Il potere del grande cinema è quello di creare universi che, nonostante il passare del tempo e dei trend, diventano dei riferimenti immortali anche per generazioni distanti. Quando questo fenomeno si verifica, è naturale che l’identità di stile dei personaggi più memorabili ne sia parte essenziale e preponderante: richiamarli alla mente significa visualizzare il loro modo di esprimersi e raccontare la loro storia. In questo senso, pochi film come Kill Bill, concepito dal maestro Quentin Tarantino, hanno avvicinato così tanto - sino alla fusione - i protagonisti e ciò che indossavano, a partire dall’iconica Sposa interpretata da Uma Thurman.
Vent'anni fa, Kill Bill usciva nelle sale, destinato a diventare un'icona cinematografica, anche grazie a look memorabili. Senza alcuna aspettativa a riguardo, Tarantino ha dipinto i tratti di una nuova figura eroica e battagliera, che è diventato uno dei ruoli più memorabili mai visti al cinema, i cui costumi hanno assunto, nel tempo, un carattere identificativo e univoco dei protagonisti. Tarantino non potrebbe desiderare, per questa ricorrenza, regalo migliore del successo che i look dei suoi protagonisti hanno riscosso fino ad oggi divenendo trend di stile soprattutto per la generazione Z.

La Visione di Quentin Tarantino e l'Impatto dei Costumi
Come affermava la lungimirante Virginia Woolf, «sono gli abiti a portare noi, e non noi a portare gli abiti; possiamo far sì che modellino bene un braccio, o il seno, ma essi ci modellano a piacer loro il cuore, il cervello, la lingua». Un pensiero certamente condiviso da chi, per mestiere, forgia animo e personalità dei personaggi di una storia. E questo non avviene solo in campo letterario se si considera che in un film l’impatto che l’immagine e l’aspetto dei protagonisti ha sugli spettatori è determinante. Lo sa bene Quentin Tarantino che da sempre affida ai costumi un ruolo fondamentale nella definizione delle forti personalità che popolano le sue pellicole. Outfit divenuti iconici nel tempo sono stati pensati dal regista, e creati dalle sue costumiste, con lo scopo di trasmettere precise suggestioni. Costumi che definiscono l’identità di chi li indossa sul set, hanno reso, così, celebri, film come Kill Bill.
La costumista di Kill Bill, Catherine Marie Thomas, ha raccontato, in occasione del ventesimo anniversario del film, di aver voluto «dare vita a dei look che potessero invecchiare bene». E, ha aggiunto, «visti i richiami delle nuove generazioni nelle loro Core, mi sembra che sia andata così». Dopotutto, i primi 2000 sono il decennio che sembra ispirare di più i giovani ultimamente, sulle piattaforme social e non solo, e il film di Tarantino ha contribuito, all’epoca, a creare un «clash» rispetto agli anni ‘90. L'era precedente era stata dominata da un certo minimalismo e dal black & white. Kill Bill ha invece proposto un immaginario eclettico che risponde non solo alla necessità di dare voce al mondo ricco di azione e simbolismi di Tarantino, ma anche e soprattutto alla vendetta di Black Mamba, a partire dalla sua emblematica tuta gialla.
Quentin è molto specifico quando ha in mente qualcosa, e questo non può che avere un'enorme influenza sulle scelte per i costumi. Ad esempio, aveva delle idee chiarissime sulle toppe della giacca biker di Black Mamba e a cosa dovessero riferirsi, e ha scelto persino i dettagli dei suoi stivali da cowboy…e delle suole! Piccoli particolari che uno spettatore potrebbe notare oppure no, ma che per lui facevano davvero la differenza. Il viaggio trasformativo femminile, dalla Sposa a O-Ren Ishii, è ciò che ha reso Kill Bill un unicum nel cinema dell’ultimo ventennio, e le scelte di costume offrono le giuste chiavi per interpretarne i momenti di svolta. La visione tarantiniana ha messo da parte cliché e standard paralizzanti, per lasciare spazio alla ricchezza di riferimenti e dare ampio respiro a tutto ciò che una donna può racchiudere: una madre protettrice può essere non solo incredibilmente amorevole, ma anche feroce, mentre una bambina ferita, diventata donna dalla grazia ammaliante, può essere anche un’assassina spietata alla ricerca del potere.
Il lavoro delle due costumiste, Catherine Marie Thomas e Kumiko Ogawa, è stato infatti “doppio”: ogni costume rappresentava una chiave di lettura dei personaggi e una citazione cinematografica. È proprio per questo che il costume design di Kill Bill rimane un unicum in tutta la filmografia di Tarantino: gli abiti sono i protagonisti di certe scene tanto quanto gli attori e la storia che hanno dietro fa parte integrante dell’anima citazionista del film. Nei suoi momenti più salienti, l’estetica di Kill Bill può fornire chiavi di lettura per interpretare e contestualizzare alcuni aspetti dell’estetica del decennio che sta per concludersi.
