La tosse rappresenta un sintomo estremamente frequente nei bambini e, di conseguenza, la causa più comune che spinge un genitore a consultare il pediatra. È bene chiarire innanzitutto che la tosse non è una malattia ma un sintomo, un meccanismo di difesa con cui l’organismo cerca di liberarsi da patogeni e particelle estranee. Non consiste solo nell'emettere rumorosamente aria dalla bocca, ma è la manifestazione di una catena di eventi, alcuni volontari altri spontanei (incontrollati), con l'aumento momentaneo della pressione dell'aria nelle vie aeree e la sua successiva espulsione.

Il meccanismo fisiologico della difesa respiratoria
Lungo le pareti delle vie respiratorie ci sono dei recettori, vere e proprie "sentinelle", che in presenza di muco eccessivo o di altre sostanze, inviano un segnale al cervello dove c'è un centro che regola la contrazione involontaria di alcuni muscoli che servono a comprimere l'aria nelle vie aeree. Durante questa compressione la glottide rimane chiusa, ma appena si è formata abbastanza pressione, si apre e permette l'espulsione rapida, forte e rumorosa di aria. Questa violenta fuoriuscita è solitamente sufficiente per portare con sé le sostanze che ostruiscono le vie aeree. È importante ricordare che oltre ad esercitare un effetto benefico per il bambino, la tosse può anche rappresentare un mezzo di trasmissione, per via aerea, di alcune malattie infettive.
Tipologie di tosse: distinzioni cliniche
La tosse nei bambini è un fenomeno che può avere cause molto diverse tra loro. Gli esperti suggeriscono una suddivisione in tre grandi categorie temporali:
- Tosse acuta: è causata soprattutto da infezioni virali e batteriche delle vie aeree superiori e in oltre il 30% dei casi l’agente eziologico più frequente è il rhinovirus. Si tratta di una tosse stizzosa, inizialmente secca e scarsamente produttiva.
- Tosse persistente: nel 10% dei casi di tosse acuta questa può proseguire per 3-4 settimane. Attualmente, in primis per le inadeguate coperture vaccinali, la pertosse rappresenta la causa più comune di tosse persistente nel bambino di età scolare e nell’adolescente.
- Tosse cronica: si tratta di una tosse di lunga durata, anche per più di 8 settimane, che può avere origine più di frequente da infezioni respiratorie ricorrenti, bronchiti batteriche protratte o asma bronchiale.

