La trisomia 21, universalmente nota come sindrome di Down, rappresenta una condizione genetica complessa che si manifesta a causa di un'anomalia cromosomica, colpendo statisticamente 1 su 650 bambini. Questa condizione deriva dalla presenza di materiale cromosomico in eccesso del cromosoma 21; in particolare, invece del solito paio, si verificano tre cromosomi 21. La sindrome di Down è la più comune anomalia cromosomica e la più comune causa di ritardo mentale ed è frequentemente associata ad altre anomalie congenite, soprattutto a carico dell'apparato cardiaco e gastrointestinale. L'incidenza complessiva negli Stati Uniti è di circa 1/700 nati vivi, mentre in Italia si verifica in un caso su 1.200 circa e a livello globale in un caso su 1.000-1.200 nati vivi. Contrariamente a quanto a volte si possa credere, la sindrome di Down è presente in tutte le etnie, senza alcuna distinzione. A variare, semmai, è la possibilità di accesso all'assistenza pre e post natale, che dipende dalle condizioni sociali ed economiche delle diverse aree geografiche.
Oggigiorno, è possibile rilevare la sindrome di Down durante la gravidanza, un'opportunità che, pur offrendo chiarezza, genera spesso preoccupazioni e dubbi significativi nelle future mamme e nei futuri genitori. Queste ansie risuonano nelle domande che attraversano la mente di tanti futuri genitori, come quelle di Mina e Luca, che si interrogano sul rischio, specialmente in relazione all'età materna, un fattore che la letteratura scientifica ha evidenziato con un'associazione statistica stabile. È fondamentale affrontare questa tematica complessa con informazioni chiare e precise, distinguendo tra i vari tipi di test disponibili e comprendendo appieno il significato dei loro risultati.
Comprendere la Trisomia 21: Le Basi Genetiche
La sindrome di Down è una condizione genetica causata dalla presenza di un cromosoma 21 in più, o di parte di esso. Normalmente, ogni cellula del corpo umano contiene 46 cromosomi, organizzati in 23 coppie. Quando invece si verifica la trisomia 21, una persona ha tre copie del cromosoma 21, anziché le usuali due. Sebbene questa sia l'unica certezza, le cause specifiche che portano alla trisomia 21 rimangono, in molti casi, ignote. Questa anomalia può presentarsi in diverse forme, ciascuna con le proprie peculiarità genetiche:
Trisomia 21 Libera: Questa è la forma più comune, rappresentando circa il 95% dei casi. Si verifica quando appare un altro cromosoma nel paio 21 originale, rendendo il cromosoma 21 presente tre volte in tutte le cellule. L'eccesso cromosomico è solitamente dovuto a un errore casuale durante la divisione cellulare dei gameti (ovuli o spermatozoi), un fenomeno noto come "non disgiunzione". La non disgiunzione si riferisce al mancato corretto distacco dei cromosomi omologhi o dei cromatidi fratelli durante la meiosi dei gameti, risultando in persone affette che hanno 47 cromosomi invece dei normali 46. Nella maggior parte dei casi, la trisomia 21 libera è di origine materna. Le cause esatte di questa disgiunzione errata non sono pienamente comprese, ma l'età materna è l'unico fattore che presenta un'associazione statistica stabile con la sindrome.
Trisomia 21 per Traslocazione: Questa forma costituisce circa il 4% dei casi ed è la seconda causa più frequente della comparsa di materiale genetico in eccesso. In questo scenario, il cromosoma 21 extra, o un suo frammento, si trova "attaccato" a un altro cromosoma, il quale è solitamente uno dei due cromosomi del paio 14, o, più raramente, del 15 o del 21. In questo caso, il problema non è una disgiunzione cromosomica completa, ma il fatto che uno dei cromosomi porta un frammento "extra" con i geni del cromosoma "traslocato", configurandosi comunque come una trisomia 21, poiché la dotazione genetica di quel cromosoma è duplicata. La traslocazione più comune è t(14;21), in cui il cromosoma 21 è attaccato al cromosoma 14. In circa la metà dei soggetti con t(14;21), entrambi i genitori hanno un cariotipo normale, indicando una traslocazione insorta de novo. Nell'altra metà, un genitore (quasi sempre la madre), pur non avendo la sindrome di Down, ha solo 45 cromosomi, uno dei quali è t(14;21). Se un genitore è portatore di traslocazione, è l'unico caso in cui la Trisomia 21 può essere trasmessa al bambino. Un'altra tra le traslocazioni più frequenti è t(21;22). La traslocazione 21q21q, che si verifica quando il cromosoma 21 è collegato a un altro cromosoma 21, è molto meno comune. Determinare se un genitore è portatore o mosaico per la traslocazione 21q;21q è importante, poiché un genitore portatore di una traslocazione bilanciata ha una probabilità del 100% di avere un figlio affetto dalla sindrome di Down, dato che tutta la prole vitale avrebbe la sindrome di Down o la monosomia 21, quest'ultima tipicamente incompatibile con la vita.
