Guida completa: Tappi per lavandino e sistemi di protezione antiriflusso

I piccoli inconvenienti domestici, si sa, capitano sempre nei momenti peggiori e possono portar via un po’ di tempo prezioso. Eppure, hanno un grande pregio: risolverli è cosa semplice, specie se si affrontano con la giusta calma e un po’ di giudizio. Questo è il monito che dobbiamo avere quando ci chiediamo come sbloccare il tappo del lavandino, quella sfortunata volta che accade in cucina o in bagno. È necessario distinguere tra le problematiche legate ai comuni tappi di scarico e i sistemi di sicurezza idraulica definiti "antiriflusso", spesso confusi ma operanti su livelli strutturali completamente differenti.

schema delle tipologie di scarico lavabo

Le tipologie di tappi per lavandino e il loro funzionamento

Partiamo da un presupposto: i tappi per il lavabo non sono tutti uguali. Ne esistono, infatti, tre specifiche tipologie altamente diffuse nelle case di tutta Italia. Ogni tipologia ha un diverso funzionamento e, soprattutto, eventuali motivi diversi per cui potrebbero bloccarsi.

  • Il tappo saltarello: Questo sistema di apertura e chiusura è legato a un elemento meccanico esterno. Spesso azionato da una levetta situata dietro il rubinetto, agisce su un’astina che solleva o abbassa la piletta.
  • Il tappo click-clack: Questo meccanismo ha un funzionamento diverso: esso va premuto sia per chiuderlo che per aprirlo. Spesso il tappo è dotato di una molla interna che permette lo scatto.
  • Il tappo standard: Si alza e si abbassa manualmente. In questo caso, essendo il meccanismo basico e privo di componenti complesse, è difficile riscontrare vere e proprie cause meccaniche di blocco, solitamente imputabili solo ad accumuli di sporco.

Interventi pratici per lo sblocco dei tappi

Una volta inteso con quale tipologia di tappo da lavandino abbiamo a che fare, come agire per sbloccarlo? Di solito, è bene partire con delle piccole manovre di primo intervento che, nella maggioranza dei casi, potrebbero risolvere rapidamente la situazione.

Nel caso specifico del tappo saltarello, potrebbe essere utile provare a premere delicatamente sul tappo, mentre con l’altra mano si prova ad alzarlo e abbassarlo ripetutamente finché esso non viene naturalmente fuori. In caso in cui sia un click-clack ad essere bloccato, sarà bene provare a svitarlo in senso antiorario, aiutandosi con una pinza qualora sia troppo stretto e faccia, quindi, troppa resistenza alla nostra azione.

Se nessuna delle manovre di primo intervento ha funzionato, non c’è da disperarsi. Ci sono soluzioni poco invasive che possono aiutarvi a risolvere il problema prima di ricorrere a procedimenti più lunghi. La prima cosa che si può fare per sbloccare un tappo click-clack o un tappo standard è quella di applicare del lubrificante per ridurre l’ostruzione e rendere lo scorrimento del tappo più agevole. Anche la ventosa, in assenza di lubrificante, può essere un’ottima soluzione. È importante sceglierla di un’ampiezza grosso modo pari a quella del tappo, poiché in caso contrario l’azione della ventosa non sarà forte quanto necessario.

Quando smontare il sifone diventa necessario

Smontare parzialmente il lavandino è, sfortunatamente, un procedimento un po’ rognoso che bisogna attuare nel momento in cui nessuna delle soluzioni precedenti ha una reale efficacia. Se ci si chiede come sbloccare il tappo del lavabo dopo averle tentate tutte, rimuovere il sifone e svitare il tubo posto sotto la piletta di scarico rappresentano l’ultima soluzione. Questo breve procedimento serve a poter accedere allo scarico e spingere il tappo dal basso. Azione che, per quanto scomoda sulla carta, non ruba troppo tempo, non richiede una grande quantità di attrezzi e non impensierirà un appassionato del fai da te.

esploso di un sifone sotto lavabo

Protezione dalle inondazioni: Cos’è il riflusso?