La Tuta Gialla e Nera della Sposa: Simbolo di Vendetta e Libertà
Se si parla di Kill Bill, sicuramente la prima immagine che salta alla mente è quella dell’iconica tuta monocolore, gialla, con una striscia nera laterale, che Uma Thurman ha indossato contro i Crazy 88 ingaggiando una battaglia che resta nella storia del cinema. Questo è l'outfit più iconico di tutti, la tuta gialla e nera indossata da Uma Thurman durante il suo scontro con gli 88 Folli, una falange di assassini della yakuza in completo nero e maschera di pelle.
Ciò che ha reso la tuta gialla e nera della Sposa così speciale è che non ha mai avuto come obiettivo quello di esibire il corpo della protagonista, ma piuttosto di integrarsi perfettamente nel suo percorso di donna fiera e implacabile, pronta a tutto per raggiungere il suo scopo. È la prima volta che il cinema sfoggiava un look colorato per un’eroina d’azione, personaggio a cui solitamente era riservato il colore nero. Nessuna eroina d’azione, prima di questo momento, aveva sfoggiato un look così appariscente e colorato. Lo stereotipo dell’eroina anni ’90 prevedeva come unico outfit un onnipresente tuta nera o comunque dei vestiti estremamente rivelatori: Trinity di The Matrix e Selene di Underworld erano vestite di latex e pelle nera, la Nikita dell’omonimo film di Besson era spesso in lingerie e tacchi alti mentre Ellen Ripley di Alien e Sarah Connor di Terminator indossavano semplici canottiere. La Sposa di Uma Thurman invece non ha mai avuto niente di sensuale, nessuna scollatura, nessuna pelle scoperta. Il suo outfit giallo e nero e le sue Onitsuka Tiger Mexico 66 erano orientate alla praticità: la Sposa era una guerriera non una seduttrice. A distanza di sedici anni, quella tuta gialla e nera sembra profetica dei trend di moda futuri nella sua capacità di elevare esteticamente un capo di sportswear tramite un uso audace del color blocking per creare un look che rimanesse impresso nella mente degli spettatori.

La costumista ha affermato: «Sai che un capo è diventato iconico quando non riusciresti a immaginare diversamente chi lo indossa e ottenere lo stesso impatto». Quel design audace poi, dava spazio a due sole opzioni: un successo sorprendente, o un incredibile fallimento, ma abbiamo scelto di rischiare. Un risultato pienamente raggiunto vent’anni fa e confermato ancora oggi dall’intramontabilità di quei costumi.
L'Omaggio a Bruce Lee e la Filosofia della Tuta
È ovvio che quella della Sposa non è stata la prima tuta dai colori accesi che si sia mai vista al cinema, ed è essa stessa (insieme alle Mexico 66) una citazione al film di Bruce Lee L’ultimo combattimento di Chen. Ma dietro alla famosa tutina gialla di Kill Bill si nasconde una storia ancora più profonda, un tributo non solo estetico ma filosofico al leggendario Bruce Lee. Il Maestro Quentin Tarantino ci suggerisce, attraverso il suo irresistibile impulso a citare i suoi idoli e mostri sacri, che dietro alle cose complesse c’è sempre una lunga storia. Quella della famosa tutina gialla risale al 1973, pellicola Game of Death (di cui ci siamo occupati nel numero 7 di Kung Fu Life). Ultimo film di Bruce Lee. Quella tutina era l’ultimo passo che Lee volle compiere verso la via della liberazione. Se prima quest’ultima era passata dal Jun Fan Gung fu al Jeet Kune Do, che aveva riscosso un grande successo e aveva consegnato a Lee la fama di marzialista tanto innovatore quanto efficace, adesso il re del Kung Fu tenta di liberarsi anche della sua più grande creazione. Affida il Jeet Kune Do al suo ultimo e più pericoloso avversario: il gigantesco Kareem Abdul-Jabbar. Con quest’ultimo, Lee sconfigge anche la sua arte.
