Tribulus Terrestris per la Fertilità Femminile e il Concepimento: Evidenze e Prospettive

Il Tribulus terrestris è una delle piante fitoterapiche più apprezzate nella medicina naturale per i suoi effetti benefici sul sistema riproduttivo e urinario. Da secoli il tribulus terrestris viene impiegato nella medicina tradizionale cinese ed indiana con scopi diversi, ed è noto per ampi benefici fitoterapici per la salute femminile. Sebbene gran parte delle ricerche sul Tribulus terrestris abbia riguardato la sfera maschile, la scienza ha iniziato a indagare anche il ruolo di questa pianta nella salute riproduttiva femminile, rendendolo una scelta preziosa per il supporto della salute riproduttiva nelle donne.

Che Cos'è il Tribulus Terrestris?

Conosciuto fin dall’antichità come un afrodisiaco naturale, il Tribulus terrestris è una pianta (Tribulus terrestris L.) appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae. Cresce in molte regioni del mondo, anche in quelle a clima arido, grazie alla sua grande capacità di adattamento. In particolare, il tribulus terrestris cresce anche in Europa e in Australia nelle coste delle zone più calde, prediligendo i terreni sassosi. La pianta può raggiungere i 90 cm di altezza e presenta delle foglie pelose, dotate di peli argentati. Da aprile a ottobre, la pianta si veste di fiori gialli che lasciano rapidamente il posto a frutti molto spinati e simili alla croce di Malta. Il nome «tribulus» rimanda proprio a questo: deriva dal greco «tribolos» che indica un frutto spinoso a 3 punte, anche se il frutto del tribulus ne ha 5. Per i suoi frutti a forma di capsule spinose, la pianta ha dato il suo nome a un’arma utilizzata dall’esercito romano nell’Antichità: il tribulus. Se il tribulus è una pianta sorprendente botanicamente parlando, è anche una pianta medicinale utilizzata da millenni.

In India, è Charaka, un medico itinerante del I secolo e uno dei principali fondatori dell’ayurveda, che descrive per la prima volta le proprietà della pianta denominata «gokshura». Più tardi, il tribulus fu integrato nella medicina cinese, impiegato anche dalla medicina cinese per proteggere il fegato e il tratto urinario, grazie all’alto contenuto di potassio. In Europa, l’harmine, uno dei composti del tribulus, è stata isolata per la prima volta nel 1841. A partire dagli anni ’80, le ricerche sul tribulus si sono moltiplicate e il suo consumo si è sviluppato, contribuendo alla sua diffusione. Oggi il tribulus è principalmente conosciuto per la sua azione afrodisiaca e i suoi benefici sull’attività sessuale.

Le proprietà tonico-energizzanti del tribulus terrestris, stimolanti dell’attività sessuale e spermatogeniche, si possono ricondurre alla presenza di saponine steroidiche. In particolare, nei semi e nelle parti aeree della pianta c’è una elevata concentrazione di protodioscina. La protodioscina, una saponina simile all’ormone luteinizzante (LH), è il segreto dell’efficacia del Tribulus.

Pianta di Tribulus Terrestris

Il Meccanismo d'Azione del Tribulus Terrestris: L'Asse Ormonale e l'Ovulazione

Il Tribulus terrestris agisce attraverso l’interazione con il sistema endocrino, che è responsabile della regolazione della produzione ormonale. I saponini, che sono i principali componenti bioattivi dell’erba, in particolare il protodioscina, agiscono sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, via ormonale chiave. Stimolando l’asse ormonale, il tribulus supporta la regolazione naturale della secrezione ormonale nell’organismo, contribuendo a un migliore equilibrio ormonale.

Nella donna, il picco di LH è fondamentale per l’ovulazione: se il livello dell’ormone è insufficiente, l’ovulazione può essere ritardata o non avvenire. Il tribulus stimola la produzione dell’ormone luteinizzante (LH), che è un fattore chiave per la secrezione di testosterone nelle donne. Inoltre, l’erba è un modulatore naturale dei livelli di estrogeni, sostenendo un equilibrio salutare tra i due ormoni. Si ritiene che il tribulus stimoli l’ipofisi, aiutando a riportare gli ormoni del corpo in un ritmo più stabile. Questa erba è associata a proprietà adattogene, che aiutano l’adattamento allo stress, un fattore chiave per la salute ormonale. Attraverso i legami ormonali che controlla, l’erba regola il ciclo mestruale e può alleviare i sintomi della mestruazione irregolare e quelli postmenopausali.

Asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e Tribulus

Evidenze Scientifiche e Benefici Specifici per la Fertilità Femminile

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, molte donne riportano un miglioramento nei sintomi correlati agli ormoni, utilizzando tribulus terrestris. Gli studi clinici mostrano che il tribulus può aiutare a migliorare il desiderio sessuale, l’equilibrio ormonale e la funzione riproduttiva, soprattutto nelle donne con squilibrio ormonale o disfunzione sessuale.

Regolazione del Ciclo Mestruale e Supporto all'Ovulazione

Uno studio clinico significativo ha coinvolto 36 donne con ovulazione irregolare. Alle partecipanti è stato somministrato un integratore a base di Tribulus terrestris per un periodo di 2-3 mesi, concentrando l'assunzione tra il 5° e il 14° giorno del ciclo mestruale. Gli studi, inoltre, mostrano possibili benefici per la regolazione del ciclo mestruale e il supporto dell’ovulazione. Il Tribulus terrestris può migliorare l’equilibrio ormonale, stimolando l’attività ormonale nel sistema endocrino. Questo lo rende adatto per donne che combattono con ciclo irregolare, in perimenopausa o con altri disturbi correlati agli ormoni.

Cisti Ovariche e Salute Ovarica

Un ulteriore studio preclinico, su modello animale, ha osservato la capacità del Tribulus di contribuire alla risoluzione delle cisti ovariche nei ratti femmina (Dehghan, A., Esfandiari, A., & Bigdeli, S. M., 2012). Questo suggerisce un potenziale ruolo del Tribulus nella modulazione della salute ovarica. Le proprietà adattogene dell’erba aiutano a ridurre lo stress accumulato, cosa che può riflettersi direttamente anche sulle funzioni riproduttive della donna.

Miglioramento del Desiderio Sessuale e della Soddisfazione

Il miglioramento della libido osservato è legato proprio al ruolo dell’ormone luteinizzante (LH), che stimola l’istinto riproduttivo. Libera nuove energie e aumenta il desiderio sessuale: è il Tribulus terrestris, un rimedio fitoterapico dalle proprietà afrodisiache. Tribulus terrestris aiuta a stimolare il desiderio sessuale e la soddisfazione della vita sessuale nelle donne. Stimolando la secrezione di testosterone entro limiti normali, il tribulus ha un effetto positivo sul desiderio sessuale e sull’eccitazione. Gli studi dimostrano che effettivamente, il tribulus migliora il basso desiderio sessuale supportando l’equilibrio ormonale e aumentando il desiderio. In due studi su 76 donne con desiderio sessuale ridotto, l’assunzione di 750 mg/die di tribulus per un massimo di 4 mesi ha migliorato la libido, l’orgasmo e la soddisfazione sessuale. Rispetto ai valori basali (a inizio trattamento), si è registrato un aumento significativo di desiderio, eccitazione, orgasmo, soddisfazione e punteggio totale per l’indice della funzione sessuale femminile. I ginecologi riconoscono i potenziali effetti del Tribulus terrestris, soprattutto nelle donne con desiderio sessuale ridotto, lieve squilibrio ormonale o mestruazione irregolare. Mentre la medicina moderna si affida agli ormoni sintetici, alcuni esperti considerano il tribulus una buona alternativa naturale.

Gestione dello Stress e Supporto Energetico

Le proprietà adattogene dell’erba, apprezzate in particolare dai fitoterapeuti, aiutano il corpo a gestire lo stress, che è un fattore chiave per la salute ormonale. Regolando la funzione delle ghiandole surrenali e il controllo dello stress, il tribulus riduce la fatica e aumenta la resistenza, contribuendo a ridurre la stanchezza nella vita quotidiana impegnativa. Uno dei principali vantaggi dell’erba è che supporta la resistenza fisica e aumenta l’energia, senza aumentare inutilmente i fabbisogni energetici del corpo. Inoltre, ci sono dati che supportano un effetto sul metabolismo, che può aiutare il tono generale. Questa è una funzione molto utile della pianta, da cui possono beneficiare donne che sono fisicamente attive o che sperimentano bassi livelli di energia a causa di squilibrio ormonale o stress cronico. Ci sono indicazioni che Tribulus terrestris migliori l’assunzione di ossigeno del corpo, cosa che è importante per le prestazioni sportive e il tono generale. A livello mondiale è noto che il tribulus è usato anche per il sostegno della salute riproduttiva, sia nelle donne che negli uomini. Tribulus terrestris offre un’alternativa naturale ai trattamenti ormonali sintetici, soprattutto durante la menopausa o periodi di oscillazioni ormonali. È anche benefico per il sistema nervoso; la sua azione ormonale contribuisce in larga misura al benessere mentale. Infatti, l’estrogeno e il testosterone influenzano il comportamento e l’umore.