Trisomia 21 Mosaico: È una forma molto rara, la meno frequente, che si verifica solo nell'1-2% dei casi. Questa mutazione si manifesta dopo il concepimento, durante le prime divisioni cellulari dell'embrione. Di conseguenza, la trisomia non è presente in tutte le cellule degli individui con sindrome di Down, ma solo in quelle che provengono dalla prima cellula mutata. Alcune cellule hanno un numero normale di cromosomi (46), mentre altre hanno tre cromosomi 21. La prevalenza dell'uno o dell'altro tipo di cellule può influenzare la forma più o meno lieve della sindrome. Sebbene il rischio di avere un bambino con sindrome di Down sia notevolmente aumentato per i genitori con mosaicismo, il genitore può anche avere figli con cromosomi normali. La prognosi per l'intelligenza e il rischio di complicanze mediche nelle persone con mosaicismo della sindrome di Down probabilmente dipende dalla proporzione di cellule anormali in ciascun tessuto diverso, compreso il cervello. Tuttavia, in pratica, questo rischio non può essere previsto, poiché non è possibile determinare il cariotipo in ogni singola cellula del corpo. Alcune persone con mosaicismo della sindrome di Down possono avere segni clinici molto sottili e un'intelligenza normale, sebbene anche le persone con sindrome di Down senza mosaicismo possano presentare reperti clinici variabili.

Fattori di Rischio Associati alla Trisomia 21
La sindrome di Down si presenta quando si verificano anomalie durante il meccanismo di separazione dei cromosomi, prima o dopo il concepimento. Non è legata a una causa particolare ed è un evento spontaneo, tranne nei rari casi di traslocazione ereditaria. Diversi fattori sono stati associati a un aumentato rischio di Trisomia 21:
Età Materna: Per tanti anni, l'età della madre è stato l'unico fattore impiegato nella valutazione del rischio della trisomia 21 e di altre anomalie cromosomiche. L'unico fattore che presenta un'associazione statistica stabile con la sindrome è l'età materna. Il rischio aumenta gradualmente con l'aumentare dell'età materna. Per esempio, a 20 anni di età materna, le probabilità previste sono di 1/1476 nascite; a 35 anni, sono di 1/352; e a 40 anni, sono di 1/85. Tuttavia, nonostante l'età più avanzata sia un fattore di rischio riconosciuto, circa l’80% dei nati con sindrome di Down riguarda gravidanze in donne di età inferiore ai 35 anni. Questo si spiega con il fatto che in questa fascia di età si concepiscono e nascono più bambini in generale.

Età Paterna: Sebbene non sia stata molto approfondita e la sua influenza sia inferiore (5-6%) rispetto a quella materna, esiste anche un fattore legato all’età paterna sulla possibilità di avere un bambino con sindrome di Down.
Traslocazione del Cromosoma 21 (Portatore): Nel caso di traslocazione, se la madre ne è portatrice, c’è un rischio di 10-15% di avere un bambino con sindrome di Down. Se l'anomalia è di origine paterna, il rischio è del 1-3%. Per la traslocazione t(14;21), se la madre è portatrice il rischio è di circa 1:10, mentre se il padre è il portatore, il rischio è solo di 1:20.
Fumo e Consumo di Nicotina: Il consumo di prodotti a base di nicotina è un fattore che può contribuire al rischio.
Consumo di Alcolici: Il consumo di alcolici riduce nel tempo l’assorbimento di vitamina B12 e di acido folico, in particolare nel caso di una mutazione del gene MTHFR, che regola il metabolismo dei folati, fattori importanti per lo sviluppo fetale.