Il messaggio di Lee era chiaro: «ho fatto il Jeet Kune Do perché mi sentivo schiavo della tradizione, che imbrigliava le mie idee vietandomi di metterci del mio. Ve l’ho insegnato e con il tempo, la dedizione al maestro e la pratica avete reso anche esso una tradizione, cercando di carpire i segreti dello stile. Abbiamo quindi perso nuovamente noi stessi per affidarci alle sicurezze che un nome autorevole ci concede. Il Jeet Kune Do è quindi diventato uno stile con obblighi e regole: le regole che ho inventato io, Bruce Lee. All’orizzonte si prospetta quindi un’altra gabbia, altre catene. Dobbiamo liberarci anche di esse. Dobbiamo liberarci anche da Jeet Kune Do». È comoda. Non più i neri kimono del Chen Jeh dei precedenti film, che per quanto eversivamente sbottonati e con le maniche tirate su rimanevano pur sempre abiti da Kung Fu. Quella tutina voleva essere un simbolo di un’altra imminente liberazione. Chissà cosa ne sarebbe stato del Jeet Kune Do se Bruce Lee fosse vissuto. Se ne sarebbe affrancato davvero? E come? Domande senza risposta, in mezzo all’entusiasmo di una tutina che oramai è più che altro un cult.
Le Scarpe: Onitsuka Tiger Mexico 66
Accompagnando l'iconica tuta gialla, le famose Onitsuka Tiger Mexico 66 indossate dalla Sposa sono diventate un simbolo intramontabile, e ne è la prova il fatto che, ancora oggi, le scarpe trovino spazio nello «sneaker game». Ormai 20 anni dopo, le Onitsuka Tiger Mexico 66 continuano ad essere sfoggiate da influencer e modelle come Bella Hadid e Kaia Gerber occupando un posto d’onore nello sneaker game. D’altra parte, sotto la tuta gialla resa celebre da “Kill Bill” non spuntano certo vertiginosi tacchi a spillo, bensì le famose Onitsuka Tiger Mexico 66 indossate dalla sposa.
Persino le celebri Onitsuka Tiger Mexico 66 indossate dalla Sposa potrebbero trovare un posto nello sneaker game odierno, sia perché ASICS è ancora oggi uno dei principali player, sia perché quelle che vediamo nel film sono sneaker customizzate: durante la scena del combattimento si può vedere infatti la scritta “Fuck U” incisa sulla suola della scarpa. Qualcosa di simile era accaduto quando Reebok creò una sneaker per il personaggio di Ellen Ripley in Aliens.
La storia di Quentin Tarantino
Altri Look Memorabili e le Loro Influenze
Oltre all'inconfondibile tuta della Sposa, Kill Bill presenta una galleria di personaggi i cui costumi sono intrisi di significati, omaggi e proiezioni di stile che continuano a influenzare la moda contemporanea.
Gogo Yubari e l'Estetica "Sukeban"
Un’altra delle istantanee che vengono immediatamente alla mente quando si parla di Kill Bill è rappresentata dall’iconico scontro tra Gogo Yubari e la Sposa. Oltre a quello della protagonista, a chi non si è perso “Kill Bill” sarà rimasto impresso senza ombra di dubbio anche il look della killer Gogo Yubari, interpretata da Chiaki Kuriyama. Proprio in questa occasione, la killer sceglie uno stile molto caro alla tradizione orientale, indossando un’uniforme da liceo giapponese composta da giacca, camicia bianca, fiocco, gonna e un paio di Nike Blazer Low. Questo look ha il merito di mettere insieme per la prima volta in un film d’azione la silhouette di una sneaker a quella di un abito dalla linea più sartoriale. Ormai 20 anni dopo, questo stile è stato denominato “Preppy” e sono moltissime le maison di moda che, ogni anno, propongono questo abbinamento, una tra tutti Miu Miu.
Giacca, camicia bianca, un fiocco rosso al colletto, una gonna a quadri e un paio di Nike Blazer Low in suede, sono gli elementi del suo outfit. Oltre che ai film Battle Royale e Master of the Flying Guillotine, il personaggio si ispira alla sottocultura anni ’60 delle sukeban, le ragazze giapponesi che formavano baby gang criminali e modificavano le proprie uniformi scolastiche ispirandosi ai fuorilegge dei film. Quello delle sukeban è uno stile che è nato sulla strada, che mescola uniformi e accessori punk in una maniera non diversa da quella di stilisti moderni come Demna Gvasalia ed è riecheggiato nella cultura giapponese nel kogyaru style e, in una lettura ancora più eclettica, dall’harajuku style.
L'Eleganza Minacciosa di Elle Driver e i Completi Neri
Gli abiti eleganti sono sempre stati un tratto imprescindibile del cinema di Quentin Tarantino, almeno per ciò che concerne le sue prime produzioni, come per Reservoir Dogs o Pulp Fiction, in cui il completo elegante ha contribuito a definire l’identità dei personaggi. Per i suoi primi film, Tarantino aveva insistito tanto per far indossare a tutti i personaggi de Le Iene quei completi neri, poiché «durante gli anni ’90, se indossavi un completo nero, sembravi un gangster».