TRIBULUS TERRESTRIS a cosa serve?

Utilizzo del Tribulus Terrestris: Dosaggio, Qualità e Precauzioni

L’uso di Tribulus terrestris è sconsigliato in gravidanza e allattamento. È fondamentale adottare un approccio cauto e informato all'integrazione di Tribulus terrestris, specialmente in relazione alla fertilità femminile e al concepimento.

Dosi Raccomandate e Modalità d'Assunzione

Il dosaggio nelle donne è determinato in base alle esigenze individuali e all’effetto cercato. È importante utilizzare le dosi giornaliere raccomandate e non abusarne per evitare effetti indesiderati. La durata dell’assunzione dipende dal tipo di trattamento e dalle esigenze della donna. Se si mira a un effetto a breve termine e rapido, l’assunzione di Tribulus terrestris può durare tra 4-6 settimane, diversamente nei casi in cui si cerca un effetto a lungo termine. È preferibile effettuare delle cure di 20 giorni, ciascuna separate da una pausa di 2 settimane. I primi effetti si avvertono dopo 3-4 giorni. Le assunzioni devono avvenire a mezzogiorno o nel pomeriggio piuttosto che la sera, e si assumono 2 volte nel corso della giornata.

Se non sei sicura della dose precisa e della durata dell’assunzione, è consigliabile consultare il tuo medico specialista, per sapere se assumere l’erba prima o dopo i pasti, e prima di interrompere o prolungare il trattamento. La costanza è l’elemento chiave per ottenere i risultati desiderati. Assumi le tinture vegetali o gli integratori alimentari alla stessa ora ogni giorno, per creare una routine.

Qualità e Certificazione dei Prodotti

Per i consumatori online ci sono centinaia di negozi online di integratori e erbe che offrono una vasta varietà di tribulus per donne. È però importante la qualità e la buona certificazione dell’integratore. Il tribulus italiano è considerato uno dei migliori e con i migliori effetti in tutto il mondo. Tutti i prodotti di aziende affidabili sono certificati secondo standard internazionali come il GMP (Good Manufacturing Practice) e hanno superato ogni livello di controllo qualità. Se si vuole sperimentare gli effetti di questo integratore, ricordate che la protodioscina costituisce circa il 45% dell'estratto ottenuto dalle parti aeree del Tribulus terrestris, un indicatore di qualità dell'estratto.

Stile di Vita Complementare

Un ulteriore vantaggio per il benessere generale e per supportare la fertilità è una buona idratazione del corpo, un sonno ottimale e il mantenimento di una dieta bilanciata. Un approccio simile può influenzare indirettamente anche il rafforzamento del sistema immunitario.

Controindicazioni Assolute e Effetti Collaterali Potenziali

Ci sono determinate situazioni in cui non è consigliabile utilizzare il tribulus per donne. Poiché non ci sono ancora prove della sicurezza dell’erba su donne in gravidanza e in allattamento, gli scienziati raccomandano che venga evitata da questo gruppo di persone. Altrimenti, potrebbe verificarsi uno squilibrio ormonale e reazioni avverse indesiderate durante questo periodo, dato il suo passaggio attraverso la placenta e il latte materno. Non va preso dai bambini e dai pazienti immunodepressi.

Le donne con problemi ormonali dovrebbero anch’esse evitare l’uso di tribulus terrestris, perché l’erba stimola le vie androgena ed estrogenica, cosa che può essere dannosa, soprattutto se hanno carcinoma mammario o altre patologie.

In alcune persone l’uso del tribulus può portare a effetti collaterali indesiderati legati al sistema gastrointestinale, come diarrea, vomito, dolori addominali e altri. Insonnia e cambiamenti d’umore possono verificarsi in persone che usano tribulus oltre i limiti consentiti. A causa delle modifiche nei percorsi ormonali, possono comparire acne, pelle grassa e altro.

Interazioni farmacologiche potenziali possono verificarsi a causa dei meccanismi farmacodinamici e farmacocinetici che i farmaci manifestano interagendo con il tribulus per donne. Farmaci comprovati che interagiscono con il tribulus includono antipertensivi, anticoagulanti e immunosoppressori. Anche con integratori alimentari e tinture a base di erbe, possono verificarsi interazioni simili. Il tribulus è una pianta sicura; alle dosi raccomandate, il tribulus non presenta alcun effetto collaterale, aldilà degli onnipresenti disturbi di carattere gastro-intestinale che possono manifestarsi nei soggetti sensibili.

