"Tre Uomini e Una Culla": Il Classico Cinematografico Rivive con Brio sul Palcoscenico

La celebre commedia di Coline Serreau, una narrazione che ha conquistato il pubblico cinematografico negli anni ottanta, ritrova vita e vivacità nello spettacolo teatrale riadattato dalla stessa autrice. Un’opera che, pur mantenendo intatto lo spirito originale, si arricchisce di nuove sfumature e interpretazioni, approdando per la prima volta sui palcoscenici italiani grazie a un nuovo adattamento teatrale firmato da Coline Serreau stessa, affiancata da Samuel Tasinaje. La traduzione della versione italiana è stata curata da Marco Maria Casazza.

Il film francese del 1985, scritto e diretto da Coline Serreau, “Tre uomini e una culla” è una di quelle pellicole che non possono essere tralasciate in un elenco di commedie protagoniste di quegli anni. Un successo strepitoso che arrivò a sfiorare il premio Oscar come miglior film straniero. Sebbene negli ultimi anni la sua presenza in televisione si sia ridotta, finendo per perdersi tra le nuove generazioni, a riportarla in auge è arrivato un sequel prodotto da Netflix e, in modo ancora più significativo, l'adattamento teatrale curato dalla stessa mente creativa. Questa trasposizione per il teatro, risalente a due anni dopo il successo cinematografico, ha riscosso la stessa felice accoglienza da parte del pubblico, dimostrando l'universalità e la freschezza della sua trama e dei suoi personaggi. La versione italiana dello spettacolo è stata accolta con grande entusiasmo, come testimonia la rappresentazione che ha ricevuto il Premio Camera di Commercio delle riviere liguri della 55esima edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, un riconoscimento destinato ogni anno alla rappresentazione di maggior successo.

La Trama: Un Arrivo Inatteso e una Vita Sconvolta

La storia è universalmente conosciuta e profondamente intrisa di elementi che toccano le corde dell'umorismo e della tenerezza umana. Tre scapoli impenitenti, Pierre, Jacques e Michel, giovani scapoloni che dividono lo stesso appartamento nel centro di Parigi. Vivono in un grande e lussuoso spazio, un contesto che fa da sfondo alla loro esistenza goliardica, scandita da feste e bagordi. I tre 'single d’oro', interpretati da Attilio Fontana, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta, occupano il loro tempo libero organizzando frequenti festini rumorosi e allegri, cene e incontri galanti, che spesso generano le ire del vicino del piano di sotto.

Locandina dello spettacolo teatrale Tre Uomini e Una Culla

La loro routine spensierata viene però interrotta bruscamente e in modo del tutto inatteso dall’arrivo di una neonata. La bambina, di nome Marie, è figlia di Jacques, il quale è temporaneamente assente per lavoro. In una di queste serate, un amico di Jacques, di nome Paul, prega quest'ultimo di poter far arrivare alla loro abitazione un pacchetto importante. Jacques, steward dell’Air France e un noto donnaiolo, uno scapolo con la "S" maiuscola, sciupafemmine che a stento ricorda i nomi delle donne con cui sta e che ama il suo lavoro proprio per le innumerevoli occasioni che gli offre, dimentica di informare i coinquilini e parte per un lungo viaggio di lavoro che lo terrà lontano da casa per tre settimane. Raggiunto l’aeroporto in vista della sua partenza per la Thailandia, Jacques telefona ai due amici avvertendoli che è in arrivo presso la loro abitazione il pacco che essi dovranno conservare in attesa che venga ritirato.

La grande sorpresa per i due amici si manifesta quando, poco dopo, si vedono recapitare un carrozzino contenente una bambina e una lettera. La lettera, scritta da una certa Sylvia, che è stata amante di Jacques per una notte, confessa di essere la madre della piccola Marie e chiede di tenerla per un periodo di tempo non potendolo fare lei, in quanto in partenza per motivi di lavoro negli Stati Uniti. I due, Pierre e Michel, sono presi da sgomento e rabbia nei confronti dell’amico, credendo inizialmente che il carrozzino sia il "pacco" di cui aveva parlato Jacques. La loro esclamazione, “l’ha chiamata pacco!”, rivela l'indignazione iniziale di fronte a questo "dono" inaspettato. Nonostante lo shock, non possono fare altro che rassegnarsi a prendersi cura della piccola. Pur non avendo alcuna esperienza in merito, dovranno fare di necessità virtù, trasformandosi in improvvisati papà.