In Kill Bill, però, ad eccezione di Bill, tutte le grandi personalità sono di sesso femminile, e una delle più rilevanti è proprio Elle Driver, che appare più volte lungo la narrazione e sempre in mise impeccabili caratterizzate da un completo nero. Il completo nero è abbastanza presente all’interno del film ma il suo highlight lo si trova nel guardaroba minimal di Elle Driver. Tutti i look di Elle Driver sembrano essere fuoriusciti da un archivio di Hedi Slimane. I più notevoli sono due: il tailleur bianco nella scena dell’ospedale con dettagli sartoriali disegnati sul tessuto in nero in una maniera che ricorda i custom di Joshua Vides e il completo nero con camicia in seta oversize che anticipa i look sartoriali e aggressivi di brand come Balenciaga e il Saint Laurent e il Céline di Slimane.
A differenza di O-Ren Ishii, che col suo abito vuole rientrare nella tradizione da cui è esclusa per nascita, e di Vernita Green, che ha smesso gli abiti neri da killer e ora indossa i leggins e la felpa di una tranquilla madre suburbana, Elle Driver comunica uno status con i suoi tailleur - uno status di donna che, passi l’espressione, “porta i pantaloni” ma non rinuncia a dimostrare la propria superiorità anche nei minimi dettagli della propria estetica.
Il "Cowboy-Chic" di Bill e Budd: Profezie di Stile Maschile
Anche se Kill Bill è un’epopea tutta al femminile, il racconto di come una madre si riunisce alla propria figlia, due personaggi maschili incidono profondamente sulla sua narrativa: il Bill del titolo, interpretato dall’iconico David Carradine e il sicario in pensione Budd. I loro due look sono assai simili e costituiscono due interpretazioni “alta” e “bassa” del medesimo trend: quello del cowboy-chic che ha dominato gran parte del 2019. Anche il tema del lontano West si vede spesso nelle pellicole di Quentin Tarantino, e in questi due thriller caratterizzati da una forte presenza femminile, la controparte maschile, rappresentata da Bill, appare sempre in mise dal forte appeal texano, che si esprimono attraverso stivali a punta, inserti in pelle ricamati e pantaloni dal taglio dritto.
Il personaggio di Bill è vestito con un completo nero con inserti in pelle, stivali neri e camicia: una moderna interpretazione del “man in black” degli spaghetti-western con un’estetica severa, che esprime autorità e forza. Il più vicino all’estetica contemporanea è il Budd di Michael Madsen, che vediamo in jeans, stivali e cappello da cowboy e che sfoggia due camice diverse: una è la classica bowling shirt blu e nera, l’altra una camicia hawaiiana con stampe di onde e di palme. L’estetica del cowboy “moderno” è di sicuro la più grande profezia in fatto di moda contenuta nel film.
Il "Pussy Wagon": Un'Icona su Ruote
Menzione d’onore va poi al “Pussy Wagon”, il pick-up del becero infermiere Buck che la Sposa ruba in una delle migliori sequenze del film. Pur apparendo per pochi minuti sullo schermo, il pick-up giallo decorato con fiamme in aerografia, con il font anni ‘60 delle sue grafiche, suggerisce qualche riflessione. L’automobile è così memorabile da avere un nome proprio, è un oggetto iconico che è parte integrante dell’identità del film. Il motivo di questa iconicità è la sua voluta e autoironica volgarità, un cattivo gusto che, attraverso il filtro della consapevolezza, si capovolge e diventa all’istante di culto.
Il motivo delle fiamme aerografate sulla carrozzeria, un classico caso di camp automobilistico, che è sopravvissuto nella cultura delle sneaker con le Vans Flame Old Skool e nella moda, a partire dai custom di Harley Davidson, passando per gli skater che orbitavano intorno a Thrasher fino alle mitologiche camice di Guy Fieri, si è infiltrato nelle collezioni di Prada e Dior Homme per per l’Autunno 2018 e in quelle di Vetements due anni prima. In definitiva il Pussy Wagon è un esempio pratico come font ed elementi grafici riescano a diventare memorabili in se stessi come ad esempio è capitato con i font creati da Shawn Stussy, che hanno determinato il successo e l’iconicità delle sue collezioni originali, e sono state recuperate per show di alto profilo come la Pre-Fall 2020 di Dior. La Pussy Wagon appartiene a Quentin Tarantino. Il regista utilizzò la vettura come macchina di ogni giorno per promuovere l'uscita del volume 2. La Pussy Wagon è comparsa, inoltre, nel video del singolo "I'm Really Hot" (2004) di Missy Elliott e in quello di "Telephone" (2010) di Lady Gaga.