Status Socio-Economico: Uno studio condotto in diversi stati americani ha osservato che la bassa scolarizzazione familiare e uno status economico precario possono incidere sul maggiore tasso di Trisomia 21. Ciò è probabilmente dovuto a un accesso più complicato ai programmi sanitari di screening e a una minore consapevolezza verso uno stile di vita più salutare.
Manifestazioni Cliniche e Caratteristiche della Sindrome di Down
La sindrome di Down causa ritardi nello sviluppo fisico e cognitivo. Come la maggior parte delle condizioni che derivano da uno squilibrio cromosomico, la sindrome di Down colpisce più sistemi e causa sia difetti strutturali che funzionali. Non tutti i difetti sono presenti in ciascuna persona affetta e la trisomia 21 non ha gli stessi effetti su tutti gli individui, presentando diversi gradi di severità.
I neonati affetti tendono a essere tranquilli, piangono raramente e presentano ipotonia. Molti hanno un profilo facciale piatto, soprattutto un appiattimento del ponte nasale, ma alcuni non mostrano evidenti caratteristiche fisiche inusuali alla nascita e sviluppano successivamente, durante l'infanzia, le caratteristiche facciali più evidenti. Sono frequenti l'occipite appiattito, la microcefalia e un eccesso di cute nella parte posteriore del collo.
Le caratteristiche fisiche tipiche possono includere:
- Gli occhi hanno un'angolazione diretta verso l'alto sul bordo laterale, con pieghe epicantali agli angoli interni. Potrebbero essere visibili le macchie di Brushfield, ossia macchie grigie o bianche simili a grani di sale, situate perifericamente rispetto all'iride.
- La bocca è spesso mantenuta aperta; una lingua protrusa e rugosa può non avere una scissura centrale. Le orecchie sono spesso piccole e arrotondate.
- Le mani sono spesso corte e larghe, spesso con una sola piega palmare trasversale, e le dita sono spesso corte, con clinodattilia (incurvamento) del quinto dito, che spesso ha solo due falangi.
- Il piede può presentare un'ampia distanza fra il primo e il secondo dito (dita a sandalo), e il solco plantare spesso si prolunga posteriormente sul piede.
Quando i bambini affetti crescono, il ritardo fisico e lo sviluppo mentale diventano evidenti. La statura è spesso bassa e vi è un aumentato rischio di obesità. Il QI medio è circa 50, ma questo varia ampiamente, da grave (QI 20-35) a lieve (QI 50-75). Ritardi motori e del linguaggio sono evidenti anche in giovane età. Spesso, durante l'infanzia, il comportamento suggerisce disturbi di attenzione e iperattività, e l'incidenza del comportamento associato al disturbo dello spettro autistico risulta aumentata, in particolare nei bambini con grave disabilità intellettiva. Vi è inoltre un aumentato rischio di depressione nei bambini e negli adulti con sindrome di Down, mentre il carattere affettuoso e la socialità possono alternarsi a momenti di rigidità e ostinazione, rabbia e scatti d’ira.
Sono frequenti comorbidità gestibili, che includono:
- Cardiopatie Congenite: Circa il 50% dei neonati affetti presenta una cardiopatia congenita; i difetti del setto interventricolare e i difetti del setto atrioventricolare (difetto dei cuscinetti endocardici o difetti del canale atrioventricolare) sono i più frequenti. I neonati con difetti cardiaci congeniti possono essere asintomatici o mostrare segni di insufficienza cardiaca (p. es., respiro affannoso, aumentata frequenza respiratoria, difficoltà di alimentazione, sudorazione, scarso aumento di peso). Soffi possono non essere sempre presenti; tuttavia, sono possibili un certo numero di soffi differenti.
- Anomalie Gastrointestinali: Circa il 6% delle persone affette ha anomalie gastrointestinali, in particolare atresia duodenale, talvolta con pancreas anulare. Anche la malattia di Hirschsprung e la celiachia sono più comuni. I neonati con malattia di Hirschsprung di solito hanno un ritardo nell'evacuazione del meconio. I neonati gravemente colpiti possono avere segni di occlusione intestinale. Atresia o stenosi duodenale possono manifestarsi con vomito biliare o senza sintomi, a seconda dell'entità della stenosi; questi difetti possono essere rilevati mediante l'ecografia prenatale (segno della doppia bolla).
