Durante la gravidanza il feto può posizionarsi in molti modi diversi all’interno dell’utero della madre. Può essere rivolto verso l’alto o verso il basso o verso la schiena o la parte anteriore della madre. Inizialmente, il feto è in grado di muoversi facilmente o cambiare posizione quando la madre si muove. Verso la fine della gravidanza il feto è più grande, ha meno spazio per muoversi e rimane in una posizione. La posizione del feto ha un effetto importante sul parto e, nel caso di certe posizioni, è necessario un parto cesareo. Esistono termini medici che descrivono con precisione la posizione del feto; identificare la posizione fetale aiuta i medici ad anticipare potenziali difficoltà durante il travaglio e il parto.

Concetti Fondamentali di Presentazione e Posizione
La presentazione indica la parte del corpo del feto che si immette per prima nel canale del parto (chiamata parte presentata). Solitamente si tratta della testa, anche se a volte possono essere i glutei (presentazione podalica), una spalla o il viso. La posizione indica se il feto è rivolto all’indietro (occipito-anteriore) o in avanti (occipito-posteriore). L’occipite è un osso situato nella parte posteriore della testa del bambino. Quindi, la posizione rivolta all’indietro è detta occipito-anteriore (feto rivolto verso la schiena della madre e verso il basso quando la madre è distesa supina). La posizione rivolta in avanti è chiamata occipito-posteriore (feto rivolto verso l’osso pubico della madre e verso l’alto quando la madre è sdraiata supina).
La situazione fetale si riferisce all’angolo del feto rispetto alla madre e all’utero. La situazione longitudinale (la colonna vertebrale del bambino è parallela alla colonna vertebrale della madre) è normale, ma a volte il feto è posizionato lateralmente (trasversale) o a un angolo (obliqua). Per quanto riguarda questi aspetti del posizionamento fetale, la combinazione più comune, più sicura e più facile per la madre è la seguente:
- Presentazione di testa (detta presentazione di vertice o cefalica)
- Rivolto all’indietro (posizione occipito-anteriore)
- Colonna vertebrale parallela alla colonna vertebrale della madre (situazione longitudinale)
- Collo piegato in avanti con il mento flesso
- Braccia incrociate sul petto
Se il feto si trova in una posizione, situazione o presentazione diversa, il travaglio può essere molto più difficoltoso e il parto vaginale può rivelarsi impossibile.
Fattori di Variazione nel Posizionamento
Variazioni nella presentazione, nella posizione o nella situazione fetale possono verificarsi quando il feto è troppo grande per la pelvi della madre (sproporzione feto-pelvica), l’utero ha una forma anomala o contiene masse anomale come fibromi, il feto ha un difetto congenito, o è presente più di un feto (gestazione multipla). Verso il termine della gravidanza, il feto si mette in posizione per il parto. Normalmente, la presentazione è di vertice (prima la testa) e la posizione è occipito-anteriore (feto rivolto verso la colonna vertebrale della madre), con il viso e il corpo su un lato e il collo flesso.
Le variazioni nella presentazione fetale comprendono viso, fronte, natica e spalla. La posizione occipito-posteriore (feto rivolto in avanti, verso l’osso pubico della madre) è meno comune rispetto alla posizione occipito-anteriore (feto rivolto all’indietro, verso la colonna vertebrale della madre).
Parto Naturale 3D
Analisi delle Presentazioni Anomale e Gestione Clinica
Nella posizione occipito-posteriore il feto ha la testa verso il basso (presentazione di vertice), ma è rivolto in avanti. Si tratta di una posizione non anomala molto comune, ma rende il parto più difficile. Spesso quando un feto ha la testa rivolta anteriormente il collo è diritto anziché flesso e ciò fa sì che sia necessario maggiore spazio affinché la testa attraversi il canale del parto. Può essere necessario un parto assistito con una ventosa ostetrica o il forcipe oppure il parto cesareo.
La Presentazione Podalica
Nella presentazione podalica le natiche del bambino o a volte i piedi sono posizionati in modo da essere partoriti per primi. Nel parto vaginale, i bambini che presentano prima le natiche sono maggiormente a rischio di subire lesioni o persino morire rispetto a quelli che si presentano di testa. Il motivo dei rischi per i bambini in presentazione podalica è che le anche e le natiche del bambino non sono larghe quanto la testa. Pertanto, se le anche e le natiche passano per prime attraverso la cervice, il passaggio potrebbe non essere abbastanza largo per la testa. Inoltre, se la testa segue le natiche, il collo può essere piegato leggermente all’indietro, aumentando la larghezza necessaria per l’espulsione.
Se la testa rimane incastrata, esercita una pressione sul cordone ombelicale nel canale del parto, cosicché al bambino arriva molto poco ossigeno. Il danno cerebrale dovuto alla mancanza di ossigeno è più comune nei bambini con presentazione podalica rispetto a quelli con presentazione cefalica. A causa del rischio di lesioni o perfino di morte del bambino, si preferisce il parto cesareo se il feto è in presentazione podalica, salvo quando il medico ha molta esperienza ed è abile nel parto podalico.
Altre Presentazioni: Faccia, Fronte e Trasversale
Nella presentazione di faccia il collo è piegato all’indietro; di conseguenza, si presenta per primo il viso piuttosto che la parte superiore della testa. Nella presentazione di fronte il collo è moderatamente inarcato e si presenta prima la fronte. Di solito il feto non rimane in una presentazione di faccia o di fronte; queste presentazioni spesso si trasformano in presentazione di vertice prima o durante il travaglio. In caso contrario, di solito è raccomandato un parto cesareo. Nella posizione trasversale il feto giace in posizione orizzontale attraverso il canale del parto e si presenta prima di spalle. In tal caso viene eseguito un parto cesareo a meno che il feto non sia il secondo di una coppia di gemelli.