Curiosità e Dietro le Quinte di Kill Bill
Il processo creativo e la realizzazione di Kill Bill sono costellati di aneddoti, riferimenti e sfide che ne arricchiscono ulteriormente il mito.
Sviluppo e Produzione
- Le riprese del film sarebbero dovute iniziare nella primavera del 2001, ma furono posticipate di un anno in seguito all'inaspettata seconda gravidanza di Uma Thurman.
- Uma Thurman aveva dato alla luce il figlio Levon appena 3 mesi prima l'inizio dei durissimi tre mesi di allenamenti che precedettero l'inizio delle riprese. Durante le pause, la Thurman era solita correre dal piccolo per allattarlo. La collega Julie Dreyfus, in un'intervista, dichiarò di essere rimasta molto colpita dall'incredibile energia e forza d'animo dimostrate dalla Thurman in quel particolare periodo della sua vita. ("She was nursing when she was training.")
- Wallpaper di Uma Thurman in Kill Bill. Quando è stato girato il primo lungometraggio, la star di Hollywood aveva appena partorito suo figlio Levon e l'idea di indossare l'iconico outfit giallo dopo la gravidanza la terrorizzava a morte. "Avevo appena avuto mio figlio e se hai appena avuto un bambino l'ultima cosa che vuoi fare davanti alle telecamere è indossare una tutina attillata, mi rendeva molto ansiosa ogni volta". L'attrice ha spiegato ai telespettatori della BBC che la squadra dei costumi ha fatto di tutto per farla sentire a suo agio. Uma Thurman ha concluso l'intervista dichiarando: "Al fine di sentirmi meglio con me stessa mi sono allenata molto anche se il ruolo fondamentale è stato quello del reparto costumi, quei ragazzi hanno fatto di tutto per ricreare l'aspetto di Bruce Lee coprendo anche la mia pancia al tempo stesso".
- Durante i titoli di coda, compare la scritta: "Based on the character of The Bride created by Q&U". Q e U sono chiaramente le iniziali di Tarantino e della Thurman. Furono proprio il regista e la sua musa a tracciare per grandi linee la trama di Kill Bill sul set di Pulp Fiction nel lontano 1994.
- Warren Beatty era già stato scritturato per il ruolo di Bill e aveva seguito il progetto di Tarantino durante tutto il lungo periodo di pre-produzione. In seguito al licenziamento dell'attore (per motivi tutt'oggi ancora non perfettamente chiari), Tarantino ignorando le pressioni della Miramax che avrebbe preferito Kevin Costner (che invece venne poi ingaggiato per girare "Terra Di Confine - Open Range") scritturò David Carradine, uno dei suoi tanti idoli di gioventù, veterano del cinema di serie B e protagonista di "Kung Fu", telefilm culto degli anni '70.
- Per convincere il direttore della fotografia Robert Richardson a lavorare con lui, Tarantino gli inviò la sceneggiatura del film il giorno di san Valentino del 2002 insieme a un mazzo di rose.
Riferimenti e Omaggii
- La DiVAS (Deadly Viper Assassination Squad) trae origine dalla Fox Force Five (in italiano: Volpi Forza Cinque) la squadra di detective tutta al femminile protagonista della sfortunata serie televisiva che avrebbe segnato il debutto di Mia Wallace sul piccolo schermo.
- La famosa battaglia contro gli 88 folli dovrebbe vedere la presenza di Quentin Tarantino stesso.
- Il vero nome della Sposa si legge sul biglietto aereo, anche se non viene mai pronunciato né nel primo né nel secondo capitolo del film.
- I bruschi risvegli sono una costante dei film di Tarantino. Sia Mia Wallace in Pulp Fiction che Black Mamba in Kill Bill si svegliano in maniera improvvisa. A quanto pare, sarebbe stato un racconto di Uma Thurman a ispirare le famose scene dei bruschi risvegli nei film di Tarantino (la Sposa che si sveglia dal coma, Mia Wallace dopo l'iniezione di adrenalina e Butch dopo il flashback dell'orologio e il risveglio al motel). La Thurman avrebbe raccontato all'amico regista che anni prima, durante le riprese del film "Il barone di Munchausen" assistette al risveglio incredibilmente rapido e violento di una tigre che era stata precedentemente sedata.
