Le dinamiche dell’alimentazione artificiale e le conseguenze di una gestione inappropriata nel neonato

Il latte artificiale, meglio chiamato latte formulato, è un sostituto del latte materno quando l’allattamento materno non è possibile o non è sufficiente. Nell’impossibilità di allattare al seno deve essere utilizzato esclusivamente il latte formulato nel primo anno di vita. Non è indicato utilizzare latte vaccino nei primi 12 mesi di vita del bambino come sostituto del latte materno, in quanto non fornisce tutti i nutrienti necessari nelle giuste quantità (es. è carente di ferro) ed è ipercalorico/iperproteico per i bisogni di un lattante (è infatti adatto alla crescita di un vitello, non di un bambino).

rappresentazione grafica di un neonato che riceve nutrimento con il biberon in un ambiente sereno

Differenze tra le formulazioni e modalità di gestione

Il latte formulato è presente in commercio in due formulazioni: liquido o in polvere. Entrambe possono essere utilizzate in quanto dal punto di vista nutrizionale sono analoghe; tuttavia, presentano alcune differenze nella modalità di utilizzo e nella conservazione. Il latte formulato liquido è più semplice da utilizzare, in quanto è già pronto e si può scaldare direttamente la quantità necessaria. Inoltre, prima dell'apertura della confezione, è sterile, quindi meno a rischio di contaminazione. Tuttavia, una volta aperto deve essere conservato in frigorifero e consumato entro 24 ore. Il latte formulato in polvere invece, non è sterile e quindi è più a rischio di contaminazione, pertanto, richiede una corretta preparazione per poter essere consumato. Il vantaggio è che in genere è meno costoso rispetto al latte liquido e dopo l’apertura della confezione può essere conservato a temperatura ambiente per 10-15 giorni.

L'importanza dell'autoregolazione e i rischi dell'eccesso

Esistono molte ragioni per cui le donne non possono o non vogliono allattare esclusivamente al seno, e in tali contesti, il supporto con latte formulato è fondamentale. Tuttavia, è importante riuscire a capire i bisogni del proprio bambino, in quanto ogni bambino è diverso e segue la sua natura e le sue necessità.

È vitale ricordare di non forzare il bambino a finire il biberon a tutti i costi se mostra di non essere più interessato; viceversa, se piange dopo aver finito tutta la poppata più volte durante la giornata, è il momento di aumentare il latte. Anche gli intervalli non devono essere rigidi. Dalla nascita ai primi mesi la crescita del peso è molto rapida, ma tenderà a rallentare costantemente nel primo anno di vita. I neonati che vengono allattati con biberon troppo grandi appaiono più esposti al rischio di aumenti di peso anormali e ad una potenziale ipernutrizione. Rispetto a quelli che bevevano da biberon più piccoli, i bimbi allattati con quelli più grandi mostravano un aumento di peso di circa 200 grammi in più all’età di 6 mesi.

infografica che mostra la differenza tra un biberon di capacità ridotta e uno grande in relazione alla crescita del neonato

Il fenomeno delle coliche: un mito da sfatare

Le coliche del neonato sono una delle problematiche neonatali più diffuse e fastidiose. Fino a pochi anni fa si diceva che la causa fosse un’immaturità intestinale o il fatto che il neonato ingurgitasse aria, ma studi scientifici recenti provano che le coliche gassose non sono causate da un’immaturità intestinale, ma da una vera e propria infiammazione intestinale. Se allattato artificialmente, il bambino si potrebbe staccare spesso dal biberon e piangere, fare fatica a digerire, fare dei rutti rumorosi e avere mal di pancia anche a distanza.

Il ruolo critico della tecnica di poppata

Uno dei parametri fondamentali che evitano o, al contrario, causano coliche e reflusso è la gestione della suzione. Il bambino allattato al seno deve succhiare attivamente per bere il latte, mentre la maggior parte dei bambini allattati artificialmente, se il biberon non è scelto correttamente, compie una suzione passiva. Quando il biberon anticolica non regola il flusso e la tettarella ha un foro troppo ampio, il latte sgorga rapido e non controllato. In questo modo, il bambino beve passivamente il latte, mangia molto più velocemente e senza controllo una quantità maggiore di latte nella metà del tempo. Di conseguenza, si ingozza e ingurgita aria.

Per evitare ciò, il biberon e la tettarella anticolica devono garantire un flusso lento e controllato. Quando si mette il latte nel biberon e lo si capovolge, non dovrebbe uscire una goccia di latte dal foro della tettarella. È essenziale scegliere una tettarella che assicuri il flusso più lento possibile, così che il latte non fuoriesca troppo velocemente.

Come preparare il biberon con latte in polvere #HiPP

Considerazioni sull'allattamento misto

L’allattamento esclusivo è il più grande investimento di salute per la donna e il suo bambino. Ci sono però situazioni in cui potrebbe essere richiesto il supporto di un’integrazione. Spesso le motivazioni che inducono le donne a ricorrere all’integrazione sono più presunte che reali, talvolta legate a un’informazione parziale. Se si decide di dare l’aggiunta, è importante allattare sempre prima al seno e solo dopo offrire il biberon. È importante inoltre cambiare lato, anche più volte nel corso della poppata, per garantire una stimolazione equilibrata e concedere piccole pause durante la suzione. Una routine regolare è l’ideale sia per il bambino che per il seno, poiché la produzione di latte e la digestione si stabilizzano.

Gestione dei pasti in condizioni di salute particolari

È importante ricordare che, in caso di malattia come l'influenza, non si deve sforzare il bambino a mangiare molto. L'influenza è una malattia respiratoria provocata da un virus che causa sintomi invalidanti come febbre alta, tosse e profondo affaticamento. Poiché l'influenza è causata da un virus, normalmente, in assenza di complicanze non serve una terapia antibiotica. Durante questi periodi, è opportuno offrire cibi contenenti carboidrati riducendo i piatti eccessivamente ricchi di grassi e proteine. La vaccinazione antinfluenzale, offerta solitamente a partire dai 6 mesi, rimane lo strumento principale per prevenire le complicanze che possono colpire i soggetti più fragili.

schema riassuntivo dei segnali di fame e sazietà nel neonato per evitare l'ipernutrizione

Verso una scelta consapevole

Tutte le marche di latte artificiale devono obbligatoriamente attenersi a degli standard definiti; sono dunque tutte equivalenti dal punto di vista nutrizionale. La differenza risiede spesso nella digeribilità individuale. È necessario osservare il bambino, ascoltare i suoi segnali di fame e sazietà, e non affidarsi a schemi rigidi che impongono quantità prestabilite o intervalli di tempo standardizzati. Offrire latte al bambino rappresenta il primo gesto di cura che ciascun genitore mette in atto; spostare l’attenzione dal concetto di alimentazione "sensu stricto" a quello di nutrimento nel suo senso più profondo permette di costruire un legame basato sulla risposta ai bisogni reali del piccolo, riducendo le ansie genitoriali e promuovendo il benessere psicofisico del lattante.

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