Meteorismo e gonfiore addominale in gravidanza: comprendere le cause e adottare rimedi efficaci

La gravidanza è un’esperienza unica e meravigliosa che a volte può presentare inconvenienti più imbarazzanti che dolorosi, ma che comunque influenzano la vita quotidiana della futura mamma. Ti capita di avere una sensazione di gonfiore all'addome e non capisci perché? Hai notato cambiamenti rispetto a prima della gravidanza? Sei negli ultimi mesi della gravidanza e imbatti in fastidiosi episodi di meteorismo? La flatulenza è un disturbo molto frequente in gravidanza, una condizione che non è altro che un eccesso di gas presente nel sistema digestivo. Nel processo di digestione, vengono prodotti diversi tipi di gas che il corpo elimina gradualmente.

rappresentazione anatomica del sistema digerente durante la gestazione

Il ruolo degli ormoni e la fisiologia del gonfiore

I primi responsabili dei gonfiori addominali sono alcuni ormoni. Sappiamo bene che in gravidanza sono un po’ “ribelli”. Già dalle prime settimane, potrebbe capitare di sentire la pancia tesa e gonfia e, in effetti, è proprio l’equilibrio del sistema gastrointestinale a essere alterato dalla nuova condizione ormonale. L’aria nella pancia, dovuta alla presenza di gas, può essere accompagnata dal cosiddetto “mal di pancia di inizio gravidanza”: una sensazione sgradevole definita meteorismo in gravidanza che, nel peggiore dei casi, è accompagnata da coliche.

La gravidanza può comportare variazioni nell’appetito e nel senso di sete che aumentano già nel primo trimestre. Ciò si associa ad una riduzione del tono e della motilità gastrica, che contribuisce allo sviluppo del reflusso gastroesofageo e della nausea, ed intestinale che, in associazione all’aumento dell’assorbimento di acqua, provoca stipsi e sensazione di gonfiore. Prima della fine del terzo trimestre, a causa del progesterone che trattiene i liquidi, rallenta le funzioni intestinali e rilassa i tessuti del tratto gastrointestinale, e di un alto livello di estrogeni che dilata l’utero, possono presentarsi spesso episodi di flatulenza e forte nausea.

La pressione meccanica dell'utero

L’utero inizialmente è lungo 7-8 centimetri, mentre al termine della gravidanza supera i 30 centimetri di lunghezza. Nel tempo, man mano che la gravidanza avanza, l’utero esercita una pressione sempre maggiore sullo stomaco e sull’intestino: un’azione che rallenta la digestione che, a sua volta, comporta l’aumento della produzione di gas, con i conseguenti gonfiori addominali, e della sensazione di disagio. Verso il quinto o il sesto mese di gravidanza, il dolore addominale è generalmente dovuto alle contrazioni che ti preparano al parto, ma è fondamentale distinguere queste ultime dai fastidi digestivi.

Brontolii alla pancia: borborigmi e peristalsi

L’espressione "brontolii alla pancia" è usata comunemente per definire il gorgoglio addominale, anche detto borborigmo. Questi rumori rappresentano il risultato dell’azione della peristalsi addominale e possono essere più pronunciati in condizioni particolari, come la gravidanza. Sintomi quali il gonfiore addominale e il meteorismo sono spesso associati ai brontolii di pancia.

Le cause dei brontolii alla pancia sono riferibili alla peristalsi, l’insieme dei movimenti prodotti dalla muscolatura del sistema gastroenterico che permettono al cibo di scendere nel canale digerente. Il rumore, che si sente talvolta anche dall’esterno, è provocato dal movimento dei gas presenti all’interno. Molte donne in gravidanza riferiscono un aumento dell’intensità e della frequenza dei brontolii alla pancia. Un fastidio che si aggiunge ai disturbi gastrici in gravidanza peculiari di questo periodo, che includono bruciore di stomaco, difficoltà digestive e reflusso gastroesofageo, nausea e vomito.

Quando i brontolii nella pancia sono udibili dall’esterno, le cause possono essere:

  • Intolleranze alimentari
  • Celiachia
  • Sindrome del colon irritabile
  • Diverticolite
  • Gastroenterite, anche di origine virale
  • Malattie infiammatorie intestinali acute, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa.