Un caso clinico interessante riguarda un atleta di sesso maschile di 21 anni che, a seguito dell’assunzione di Tribulus, ha sviluppato una ginecomastia, ossia lo sviluppo delle mammelle, e un'alterazione del profilo ormonale (riduzione dei livelli di FSH, di LH e di testosterone con livelli normali di prolattina, estradiolo e progesterone); tale alterazione si è risolta solo dopo che il ragazzo ha sospeso l'assunzione del Tribulus terrestris (Jameel JK, Kneeshaw PJ, Rao VS, Drew PJ. Gynaecomastia and the plant product "Tribulus terrestris". Breast.). Questo evidenzia la sua capacità di influenzare il sistema ormonale e la necessità di cautela.

Limiti della Ricerca e Bisogno di Ulteriori Studi

Tutte queste proprietà del Tribulus sono tuttavia il frutto di una letteratura ancora limitata, povera di studi clinici, quindi non conclusiva. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, molte donne riportano un miglioramento nei sintomi correlati agli ormoni, utilizzando tribulus terrestris. Tuttavia sono necessarie ricerche più ampie e a lungo termine, per confermare completamente la sicurezza e l’efficacia del suo utilizzo. I numerosi effetti positivi del tribulus terrestris non significano che l’integratore sia una soluzione universale per tutti i problemi.

È improbabile che il Tribulus terrestris aumenti i livelli di testosterone in uomini o donne sani con livelli normali di ormoni sessuali. Molti autori fanno notare che buona parte degli studi concordi nell'attribuire a questa pianta importanti effetti salutistici, è stata condotta su soggetti con valori iniziali di testosterone medio-bassi. Sicuramente quello del tribulus terrestris, così come quello di molti altri integratori è un business redditizio, che funziona alla perfezione, e gli studi, quelli veri, parlano da soli. Come con qualsiasi integratore alimentare o tintura a base di erbe, le reazioni individuali possono variare ed è estremamente importante consultare uno specialista medico prima dell’uso.

Il Tribulus Terrestris nel Contesto Più Ampio della Fertilità: Confronti e Prospettive

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) definisce l’infertilità una patologia in crescita che colpisce il 15% delle coppie italiane. Età, stili di vita e fattori ambientali sono considerati gli attori principali del fenomeno. Le regole di una vita sana valgono sempre e anche in questo caso: mangiare in maniera sana, fare attività fisica e allontanare lo stress sono i primi consigli utili per chi è in attesa che arrivi la cicogna. La fitoterapia può affiancarsi e sostenere la preparazione al concepimento e l’affiancamento a un percorso di procreazione medicalmente assistita. La fitoterapia rappresenta un’opzione delicata, ma potente, per accompagnare le donne in un percorso di riequilibrio ormonale e fertilità. Integrare questi strumenti con uno stile di vita sano, una corretta alimentazione, una buona gestione dello stress e un supporto psicologico può fare la differenza nel sostenere la fisiologia del concepimento in modo naturale, rispettoso e profondo.

Ruolo Tradizionale e Moderno nel Maschio

Nel maschio l’LH stimola nel testicolo la spermatogenesi e la secrezione di testosterone: questo spiega l’impiego tradizionale nei casi di fertilità o impotenza. L’attività tonico-stimolante dell’arbusto lo rende apprezzato anche da chi frequenta assiduamente le palestre. Gli integratori di Tribulus vengono dunque consigliati per favorire la libido e trattare, seppur senza conferme scientifiche sull’efficacia, alcune forme di calo del desiderio e soprattutto di disfunzione erettile. In più sono spesso indicati agli sportivi che vogliono migliorare le loro performance.

La proprietà più importante del tribulus terrestris è tuttavia legata alla sua presunta azione stimolante sulla produzione di ormoni androgeni. Tali ormoni, tipici dell'uomo ma importantissimi anche per l'organismo femminile, regolano la libido, i caratteri sessuali e lo sviluppo muscolare. Intorno alla metà degli anni '90 tali proprietà furono sostenute e valorizzate da un gruppo di atleti olimpici dell'est europeo (soprattutto di origine bulgara e russa). Proprio da questi Paesi provengono i più importanti studi che mettono in risalto le proprietà ormonostimolanti di questa pianta. I semi del tribulus terrestris sono infatti ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di testosterone, diidrotestosterone, ormone luteinizzante (LH), deidroepiandrosterone (DHEA), deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido nell'animale da esperimento e nell'uomo (Gauthaman K. et al.). La conferma dell'ipotesi secondo cui gli estratti di questa pianta sarebbero utili nel trattamento delle disfunzioni erettili arriverebbe invece da un altro studio. In uno studio di 12 settimane su 172 uomini con disfunzione erettile e desiderio sessuale ridotto, il Tribulus terrestris (1.500 mg/die suddivisi in 3 dosi) ha migliorato la soddisfazione sessuale. In un altro studio, 70 uomini con disfunzione erettile e carenza androgena parziale hanno assunto 750 mg di Tribulus terrestris al giorno (suddivisi in 3 dosi uguali) per 3 mesi. In un altro studio pilota, 30 uomini con manifestazioni di deficit parziale di androgeni, disfunzione erettile e bassa libido hanno assunto 750 mg/die di Tribulus terrestris (in 3 dosi divise) per 3 mesi (6). Sono stati osservati aumenti significativi rispetto ai valori basali per il testosterone e il testosterone libero. Anche la funzionalità erettile è migliorata.