Tra Pannolini e Equivoci: Il Lato Thriller della Commedia

Da questo inatteso evento, in cui due uomini si trovano alle prese con la più grossa delle responsabilità - quella di diventare genitori - inizia una serie di gag esilaranti. I due amici, completamente digiuni di pratiche genitoriali, si trovano a dover gestire biberon e pannolini, un’impresa che si rivela ben più ardua del previsto. La gag dei “2 papà” che scendono in farmacia per comprare tutto l’occorrente diventa un vero e proprio esame con la dottoressa dietro il bancone, generando discussioni con una logorroica e eccessivamente precisa farmacista. Questi primi momenti di panico, tuttavia, vengono mitigati grazie all’aiuto di alcune figure femminili, tra cui la portiera e la farmacista, che con i loro consigli e il loro supporto, li guidano nei primi passi del mestiere di genitore. I due improvvisati papà, tra un cambio di pannolino e l'altro, diventano, loro malgrado, esperti di bambini, accantonando, almeno per un po’, la dissennata vita condotta fino a quel momento.

5 scene di TRE UOMINI E UNA GAMBA che hanno fatto la storia | Netflix Italia

A rendere la rappresentazione ancora più animata e ricca di colpi di scena, l’autrice inserisce una storia di spaccio di droga, un elemento che aggiunge un'ulteriore dimensione alla commedia e che genera una serie di equivoci e malintesi. Nel frattempo, arriva in portineria il pacco che aspettava Paul, ma non attira l’attenzione dei due amici, troppo presi a cambiare la bambina. La faccenda si complica quando più tardi arriva la persona che deve ritirare il pacco. Si scoprirà che quello che Jacques aveva raccomandato di consegnare non era il carrozzino con la bambina, del quale lui non sapeva neppure l’esistenza, ma un involto contenente droga che era stato adagiato su un divano. Questa scoperta inattesa innesca un meccanismo di comicità basato sull'equivoco, che si dipana vertiginosamente in una serie ininterrotta di colpi di scena. I tre playboy si trovano coinvolti a loro insaputa in un traffico di stupefacenti, generando l'arrivo di una coppia di poliziotte, poi seguite dal loro commissario, che stanno appunto sorvegliando la zona per smantellare un traffico di stupefacenti e trovare i colpevoli. In questo vortice di malintesi, trovano spazio un commissario e due agenti di polizia, nonché un bizzarro spacciatore albanese, interpretato in modo esilarante. Un Feydeau dei nostri giorni è presente dietro la vicenda, che è esilarante oltre ogni dire. I giochi di parola la fanno da padrone, generando continue risate e battimani anche a scena aperta.

Il ritorno del padre della piccola Marie dall’oriente completa il quadretto dei tre papà alle prese con una bambina che riesce a conquistare il loro cuore. Come la storia va a finire è facilmente intuibile anche per chi non conosce il film, ma il percorso che porta a quel finale è un tripudio di comicità e tenerezza.

Il Cast e le Interpretazioni: Virtuosismi Scenici

Il cast dello spettacolo è di primo ordine e va lodato interamente per la sua professionalità e bravura. I bravissimi protagonisti non si risparmiano, ciascuno di essi esaltando i tre diversi caratteri dei loro personaggi, dimostrando una capacità di interpretazione che va oltre la semplice recitazione. Si tratta di saper proporre lo spettacolo come se fosse sempre la prima messa in scena e non una replica. Gli attori, presi dalle battute, sono divertiti e divertono, sono spigliati, naturali e molto empatici, coinvolgendo il pubblico fin dalle prime battute.

I tre protagonisti, Giorgio Lupano, Gabriele Pignotta e Attilio Fontana, sono perfettamente calati nel loro ruolo e riescono a creare scenette davvero divertenti, sfruttando le caratteristiche delle singole personalità.

  • Gabriele Pignotta nei panni di Michel, il disegnatore tecnico, è quello che appare il più integerrimo nello stabilire i compiti per l’accudimento della bambina, quando in realtà, di nascosto, sa intenerirsi forse più degli altri. Pignotta, che ricopre anche il ruolo di regista, dà il volto a Michel, un personaggio metodico che si rivela sorprendentemente sensibile.
  • Giorgio Lupano, interpretando Pierre, l'impiegato, è un bravissimo attore, anche se il suo personaggio è quello che perde più facilmente le staffe, forse per non mostrare il lato più sensibile del suo carattere. Un personaggio complesso che, pur nelle sue fragilità, manifesta un profondo attaccamento alla piccola Marie.
  • Attilio Fontana, nel ruolo di Jacques, l'assistente di volo, appare maggiormente nel secondo atto e sfodera con padronanza la sua arte nell’interpretare il papà biologico. Jacques vuole distinguersi dagli altri due, i quali, peraltro, non intendono rimanere in secondo piano. Viene ribadito più di una volta che tutti e tre sono i papà della piccola Marie, sottolineando il concetto di famiglia allargata e non convenzionale.