- Endocrinopatie: Molte persone sviluppano endocrinopatie, tra cui malattie della tiroide (il più delle volte ipotiroidismo) e diabete.
- Anomalie Scheletriche: L'ipermobilità atlanto-occipitale e atlanto-assiale, così come anomalie ossee della colonna cervicale, causano instabilità atlanto-occipitale e cervicale; possono verificarsi debolezza e paralisi.
- Problemi Oculari e Udito: Circa il 60% delle persone ha problemi agli occhi, tra cui cataratte congenite, glaucoma, strabismo ed errori di rifrazione. La maggior parte delle persone ha una perdita dell'udito, e le infezioni dell'orecchio sono molto frequenti.
Nonostante queste sfide, l’aspettativa di vita nelle nazioni ad alto reddito è oggi mediamente superiore ai 55-60 anni, con variabilità legata alle comorbidità e al miglioramento dell’assistenza sanitaria. È essenziale utilizzare una terminologia rispettosa e aggiornata; espressioni storiche come “mongolismo/mongoloide” sono inappropriate e stigmatizzanti e non vanno usate. Ogni persona è unica e può presentare tali caratteristiche in misura variabile o non presentarle affatto.
Che cos'è la sindrome di Down - Intervista alla dott.ssa Valentini
La Diagnosi Prenatale: Screening e Test Diagnostici
Durante la gravidanza non esistono sintomi specifici nella madre che possano indicare la presenza della sindrome di Down nel feto. Per questo motivo, la diagnosi prenatale gioca un ruolo cruciale e si articola in due macro-categorie: screening (stima del rischio) e diagnostica (conferma citogenetica o genomica). Lo screening e la diagnosi prenatale devono essere offerti a tutte le persone in gravidanza con informazioni chiare su benefici, limiti e alternative.
Metodi di Screening (Stima del Rischio):I test di screening sono progettati per valutare il possibile rischio che il bambino nasca con la sindrome di Down o altri tipi di anomalie cromosomiche, nonché problemi cardiaci congeniti che possano essere importanti. Questi esami permettono di valutare il livello del rischio per la trisomia 21 e per le altre rare anomalie cromosomiche del bambino. Trattandosi di un esame di screening, non è possibile diagnosticare con certezza né escludere in assoluto un’anomalia cromosomica.
Screening del Primo Trimestre (Test Combinato o Bitest):Questo esame combinato viene eseguito tra l'11^ e la 13^ settimana di gestazione, precisamente tra 11+0 e 13+6 settimane, quando la CRL (lunghezza vertice-sacro) è compresa fra 45 e 84 mm. Include:
- Ecografia con misurazione della translucenza nucale (NT): Una tecnica ad ultrasuoni per valutare lo spessore dell’accumulo di liquido a livello della nuca fetale. I valori normali della NT sono generalmente inferiori a 2.5 mm. L’aumento dell’NT aumenta il sospetto di T21. Nel frattempo è diventato possibile, grazie alle migliorate qualità tecniche dell’ecografia, riscontrare una serie di anomalie del bambino, che si accompagnano ad un aumento del rischio di difetti dei cromosomi. L’aumento dello spessore della translucenza nucale aumenta il rischio. Inoltre, una translucenza nucale elevata può essere un segnale di un gran numero di difetti congeniti degli organi fetali che dovranno essere controllati in esami successivi.
- Valutazione di altri marker ecografici: Tra cui l'osso nasale (l'assenza/ipoplasia aumenta il sospetto di T21), il flusso nel dotto venoso e il rigurgito tricuspide, ove previsto dai protocolli.
- Analisi del sangue materno (marcatori biochimici): La proteina plasmatica A associata alla gravidanza (PAPP-A) e l’ormone gonadotropina corionica libera beta (free β-hCG). Nel siero delle donne i cui figli erano affetti da trisomia 21, i livelli di alfa-fetoproteina (AFP) nel secondo trimestre di gravidanza sono significativamente più bassi rispetto alla norma, mentre i livelli di gonadotropina corionica (hCG) sono molto più alti che di norma.Il “test combinato” offre una buona performance di screening per trisomia 21 e altre aneuploidie, con valori riportati in letteratura attorno all’82-90% di rilevazione a falsi positivi ~3-5% in contesti controllati. Circa l’85% dei bambini affetti da trisomia 21 hanno un test del primo trimestre anomalo.
