La Prospettiva Filosofica di Vittorio Possenti sulla Fecondazione Assistita: Oltre il Nichilismo Giuridico

La questione della fecondazione assistita, in particolare nella sua forma eterologa, non rappresenta solo una sfida di natura tecnica o medica, ma costituisce un banco di prova fondamentale per la filosofia del diritto contemporanea. Il dibattito, spesso polarizzato, trova in Vittorio Possenti, giuspersonalista e attento studioso della dignità umana, un interlocutore che solleva interrogativi radicali sulla tenuta del concetto di "diritto" nella società postmoderna. L'analisi si fonda su una distinzione preliminare, vitale per comprendere l'intera architettura critica: quella tra diritti autentici e mere "pretese" soggettive.

rappresentazione concettuale di una bilancia che pesa diritti e desideri

Il Nichilismo Giuridico e l'Eclissi del Diritto Naturale

Il pensiero di Possenti muove dall'osservazione di un fenomeno che egli definisce "nichilismo giuridico". Parte del più generale nichilismo occidentale, il nichilismo giuridico gli appare, infatti, pericolosamente in grado di insidiare la natura stessa del diritto, scindendone i legami con la ragione e la giustizia e rendendolo sempre più autonomo, mero "diritto positivo" fondato esclusivamente su sé stesso. In un'epoca segnata dal "divenirismo", anche il mondo del diritto si presta a governare la dialettica sociale facendosi lui stesso variabile.

Questo scenario conduce a un eccesso di possibilità che vanno di volta in volta decise dal potere o dalla volontà fattualmente in vigore. Di conseguenza, l'idea di un "diritto naturale" che abbia un suo intrinseco valore diventa difficile da concepire. Nel nichilismo giuridico si manifesta la vittoria del positivismo giuridico assoluto, che separa il problema del diritto dal problema della giustizia. Essere giuspersonalisti, per Possenti, significa sostenere che esiste qualcosa che non può mai diventare diritto, anche se votato da una maggioranza.

La Tecnica come Idolo e la Trasformazione dei Diritti in Pretese

L'impatto del nichilismo nella cultura e nel costume della nostra società è reso ancora più pericoloso dalla supremazia, o meglio dalla "potenza", della tecnica. Questa, mettendo a disposizione possibilità quasi illimitate di intervento e manipolazione, inclina a ritenere che il fattibile tecnicamente sia ipso facto lecito moralmente.

In questo contesto, molti presunti diritti dell'oggi sono solo pretese che si vestono da diritti in base al fatto che la scienza può soddisfarle. Possenti contesta fermamente la concezione "liberal-libertaria", alla quale imputa di trasformare semplici desideri soggettivi in diritti. I diritti umani stanno diventando una religione secolare, l'unica religione cui il secolarismo presta fede, perdendo il loro scopo primario: quello di essere una custodia basilare dell'umano.

schema che illustra la distinzione tra bisogno terapeutico e desiderio di procreazione

Critica alla Sentenza della Corte Costituzionale sulla Fecondazione Eterologa

Un punto focale dell'analisi di Possenti è la sentenza n. 162/2014 della Corte costituzionale italiana, che ha reso lecito il ricorso alla fecondazione artificiale eterologa. Per Possenti, tale decisione riflette l'idolatria radical-libertaria, che eleva le aspettative dei singoli all'assoluto.

La critica si articola su diversi livelli:

  1. La natura del "diritto al figlio": Possenti sostiene che si possono vantare diritti in rapporto a cose, non in rapporto a soggetti. Il "diritto al figlio", creato dalla giurisprudenza, è in realtà una pretesa che prevale sui diritti del nascituro.
  2. Il disequilibrio tra adulti e nascituri: Nel ragionamento della Corte, al figlio non sono riconosciuti i diritti fondamentali di avere genitori reali e di conoscere le proprie origini. Essi sono chiaramente subordinati all'"incoercibile" libertà di autodeterminazione della coppia.
  3. La riduzione della paternità: La figura del fornitore di gameti è "fatta sparire" nelle considerazioni giuridiche, riducendo la procreazione umana a un puro problema tecnico che conosce le regole del produrre, ma non le norme dell'agire.

L'Assolutizzazione del Diritto alla Salute

Un altro pilastro del pensiero di Possenti è la critica alla nozione di "salute" promossa dall'OMS. Definire la salute come un "completo benessere fisico, psichico e sociale" sposta il problema sul lato soggettivo, abbandonando il concetto di fisiologia o normalità di funzionamento.

Questo approccio favorisce una "medicina dei desideri" in grado di negare l'idea stessa di limite naturale. La maggior parte dei problemi acuti che travagliano la medicina e la bioetica derivano proprio dal ruolo centrale assunto dal desiderio rispetto al bisogno. In ambito procreativo, ciò è evidente: la fecondazione artificiale extracorporea non è una terapia in senso proprio, poiché non interviene sulle cause biologiche della sterilità, ma mira esclusivamente all'ottenimento dell'effetto desiderato (il figlio).

Sessione 1: Manipolare la vita: l'etica delle biotecnologie emergenti

Verso lo Scenario Eugenetico: Conseguenze e Prospettive

La sdogana della fecondazione eterologa apre, secondo l'analisi di Possenti, una serie di scenari preoccupanti. Una volta superato il limite, si possono pronosticare ulteriori passaggi: la diffusione di eterologa per coppie fertili, per single o per coppie omosessuali, fino ad arrivare a un mercato senza limiti dei gameti e alla pratica dell'utero in affitto.

Tutto ciò si inserisce in una mentalità scientista ed eugenetica, in cui la vera e sicura generazione è destinata a diventare quella interamente artificiale, non più il naturale concepimento seguito da gravidanza. La distruzione degli embrioni umani, il fine dei legami familiari come storicamente conosciuti e l'incremento degli interventi eugenetici sono, in quest'ottica, il risultato dell'abbandono di ogni rilevanza obiettiva della nozione di "natura umana".

La natura, in questo nuovo paradigma, diventa soltanto il prodotto culturale storicamente variabile di scelte e decisioni del singolo. Sganciate da ogni distinzione tra fisiologia e patologia, le aspirazioni dell'uomo rischiano di tradursi in atti arbitrari, privi di quel fondamento dignitario che dovrebbe invece proteggere la persona, specialmente il soggetto più debole: il non nato. La sfida, pertanto, rimane quella di gestire le travolgenti possibilità tecnologiche in maniera coerente con la custodia dell'umano, evitando che il progresso scientifico diventi l'unico metro di giudizio per ciò che è giusto.

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