Ma un encomio speciale va ai comprimari, che non sono affatto semplici figure di contorno, ma lasciano il segno con i loro ruoli.

  • Fabio Avaro si rivela un simpaticissimo attore, capace di interpretare più ruoli con estrema disinvoltura. Lo si vede nel doppio ruolo del commissario e del pusher albanese, ma anche in quello di Paul e del corriere. La sua capacità di passare da un personaggio all'altro con grande maestria e caratterizzazione lo rende un elemento eccezionale del cast.
  • Malvina Ruggiano sa interpretare con piglio poliedrico tre personaggi uno diverso dagli altri. Oltre a quello di Sylvia e di una delle poliziotte, è segnatamente esilarante nel ruolo della farmacista, rendendo memorabili le scene in cui interagisce con i due improvvisati papà.
  • Carlotta Rondana, la divertente custode del condominio, che poi intesserà un rapporto sentimentale con il Commissario, completa il quadro di un cast in cui ogni attore contribuisce in modo significativo alla riuscita dello spettacolo.

Questi attori sono bravi quando riescono a entrare in un personaggio e renderlo credibile e naturale; sono eccezionali quelli che hanno ruoli diversi tra loro, con caratteristiche, accenti, posture e movenze differenti per ognuno, e riescono a interpretarli tutti senza cadere in fallo, soprattutto in una commedia dai tempi così rapidi.

La Visione Registica di Gabriele Pignotta

Il regista Gabriele Pignotta rivela tutta la sua abilità nell'imporre ritmi serrati e divertenti tempi comici, utilizzando ogni spunto del testo per inserire gag, balletti, improvvisazioni surreali ma certamente molto efficaci. La regia della versione italiana è affidata a Pignotta, ormai specialista in commedie brillanti sia come regista che come attore. La sua direzione si distingue per il ritmo con il quale conduce tutta la messa in scena, dove nulla è affidato al caso ma è studiato nei minimi particolari, e lo si avverte. Lo spettacolo è allegro e divertente, due ore a ritmi serrati che rendono leggera la narrazione, senza vuoti di scena o buchi di trama.

Gabriele Pignotta in un momento di regia o interpretazione

Benchè fedele al testo originale, Pignotta ha saputo renderlo uno spettacolo unico, addirittura più spassoso soprattutto nelle scene in cui un misterioso “pacco” lasciato dal corriere viene scambiato per la piccola Marie, trattandosi in realtà di droga. Questa capacità di esaltare la comicità intrinseca della storia, unita alla fluidità della narrazione, contribuisce a rendere lo spettacolo un'esperienza teatrale coinvolgente e indimenticabile.

L'Ambientazione Scenica e Sonora: Un Tuffo nella Parigi degli Anni Ottanta

L’elemento scenografico è di assoluta genialità e contribuisce in maniera determinante all'immersione del pubblico nella storia. Lo spettatore viene subito colpito dall’imponente scenografia firmata da Matteo Soltanto. D’effetto la scenografia che, oltre a ricreare un accogliente salotto con finestre sui tetti della ville lumière, offre un appartamento curato in ogni dettaglio. La scena fissa, apparentemente statica, un fermo immagine sul salotto dei tre scapoli per tutta la durata della commedia, nasconde però una sorprendente funzionalità. Attraverso un elemento mobile sul palco, un sistema di pannelli scorrevoli azionati sul lato destro, riesce a trasformare una parte dell’ambiente per spostare la vicenda dalla casa a luoghi esterni. Questa soluzione ingegnosa permette di creare ulteriori piccoli ambienti, come la farmacia, la portineria, il cortile, e di tornare ogni volta alla sua natura di guardaroba. Un modo astuto e inaspettato per cambiare scena senza togliere tempo allo spettacolo e far calare l’attenzione degli spettatori, mantenendo un ritmo serrato e dinamico.

Il tutto è illuminato dall’ottimo apporto delle luci, creato con maestria da Eva Bruno, che contribuisce a definire le atmosfere e a sottolineare i momenti chiave della narrazione. Silvia Frattolillo si è occupata dei molteplici bei costumi, tutti naturalmente in stile anni ’80, perfettamente in linea con l’ambientazione della commedia, trasportando visivamente il pubblico in quel decennio iconico.