Screening non invasivo su sangue materno (NIPT/cfDNA):Disponibile dalla decima settimana di gestazione, questo test analizza il DNA fetale libero circolante nel sangue materno attraverso un semplice prelievo ematico. Per la trisomia 21, la sensibilità e specificità del cfDNA sono molto elevate (≈ >99% in numerosi studi), mentre il valore predittivo positivo varia con il rischio pre-test (età materna, storia, esito di altri screening). Il cfDNA resta uno screening: un risultato “ad alto rischio” va confermato con test diagnostico invasivo prima di decisioni cliniche importanti. Fattori che riducono la fetal fraction (la percentuale di DNA fetale nel sangue materno) includono BMI elevato, prelievo troppo precoce, patologie autoimmuni e, in alcuni studi, terapia anticoagulante (eparina), che possono aumentare il tasso di risultati indeterminati o "no-call". Alcuni test cfDNA offrono l’analisi “genome-wide” di rare autosomal trisomies e microdelezioni. Il cfDNA riflette il genoma placentare, quindi mosaicismo placentare confinato, mosaicismo materno o raramente condizioni materne (p. es. neoplasie) possono spiegare risultati cfDNA discordanti con il cariotipo fetale. Il test del DNA fetale è molto affidabile, con un'accuratezza che sale quasi al 99% per la sindrome di Down.
Ecografia Morfologica:Eseguita tra la 18^ e la 22^ settimana, è raccomandata per tutte le gravidanze. Può rilevare delle caratteristiche congenite legate alla sindrome di Down o malformazioni fetali maggiori, ma non confermarla senza un test combinato o un test del DNA fetale a precedere. Il riscontro di soft marker isolati (p. es., ispessimento della plica nucale, ipoplasia delle ossa nasali, peli del naso, clinodattilia del quinto dito) ha valore aggiunto limitato se lo screening è negativo; l’attenzione si concentra su malformazioni maggiori.
Triplo Test o Quad Screen (Screening del Secondo Trimestre):Nel 1988, Wald e coll. hanno messo a punto un metodo statistico per la valutazione del rischio di trisomia 21 nel secondo trimestre di gravidanza, basato sull'età della madre, sul suo profilo biochimico (AFP, uE3, hCG) e sull'età gestazionale. Questo test di screening è stato chiamato Tritest o Triple Test. Come dimostrato dai numerosi lavori apparsi in letteratura, uno screening della sindrome di Down che si basi sulla valutazione simultanea di questi parametri è più sensibile e specifico rispetto all’utilizzazione della sola età materna per la selezione dei soggetti a rischio. Recentemente altri parametri sono stati presi in considerazione per migliorare la detection rate del tritest: la fosfatasi alcalina urea-resistente nei neutrofili materni, CA125, PAPP-A, proteina placentare 14 nel primo trimestre, Inibina A, ecc. Addizionando i valori di Inibina A ai 3 analiti già considerati e con l’adozione dell’età gestazionale, calcolata ecograficamente, la detection rate dello screening può giungere, secondo Wald e Kennard (1997), al 79%. È interessante notare che il contributo che lo screening può apportare alla diagnosi prenatale può forse superare gli iniziali scopi dei suoi "inventori", infatti stanno aumentando in letteratura internazionale le segnalazioni di altre aneuploidie rilevate al cariotipo eseguito su indicazione del tritest.

Metodi Diagnostici (Invasivi):I test diagnostici più invasivi, come l'amniocentesi e la biopsia coriale, consentono una diagnosi citogenetica o genomica del feto. Queste procedure sono gravate da un certo rischio di aborto (rischio: 0,5-1,0%) e perciò vanno evitate se non sussistono particolari motivi per effettuarli.
Villocentesi (Prelievo dei Villi Coriali):Si esegue in genere tra 10 e 13 settimane e campiona i villi coriali placentari.
Amniocentesi:Viene effettuata dal secondo trimestre (≥15 settimane) e campiona liquido amniotico. Questa pratica, come altre metodiche quali il prelievo dei villi coriali e del sangue fetale, è stata tradizionalmente riservata alle gravidanze con fattori anamnestici di rischio (ad es. età materna avanzata, precedente figlio affetto).
