La pandemia di COVID-19 ha accelerato la ricerca e lo sviluppo di vaccini, portando all'approvazione di diverse tipologie di preparati immunizzanti. Tra questi, i vaccini a mRNA (come Pfizer-BioNTech e Moderna) e quelli a vettore virale (come AstraZeneca e Johnson & Johnson) hanno giocato un ruolo cruciale nella risposta globale. Un aspetto sempre più studiato e discusso è la "vaccinazione eterologa", ovvero la combinazione di vaccini diversi per il ciclo primario o per le dosi di richiamo. Questo approccio, supportato da crescenti evidenze scientifiche, offre potenziali vantaggi in termini di efficacia e flessibilità, pur richiedendo un'attenta valutazione degli effetti collaterali.
L'Emergere della Vaccinazione Eterologa
La vaccinazione eterologa è emersa come una strategia promettente per ottimizzare la risposta immunitaria contro il SARS-CoV-2. Le autorità sanitarie europee, attraverso una dichiarazione congiunta dell'Agenzia europea dei medicinali (EMA) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), hanno evidenziato che la combinazione di vaccini a vettore virale e a mRNA può generare buoni livelli di anticorpi e una risposta delle cellule T più elevata rispetto all'uso dello stesso vaccino (vaccinazione omologa). Questo approccio è considerato utilizzabile sia per le iniezioni iniziali che per quelle di richiamo.

I risultati degli studi sulla vaccinazione eterologa suggeriscono che la combinazione di questi due tipi di vaccini produce un miglioramento della risposta immunitaria. In particolare, l'uso iniziale di un vaccino a vettore virale, come quelli di AstraZeneca o Johnson & Johnson, seguito da un'iniezione di un vaccino a RNA messaggero (mRNA) come Pfizer o Moderna, ha dimostrato di ottenere i migliori risultati. Questa flessibilità nella combinazione vaccinale rende i paesi più agili nell'affrontare picchi di casi e nell'ottimizzare la gestione delle scorte di vaccino.
Efficacia e Sicurezza: I Dati degli Studi
Numerosi studi hanno iniziato a fornire dati concreti sull'efficacia e la sicurezza della vaccinazione eterologa. Uno studio svedese condotto su 88 operatori sanitari ha confrontato l'efficacia e la sicurezza di una seconda dose di vaccino anti COVID-19 a mRNA dopo una prima dose di vaccino anti COVID-19 di AstraZeneca. I soggetti sono stati assegnati a uno schema eterologo o al completamento del ciclo con lo stesso vaccino di AstraZeneca. I risultati preliminari hanno indicato che la vaccinazione con due vaccini diversi aveva una maggiore efficacia contro la variante Beta, sebbene associata a un numero maggiore di effetti avversi.
Un'altra area di indagine riguarda la durata della risposta immunitaria. Uno studio su 20 soggetti ha accertato che la durata della risposta anticorpale e cellulo-mediata al vaccino anti COVID-19 di Johnson & Johnson si estende per almeno otto mesi. Questo dato è significativo per comprendere la necessità e la tempistica delle dosi di richiamo.
Ricercatori statunitensi del Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR) hanno sviluppato un vaccino sperimentale che promette un'efficacia contro tutti i tipi di coronavirus, incluse varianti future e potenziali nuovi coronavirus emergenti. Questo vaccino è costituito da nanoparticelle di ferritina coniugate con multiple triplette della proteina spike di SARS-CoV-2, arricchito da un adiuvante. Sebbene questo approccio sia ancora in fase di ricerca, rappresenta una prospettiva interessante per una protezione a lungo termine e ad ampio spettro.

Uno studio controllato e randomizzato condotto negli Emirati Arabi e in Qatar ha valutato l'efficacia di due vaccini inattivati contro il COVID-19, fornendo i primi dati pubblicati su questa tipologia tradizionale di vaccini. Confrontati con un placebo (idrossido di alluminio) in 40.382 volontari, questi vaccini hanno mostrato risultati interessanti, sebbene la loro diffusione sia stata minore rispetto ai vaccini a mRNA e a vettore virale in molte regioni.
I ricercatori indiani hanno segnalato una nuova possibile reazione avversa associata al vaccino Covishield (analogo ad AstraZeneca ma prodotto in India), descrivendo due casi di epatite autoimmune, uno dei quali fatale, insorti dopo la vaccinazione. Questo sottolinea l'importanza del monitoraggio continuo delle reazioni avverse post-vaccinazione, anche per i vaccini già in uso.
I risultati di uno studio controllato e randomizzato di fase III sul vaccino anti COVID-19 di Novavax hanno evidenziato un'alta efficacia, pari all'86,3% contro la variante Alfa e al 96,4% contro le varianti non Alfa. Questo vaccino, basato su una tecnologia proteica, rappresenta un'ulteriore opzione nel panorama immunizzante.