Talvolta, se si verificano a stomaco vuoto, sono semplicemente dovuti alla fame. L’appetito e la vista o il pensiero di alimenti portano alla produzione di succhi gastrici ma se nello stomaco non è presente cibo, possono manifestarsi brontolii alla pancia. I gorgoglii possono derivare anche da situazioni di particolare stress emotivo, nelle quali vengono rilasciate sostanze nell’organismo in grado di attivare la peristalsi intestinale.

L'impatto dell'alimentazione e delle abitudini quotidiane

Insieme ai cambiamenti ormonali, la formazione di aria nella pancia può essere causata anche da agenti esterni quali un’alimentazione scorretta o la brutta abitudine di mangiare troppo rapidamente. Quando si mangia o si beve (in particolare bibite gassate), è facile “ingerire” aria e quindi creare gas; il progressivo aumento di peso poi favorisce il rallentamento del percorso digestivo dei cibi. A tali condizioni “eccessive” l’organismo risponde con manifestazioni di flatulenza ed eruttazione.

Un’alimentazione corretta rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la normale evoluzione della gravidanza. Lo studio IMPACT ha dimostrato che la dieta mediterranea riduce anche il rischio di complicazioni della gravidanza come la restrizione della crescita fetale. Esistono alcuni alimenti, come legumi e carboidrati, che aumentano i gas intestinali. Ridurre il consumo dei legumi e verdure come cavoli, broccoli, cipolle, patate e carciofi è spesso consigliato. È importante anche ridurre l’apporto di frutti molto ricchi di zuccheri, come i cachi e le prugne, più soggetti a fermentazione. Non mangiare frutta a fine pasto, a meno che non si tratti di ananas, papaya o altri frutti che stimolano la digestione.

infografica sugli alimenti che favoriscono il gonfiore in gravidanza

Strategie per mitigare il meteorismo e migliorare la digestione

Esistono alcuni rimedi dettati dal buon senso e dall’esperienza che rappresentano un valido supporto naturale per ridurre notevolmente la produzione di aria nella pancia e dei gonfiori addominali.

Abitudini a tavola

  • Mangiare lentamente e fare piccoli pasti, per dare all'intestino il tempo di digerire il cibo.
  • Bere molti liquidi, ma evitare le bevande gassate, che creano più gas. La cosa ideale sarebbe bere tra 1,5 e 2 litri di acqua al giorno.
  • Quando si tratta di bere, devi farlo lentamente e senza usare una cannuccia, altrimenti è più facile ingerire aria.
  • Tenere a portata di mano alimenti secchi per un veloce spuntino, capaci di assorbire l’acidità gastrica in eccesso, come crackers o grissini.
  • Non prendere mai da soli caffè o tè se si è soggetti ai brontolii continui nella pancia, ma accompagnarli con qualche biscotto.
  • Non saltare mai la colazione e preferire cereali integrali, pane ben cotto e prodotti freschi.

Stile di vita e rimedi naturali

Anche l’esercizio fisico moderato è molto utile in caso di gas intestinali o meteorismo in gravidanza. L’esercizio fisico stimola il transito intestinale. Fare quattro passi all’aperto dopo mangiato aiuta la digestione e favorisce la corretta peristalsi. Accompagnare questi cambiamenti ad attività sportive adatte alla pancia che cresce è un’ottima soluzione: camminare, nuotare e, se la condizione lo permette, fare anche esercizi di ginnastica dolce (in acqua è preferibile).

Per quanto riguarda i supporti naturali, alcune tisane, i semi di finocchio, la malva e lo zenzero consumati quotidianamente favoriscono ad esempio la digestione, ma bisogna utilizzarli sempre senza esagerare e ascoltando le reazioni del proprio corpo, oltre che i consigli del proprio medico. Bisogna cercare di mantenere una flora batterica intestinale efficiente tramite alimenti probiotici come lo yogurt. In caso di intolleranze alimentari, i brontolii di pancia continui passano, insieme agli altri sintomi, quando viene eliminato l’alimento responsabile.

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA IN GRAVIDANZA

La fibra è lo "scheletro" delle verdure (frutta, verdura, legumi e cereali) ed è indispensabile soprattutto per le persone che soffrono di stitichezza; tuttavia, è bene modulare l'apporto in base alla risposta del proprio organismo. Infine, è necessario ricordare che in caso di sintomi persistenti, quali mal di pancia, crampi o diarrea, è opportuno rivolgersi al medico, poiché potrebbero essere l’espressione di una patologia specifica. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico, pertanto ogni scelta dietetica o di integrazione deve essere discussa con lo specialista che segue la gestazione.

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