Tuttavia, uno studio su soggetti sani e giovani a cui è stato somministrato un "cocktail" di integratori con diversi precursori del testosterone, incluso il Tribulus, non ha mostrato un incremento significativo del testosterone (Brown GA et al. Int J Sport Nutr Exerc Metab 200; 10:340-59). Durante un'altra ricerca in cui veniva somministrato unicamente il Tribulus non si sono registrati aumenti della massa magra, diminuzione del tessuto adiposo e la performance sportiva dei soggetti studiati non è migliorata (Antonio J et al.). Ulteriori studi hanno dimostrato che il tribulus terrestris non aumenta la secrezione di LH in giovani uomini (età compresa tra i 20 ed i 36 anni). Dosi di 10mg/kg e 20mg/kg di tribulus terrestris al giorno per 4 settimane non hanno prodotto alcuna significativa differenza né di testosterone, né di androstenedione, né di LH (V. K. Neychev and V. I. Mitev (2005). "The aphrodisiac herb Tribulus terrestris does not influence the androgen production in young men". Journal of Ethnopharmacology 101 (1-3): 319-323). In uno studio su 15 pugili maschi, la somministrazione di Tribulus terrestris (1250 mg/die, >40% di saponine) non ha prodotto alcun effetto sul testosterone plasmatico, sulla massa muscolare e sul diidrotestosterone. In uno studio RCT su 30 maschi sani addestrati al CrossFit ®, 770 mg di Tribulus terrestris al giorno per 6 settimane hanno aumentato le prestazioni soltanto nell’esercizio "panca piana", senza elevare la performance complessiva. Tuttavia, hanno aumentato i livelli di testosterone, con una tendenza a migliorare il rapporto testosterone/cortisolo.

Il Tribulus è un anabolizzante naturale, cioè favorisce la costruzione dei tessuti e l’aumento della massa muscolare. Questa attività è strettamente legata alle proprietà ormonali del tribulus. Stimolando la secrezione dell’ormone luteinizzante, le saponine agiscono sul livello di testosterone. Inoltre, il testosterone migliora il recupero dopo uno sforzo fisico e accentua il rilascio dei grassi.

Proprietà del Tribulus Terrestris

Altri Integratori e Approcci Complementari per la Fertilità

Una recensione (“Female infertility and Herbal Medicine: An Overview of the New Findings”) (1), un’opera di ricercatori iraniani, uscita su Food Science & Nutrition, sostiene l’efficacia potenziale della fitoterapia nell’infertilità femminile ricorrendo a piante ed estratti selezionati, ricchi di particolari composti polifenolici, come isoflavoni e flavonoidi, e multivitaminici. Un totale di 128 articoli estrapolati da diverse banche dati sono stati materia di indagine per arrivare a definire il potenziale impatto di piante naturali nell’approccio all’infertilità femminile, nel 50% dei casi responsabili dell’incapacità di procreazione nella coppia. Le prove attesterebbero che piante con effetti fitoestrogenici, antiossidanti, vitamina del gruppo B, vitamina D, acidi grassi e altri micronutrienti sarebbero in grado di agire positivamente su alcune problematiche femminili, quali la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’insufficienza ovarica prematura (POF), l’endometriosi, l’iperprolattinemia e la disfunzione ipotalamica, spesso alla base e/o causa di infertilità. Tali composti potrebbero potenzialmente efficaci sia in monoterapia sia in combinazione con altri trattamenti, rappresentando quindi un supporto, fino all’alternativa a farmaci di sintesi. La fitoterapia svolgerebbe un’azione multidirezionale sulle cause che inducono infertilità, ovvero attraverso l’amplificazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (asse HPG) e l’interazione con i recettori degli estrogeni (α e β), nella prevenzione di malattie di diversa origine (batteriche, virali, fungine) contratte per via sessuale e di alcune reazioni infiammatorie, ipersensibilità, disturbi autoimmuni. Infine, un pool di piante contenenti gli elementi sopra citati potrebbe predisporre un terreno fertile o comunque contribuire a regolare l’ovulazione, l’impianto, la tolleranza dell’embrione uterino e la maturità fetale.