Scenografia dell'appartamento dei tre scapoli con vista sui tetti di Parigi

L'ambientazione parigina non sarebbe completa senza la giusta colonna sonora. Azzeccata la scelta delle musiche che collocano perfettamente tutta l’opera nell’atmosfera vibrante e caratteristica della capitale francese. “Tre uomini e una culla” è anche un tuffo negli anni ’80 grazie alla sua colonna sonora ricca di pezzi dell’epoca. Molti in lingua francese, come “Amoureux solitaires” della belga Lio, “C’est la ouate” di Caroline Loeb e l’inconfondibile colonna sonora de “Il tempo delle mele”, ma anche brani inglesi, da Cyndi Lauper alla Final Countdown degli Europe, fino a una travolgente coreografia sulle note di Footloose. Questa selezione musicale non solo arricchisce l'esperienza sensoriale ma evoca anche una potente nostalgia per il periodo in cui la storia originale fu concepita.

Oltre la Risata: Riflessioni su Paternità e Famiglia

La commedia, pur partendo da un taglio comico, affronta un tema attuale nei nostri anni, ma che era di rottura negli anni in cui fu realizzata, tanto che l’autrice subì diverse critiche da parte dei movimenti femministi. La bellezza e l’attualità dell’opera si rivela anche nell’affrontare il tema della famiglia non tradizionale, ma comunque capace di creare fortissimi legami. La figura maschile, all’inizio quasi “imbranata” nell’accudimento della neonata, subisce nel corso dello spettacolo una profonda evoluzione. I tre uomini, con un percorso molto articolato e non indolore, passano da scapoli a papà attenti ed affettuosi. “Tre uomini e una culla” non ha nessuna pretesa e nessun insegnamento da impartire su come essere dei buoni genitori. Né consiglia modelli di famiglia da seguire. La riflessione che ci viene da fare è che nessuno nasce perfetto e nessun genitore lo è, ma lo si apprende sul campo, giorno dopo giorno. La storia di questi tre uomini che hanno saputo cambiare vita, affezionandosi a questa bambina entrata prepotentemente nelle loro esistenze, è un racconto delicato che tratta con leggerezza il tema della paternità, attribuendole però un profondo significato.

Lo stile cinematografico del racconto non passa inosservato, le battute sono leggere e mai volgari, ma si racconta anche la storia di tre uomini che hanno saputo cambiare vita affezionandosi giorno dopo giorno a questa bambina. I tre protagonisti interagiscono bene tra loro e anche con la bambola/bambina, riuscendo a mostrare le sfaccettature e l’evoluzione dei rispettivi personaggi.

Un altro elemento del tutto inatteso e di grande impatto emotivo è stata la rottura della quarta parete alla fine. In quel momento, gli attori si rivolgono al pubblico per cantare insieme la ninna nanna alla piccola Marie. Questa sorta di metateatro, quando il pubblico viene invitato a cantare il ritornello di una piccola ninna nanna interpretata dai tre attori, oltre a provocare una sana ilarità, sa infondere tenerezza in un pubblico attento che sa essere partecipe. È in questo modo che Pierre, Jacques e Michel, accolgono il pubblico, facendolo entrare immediatamente nella loro routine di single incalliti, tra scherzi e risate, e lo congedano con un momento di condivisione e affetto.

Il Successo e l'Eredità di un Classico

L'affiatamento degli attori, la brillante regia, la scenografia funzionale e suggestiva, insieme alla risonanza dei temi trattati, hanno contribuito al grande successo di questo adattamento teatrale. Lo spettacolo ha visto in scena i tre affiatati attori "impeccabili" e "interpreti di grandissima bravura", come sono stati definiti dal giornalista Roberto Trovato nella sua recensione sulla rivista teatrale “Sipario”. La commedia, caldamente applaudita dal pubblico, continua ad essere in replica, ad esempio fino al giorno 23 aprile, o come testimonia la recensione riferita alla rappresentazione del 9 gennaio. Anche il prezzo dei biglietti per serate speciali, come Capodanno a €80.00, testimonia il valore e la richiesta di questo spettacolo.

La trasposizione teatrale di "Tre uomini e una culla" rappresenta un esempio eccellente di come un classico cinematografico possa essere reinterpretato e reso attuale, conservando la sua anima ma acquisendo nuove forme e linguaggi scenici. È una commedia che continua a emozionare e a far riflettere, dimostrando che l'amore, la responsabilità e il concetto di famiglia sono temi senza tempo, capaci di generare risate e commozione in ogni epoca.

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