Prelievo Percutaneo di Sangue Ombelicale (Cordocentesi):È una procedura invasiva utilizzata per ottenere sangue fetale direttamente dal cordone ombelicale, consentendo un cariotipo rapido e la conferma della trisomia 21. È in genere riservata a situazioni in cui altri metodi diagnostici non sono conclusivi o quando sono necessari risultati urgenti.
Entrambe la villocentesi e l'amniocentesi consentono la diagnosi citogenetica o genomica del feto. In presenza di malformazioni fetali all’ecografia, il microarray è raccomandato perché aumenta il tasso diagnostico rispetto al cariotipo.

Il Concetto di "Soglia Cut-off" e Interpretazione dei Risultati
Il risultato dei test di screening è solitamente espresso come una probabilità, ad esempio 1:100, che indica che una donna su 100 con quel particolare risultato avrà un bambino con sindrome di Down. Per l’interpretazione di questi risultati, si definisce una “soglia cut-off”.
Lo screening sarà considerato positivo, quindi darà accesso all’amniocentesi o ad altri test diagnostici, se il valore del rischio così calcolato supererà un determinato valore, detto cut-off. Per motivi pratici, i rischi calcolati con lo screening del primo trimestre che, al momento delle analisi, sono maggiori di 1:300 (corrispondente a 1:380 alla nascita), vengono considerati come elevati e il risultato del calcolo del rischio viene definito come “positivo” o “sospetto”. Allo stesso modo, se il rischio è compreso tra 1/1 e 1/250, si considera elevato per Trisomia 21 o Trisomia 18. Per la trisomia 18, ad esempio, con un cut-off di 1:200, si possono diagnosticare il 66% delle gravidanze con feto affetto, con lo 0,4% di false positive rate. Sebbene la rarità della patologia e l’alta proporzione di perdite fetali intrauterine non consentano di considerare efficiente il tritest per la trisomia 18 di per sé, attualmente una parte dei laboratori segnala i tritest positivi a tale cut-off.
È importante sottolineare che un risultato a basso rischio non esclude completamente la possibilità di anomalie o malformazioni fetali, così come un risultato ad alto rischio non conferma la presenza di una patologia cromosomica o di malformazioni, ma indica la necessità di ulteriori accertamenti per una diagnosi definitiva. Un screening negativo non azzera il rischio. Allo stesso modo, un cfDNA “alto rischio” non costituisce una diagnosi. Un risultato positivo o "sospetto" non significa assolutamente che esista un’anomalia dei cromosomi, bensì soltanto che un intervento diagnostico invasivo può essere preso in considerazione. In questi casi, è consigliabile una consulenza genetica dettagliata, per discutere ulteriori accertamenti e le diverse opzioni disponibili, per esempio, cosa fare in caso di un “no-call” al cfDNA, o come interpretare i risultati in caso di gemellarità e cfDNA.
Programmazione Sanitaria e Offerta dei Servizi
Le prestazioni per la tutela della maternità rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sono in esenzione ticket secondo calendari e condizioni definite, con codici “M” indicati sulle ricette dematerializzate. Tuttavia, l’offerta del NIPT (test del DNA fetale) tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) varia per Regione, sia per quanto riguarda l'universalità, i criteri di accesso, le fasce di rischio o i progetti pilota. In alternativa, il test è disponibile in intramoenia o tramite strutture private, dove in Italia non è gratuito, tranne in alcune regioni dove è stato inserito nei livelli essenziali di assistenza (Emilia Romagna, Valle d’Aosta).
Nella nostra Regione, per la diagnosi prenatale delle cromosomopatie, in particolare della trisomia 21, già da tempo viene offerta la determinazione del cariotipo fetale, mediante diagnostica invasiva (amniocentesi, villocentesi), alle donne di età avanzata. Dai dati del registro IMER (Rapporto annuale, 1993) si ricava che l’incidenza della sindrome di Down, nella Regione, è pari a 5,1 per 1000 nati nelle donne di età superiore o uguale a 35 anni e a 0,9 per 1000 nelle donne di età inferiore o uguale ai 35 anni. In base al numero dei nati/anno e alla distribuzione delle gestanti per età, si attendono annualmente 42 neonati affetti, di cui 20 in donne di età inferiore o uguale ai 35 anni e 22 in donne di età superiore o uguale ai 35.
