La cosiddetta “crosta lattea” del neonato e del lattante è una delle manifestazioni cutanee delle prime epoche di vita del bambino. Molti genitori, pur trattandosi di un’affezione benigna, si chiedono che cosa sia la crosta lattea e desiderano sapere tutto ciò che la riguarda, visto che rappresenta per loro, nonostante tutto, una fonte d’inquietudine. Definita scientificamente come una forma di dermatite seborroica infantile, questa condizione compare tipicamente tra la 2ª e la 6ª settimana di vita e interessa circa il 10% dei lattanti. Quando parliamo di crosta lattea ci riferiamo a un’eruzione cutanea tipica dei neonati che si manifesta generalmente nei primi mesi di vita e, in gran parte dei casi, va via da sola.

Natura e caratteristiche del disturbo
Il termine di comune utilizzo “crosta lattea” designa, di fatto, la forma moderata della dermatite seborroica del neonato, ossia un accumulo di cellule morte sulla superficie del cuoio capelluto. La crosta lattea può essere assimilata alla forfora nell’adulto. Essa si manifesta con squame bianco-giallastre untuose, localizzate soprattutto su cuoio capelluto, sopracciglia e pieghe cutanee. La crosta lattea si presenta con la formazione di piccole croste in testa, pelle screpolata e squame untuose, dal colore che verte sul giallo e ben aderenti alla pelle.
Pur avendo un aspetto che può preoccupare i genitori, non causa dolore né prurito e tende a risolversi spontaneamente entro il primo anno di vita. La dermatite seborroica neonatale è una condizione benigna e in genere non fastidiosa per il bebè. È un disturbo della pelle dei neonati che si può manifestare nei primi 4-5 mesi di vita con la comparsa di squame e crosticine untuose di colore giallognolo.
Meccanismi di formazione e cause
L’origine esatta di questa malattia è ancora sconosciuta. Si sa però che, nonostante il nome, essa non è minimamente collegata all’alimentazione del neonato: quindi, non servirà a nulla cambiare il latte al bambino. La crosta lattea è così chiamata perché in passato si riteneva causata dal latte materno. Non è così.
Se le cause della crosta lattea sono a tutt’oggi sconosciute, il meccanismo di formazione delle croste è invece ben noto. È di fatto causata da un’eccessiva secrezione di sebo, che intrappola le cellule morte sulla superficie cutanea, sino a formare placche spesse e crostose, di color bianco-giallognolo. Le esatte cause alla base della crosta lattea non sono note: la condizione potrebbe essere correlata all'iperattività delle ghiandole sebacee che rispondono agli androgeni materni circolanti residui.
Da 0 a 30 giorni: come si presenta e come cresce - Intervista alla dott.ssa Spina
Queste placche aderiscono alla cute e si formano nelle zone ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto. Si manifesta spesso sul cuoio capelluto, ma anche in altre parti del corpo, con episodi di crosta lattea sul viso, o sull’area retroauricolare, le sopracciglia, la fronte e le pieghe inguinali.
Sintomatologia e diagnosi differenziale
Nella crosta lattea prevalgono squame untuose giallo-biancastre sul cuoio capelluto (a volte dietro le orecchie, su sopracciglia, pieghe), con arrossamento lieve. Non è solitamente associata a prurito marcato né ad irrequietezza del bambino. Altra condizione, rara, che può mimare la crosta lattea è l’istiocitosi a cellule di Langerhans, che si distingue per la cute di colorito rossastro/marroncino, le lesioni vescicolo-crostose diffuse su tutta la superficie corporea e il possibile ingrossamento di fegato e milza.
Per capire che si tratti davvero di crosta lattea e non di un’altra dermatite, è fondamentale osservare l'assenza di fastidio acuto nel piccolo. La crosta lattea è benigna e autolimitante; di solito, si risolve senza necessità di particolari trattamenti nel corso di settimane o diversi mesi. Dopo il primo anno di vita e fino all'adolescenza (quando salgono di nuovo i livelli degli ormoni) la dermatite va via naturalmente.
Gestione e trattamento domiciliare
Non trattandosi di un disturbo, non sono necessarie cure particolari, ma si può sicuramente velocizzare la rimozione delle squame grazie a prodotti oleosi o emollienti. Quando le lesioni sono poco numerose, è possibile gestirle con efficacia grazie ad alcune semplici norme igieniche, come l’utilizzo di uno shampoo delicato senza sapone e di una spazzolina con setole di seta.
Tuttavia, quando la crosta lattea del neonato si fa spessa ed estesa, è indicato applicare, prima del bagnetto, un corpo grasso o un prodotto trattante per favorire il distacco delle squame. Ogni 2-3 giorni detergere i capelli con un prodotto a base oleosa o arricchito con principi emollienti. Subito dopo, applicare un olio vegetale su di un batuffolo, per poi passarlo sulla cute desquamata (ci si può rifare a olio di mandorla o olio di oliva). Per rimuovere le squame già staccate basta utilizzare pettinini o spazzole morbide, evitando di sfregare la pelle per non irritarla maggiormente.