- Per dare al film il tipico aspetto dei film cinesi di arti marziali degli anni '70, Tarantino diede al direttore della fotografia, Robert Richardson, una lista lunghissima di film da vedere, inclusi quelli del pioniere del genere, Cheh Chang e quelli prodotti dalla Shaw Brothers.
- La suoneria del cellulare di Sofie Fatale è il famoso brano "Auld Lang Syne" (pezzo suonato spesso durante la notte di Capodanno), precisamente la frase: "Should old acquaintance be forgot" (in italiano: "una vecchia conoscenza dovrebbe essere dimenticata"). Questo particolare non può che essere un ironico riferimento al legame passato tra le vipere mortali e la Sposa.
- La frase "silly rabbit, trix are for kids" (detta contemporaneamente dalla Sposa e da O-Ren poco prima dell'ingresso dell'esercito di crazy 88 alla House Of Blue Leaves) non è altri che lo slogan pubblicitario di una famosissima marca di cereali per la prima colazione: i cereali Trix. Il protagonista di questa longeva serie di spot è un coniglietto che cerca in ogni modo di rubare i cereali ai bambini che, però non si lasciano mai ingannare e alla fine lo rimproverano dicendogli appunto: "Silly rabbit, Trix are for kids!" ("Sciocco coniglio, i Trix sono per i bambini!"). Molto probabilmente O-Ren e la Sposa erano solite ripetere questa frase per scherzo quando erano ancora amiche e lavoravano insieme per Bill.
Dettagli Nascosti e Aneddoti dal Set
- Secondo alcune fonti, la tuta indossata dalla Sposa sarebbe stata prodotta dalla Mooto, nota marca coreana di articoli sportivi. Le scarpe indossate da Black Mamba sono invece delle Onitsuka Tiger modello Tai Chi.
- Nella sceneggiatura originale, il capo dell'esercito personale di O-Ren non è Johnny Mo, ma un tenebroso americano di nome Mr. Barrel. Mr. Barrel era solito portare una maschera di Kato attaccata a un bastoncino, come quelle usate nelle feste da ballo del '700 per evitare che l'elastico gli scompigliasse i capelli. Durante lo scontro alla Casa delle Foglie Blu, la Sposa riesce a convincerlo che non vale la pena rischiare la vita per proteggere O-Ren, così l'uomo, affascinato dalla bellezza della Sposa accetta il suo consiglio e abbandona il locale, mandando O-Ren su tutte le furie. Se lo script non avesse subito alcuna modifica Mr. Barrel sarebbe apparso nel film.
- Durante le riprese, Chiaki Kuriyama colpì accidentalmente la testa di Tarantino con la palla di ferro.
- Dietro al bancone del sushi bar di Hanzo è affissa la scritta: "zuì shēng mèng sĭ" (醉 生 梦 死) che significa letteralmente "drunken haze", ovvero lo stato confusionale tipico di chi ha esagerato con l'alcol.
- Zoë Bell, la straordinaria controfigura di Uma Thurman, è riuscita davvero a tagliare al volo la palla lanciata da Hanzo (chiaramente non in due parti perfettamente uguali).
- Il sangue di Sofie sporca "accidentalmente" la telecamera. Anche in Reservoir Dogs, la telecamera era stata bagnata dalla benzina versata da Mr. Blonde.
- Durante la cerimonia in presenza di tutti i boss della yakuza, O-Ren indossa un elegante kimono nero chiamato "kurotomesode". Secondo la tradizione giapponese, il kurotomesode è riservato solo ed esclusivamente alle donne sposate e va indossato solo in occasioni molto formali come cerimonie, visite ai tempi o matrimoni.
- Il significato della storiella sconcia raccontata da uno dei Crazy 88 è stato avvolto per molti anni dal mistero. Secondo molti, il ragazzo starebbe raccontando di un incontro con una donna che in seguito si sarebbe rivelata essere un travestito, secondo altri, starebbe raccontando la storia di Eloise narrata da Nice Guy Eddie in Reservoir Dogs. In realtà, il ragazzo sta solo mimando un rapporto orale che vedeva impegnata una donna non proprio giovanissima. Non è chiaro se il protagonista maschile della storia sia lo stesso crazy 88 o se quest'ultimo si sia limitato a riportare una scena che aveva visto.
- Gogo non pronuncia neanche mezza parola durante la sua breve apparizione alla Casa delle Foglie Blu e questo fa di lei un personaggio abbastanza marginale. Dopo aver appreso la notizia della morte della sorella, Yuki, va in cerca della Sposa negli Stati Uniti per potersi vendicare e sarà la protagonista del bellissimo capitolo mai girato: "Yuki's revenge".