Tra le piante prese in considerazione vi sono Moringa oleifera, Cassia alata, Crocus sativus e Yucca shidigera [Gildas et al., 2017]. Una revisione della letteratura sulla fitoterapia dell’infertilità femminile curata dall’Università di Tehran riporta anche altre piante che hanno un’azione di sostegno uterino e ovarico e di stimolo della funzione ormonale connessa alla capacità riproduttiva: la cannella (Cinnamomum verum), il Vitex agnus castus, il Melograno, la Withania e la Maca (Lepidium meyenii) [Kashani et al., 2017]. Altre piante da tenere in considerazione per questa delicata tematica sono il Tribulus terrestris, il Panax ginseng e il Ginkgo biloba, tutti tenuti in considerazione assieme a diverse altre piante in un’altra revisione della letteratura pubblicata nel 2009 sull’importante rivista Andrology [Nantia et al., 2009].

Piante Specifiche con Azione sulla Fertilità

Lo studio cinese seleziona 11 piante che più di altre potrebbero essere efficaci al contrasto di fenomeno di infertilità, ciascuna con una o più specifiche azioni:

  • Estratto di Melograno: I fitoestrogeni contenuti possono da un lato aiutare a controllare i sintomi della PCOS, dall’altro aumentare la produzione di muco, fino ad avviare meccanismi antinfiammatori, a favore anche di maggior successo dell’impianto.
  • Matricaria Chamomilla: Genericamentenota come camomilla, potrebbe avere un ruolo nella modulazione della secrezione di prolattina agendo sui recettori della dopamina, almeno stando alle evidenze di un piccolo studio randomizzato e controllato condotto su 56 donne con iperprolattinemia idiopatica.
  • Vitex Agnus Castus: Più specificatamente gli isoflavoni in essa contenuti, contribuirebbero a ridurre il rilascio degli ormoni prolattina e il FSH con una azione benefica sull’asse HPG.
  • Withania Somnifera (Ashwagandha): Sarebbe efficace nel trattamento di donne con problemi di concepimento. Una review indiana, per quanto riguarda l’effetto della Withania nella cura dell’infertilità femminile, riporta un effetto di ribilanciamento ormonale e di sostegno della funzionalità dell’apparato riproduttivo con effetto tonico a livello uterino [Kashani et al., 2017]. La Withania emerge quindi come un rimedio tonico adattogeno utile sia nella gestione dello stress che nel sostegno della sessualità e quindi della fertilità maschile soprattutto e femminile.
  • Trifoglio Rosso: È ricco di composti fitoestrogenici, questi sarebbero in grado di simulare la produzione di ormoni.
  • Camelia Sinensis (Tè Verde): La sua azione, secondo alcuni studi di letteratura, sarebbe mirata al ripristino della secrezione e alla concentrazione di ormoni sessuali, prevalentemente LH, FSH, estradiolo e testosterone, con evidenti ricadute sul miglioramento delle possibilità e tassi di impianto.
  • Phoenix Dactylifera (Palma da Dattero): Favorisce potenza e piacere sessuale e migliora la fertilità femminile. Tali azioni sarebbero riferibili soprattutto alle saponine e all’impatto sul flusso sanguigno verso il sistema riproduttivo femminile, attraverso la liberazione di ossido nitrico (NO) e, dunque la stimolazione dell’asse HPG. Inoltre, in caso di PCOS i composti estrogeno-simili, ridurrebbero il rapporto LH-FSH e il numero di follicoli cistici, modulerebbero favorevolmente la sintesi di estrogeni e androgeni con un aumento del numero di follicoli secondari e antrali. Non ultimo, i composti estrogenici contribuirebbero al controllo della degenerazione del tessuto endometriale, così come delle chiazze necrotiche e dell’iperplasia delle ghiandole endometriali.
  • Cinnamomum Cassia e Cinnamomum Verum: Questi due composti sarebbero in grado di inibire le contrazioni uterine spontanee, potenzialmente anche la secrezione di estrogeni, come anche di agire preventivamente sul rischio di endometriosi grazie a effetti antiossidanti e antinfiammatori. Non ultimo, da alcuni studi si evincerebbe la capacità del Cinnamomum di modulare l’asse HPG, di aumenta la secrezione degli ormoni gonado-tropinici (GnRH), a favore della produzione di noradrenalina e di NO tramite l’azione di specifici composti come ad esempio il delta-cadinene.
  • Finocchio: I suoi composti influenzerebbero positivamente la modulazione delle vie della steroidogenesi.
  • Estratto di Nigella Sativa: Svolgerebbe una azione di upregolazione dell’espressione dell’mRNA di geni (Dnmt1 e Hdac1) su base epigenetica e di derivazione materna (Mapk e Cdk1). Tali geni a loro volta avrebbero effetti benefici sulla riduzione dei ROS, cioè dei radicali liberi responsabili dello stress ossidativo, sia sulla riduzione/soppressione della secrezione di LH ed estrogeni, a favore di un aumento dei livelli di FSH. Tali meccanismi impatterebbero soprattutto sul miglioramento del PCOS.
  • Liquirizia: Stimola l’attività dell’aromatasi e degli enzimi 5α- e 5β-reduttasi, implicati nella sintesi e nel metabolismo di androgeni ed estrogeni. L’impiego della liquerizia potrebbe essere ugualmente vantaggioso nella PCOS, in relazione all’azione di fitoestrogeni che inducono l’aromatasi e dalla capacità di inibire 17HSD, azione che contribuiscono al processo di sintesi.

