L’allattamento artificiale del puledro d’asino: guida pratica e gestione del cucciolo

L'allattamento artificiale di un asinello neonato è un'esperienza che richiede dedizione, pazienza e una profonda capacità di osservazione. Spesso, per ragioni imprevedibili come il rifiuto materno o problemi di salute, l'allevatore si trova a dover sostituire la figura della madre. Gestire un puledro che beve al biberon non è solo una questione di nutrizione, ma un percorso di crescita che richiede una riorganizzazione completa delle abitudini dell'allevamento, mirando sempre a garantire una vita degna all'animale.

asinello neonato accudito in un piccolo recinto

La gestione quotidiana e lo spazio vitale

Quando si accudisce un asinello rifiutato, è fondamentale creare un ambiente protetto. Spesso l'animale viene posizionato in un mini recinto riparato all’interno del recinto principale dove stanno gli altri. Tuttavia, è importante che il cucciolo non viva questa segregazione con stress: l'ideale è tenerlo nel recinto separato solo la notte e durante i momenti di pasto degli altri adulti. È consigliabile portarlo fuori il più possibile, facendolo seguire all'allevatore durante le attività quotidiane, in modo da favorire la socializzazione e il controllo visivo, lasciandolo poi nel recinto grande con gli altri solo in presenza di supervisione umana, almeno fino a quando la sensazione di pericolo sarà svanita.

Le necessità nutrizionali e la scelta del latte

La questione principale riguarda la quantità di latte da somministrare. Sebbene alcune confezioni di latte artificiale riportino indicazioni di dosaggio basate sui puledri di cavallo - che prevedono quantità elevate, talvolta fino a 9 litri al giorno per un neonato - è necessario adattare tali tabelle. Spesso, un asinello di pochi giorni assume spontaneamente circa 1 litro o poco più al giorno, suddiviso in pasti da 100 a 200 ml.

È fondamentale capire che la quantità di latte che deve assumere il puledro è circa il 20% del suo peso corporeo, ma può consumarne anche molto di più. La crescita nella prima settimana è velocissima, infatti il peso quasi dovrebbe raddoppiare nei primi 7 giorni e, di conseguenza, anche il latte da somministrare deve seguire questo incremento. Per raggiungere il 20% del peso, è preferibile aumentare il numero dei pasti piuttosto che la dose per singola poppata: fare un pasto ogni ora aiuta l'asinello ad assimilare meglio il nutrimento senza sovraccaricare il sistema digerente.

Come dare il latte con il biberon al neonato - Consigli dell'ostetrica su posizione di allattamento

Tipologie di latte e sostituti

Se il latte d'asina non è reperibile, bisogna valutare le alternative:

  • Latte vaccino o caprino: Sono più facilmente reperibili ma differenti nella composizione da quello asinino, in quanto contengono molti più solidi, grassi e proteine ma molti meno zuccheri. Il latte caprino è considerato un buon surrogato poiché le particelle di grasso sono più piccole e quindi viene digerito più facilmente.
  • Latte vaccino (accortezze): Se si utilizza quello vaccino, meglio optare per una variante con contenuto di grassi al 2%, addizionato con un cucchiaino di miele ogni 0,5 litri. Il latte di vacche razza Jersey non deve essere utilizzato a causa del suo alto contenuto in grassi. Il latte vaccino può contenere un numero sorprendente di batteri, per cui si consiglia di pastorizzarlo a 70°C per 15 secondi prima dell’utilizzo.
  • Sostituti del latte (latte in polvere per puledri): La formula ideale contiene il 15% di grassi, il 22% di proteine grezze e meno dello 0.5% di fibre. I sostituti del latte per vitelli non sono raccomandati, poiché sono una scarsa fonte di proteine di alta qualità. Si suggerisce una soluzione al 12,5% (125g di sostituto del latte per 1 litro di acqua).

Gestione delle funzioni fisiologiche e salute

Uno dei problemi comuni nei puledri allattati artificialmente è la regolarità delle feci. È necessario stimolare l'asinello dopo il pasto, poiché nei primi tempi il cucciolo deve imparare la funzione intestinale. Se si riscontra un tappo fecale, è possibile intervenire con delicatezza: inserire un dito guantato nel retto per verificare la presenza di un blocco e, se necessario, utilizzare una piccola peretta per bambini.

È bene monitorare costantemente parametri come la respirazione e il battito cardiaco, che possono risultare accelerati. Se il veterinario conferma che l'animale mangia, dorme, corre e produce feci regolarmente, la situazione è generalmente sotto controllo. Non va mai dimenticata l'importanza di consultare un medico veterinario ippiatra, evitando di mischiare il latte della madre con quello artificiale se il professionista sconsiglia la pratica per evitare shock digestivi.

veterinario che visita un piccolo asinello in stalla

La questione dell'acqua

Molti allevatori si chiedono se sia necessario somministrare acqua separatamente. L'esperienza suggerisce che, finché l'allattamento è la fonte primaria di nutrimento, i cuccioli potrebbero non cercare l'acqua autonomamente. Il consumo di acqua inizia solitamente quando l'allattamento si mescola alla vera alimentazione solida. In ogni caso, organizzare un piccolo abbeveratoio a portata del recintino non è mai un errore, purché sia monitorato.

Il rapporto con la madre e la fine dell'allattamento

Se la madre rifiuta il puledro, forzarla in molte persone non è sempre la soluzione ottimale, poiché lo stress aumenta il nervosismo dell'animale. È preferibile cercare di capire se esistono problemi fisici alle mammelle tramite visite veterinarie o l'uso di un corridoio a strettoia ("travaglio"). Se si decide di smettere di mungere l'asina, è necessario procedere gradualmente diminuendo le mungiture nell'arco di una decina di giorni per evitare il rischio di mastiti, seguendo una logica simile a quella umana.

La rivincita dell'asino: proprietà del latte

Il latte d'asina, pur essendo di nicchia, è considerato l'alimento più simile al latte materno umano. È ricco di vitamina A e D, lisozima e lattoferrina, proteine con alta attività biologica che nutrono i batteri "buoni" dell'intestino, garantendo proprietà probiotiche. Il suo contenuto di caseine è più basso rispetto al latte vaccino, il che lo rende più digeribile e meno incline a causare allergie, un motivo per cui è oggetto di studi clinici importanti per il supporto ai neonati prematuri. La gestione di questi animali, se condotta con consapevolezza e supporto veterinario, trasforma una situazione di emergenza in un percorso di grande forza di volontà e dedizione.

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