Guida Pratica ai Trucchi per il Latte Artificiale: Organizzazione e Sicurezza

Il momento della poppata è uno degli istanti più intensi e significativi nel rapporto tra genitori e neonato. Fintanto che il pargolo ciuccia beato dal seno della mamma non si pensa al momento in cui bisognerà essere super organizzati per il latte in polvere. Inizialmente andavamo in giro poco e quindi una borsina con la confezione del latte in polvere, una bottiglietta di acqua e un biberon e ci sembrava di essere super organizzati. Ogni locale in cui siamo andati ci ha fornito dell’acqua calda in cui scaldare il latte appena fatto a bagno maria, quindi non abbiamo mai avuto problemi. Poi arriva il giorno che si va in giro di più, si va spesso a trovare i nonni, magari scatta la sirena della fame proprio mentre si è in auto, il pianto va a tutto volume. In quel preciso momento ci si rende conto che polvere + bottiglia di acqua + biberon non sono una soluzione pratica.

genitore che prepara il biberon in viaggio

Strategie per la gestione fuori casa

Per affrontare le uscite senza stress, il metodo che consiglio è quello di portare l’acqua già calda in un thermos usato solo a quello scopo, poi una bottiglia con acqua a temperatura ambiente per raffreddare il latte che si preparerà nel biberon, infine il latte in polvere già dosato per un biberon. Se è possibile calcolate quanti pasti occorreranno, così da riempire abbastanza il thermos e preparare abbastanza contenitori con il latte in polvere.

Ho comprato un portapappe con gli spazi delle porzioni dei misurini già pronte, in pratica una scatolina dosatore per latte in polvere. All’occorrenza, quindi, mi basta prendere un biberon vuoto versarci dentro l’acqua calda del thermos, svuotare il contenuto già dosato dalla scatolina portapappe, agitare e la pappa è pronta! Oltre a questo, se il momento pappa è ravvicinato all’orario di uscita, io mi sono attrezzato con un thermos da biberon della Chicco in cui tengo il biberon col latte già pronto. Si può usare il metodo del thermos anche quando il bimbo sarà svezzato, per esempio per il brodo vegetale e la pastina gia cotta o la farina lattea in un contenitore che era per il latte in polvere, ci si rende autonomi e si evitano possibili contaminazioni della pappa.

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Gestione della poppata notturna

Abbiamo tutti imparato quanto possa essere difficile far addormentare i nostri pargoli, quindi la cosa peggiore da fare è perdere tempo nella preparazione del latte in polvere nel pasto notturno; spesso i bambini riescono a mangiare quasi addormentati e poi tornano nel mondo dei sogni alla velocità della luce. Questo però non accade se facciamo passare troppo tempo dal primo leggero pianto di fame al momento della poppata.

Se siamo svegli entrambi al momento della poppata notturna, mentre uno fa mangiare il pargolo, l’altro scalda altra acqua e ripristina il thermos. Io poi spesso per lavoro sono sveglio anche a ridosso della seconda poppata quindi, oltre a ripristinare il thermos, preparo anche un biberon già pronto e lo infilo nell’apposito thermos da biberon e lo posiziono sul comodino della mamma. Questi sono piccoli “segreti non segreti” che un neo papà come me ha dovuto scoprire a forza di fare pratica, giorno dopo giorno. Ovviamente adesso che li so, mi sembrano scontati, ma nel momento in cui in casa ci sono venute queste idee ci sembravano rivoluzionarie.

L'importanza dell'igiene e della scelta del biberon

In caso di allattamento artificiale l’igiene gioca un ruolo importantissimo. Biberon e tettarelle devono sempre essere ben sterilizzati per evitare contaminazioni con germi. Conviene sempre tenerne un paio pronti in modo da preparare il latte nel più breve tempo possibile. Esistono vari sistemi di sterilizzazione: il classico è la bollitura, il tipico modo delle nostre nonne, ma le metodiche più moderne prevedono l’uso di sterilizzatori elettrici che usano il vapore o di altri che si mettono nel forno a microonde. Anche le lavastoviglie di nuova generazione hanno programmi speciali dedicati proprio alla sterilizzazione. Prima della poppata, ricordate inoltre di lavare sempre bene le mani. Solo dopo averlo fatto prendete il biberon oppure usate le apposite pinze.