Ricercatori statunitensi hanno confrontato l'efficacia degli anticorpi neutralizzanti indotti dalla vaccinazione con il vaccino Moderna con quelli indotti dall'infezione naturale da SARS-CoV-2, valutando la loro capacità di legarsi al recettore RBD sulla membrana cellulare.
Miocardite e Vaccini a mRNA
Un aspetto di sicurezza che ha destato particolare attenzione riguarda la miocardite. Su 2,8 milioni di dosi di vaccino a mRNA anti COVID-19 (sia Pfizer-BioNTech sia Moderna) somministrate a militari statunitensi, sono stati registrati 23 casi di miocardite insorti pochi giorni dopo la seconda dose. La relazione temporale e l'assenza di altre spiegazioni eziopatogenetiche in soggetti precedentemente sani suggeriscono una possibile, seppur rara, reazione avversa al vaccino.

Il Ruolo del Vaccino Johnson & Johnson nella Vaccinazione Eterologa
Il vaccino di Johnson & Johnson (Janssen) ha caratteristiche peculiari, essendo un vaccino a vettore virale approvato come regime a dose singola. Tuttavia, studi recenti hanno esplorato il suo utilizzo anche come dose di richiamo in schemi eterologhi.
Uno studio coordinato dall'Erasmus Medical Center di Rotterdam, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 461 operatori sanitari che avevano ricevuto una singola dose di vaccino Johnson & Johnson. Dopo circa tre mesi, questi soggetti hanno ricevuto una dose booster con lo stesso vaccino, con Moderna o con Pfizer-BioNTech. I risultati hanno confermato la sicurezza della vaccinazione eterologa, con effetti collaterali leggermente più severi ma non gravi riportati in chi aveva ricevuto il richiamo con vaccini a mRNA (in particolare Moderna).
Per quanto riguarda l'efficacia, la dose booster ha significativamente aumentato la risposta immunitaria, con valori più elevati quando il richiamo veniva effettuato con i vaccini a mRNA, specialmente Moderna.
Cosa c'è all'interno del VACCINO di Johnson&Johnson? Analisi composizione, sicurezza ed efficacia
Parallelamente, i dati presentati da Johnson & Johnson indicano un aumento considerevole degli anticorpi con una dose di richiamo somministrata a due mesi dalla prima, con un incremento fino a 12 volte se il richiamo avviene a sei mesi di distanza. La FDA statunitense ha approvato il richiamo con il vaccino Janssen ad almeno due mesi dalla prima dose per tutti gli over 18, basandosi su dati che mostravano un'efficacia salire al 94% dopo una seconda dose a due mesi dalla prima. Questi dati provengono sia da trial clinici di fase 3 che da dati del mondo reale, inclusi studi su centinaia di migliaia di persone.
Confronto tra Pfizer e Moderna: Efficacia Duratura e Dosaggi
I vaccini Pfizer e Moderna, entrambi a mRNA, sono molto simili nella loro composizione di base, utilizzando sferette di grasso per veicolare la sequenza di RNA messaggero che codifica per la proteina Spike. La differenza principale risiede nei dosaggi: Pfizer prevede 30 microgrammi di mRNA per dose, mentre Moderna ne utilizza 100. Per le dosi booster, è stata mantenuta la dose piena per Pfizer, mentre per Moderna è stata dimezzata a 50 microgrammi.
Alcuni studi suggeriscono che Moderna potrebbe offrire una protezione più duratura nel tempo e sviluppare un livello di anticorpi più elevato, proteggendo meglio da infezioni e ricoveri nel mondo reale, sebbene gli studi iniziali non mostrassero differenze sostanziali. L'immunologa Viola sottolinea che, dal punto di vista del sistema immunitario, entrambi i vaccini presentano lo stesso antigene (la proteina Spike), indipendentemente dalla "scatola" (il vaccino specifico) che lo veicola.
La Vantaggio della Combinazione Eterologa
L'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC) hanno emesso una raccomandazione congiunta che dà il via libera alla vaccinazione eterologa, già ampiamente in uso in Europa e nel mondo. Le autorità sanitarie europee sottolineano che l'approccio del "mix di vaccini" può essere utilizzato sia per il ciclo primario che per i richiami.

Le prove disponibili indicano che un richiamo eterologo sembra essere uguale o migliore in termini di risposte immunitarie rispetto a un richiamo omologo. Il profilo di sicurezza delle combinazioni di richiamo eterologhe e omologhe rimane comparabile, sulla base dei dati disponibili.