Cause comuni e fattori scatenanti
Le cause della tosse nei bambini sono numerose e ciascuna necessita di un approccio specifico. La causa più diffusa è un’infezione delle vie respiratorie, come l’influenza, le sindromi influenzali e il raffreddore. A causare queste malattie sono i virus, che riescono a penetrare nell’organismo quando le difese sono più indebolite.
Tuttavia, esistono altre variabili da considerare:
- Inalazione di corpi estranei: Una tosse improvvisa e secca, che si manifesta mentre il bambino mangia o gioca, può indicare l’aspirazione di oggetti piccoli (come bottoni, pezzi di cibo o saliva). Se la tosse si interrompe e compaiono segni di soffocamento, pallore e cianosi, è necessario attuare le manovre di disostruzione pediatrica.
- Asma bronchiale: Spesso associata a un sibilo durante l’espirazione e affanno respiratorio.
- Tosse psicogena: Detta anche somatica, si presenta come una tosse secca e stizzosa, ma scompare durante il sonno.
- Fattori ambientali: Fumo, inquinamento, polvere e pollini agiscono come irritanti costanti.
Gestione della tosse notturna
Un bambino che tossisce spesso dà subito pensiero al genitore, perché percepita come un sintomo allarmante. Questo disturbo si acuisce nel momento del riposo, perché da sdraiati il muco tende ad accumularsi nella gola. Frequentemente la tosse notturna è scatenata dal muco che ostruisce il naso e cola nella parte posteriore della faringe. Per liberare il naso e calmare quindi la tosse si possono effettuare lavaggi nasali prima di far coricare il bambino. Questa pratica è priva di effetti collaterali e si può effettuare con della semplice soluzione fisiologica. Buoni risultati si ottengono con l’acido ialuronico, che protegge e idrata la mucosa nasale e ha funzioni antinfiammatorie e antimicrobiche.
Rimedi non farmacologici e stile di vita
Nella maggior parte dei casi, la tosse può essere curata efficacemente con il ricorso a semplici rimedi non farmacologici. La stanza dove il bambino dorme deve avere condizioni ambientali che favoriscano il benessere delle vie aeree: la temperatura non dovrebbe superare i 19-20 gradi e anche coperte e pigiamini pesanti sono sconsigliati.
- Idratazione: Mantenere il bambino ben idratato è fondamentale. Bere molti liquidi, soprattutto acqua, rende il muco fluido e quindi più facilmente eliminabile. Le bevande tiepide possono avere un effetto emolliente, trasformando la tosse secca in tosse produttiva.
- Umidificazione: L'umidificazione dell'ambiente è un altro rimedio utile per inumidire le vie aeree.
- Posizione: Sollevare leggermente la testa durante il sonno può favorire una migliore respirazione.
Tosse cronica 5 esercizi per calmare l'irritazione
Il ruolo del miele e degli ingredienti naturali
I prodotti naturali non sono tutti uguali e non sempre si possono impiegare indiscriminatamente. C’è un alimento, però, il cui impiego ha dato risultati significativi e documentati, tanto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità lo cita come emolliente: il miele. Uno studio ha osservato che la somministrazione di miele riduce la frequenza della tosse e migliora il riposo notturno. È consigliato l’uso di preparati contenenti ingredienti di origine naturale, come Miele e Altea. L'estratto di Altea è ricco in mucillagini ad azione lenitiva sulle mucose respiratorie e noto supporto per sostenere le regolari funzioni delle vie aeree.
Attenzione: Il miele può essere proposto solo a partire dai 12 mesi di età a causa del rischio, anche se raro, che sia contaminato da spore botuliniche.
Precauzioni sui trattamenti farmacologici
La somministrazione dei sedativi per la tosse nei bambini non è consigliata e non andrebbe effettuata, a maggior ragione se la tosse è grassa e produttiva. I farmaci mucolitici consentono di fluidificare le secrezioni, ma i bambini molto piccoli hanno difficoltà a utilizzare questo riflesso naturale, e sono stati osservati casi di ostruzione respiratoria e di aggravamento di un’eventuale bronchiolite acuta.
I pediatri dovrebbero assicurare bambini e genitori spiegando i limitati benefici di questi farmaci da banco, che possono contenere sostanze potenzialmente pericolose. Se il medico ritiene necessario un trattamento farmacologico, vanno utilizzati farmaci che contengono un solo principio attivo. In caso di tosse grassa, si possono valutare mucolitici specifici solo dopo i due anni di età e sempre sotto stretto controllo medico.

Quando consultare il pediatra
Sebbene nella maggior parte dei casi la tosse sia parte di un'infezione virale che si risolve spontaneamente in 2-3 settimane, è necessario rivolgersi al medico se:
- La tosse è persistente (oltre le 4 settimane).
- È accompagnata da febbre alta.
- Il bambino presenta difficoltà respiratorie, respiro rapido, sibili o segni di affanno.
- Sono presenti vomito frequente o inappetenza prolungata.
- Si sospetta l'inalazione di un corpo estraneo.
Ogni bambino è diverso, ogni tosse ha le sue caratteristiche e solo il pediatra, attraverso un'accurata anamnesi e un esame obiettivo, può prescrivere la terapia più adatta. La tosse è un meccanismo di difesa del corpo e non una malattia; per questi motivi non andrebbe trattata appena insorge senza un parere professionale.
tags: #tosse #persistente #nei #bambini