Esistono due tipologie principali di biberon: in vetro o in plastica. Il primo è più igienico e più facile da pulire, ma ha l’inconveniente che può rompersi. Il secondo è molto pratico e va bene quando il bimbo cresce e vuole tenerlo da solo. La tettarella è forse l’aspetto più importante: oggi molte sono realizzate in modo tale da essere quanto più simili al seno della mamma. Quando sono molto piccoli, avranno un buco stretto per evitare che il flusso del latte sia troppo forte, col rischio di andare di traverso. Man mano che il bambino cresce, la tettarella si adatterà alle sue nuove esigenze.

confronto tra tettarelle per diverse età

Procedura corretta per la preparazione del latte

Vediamo i passaggi fondamentali per preparare il latte ai nostri piccini:

  1. Lavare accuratamente le mani.
  2. Usare biberon e tettarelle sterili.
  3. Usare acqua oligominerale a basso contenuto di sali minerali (residuo fisso < 150 mg/litro, preferibilmente < 50 mg/litro). Se usate quella del rubinetto, deve bollire per almeno 5 minuti.
  4. Versare nel biberon la giusta quantità di acqua dopo averla portata ad una temperatura superiore a 70°C. È importante sapere che il latte in polvere non è sterile e si porta dietro delle potenziali contaminazioni che possono avvenire durante la sua produzione, anche se non bisogna preoccuparsi eccessivamente.
  5. Riempire il misurino di polvere. Va scosso delicatamente in orizzontale per eliminare eventuali sacche d’aria. Livellate il latte con un coltello per togliere la polvere in eccesso. Non pressare la polvere. Seguire attentamente le dosi consigliate dal pediatra.
  6. Chiudere il biberon senza stringere troppo la ghiera. Si rischia di “strozzare” i meccanismi di valvole che permettono il corretto ingresso dell’aria nel biberon.
  7. Agitare il biberon perché la polvere si sciolga senza grumi.
  8. Raffreddare la bottiglia fino a 37°C e somministrare il latte subito.

Il segreto per preparare in tutta sicurezza il latte in polvere è proprio unire l’acqua a 70°C alla polvere, il che permette di sterilizzare il latte senza alterarne le proprietà nutritive. Una volta preparato il biberon, occorre portarlo rapidamente alla temperatura corretta per poterlo bere, raffreddandolo sotto l’acqua fredda e va consumato entro due ore dalla preparazione, perché il latte sviluppa germi e batteri in modo spontaneo quando resta a temperatura ambiente.

La somministrazione: tecniche e accortezze

Finalmente il biberon è pronto. Un bel bavaglino intorno al collo e la poppata può cominciare! Prima di prendere in braccio il bimbo, controllate la temperatura del latte versandone alcune gocce sul dorso della mano. Verificate il flusso del latte: deve uscire a gocce ravvicinate. Se è a “filo”, il foro è troppo grosso. Se scende lentamente il buco è ostruito o troppo piccolo.

Avvisate il piccolo che il biberon è in arrivo accarezzandogli una guancia con un dito o con la tettarella: si girerà immediatamente per iniziare a ciucciare. Il biberon deve essere inclinato in modo che tettarella e collo della bottiglia siano pieni di latte. In questo modo, il bimbo non ingurgita aria. Quando il bimbo prende fiato, togliete il biberon dalla bocca e raddrizzatelo, in modo che l’aria possa entrare all’interno. Poi rimettetelo subito in bocca. Non se ne accorgerà neppure.

posizione corretta per la somministrazione del biberon

Il post-poppata: il ruttino e la pulizia

Quando il bimbo finisce di succhiare, togliete il biberon dalla bocca. Tenete il piccolo in posizione verticale: è il momento del famigerato ruttino. Poggiatelo alla vostra spalla, sulla quale avrete preventivamente messo un fazzoletto o un telo. Il rigurgito potrebbe essere in agguato. Massaggiate la sua schiena o date colpetti per favorire il ruttino. Badate bene che non tutti i bambini lo fanno. Se non dovesse arrivare, non preoccupatevi e non state lì troppo tempo cercando di farglielo fare. Dopo la poppata, lavate e sterilizzate immediatamente biberon e tettarelle per prevenire la proliferazione batterica.

Conservazione e frequenza delle poppate

Per quanto riguarda la conservazione, una volta aperta, la confezione di latte adattato liquido va tenuta in frigo e usata entro 48 ore. Quella di latte in polvere deve essere consumata entro 10-15 giorni e non occorre tenerla in frigo.

La differenza sostanziale con l’allattamento al seno è la frequenza. Mentre il seno è sempre “a richiesta”, per digerire il latte artificiale è necessario più tempo. È opportuno che, tra le poppate, trascorrano almeno 3 ore, considerando sempre un minimo di flessibilità: se vostro figlio strilla per la fame potrete anticipare di mezzora, mentre se dorme si potrà posticipare un po’. È bene ricordare che, nonostante le sfide logistiche, il latte artificiale nel primo anno di vita del piccolo è l’unica alternativa al latte materno, in quanto caratterizzato dai valori nutrizionali necessari per la sua corretta crescita. Con un po’ di organizzazione e gli strumenti giusti, come elettrodomestici dedicati con sensore di temperatura integrato, tutto risulta più semplice, evitando di dare il latte troppo caldo o di raffreddarlo troppo, ottimizzando così i tempi di preparazione per le neo-mamme e i neo-papà.

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