Altri Integratori Utili per la Fertilità

  • Maca Peruviana: Nasce a 4.000 metri sulle Ande questo prezioso tubero che condensa molti aminoacidi amici della fertilità. Nella donna migliora la follicologenesi, la riserva ovarica in donne mature, lo sprint verso la sessualità, la qualità dell’ovulazione. Negli uomini migliora la corsa degli spermatozoi lenti e la loro resistenza anche nel laboratorio della fecondazione in vitro. L’utilizzo richiede attenzione nelle patologie tiroidee ma la pianta non ha effetti collaterali noti. Per migliorare la libido e accentuare l’azione afrodisiaca del tribulus, può essere interessante associarlo alla maca (Lepidium Meyenii). Questo tubero aumenta l’energia sessuale, la funzione erettile, migliora la fertilità e facilita l’ovulazione.
  • Vitamine del gruppo B: Sono particolarmente importanti per la fertilità. Spesso chi fuma, beve o vive un periodo di grande stress ne è carente. Una carenza di vitamina B1, ad esempio, può portare ad una mancata ovulazione, la B2 è associata addirittura alla sterilità mentre la B12 è di fondamentale importanza per sintetizzare il DNA e l’RNA. Non superare le dosi giornaliere consigliate.
  • Magnesio: È un minerale essenziale per il nostro organismo dato che partecipa ad oltre 300 processi metabolici. Risulta fondamentale anche nel momento in cui si vuole avere un bambino dato che una sua carenza è associata al rischio di infertilità e aborto.
  • Vitamina E: È molto importante ai fini della fertilità sia maschile che femminile.
  • Vitamina C: È un potente antiossidante e può aiutare la fertilità sia femminile che maschile. Di solito a questo scopo si consigliano dosi abbastanza alte di questa sostanza, ma chiedete sempre consiglio al vostro medico.
  • Olio di Enotera: Può aiutare la fertilità femminile. Non superare le dosi consigliate.
  • Damiana: È un’erba dal potere afrodisiaco che, per quanto riguarda gli uomini, è in grado di stimolare la produzione di testosterone bilanciando al meglio la situazione ormonale.
  • Catuaba: È un rimedio naturale tonico e rinvigorente, tipico degli Indios sudamericani, che vanta proprietà afrodisiache e viene utilizzato per trattare problemi di calo del desiderio e infertilità.
  • Ginseng: Conosciuto per le sue doti energizzanti e tonificanti, sembra possa aiutare la fertilità e soprattutto quella maschile. In presenza di cardiovasculopatie e/o ipertensione consultare il Medico prima di assumere prodotti contenenti Ginseng.
  • Picnogenolo: Dalla corteccia del Pino Marittimo si estrae questo eccellente rimedio contro l’endometriosi che affianca le donne nel contrastare l’avanzata della malattia. Il picnogenolo può essere utilizzato durante l’uso della pillola contraccettiva o associato ad altre cure per l’endometriosi ma soprattutto viene utilizzato quando la donna, finite le terapie che controllano l’endometriosi, viene lasciata libera di cercare la gravidanza. Questo fitoterapico previene le recidive di malattia ed esalta la fertilità femminile, e riduce il dolore mestruale.
  • Camu Camu: È il vegetale con il maggior contenuto di vitamina C, superiore a ogni agrume e alla rosa canina. Ma contiene anche riboflavina, niacina, ferro e fosforo. È il vegetale che sostiene i cicli di fecondazione con scarsa risposta ovulatoria, in cui la donna ottiene una risposta ovulatoria povera nonostante la terapia ormonale. È ottimo se associato all’ormone bioidentico DHEA: insieme rigenerano la riserva degli ovociti con un forte effetto antiaging ovarico.
  • Dracontium Lorentense: Sorprendente l’effetto antiossidante di questa pianta che una volta era utilizzata per resistere e sopravvivere al morso di serpente. È un rivitalizzante cellulare a intensa attività, ricca di zinco e di vitamine che possono rilanciare la corsa rallentata degli spermatozoi. Ottima per uomini stressati, superlavoratori, che hanno iniziato tardi la ricerca della paternità. Al femminile è declinata alle donne più mature, che cercano gravidanza dopo i 35 anni, età in cui le ovulazioni perdono smalto e qualità.