Il trattamento può essere indicato nei casi più marcati solo per fini cosmetici e consiste nell’ammorbidimento delle croste, mentre è da evitare la rimozione traumatica, che favorisce la loro ricrescita. Il punto fermo da tenere a mente, a fronte delle numerose proposte del mercato (pettine per crosta lattea, rimedi naturali eccetera), è che la crosta lattea è una condizione benigna che tende a risolversi entro l’anno di vita e non determina problemi per il bambino.
Prodotti e approcci farmacologici
Nella ricerca di prodotti per la crosta lattea è bene orientarsi su quelli che non risultino potenzialmente dannosi o tossici per il bambino. Tra le opzioni disponibili troviamo formulazioni studiate appositamente per le pelli più sensibili:
- Mama Natura Sebokind: miscela di 2 oleoliti vegetali in olio di mandorle dolci che corroborano la rimozione della crosta lattea in maniera sicura e delicata.
- Trattamento Crosta Lattea Uriage Purificante: prodotto che allevia le piccole irritazioni dando manforte nel regolare la flora cutanea e rimuovendo delicatamente la crosta lattea, grazie a ingredienti attivi purificanti e un complesso brevettato anti-irritazioni associato con Acqua Termale Uriage.
- Quinoa Baby: olio in formato gel, leggero e semplice da dosare, che favorisce una veloce rimozione della crosta lattea e degli stati sebo-squamosi, oltre a partecipare nella regolazione della secrezione sebacea.
- Trattamento Crosta Lattea Mustela®: crema specificamente formulata per essere utilizzata fin dalla nascita, per combattere efficacemente la crosta lattea grazie ai suoi principi attivi innovativi di origine naturale.
- Graphites Heel Complex: rimedio omeopatico utile contro diversi disturbi della pelle di adulti e bambini, indicato anche per eczemi e cicatrici.

Un altro prodotto naturale che viene spesso suggerito è il licocalcone, estratto dalla liquirizia cinese, che avrebbe attività antibatterica e antinfiammatoria e ridurrebbe la produzione di sebo. Negli ultimi anni si è poi diffuso l’uso del tea tree (olio di Melaleuca Alternifolia, molto efficace nel trattamento di varie infezioni fungine), proposto anche in forma di olio essenziale da aggiungere allo shampoo.
L’approccio iniziale, soprattutto nei casi di malattia lieve e localizzata, dovrebbe essere conservativo e prevedere l'applicazione di un emolliente delicato o di shampoo ripetuti, seguiti dalla rimozione attenta delle squame con uno spazzolino morbido o un pettine. Una malattia più estesa o resistente può essere trattata con uno steroide topico a bassa potenza (ad esempio, idrocortisone 1%) o azolo (ad esempio, ketoconazolo 2%) per 1-2 settimane. Tra gli shampoo suggeriti per la dermatite seborroica nell’adolescente e nell’adulto risultano molto efficaci e utili quelli contenenti antimicotici quali ketoconazolo, selenium sulphide e acido salicilico (un cheratolitico che rompe le squame).
Evoluzione nel tempo e recidive
Dopo diversi giorni di trattamento, la crosta lattea si distaccherà progressivamente, a volte portandosi dietro alcuni capelli. È importante ricordare che la crosta lattea è molto comune tra i più piccoli e può comparire molto presto, già nelle prime settimane di vita, e durare da alcuni giorni ad alcuni mesi, per poi scomparire del tutto verso i 2-3 anni di età, senza lasciare traccia.
Esiste la possibilità che possa recidivare o presentarsi di nuovo in età successiva? Sì: in alcuni casi la dermatite seborroica («crosta lattea» nella fase infantile) può ripresentarsi in età adulta, soprattutto in adolescenza, quando le ghiandole sebacee sono più attive. I sintomi della crosta lattea negli adulti sono molto simili a quelli che si presentano nei neonati, con squame di pelle simile alla forfora sul cuoio capelluto ed eventuale arrossamento lieve della zona interessata dal fenomeno. Anche in tali casi, l'attenzione alla detersione e la scelta di prodotti specifici possono aiutare a gestire la condizione con successo.