L’influenza della diagnostica prenatale si fa evidente dal 1984, anno in cui si inizia ad osservare una riduzione dei nati con sindrome di Down. Dai dati del registro IMER emerge che il monitoraggio del comportamento riproduttivo (età materna e scelte riproduttive) nella nostra popolazione è necessario per le implicazioni sulla programmazione sanitaria. Dati regionali indicano che tutte le Aziende della Regione offrono la determinazione del cariotipo fetale, gratuitamente o con pagamento del ticket.
Negli ultimi anni, si è diffusa la proposta del tritest alle donne più giovani, come test di screening per la sindrome di Down. Tale test viene offerto in circa la metà delle aziende USL ed Ospedaliere della Regione, ma le modalità organizzative ed i criteri di valutazione del rischio, per l’offerta dell’esame diagnostico (amniocentesi), variano da Azienda ad Azienda. Questa politica sanitaria, pur non organica, (con soglie di età per l’accesso alla determinazione del cariotipo fetale diverse, parziale offerta del Tritest alle donne giovani, e non omogeneità nei criteri valutativi del tritest) comporta, nelle sole strutture pubbliche, nel 20% circa delle gravidanze la determinazione del cariotipo fetale. Nonostante ciò, si rileva la nascita di circa 20 nuovi casi di sindrome di Down ogni anno (dati del Registro IMER). Il risultato è discreto, in quanto rappresenta circa il 50% dei casi attesi, ma non sono chiare le risorse impiegate e la spesa complessiva. Se si limitano le amniocentesi alle gestanti di età uguale o superiore a 35 anni è possibile diagnosticare il 30% circa delle sindromi di Down attese, mentre selezionando mediante tritest le gestanti a rischio è possibile diagnosticare, nella stessa popolazione, dal 60 all’80% dei casi attesi.
Considerazioni per Gravidanze Successive e Consigli per i Genitori
Dopo una gravidanza con trisomia 21 “libera”, il rischio in una successiva gravidanza è circa dell'1% oltre al rischio legato all’età materna, o il maggiore fra i due. Se la trisomia 21 è dovuta a traslocazione Robertsoniana, è indicato il cariotipo dei genitori. Con genitori normali, il rischio residuo è in genere circa del 2-3%. Se un genitore è portatore, il rischio dipende dal sesso del portatore e dal cromosoma coinvolto: madre portatrice 10-15%, padre portatore ~1-3%.
Il consenso informato e la decisione condivisa sono pilastri fondamentali in tutto il percorso diagnostico prenatale. È di vitale importanza che le coppie ricevano informazioni complete e imparziali su tutti i test disponibili, i loro benefici, i limiti e le alternative, al fine di prendere decisioni consapevoli e personalizzate. Inoltre, la tutela dei dati genetici è una categoria speciale ai sensi del GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), e la sua protezione è cruciale.
La diagnosi post-natale nei neonati si basa sull’osservazione delle caratteristiche cliniche, di sintomi legati a patologie congenite già diagnosticate in gravidanza, di sintomi nuovi. Viene eseguito anche il test della conferma del cariotipo, per il numero dei cromosomi, e viene valutata la possibile coesistenza di altre patologie genetiche o congenite, non diagnosticabili nel periodo prenatale. Questo rende necessaria una presa in cura multidisciplinare.
Nel percorso di crescita, l’aspetto sociale e pedagogico riveste un ruolo essenziale. Convivere con la sindrome di Down oggi significa affrontare delle sfide ma anche scoprire risorse preziose. Molti bambini acquisiscono buone competenze linguistiche e mostrano continui progressi nell’apprendimento, grazie a una diagnosi precoce e a programmi sempre più su misura, sia educativi che riabilitativi. Anche le caratteristiche caratteriali e comportamentali sono variabili, dal momento che possono cambiare in relazione all’età e allo stato di salute generale del bambino, poi adulto. I genitori dei ragazzi con Trisomia 21 cercano di favorire l’inclusione sociale e l’autonomia dei propri figli anche attraverso opportunità di inserimento lavorativo, un ambito in cui la nostra società deve ancora compiere passi avanti, superando pregiudizi e mancanza di accoglienza. Organizzazioni come Genitore Informato si impegnano a supportare i futuri genitori attraverso guide, corsi e consulenze personalizzate per aiutarli a navigare il complesso mondo della genetica prenatale e del supporto post-natale.