azienda, avvenuta a Barletta. Qui, referenti del Dipartimento di Prevenzione hanno collaborato attivamente per vaccinare i primi cento dipendenti di un'azienda di servizi. Questa modalità di vaccinazione direttamente nei luoghi di lavoro rappresenta un'ulteriore strategia per facilitare l'accesso al vaccino, riducendo le barriere e promuovendo la copertura vaccinale tra i lavoratori, contribuendo così a creare ambienti lavorativi più sicuri.

L'impatto positivo della vaccinazione sulla diffusione del virus è stato evidente in alcuni comuni pugliesi. Due comuni con le percentuali di vaccinazione più alte, Spinazzola al 68% e Minervino al 61%, hanno fatto registrare zero contagi in una data specifica. Questo dato, sebbene non sia una prova definitiva di causalità diretta in un singolo momento, offre un'indicazione incoraggiante sull'efficacia della copertura vaccinale nel contenere la circolazione virale a livello locale.

Le Dosi Booster e il Contesto Nazionale della Campagna Vaccinale

La campagna vaccinale è un processo dinamico che si adatta alle nuove scoperte scientifiche e all'evoluzione del quadro epidemiologico. In questo contesto, l'attenzione si è estesa anche alle dosi "booster" (di richiamo) e alla necessità di mantenere alta la guardia.

Infografica sulle dosi booster e il loro ruolo

Il governatore ha spiegato che si è registrato un lieve calo dei tamponi antigenici, passando da 76.250 a 72.820 tra il 25 e il 31 ottobre. Questo potrebbe riflettere diverse dinamiche, inclusa una maggiore fiducia nella vaccinazione e un minore ricorso al tampone per l'ottenimento del green pass, o semplicemente una variazione nella richiesta stagionale. Nello stesso periodo, sono state registrate 2.798 prenotazioni di prime dosi nelle ultime due settimane, un dato che evidenzia una continua, seppur rallentata, adesione alla campagna vaccinale anche da parte di coloro che avevano esitato inizialmente.

L'auspicio delle autorità è che coloro che ricorrono al tampone per l'ottenimento del green pass si convincano dell’utilità e della sicurezza dei vaccini. La vaccinazione è stata costantemente ribadita come l'unica arma efficace per proteggersi dal virus e, soprattutto, dal rischio di ospedalizzazione, con conseguenze anche molto gravi. Un segnale positivo in tal senso è la situazione negli ospedali: fortunatamente, si è osservato che gli ospedali sono pieni al 10% rispetto a quanto lo erano l'anno scorso, nonostante un'incidenza quasi simile di circolazione del virus. Questo dato è un'evidenza tangibile dell'efficacia delle vaccinazioni nel ridurre la gravità della malattia e l'impatto sul sistema sanitario.

Circa l’ipotesi al vaglio del governo di prorogare lo stato di emergenza fino a marzo del prossimo anno, l'esperienza ha insegnato che è difficile prevedere con certezza gli sviluppi futuri. Lo stato d’emergenza scadeva il 31 dicembre e, se la necessità si fosse palesata, sarebbe stato opportuno prorogarlo. Viceversa, se non ci fosse stato bisogno, sarebbe stato opportuno affievolirlo, anche per dare un ulteriore segnale di ritorno alla normalità. Tuttavia, è stato chiaramente affermato che il Covid non ha mollato la presa: è necessario continuare con le vaccinazioni, anche con le terze dosi, per mantenere un elevato livello di protezione della popolazione e prevenire nuove ondate di contagi e malattie gravi.

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