Il Travaglio e la Fisiologia della Nascita
Il complesso dei fenomeni che hanno lo scopo di espellere il feto e i suoi annessi dall’organismo materno costituisce il travaglio di parto o più semplicemente ‘parto’. A partire dal quarto mese di gravidanza i movimenti del feto vengono percepiti piuttosto di frequente, ma con l'inizio del nono mese il bimbo sembra calmarsi in vista del parto. Lo spostamento della testa del feto spinge l'utero sulla vescica, perciò la madre potrebbe avvertire più frequentemente il bisogno di urinare e potrebbe sentire un peso molto in basso nella vagina. Di solito il feto scende nel bacino a partire dalla 36esima settimana e con lui si abbassa anche la pancia.
Monitoraggio e Assistenza Ostetrica
Il monitoraggio fetale intrapartum ha come scopo quello di determinare l’abilità del feto a rispondere positivamente allo stress del travaglio. Garantire che il focus dell’assistenza rimanga la donna piuttosto che il tracciato cardiotocografico è fondamentale. L’ostetrica dovrebbe informare le donne in tal senso e supportarle nell’adottare ogni possibile posizione durante il travaglio e il parto e di poterla cambiare come e quando vogliono.
I parametri cardiotocografici (CTG) possono essere raggruppati nelle seguenti classi: rassicurante, non rassicurante o anormale. Se la dilatazione completa della cervice è stata confermata nella donna ma essa non sente il bisogno di spingere, effettuare un’ulteriore valutazione dopo 1 ora. L’informazione è la parola chiave: informare la donna prima del parto sul secondamento, su cosa aspettarsi con il package di assistenza per la gestione del terzo stadio di travaglio e i benefici/rischi associati ad ognuno.
Plasticità Cranica e Adattamento al Canale del Parto
Durante la nascita il cranio del feto può modificare la sua forma per attraversare al meglio il canale del parto, uno spazio abbastanza limitato. Le ossa del cranio del bebè sono abbastanza mobili, grazie alla presenza delle fontanelle. Tuttavia capita spesso, dopo la nascita, che le ossa della testina del neonato non riacquistino subito la loro posizione naturale. Ed è frequente notare, ad esempio, che la forma del cranio del neonato risulta deformata, asimmetrica, allungata.
Ricerca recente ha evidenziato che oltre alla deformazione del cranio, si deforma anche il cervello. In vista della nascita, la testa del bambino si sposta verso il canale del parto. A questo punto, fissando l'occipite sotto la sinfisi pubica, la testa compie un movimento di estensione, che le consente finalmente di uscire. La spalla impegnata sotto la sinfisi pubica funge da perno, consentendo alla spalla cosiddetta posteriore di liberarsi per prima, quindi fuoriesce facilmente anche la seconda e con essa tutto il corpo fetale.

Responsabilità Professionale e Sicurezza
Una presentazione fetale anomala non diagnosticata può portare a complicanze del parto e gravi rischi per il neonato. È raccomandato che ad ogni donna a termine di gravidanza venga diagnosticata la presentazione fetale dal professionista che l’ha assistita durante la gestazione. La diagnosi di presentazione viene eseguita osservando e palpando l’addome della donna, auscultando il battito cardiaco del feto e con la visita vaginale. Nei casi dubbi è opportuno eseguire un’ecografia per confermare la diagnosi.
Le complicazioni associate alla presentazione di faccia sono molteplici. Pertanto, è necessario che in caso di presentazioni di faccia il feto sia monitorato con attenzione e che il parto sia gestito da un ginecologo esperto. Inoltre, se vengono rilevati segni di sofferenza fetale, se il travaglio non progredisce o se il bambino non si converte in una posizione mento-anteriore (MA), il medico deve immediatamente ricorrere al parto cesareo. Mancanze commesse nel seguire queste linee guida costituiscono ipotesi di negligenza. Se il bambino ha subito lesioni durante il parto causate da malasanità, è opportuno rivolgersi ad un avvocato che abbia esperienza in negligenza medica, supportato da un team di esperti medici neonatologi e ginecologi.
Il puerperio è definito come il periodo di tempo che inizia subito dopo il parto e termina con il ritorno dell’apparato genitale alle condizioni anatomo-funzionali pregravidiche, ovvero circa 4-6 settimane. Per questo una guida di supporto per affrontare questo periodo può essere molto importante per la donna. Sapete che è stato evidenziato un legame tra depressione postpartum e ansia legati al peso e all’immagine del proprio corpo a un anno dal parto? La sapienza clinica e l'attenzione costante alla diade madre-bambino rappresentano i pilastri per un esito favorevole della nascita.
tags: #testa #fetale #incoronata