Uno studio su 434 partecipanti ha esaminato gli effetti del potenziamento (booster) con uno dei tre vaccini COVID-19: Ad26.COV2.S (Johnson & Johnson), mRNA-1273 (Moderna) o BNT162b2 (Pfizer/BioNTech), tre mesi dopo la vaccinazione primaria. Tutti i vaccini hanno aumentato i livelli di anticorpi neutralizzanti e le risposte dei linfociti T, ma gli aumenti con i vaccini a mRNA sono stati maggiori.
Il vaccino Ad26.COV2.S (Johnson & Johnson), approvato come regime a dose singola, ha dimostrato efficacia contro la malattia grave, ma induce livelli di anticorpi specifici per la proteina Spike inferiori rispetto ai vaccini a mRNA. In uno studio multicentrico, randomizzato e controllato condotto su operatori sanitari che avevano ricevuto una dose del vaccino Ad26.COV2.S, è stata valutata l'immunogenicità e la reattogenicità dopo un richiamo omologo o eterologo.
I partecipanti sono stati assegnati a gruppi: nessun booster, booster omologo con Ad26.COV2.S, booster con mRNA-1273 (Moderna) o booster con BNT162b2 (Pfizer/BioNTech). Gli endpoint primari includevano il livello di anticorpi leganti S-specifici, mentre gli endpoint secondari comprendevano i livelli di anticorpi neutralizzanti, le risposte dei linfociti T specifici per S e la reattogenicità.
La vaccinazione di richiamo, sia omologa che eterologa, ha prodotto livelli più elevati di anticorpi leganti, neutralizzanti e risposte dei linfociti T rispetto a una singola vaccinazione con Ad26.COV2.S. L'aumento degli anticorpi è stato significativamente maggiore con regimi eterologhi che includevano vaccini a base di mRNA rispetto al booster omologo. Il booster di Moderna è risultato più immunogenico, ma associato a una maggiore reattogenicità rispetto ai booster BNT162b2 e Ad26.COV2.S. Le reazioni locali e sistemiche sono state generalmente da lievi a moderate nei primi due giorni dopo la somministrazione del richiamo.
In generale, le dosi booster del vaccino Johnson & Johnson e dei vaccini a mRNA hanno mostrato un profilo di sicurezza accettabile e si sono rivelate immunogeniche negli operatori sanitari che avevano ricevuto una dose di Ad26.COV2.S. Le risposte più forti si sono verificate dopo il potenziamento con i vaccini a base di mRNA.
Considerazioni sulla Campagna Vaccinale in Italia
In Italia, la campagna vaccinale per le terze dosi è proseguita con vigore. Per i richiami, si utilizza esclusivamente uno dei due vaccini a mRNA (Pfizer o Moderna), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il primo ciclo (AstraZeneca, Moderna, Pfizer, Johnson & Johnson). La scelta tra Pfizer e Moderna per la terza dose può essere influenzata dalla disponibilità delle scorte. Ad esempio, con scorte limitate di Pfizer, si è proceduto più spesso con Moderna, che viene somministrato in dose dimezzata, risultando quindi più disponibile.
Di conseguenza, chi ha completato il ciclo vaccinale con Pfizer potrebbe ricevere il richiamo con Moderna, e chi ha ricevuto la prima dose con AstraZeneca e la seconda con Pfizer (a causa di preoccupazioni legate alle trombosi con il vettore virale) potrebbe ricevere una terza dose con Moderna. Chi preferisce Pfizer potrebbe dover attendere fino a un mese.
Immunità Cellulare: Oltre gli Anticorpi
È fondamentale comprendere che gli anticorpi sono solo una componente della risposta immunitaria. L'immunità coinvolge anche cellule specializzate, come le cellule T. Sebbene più difficili da misurare, queste "cellule T" giocano un ruolo cruciale, specialmente nella protezione contro le forme gravi della malattia. Gli studi sulla vaccinazione eterologa evidenziano che la combinazione di vaccini a vettore virale e mRNA produce non solo buoni livelli di anticorpi, ma anche una risposta delle cellule T più elevata rispetto all'uso dello stesso vaccino.
Conclusioni Preliminari sulla Vaccinazione Eterologa
La vaccinazione eterologa, combinando vaccini diversi come quelli a vettore virale (AstraZeneca, Johnson & Johnson) e a mRNA (Pfizer, Moderna), si sta affermando come una strategia efficace per potenziare la risposta immunitaria contro il COVID-19. Le evidenze scientifiche suggeriscono che questo approccio può portare a livelli più elevati di anticorpi e a una migliore risposta delle cellule T rispetto alla vaccinazione omologa. Sebbene alcuni studi indichino un possibile aumento degli effetti collaterali lievi e transitori con le combinazioni eterologhe, i benefici in termini di efficacia e flessibilità nella gestione delle campagne vaccinali sembrano superare questi svantaggi. La continua ricerca e il monitoraggio post-marketing sono essenziali per affinare ulteriormente le strategie di vaccinazione e garantire la massima protezione contro il virus e le sue varianti.
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