Distinto dal blocco meccanico del tappo, il "riflusso" indica un fenomeno critico che si verifica quando nella canalizzazione confluisce una quantità d’acqua superiore alla capacità della struttura. Questo può avvenire in caso di forti piogge o inondazioni (fognatura intasata). In presenza di forti precipitazioni, il livello dell’acqua supera il cosiddetto livello di riflusso, inteso di norma come il bordo superiore della strada. I locali situati in profondità, nei sotterranei o nelle cantine, vengono rapidamente allagati.

Le acque di scarico che confluiscono nella fognatura con una pendenza libera sono messe in sicurezza con una valvola antiriflusso. In caso di riflusso, la clapet si chiude ed impedisce alle acque di scarico di penetrare all'interno dell'abitazione. Se la rete fognaria pubblica si trova più in alto rispetto al punto di scarico dell’edificio, le acque di scarico devono essere pompate al di sopra del livello di riflusso con un impianto di sollevamento.

Valvole antiriflusso a membrana WS

Fattori decisivi nella scelta dei dispositivi antiriflusso

Si dovrebbe installare una clappa anti-ritorno ogniqualvolta sia possibile prevedere un eventuale riflusso. Il fenomeno è spesso riscontrato lungo collettori misti o vicino a scaricatori delle piene. Il più delle volte, non si conosce la situazione sfavorevole al momento della costruzione e la clappa diventa una soluzione di soccorso per evitare ulteriori inondazioni.

Nella scelta della valvola più adatta, vanno considerati cinque punti fondamentali:

  1. Tipo di acque di scarico: È essenziale sapere se il dispositivo deve gestire acque contenenti sostanze fecali (provenienti da servizi igienici) o acque grigie (doccia, lavatrice). Questo impatta sulla sicurezza e sulle norme di installazione.
  2. Luogo di installazione: A seconda che si tratti di una ristrutturazione, di un nuovo edificio o dell'integrazione esterna in un pozzetto, le valvole variano sensibilmente.
  3. Pendenza verso la fognatura: Se la fognatura si trova in posizione più alta rispetto al dispositivo, le acque devono essere sollevate tramite un impianto di sollevamento.
  4. Numero di punti di scarico: È preferibile valutare se sia necessaria una protezione singola o centralizzata nel condotto collettore che protegga tutti i punti collegati.
  5. Funzionalità durante il riflusso: Quando la valvola è chiusa, le acque non possono essere smaltite naturalmente. In contesti critici, è opportuno valutare sistemi che permettano lo smaltimento tramite una pompa di rilancio, garantendo la continuità dell'impianto.

Soluzioni tecnologiche: Clappe e sistemi avanzati

Il funzionamento di una valvola antiriflusso è spesso molto semplice: il flusso d’acqua spinge uno sportello che rimane chiuso quando non c’è deflusso verso l’esterno. Questo tipo di clappa è inserito nella canalizzazione come un normale tubo corto in PVC. Se interrata, è necessario collocarla sul fondo di un pozzetto per avere accesso e pulirla.

Sistemi più avanzati come WaBack® o WaStop® offrono soluzioni certificate. Il sistema WaBack® funge sia da clappa anti-riflusso che da pozzetto, ed è prefrabbricato in polietilene. La sua efficacia è stata testata da laboratori internazionali, garantendo l'arresto delle inondazioni causate dal riflusso. La clappa WaStop®, invece, può essere installata in pochi minuti in un pozzetto esistente, raccordata con manicotti. Questi modelli, con diametri variabili, sono progettati per resistere a pressioni di ritorno significative, garantendo standard rigorosi come le normative europee EN 13564.

installazione di una valvola antiriflusso in un pozzetto

Per quanto riguarda i tappi da lavabo, invece, la prevenzione resta l'arma migliore. Si può prevenire la formazione del calcare tramite appositi prodotti, oppure applicare dei filtri al rubinetto per evitare la formazione di residui. Un pizzico di calma, attenzione e una routine ben definita possono aiutare incredibilmente nel far sparire problemi banali e fastidiosi, garantendo al contempo che i sistemi di drenaggio siano sempre pronti a gestire anche le emergenze climatiche più avverse.

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