Micoterapia per la Fertilità

I funghi più adatti per chi non riesce ad avere figli sono il Cordyceps e il Reishi. Il Cordyceps grazie a una sostanza unica in natura, che si chiama cordycepina, nelle donne stimola le ovaie, esattamente come fa l’ipofisi, la ghiandola posta nel cervello. Aumenta anche l’ossigenazione dell’apparato sessuale. Anche il Reishi aumenta la produzione di ormoni femminili estrogeni e progesterone, la sensibilità dell’apparato genitale all’azione di questi ormoni, la circolazione sanguigna e l’energia nell’apparato sessuale e in tutto l’organismo. Per questo è un grande alleato della fertilità, oltre che della vita sessuale in generale. Cordyceps inoltre anche nell’uomo aumenta notevolmente le funzioni dell’apparato riproduttivo e la qualità del seme. Alcuni ricercatori hanno dimostrato, attraverso ricerche sia sperimentali sia cliniche su pazienti che la somministrazione di Reishi e di Cordyceps ha migliorato la fertilità sia della donna che dell’uomo. In sintesi Reishi e Cordyceps, aumentano in modo equilibrato gli ormoni carenti, favorendo la fertilità e il concepimento. Insieme promuovono il corretto funzionamento sia dell’apparato sessuale maschile sia di quello femminile. Fra l’altro, questi due funghi accrescono anche la libido e l’energia, favorendo i rapporti intimi, oltre a svolgere tantissime altre funzioni utili per la fertilità e per la salute in generale. Per esempio, nella donna combattono le irregolarità mestruali, che possono rendere più complessa la fecondazione.

TRIBULUS TERRESTRIS a cosa serve?

Il Ruolo di Micronutrienti Essenziali

Da non dimenticare infine anche il ruolo sempre più studiato degli antiossidanti, degli acidi grassi essenziali e di alcuni nutraceutici come l’arginina nel sostegno alla fertilità sia maschile che femminile. Una rassegna ha evidenziato che la carenza di selenio e delle selenoproteine è associata a problemi dell’apparato riproduttivo femminile come infertilità, preeclampsia, aborto, parto prematuro, scarso sviluppo fetale, diabete gestazionale e colestasi ostetrica. Tuttavia, questo studio ha messo in evidenza soprattutto i principali fattori che possono influenzare l’infertilità maschile e il ruolo del selenio e delle selenoproteine nella spermatogenesi. È stato anche discusso il meccanismo molecolare del trasporto del selenio e i suoi effetti protettivi sullo stress ossidativo, l’apoptosi e l’infiammazione. Il selenio ha una funzione cruciale nella formazione e nella crescita degli spermatozoi e la sua carenza colpisce la spermatogenesi. A causa dei loro inadeguati sistemi antiossidanti, gli spermatozoi sono particolarmente vulnerabili all’azione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS), che può causare una bassa qualità dello sperma e infertilità. Il Selenio è richiesto anche nella biosintesi del testosterone, il quale è essenziale per la riproduzione sia maschile che femminile.

L'Importanza del Microbiota

Il microbiota umano è oggi definito come un insieme di microrganismi che vivono e interagiscono con il corpo umano (2). Poiché i microrganismi colonizzano vari distretti, come la pelle, le mucose, il tratto gastrointestinale, il tratto respiratorio e il tratto urogenitale, formando un ecosistema complesso che si adatta alle condizioni ambientali di ciascun sito, si parla oggi in maniera più specifica di microbioti e non di microbiota (2). La concentrazione più elevata di microrganismi si trova nell’intestino (3). Il microbiota intestinale, ad oggi il più studiato tra i microbioti, svolge un ruolo fondamentale nei processi digestivi, nella sintesi di vitamine, nell’assorbimento dei nutrienti e contribuisce alla protezione contro gli agenti patogeni, migliorando la risposta del sistema immunitario. Inoltre, ha un impatto anche su organi e distretti distanti dall’intestino, tra cui l’apparato riproduttivo (4). Numerose ricerche hanno confermato la presenza di microrganismi nell’apparato riproduttivo femminile e maschile. Il microbiota svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio e nella salute dell’apparato riproduttivo.

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