- Il nome Gogo Yubari deriva da "Mach Go! Go! Go!" (conosciuto negli Usa col titolo di "Speed Racer" e in Italia col titolo di "Superauto Mach 5") cartone animato giapponese che piaceva a Tarantino quand'era bambino, e dalla piccola città giapponese Yubari, situata nell'isola di Hokkaido.
- La casa di Vernita Green è situata al 5504 di Atlas Strett nella piccola città di South Pasadena (poco più a sud della città di Pasadena della quale un tempo faceva parte) nella contea di Los Angeles in California.
- Anche la House Of Blue Leaves è stata totalmente costruita all'interno dei "Beijing Film Studios".
- L'incrocio al quale si fermano la Sposa e Sofie Fatale non si trova a Tokyo ma a Los Angeles.
- Vernita Green spara alla Sposa attraverso una scatola di cereali Kaboom. I Kaboom erano dei cereali prodotti dalla General Mills composti da fiocchi di mais a forma di piccole facce di clown sorridenti e marshmallows a forma di orsi, leoni, elefanti e stelle. La mascotte era un clown sorridente. Prodotti per la prima volta nel 1969, furono molto popolari tra gli anni '70 e '80.
- La voce insistente secondo la quale il killer che uccide il padre di O-Ren (chiamato nei titoli di coda Pretty Riki) in realtà sia Bill, da anni divide l'opinione dei fans. La notizia non è mai stata né confermata né smentita (anche se c'è chi giura di aver letto un'intervista dove David Carradine lo confermava) quindi non è possibile affermare nulla con certezza ma si possono comunque analizzare alcuni aspetti interessanti. Secondo alcuni, il killer del padre di O-Ren dimostrerebbe al massimo una trentina d'anni e non 42, l'età che avrebbe dovuto avere Bill in quel periodo. È possibile che Tarantino abbia volutamente aggiunto un alone di mistero intorno a questo personaggio per renderlo più interessante e soprattutto per far scervellare i fans. Questa spiegazione, in effetti potrebbe sembrare a molti poco realistica, considerando che O-Ren non sembrerebbe affatto essere una ragazza talmente ingenua da ignorare per tanti anni un segreto del genere. Probabilmente O-Ren era a conoscenza dei fatti ma essendo diventata anche lei una killer a pagamento, proprio come Bill, avrà imparato per esperienza personale che i sicari non hanno niente contro le loro vittime ma si limitano solo a eseguire gli ordini.
- Per girare il duello finale sulla neve tra la Sposa e O-Ren furono necessarie ben 8 settimane di riprese.
- Il piano sequenza alla House Of Blue Leaves fu provato per circa 6 ore e in seguito girato per ben 17 volte. Secondo un'indiscrezione, l'operatore addetto alla steadicam Larry Mc Conkey sarebbe svenuto sul set per lo sfinimento.
- Il nome Budd dovrebbe essere un omaggio al regista Budd Boetticher.
- Il 4 Giugno 2009, l'attore David Carradine venne ritrovato morto impiccato all'interno della sua camera d'albergo a Bangkok dove si trovava per girare il film "Stretch". Dopo alcune speculazioni iniziali (si disse che l'attore aveva scoperto di essere malato e in seguito che addirittura non accettasse l'avanzare degli anni) la polizia rivelò che secondo le loro indagini, l'attore era rimasto vittima di un gioco di asfissia auto erotica finito in tragedia. La famiglia Carradine non ha mai accettato nè l'ipotesi del suicidio nè quella del gioco auto erotico.
Cameo e Collegamenti
- Gli attori Jun Kunimura (boss Tanaka), Yuki Kazamatsuri (la padrona della Casa delle foglie blu), Shun Sugata (Boss Benta), Yoshiyuki Morishita (il tizio che cerca di abbordare Gogo al bar) e il "sosia" di Charlie Brown, Sakichi Sato erano apparsi nel film "Ichi The Killer" (titolo originale: "Koroshiya 1") del 2001, capolavoro del regista giapponese Takashi Miike.
- Secondo alcune fonti insistenti circolate dopo l'uscita del film, Quentin Tarantino avrebbe dichiarato in un'intervista che la katana usata dalla Sposa in Kill Bill è la stessa katana utilizzata da Butch in Pulp Fiction. Questa notizia è chiaramente falsa perché se si guarda con attenzione la vecchia katana del negozio di Maynard si vede subito che non è affatto la stessa arma forgiata da Hanzo.
- Michael Parks interpreta lo sceriffo Earl McGraw, personaggio apparso per la prima volta in "Dal Tramonto All'Alba" (Titolo originale: From Dusk Till Dawn), film diretto da Robert Rodriguez ma sceneggiato e interpretato da Tarantino. Il figlio di Parks, James, interpreta lo stesso ruolo interpretato in "From Dusk Till Dawn 2: Texas Blood Money" (1999), ovvero suo figlio Edgar McGraw. Padre e figlio ricompariranno anche in entrambi gli episodi di Grind House.
- La targhetta con la scritta “The Bells” sulla cassetta delle lettere di Vernita Green è stato regalato da Tarantino a Zoë Bell la controfigura di Uma Thurman.
- Michael Bowen, l'attore che interpreta l'infermiere Buck, è il fratellastro di David Carradine. Bowen, figlio di Micahel Bowen Sr. e Sonia Sorel, viene considerato un membro della famiglia Carradine dal momento che sua madre Sonia è stata la moglie di John Carradine (padre di David) dal 1945 al 1956 (dalla loro unione sono nati i figli Keith e Robert).
- Julie Dreyfus gode di una grande popolarità in Giappone dove è nota al pubblico non solo come attrice ma anche come scrittrice e presentatrice televisiva. Quentin Tarantino e Julie si incontrarono per la prima volta durante un festival cinematografico in Giappone durante gli anni '90 e da allora sono rimasti ottimi amici (secondo i ben informati, i due avrebbero avuto anche una breve relazione sentimentale). Tarantino ha raccontato di aver visto il volto della Dreyfus su alcuni cartelloni pubblicitari a Tokyo poco prima del loro primo incontro (non a caso, il regista ha voluto proprio la sua amica come "testimonial" dell'enorme manifesto delle sigarette Red Apple).
- Julie Manase (vero nome Juri Manase), l'attrice che interpreta la ragazza Crazy 88, è figlia di Sonny Chiba.
- Tetsuro Shimaguchi, che nel film interpreta Miki (il primo crazy 88 affrontato dalla Sposa) è un famoso maestro di spada giapponese.
- L'attore e stuntman Kenji Ohba che nel film interpreta l'aiutante calvo di Hanzo, è un grandissimo amico di Sonny Chiba.
- Jonathan Loughran, l'attore che veste i panni del camionista (personaggio che ricomparirà anche in Death Proof), è da molti anni l'assistente personale dell'attore Adam Sandler. Loughran ha preso parte a svariati film di Sandler ricoprendo piccoli ruoli.
Parodie e Influenze Culturali
- In una scena dell'episodio "My Female Trouble" (titolo italiano: "I Miei Guai Con Le Donne") del telefilm "Scrubs" (Episodio 10 / Stagione 4), andato in onda il 16 Novembre 2004 si assiste a una chiara ed esilarante parodia di Kill Bill.
- Nell'episodio "Ted Koppel's Big Night Out" (titolo italiano: "Una Partita Difficile". Episodio 9 / Stagione 4) del telefilm "Gilmore Girls" (in Italia: "Una Mamma Per Amica"), andato in onda il 18 Novembre 2003, il film viene nominato da Lorelai.
- Nell'episodio "Piggy Piggy" del telefilm "American Horror Story" (Episodio 6 / Stagione 1), durante il flashback del massacro compiuto da Tate, il ragazzo fischietta il brano "Twisted Nerve" proprio come fa Elle Driver durante la scena in ospedale (lo stesso brano si sente anche in altri episodi sempre durante i flashback degli omicidi commessi da Tate).
- Nell'episodio di "American Dad" intitolato: "Escape from Pearl Bailey" (Episodio 5 / Stagione 4. Andato in onda il 9 Novembre 2008), Steve decide di vendicare l'umiliazione subita dalla sua ragazza Debbie tramite una preziosa katana donatagli dal suo amico giapponese Toshi ma poco dopo ci ripensa e decide di consegnarla a un banco dei pegni che somiglia in tutto e per tutto a quello del sadico Maynard di Pulp Fiction. Nell'episodio "Tears Of A Clooney" (Episodio 23 / Stagione 1), Francine indossa una tuta da motociclista gialla a strisce scure e un casco abbinato, proprio come la Sposa nel volume 1.
- Nell'episodio intitolato "Quentin Tarantino Performs a Circumcision" (Episodio 36) di Robot Chicken, Tarantino stesso appare per eseguire una circoncisione.
L’epoca dei “-core” non smette mai di sorprenderci, e così tra i trend più in voga trova spazio anche il cosiddetto “Bridal-core”, quello che vede la presenza di mise tipiche del giorno più importante, ovvero quello del matrimonio. D’altronde, non potrebbe essere diversamente da così se consideriamo che Kill Bill è la storia dell’odissea di Beatrix Kiddo, aggredita proprio sull’altare, e divenuta nota come “La Sposa”.